Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

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LATTE DI MANDORLA FATTO IN CASA

laytte di mandorla e mandorle Per molti anni il latte di mandorla era una di quelle cose che mi facevano venire l’acquolina in bocca mentre viaggiavo verso la Sicilia e immaginavo le cose buone che avrei trovato. Adesso lo possiamo comprare in tutti i supermercati, e già che non posso più lasciare che sia una esclusiva della Sicilia e una dolce tradizione, tanto vale farlo in casa, no?
Il latte di mandorla è buono, profumato e delicato: non ti fa sentire la mancanza del latte “vero”. Inoltre è molto nutriente, perché le mandorle contengono proteine, grassi mono e polinsaturi, minerali e vitamine (di cui ho parlato in un post precedente).
Se siete intolleranti al lattosio, se siete vegan, oppure avete deciso semplicemente di fare una pausa dai prodotti di origine animale per qualche giorno a scopo depurativo, il latte di mandorla può fare al caso vostro.
Ecco un modo semplice per farlo da soli:

Ingredienti
– 200 g di mandorle dolci
– 1 l di acqua circa
– 2 cucchiai di miele oppure nettare d’agave.

Preparazione
– Mettete a bagno le mandorle in acqua bollente per tutta la notte.
– Pelate le mandorle.
– Frullate le mandorle aggiungendo acqua finché  si ottiene una crema omogenea.
– Aggiungete acqua e mescolate finché diventa un latte un po’ denso.
– Coprite una ciotola con un panno di lino e filtrate il latte strizzando il panno su se stesso.
– Immergete il panno con la pasta di mandorle rimasta in un po’ d’acqua e poi strizzate, in modo che esca tutto il latte.
– Aggiungete acqua fino alla consistenza desiderata. Mettetela poco per volta, per evitare che diventi un latte troppo annacquato.
– Aggiungete il miele o il dolcificante che avete scelto poco per volta, secondo i vostri gusti.
Per conservarlo più a lungo si dovrebbe far bollire per 30 minuti, mettere in bottiglie o barattoli di vetro quando è ancora bollente e tappare subito. Poi lasciatelo raffreddare lentamente, coperto con qualcosa di lana.
Agitate prima di servire, perché tende a separarsi.

Provate anche voi e ditemi com’è andata!

Se vi interessa preparare in casa qualche altro latte vegetale, potete provare anche il latte di soia.

Per dettagli sulla preparazione di questa ricetta e altre ancora, vi aspetto su Facebook!

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MANGIARE “MAGRO” PREVIENE LE MALATTIE

Neal Barnard, fisico americano e autore di libri in cui spiega che il diabete è reversibile con una dieta adeguata, dice che gli alimenti sono la migliore medicina contro il cancro e altre malattie degenerative ed è fortemente contrario alle proteine animali.
 Non mangiare niente che abbia una faccia e dei genitori.
Forse ha trovato l’espressione più convincente per avvicinarci a un’alimentazione almeno più vegetariana, se non addirittura vegana.
Anche con una dieta prevalentemente vegetariana eravamo abituati a includere il pesce, anzi, è sempre stato raccomandato per i suoi grassi salutari Omega 3.
Barnard dice che oltre i grassi Omega 3 il pesce contiene tanti altri grassi che ci fanno aumentare di peso, non contiene fibre nè vitamina C, quindi non ha proprietà curative.
Gli Omega 3 si trovano anche in alimenti vegetali, come i semi di lino e i semi di canapa (che non ha a che fare con la droga).

Anche il latte e i suoi derivati non sono ben visti da Neal Barbard, perchè sono ricchissimi di grassi satuti.

Gli alimenti trattati sono altrettanto da evitare. Quello che mi stupisce è che lui considera anche l’olio, compreso quello d’oliva, un alimento trattato, in quanto privato dalle proprietà nutrizionali che hanno le olive.
Neal Barnard spiega come a parità di calorie un pasto vegetariano riempie lo stomaco e dà un senso di sazietà, mentre i cibi trattati e i grassi non riempiono e quindi la fame tornerà a farsi sentire a breve intervallo di tempo.

Suggerisce di consumare verdure a foglia verde, broccoli, cavoli, cavolini di Bruxelles, olive e frutta, ricchi di vitamine e minerali.
Per condire la verdura lui consiglia l’aceto balsamico o di vino, oppure preparare un condimento con limone, timo e aglio. Anche il peperoncino può dare sapore ai nostri piatti.
Per un maggiore apporto di proteine, dovremmo consumare quinoa, amaranto e miglio, oltre a pane e pasta integrali.
Per calmare il nostro desiderio di dolci, un dessert preparato con fiocchi d’avena, cannella e albicocche disidratate può risultare soddisfacente.

Io credo che almeno periodicamente dovremmo seguire i consigli di Neal Barnard, per depurarci e migliorare la nostra salute.

LATTE DI SOIA

Vi ho spiegato come preparare il tofu (clickate QUI).

Se invece volete preparare del LATTE DI SOIA, rimettete a bollire il latte ottenuto per circa un’ora (senza nigari!), aggiungendo un pezzo di alga kombu (per mineralizzarlo), una stecca di vaniglia e se volete una buccia di limone, mescolando e facendo attenzione che non trabocchi.
Otterrete un latte delicato e profumato e se volete una bevanda dolce potete aggiungere un po’ di miele o di sciroppo d’agave.
Preparatelo quando avete anche altre ricette in cui è previsto l’utilizzo del latte di soia, specialmente per i dolci, oppure non preparate grandi quantità, perché tende a rapprendersi.
Comunque nel frigo dura bene per un paio di giorni.

Provate anche voi!

SEITAN

Ho utilizzato il seitan diverse volte da quando mi sono orientata verso una dieta vegetariana.
Dalla mia amica Giorgia ho saputo, con mia grande sorpresa,  che il seitan si può fare in casa!
Il Seitan è un alimento proteico usato inizialmente in Cina da monaci buddisti, poi importato in Giappone, con il nome di kofu.
Molto versatile, assorbe bene gli altri ingredienti con cui viene cucinato, quindi può avere un sapore più deciso o più delicato, a seconda dei gusti.
Essendo un prodotto a base di glutine, non è indicato per le persone affette da celiachia. Inoltre è carente di aminoacidi come lisina e treonina. Per il giusto assorbimento è necessario abbinarlo a legumi, uova o formaggio nei pasti precedenti o successivi.
Nella preparazione si utilizza l’alga kombu, ricca di magnesio, ferro, iodio e fosforo, salsa di soia e zenzero per stimolare la digestione del glutine e verdure per arricchire di vitamine il piatto.
Come valore energetico si avvicina alla carne, ma è completamente privo di colesterolo.
Si ottiene dalla farina (meglio se integrale), alla quale si toglie l’amido.
Rimane un concentrato di glutine, dalla consistenza un po’ spugnosa, che si può tagliare a fette e cucinare come fareste con la carne : grigliato, impanato, a spezzatino, a ragù, a polpettine, etc.
Vi servono:
1 Kg di farina integrale
2 cucchiai di sale marino o integrale
4 cucchiai di salsa di soia (tamari, shoiu…), profumi (alloro, sedano, ginepro… quello che vi piace)
acqua per ottenere un impasto dalla consistenza morbida, ma non appiccicosa.
Si mette la farina in un recipiente e si impasta aggiungendo man mano dell’acqua calda.
Evitate di incorporare subito tutta la farina, perché continuando a impastare si assorbe e l’impasto non rimane troppo molle, ma liscio ed elastico.
Si lascia riposare la pagnotta per un’ora, poi si copre di acqua fredda e si lascia riposare ancora un’ora, tempo di cui potete approfittare per fare altre cose 🙂
Si prende un colapasta fitto, o un colino un po’ grande, e si fa scorrere l’acqua sopra, mentre si continua a impastare la pagnotta. Si lava finché esce tutto l’amido e l’acqua rimane limpida.
Vi è rimasto il seitan!
Cercate di dargli una forma un po’ allungata, avvolgetelo in un panno (meglio di lino) in modo che non si rompa durante la cottura e mettetelo in una pentola, coperto d’acqua.
Aggiungete il sale, la salsa di soia e i profumi che vi piacciono e che daranno più gusto al vostro seitan.
Fate bollire per 40 minuti circa, girando ogni tanto, in modo da cuocere uniformemente, anche perché tende a galleggiare.
Toglietelo dal panno (non bruciatevi), tagliatelo a fette e mettetelo in un recipiente (barattolo) coperto dal liquido di cottura finché si raffredda, poi in frigo.
Durerà 4-5 giorni, oppure si può congelare, dopo averlo scolato bene.
Ho provato soddisfazione a farlo da sola e poi sono sicura degli ingredienti.
Se volete provate anche voi e ditemi qualcosa.

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