Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

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L’AMARANTO: SANO E NUTRIENTE

1244L’amaranto è molto diffuso in centro America, sembra che fosse un alimento molto usato dai Maya e dagli Incas. Potrebbe sembrare un cereale, ma non lo è. Infatti i cereali derivano dalle Graminacee, mentre l’amaranto  deriva dalle Amarantacee e anche il suo valore nutrizionale è diverso. Si consumano i semi, ma anche le foglie, che assomigliano un po’ agli spinaci.
L’amaranto può essere una valida alternativa ai cereali, con qualche vantaggio:
– Non contiene glutine, quindi può essere consumato anche da chi è intollerante o celiaco. L’alta digeribilità lo rende adatto anche allo svezzamento dei bambini.
– Ha un indice glicemico più basso dei comuni cereali (21), quindi è indicato per chi segue una dieta dimagrante oppure per chi ha problemi di iperglicemia.
– E’ ricco di proteine (13-14%), secondo dopo il farro. Le proteine sono considerate “complete” perché contengono lisina, un aminoacido che manca o si trova in quantità trascurabili negli altri cereali, e sono considerate tra le più nutrienti, simili a quelle di origine animale.
– Contiene una importante quantità di calcio (3 volte superiore ai cereali), qualità apprezzata dai vegani. Inoltre contiene ferro, magnesio, fosforo, potassio e, anche se in quantità limitate, vitamine del gruppo B eamaranto 2a vitamina C (assente nei cereali).

L’amaranto ha tante altre qualità:
– E’ buona fonte di fibre, che facilitano il transito intestinale. Inoltre l’amaranto contiene fitosteroli, una molecola in grado di ridurre l’assorbimento dei grassi a livello intestinale, contribuendo così ad abbassare il livello del colesterolo “cattivo” LDL e dei trigliceridi e a prevenire le malattie cardiovascolari.
– Rallenta la digestione dell’amido e il rilascio di glucosio del sangue ed è indicato anche per i diabetici.
– E’ antibatterico ed è ricco di sostanze come squalene, tocoferoli e fosfolipidi con azione germicida e rigenerativa, che contribuiscono a rafforzare il sistema immunitario.
– Contiene tannini, antiossidanti che contrastano i radicali liberi e proteggono dalle malattie degenerative.
– Dall’amaranto si estrae un olio ricco di grassi essenziali Omega 3, indispensabili per il buon funzionamento del cuore. L’olio ha proprietà idratanti, antiossidanti ed elasticizzati e si utilizza anche per la cura della pelle.

Come si cucina: si lava bene sotto l’acqua corrente con l’aiuto di un colino a maglia fitta, poi si fa cuocere in acqua bollente salata, nella proporzione di 1 a 3 per 20-25 minuti, poi si lascia riposare per altri 10 minuti (i chicchi rimangono sempre un po’ “croccanti”).
Ha una consistenza gelatinosa, che potrebbe risultare poco gradita, quindi è preferibile cuocerlo insieme ad altri cereali, come orzo, riso o quinoa oppure con le verdure. Si possono fare sformati o gnocchi (insieme con le patate), oppure si può far tostare in padella, come i popcorn (a me non riesce, si bruciacchia). Comunque nei negozi bio si trova anche soffiato e sotto forma di farina.

 

LA DOLCEZZA CHE INGANNA

Dr. Alan GreeneI dolci piacciono a tutti (o quasi) e si fa largo uso dello zucchero anche in cibi che all’apparenza non sono dolci.
Con il dilagare dell’obesità la colpa è stata data ai grassi, specialmente di origine animale, ma le ultime scoperte hanno dimostrato che il vero colpevole è lo zucchero (anche per l’aumento del colesterolo nel sangue!).

Al programma televisivo del Dr. Oz è intervenuto Alan Greene, medico e autore di libri sull’alimentazione corretta, che ha  spiegato perchè lo zucchero è dannoso, non solo per l’aumento di peso.
Ecco alcuni punti che a me sembrano importanti:

– Innanzitutto lo zucchero è alla base di moltissime altre malattie, come per esempio l’ipertensione arteriosa. Questo avviene perchè abbassa la dose di monossido di azoto e influisce sull’acido urico nel sangue, elementi che regolano la pressione sanguigna.
– Lo zucchero causa malattie epatiche simili all’alcool perchè fa impennare l’insulina e le calorie verranno immagazzinate anche nel fegato, che diventa grasso e nella sua massa appaiono delle smagliature che si trasformano in cicatrici, perdendo sempre più la sua elasticità e la sua funzionalità (fino ad arrivare alla cirrosi epatica).
– Il fegato elabora gli zuccheri e trasforma l’eccesso in trigliceridi, che in parte si riversano come sostanza grassa nei vasi sanguigni e in parte vanno a depositarsi nell’omento, il grasso addominale. Lo zucchero è quindi responsabile anche dell’aumento del colesterolo cattivo LDL e della diminuzione del colesterolo buono HDL.
– Inoltre col tempo appare la resistenza all’insulina, cioè l’insulina non è più in grado di portare gli zuccheri alle cellule per dare energia e quindi questi si riversano nel flusso sanguigno portando al diabete e all’indurimento delle arterie.
– Lo zucchero è responsabile anche delle rughe perchè si lega alle proteine e distrugge l’elastina e il collagene e genera reazioni imfiammatorie.

La quantità massima consentita di zucchero è di 6 cucchiaini al giorno, ma dobbiamo tenere presente che lo zucchero si trova anche in salse, bibite e nella maggior parte di cibi elaborati.

Cominciate a diminuire lo zucchero, per esempio rinunciando a qualche bibita o biscotto e vedrete che col tempo i dolci vi sembreranno troppo dolci.
La vostra salute vi ringrazierà!

SEGUE DIETA 5:2

 

WIN_20140526_114905 (2)In un articolo precedente ho parlato della dieta 5:2, che sembra avere molto successo.
Adesso cerco di dare qualche dettaglio, in base al libro The Fast Diet – The Official 5:2 Diet, (La dieta del digiuno, o 5:2), scritto dal Dr. Michael Mosley, in collaborazione con la giornalista Mimì Spencer.
Prima di iniziare vi devo anticipare che ho fatto questa dieta per una settimana e mi sembra fattibile. Ho perso 700 g ogni giorno di “digiuno” (2), ho ripreso 300 g e quindi ho chiuso la prima settimana con una perdita di peso di 1,100 kg. Non male, considerando che ho già delle sane abitudini alimentari! Continuerò.
Torniamo alla dieta:
Negli ultimi tempi i consigli dei nutrizionisti e dei personal trainer sono di fare piccoli pasti, ogni 3 ore, quindi questa dieta lascia un po’ disorientati, perché prevede intervalli di digiuno.
A questo proposito il Dr. Mosley fa notare che è difficile regolarsi con le calorie e spesso i 5-6 pasti “piccoli” diventano piuttosto abbondanti,  arrivando facilmente a un esubero di calorie giornaliere.
Abbiamo imparato, inoltre, che non va bene digiunare perché il metabolismo rallenta e non brucia più, quindi smettiamo di dimagrire.
Il Dr. Mosley ha una teoria interessante a questo proposito: nei giorni di alimentazione normale il nostro corpo si fa le riserve energetiche, mentre nei giorni di digiuno il metabolismo rallenta, sì, ma l’organismo si dedica alla riparazione dei tessuti, eliminando le cellule deboli, facendoci diventare più forti e preparando il metabolismo a bruciare meglio quando non ha più restrizioni alimentari. Il pancreas prenderà un po’ di riposo e aumenterà l’efficacia dell’insulina, riducendo il rischio di obesità, diabete, malattie cardiache e declino cognitivo (perdita di concentrazione e di memoria).
Ecco alcuni suggerimenti utili:
– Innanzitutto parliamo di “digiuno”, ma non si tratta di digiuno in realtà. Si hanno a disposizione 500 calorie (600 per gli uomini), che, impiegate saggiamente, possono bastare.
– Non scegliete un weekend per digiunare! Evitate i giorni con più tentazioni, meglio programmare un giorno con molti impegni, così non starete a pensare al cibo.
– Chi ha provato la dieta 5:2 parla di un miglioramento complessivo dell’umore, che rende anche il digiuno più facile da sostenere.
– L’avevo già detto, ma è importante: nei due giorni di basso apporto calorico sarebbe bene evitare i carboidrati, perché contengono molte calorie e così avrete meno cibo a disposizione, in più contengono zuccheri e fanno aumentare la fame. Usate proteine magre e tanta verdura, che saziano.
– Evitate le bibite, che vi “rubano” calorie buone per non darvi niente in cambio.
– Le uova sono nutrienti e non influenzano il colesterolo (2 uova + 50 g di salmone affumicato = 250 calorie).
– Sarebbe bene avere un diario, che vi aiuta a tenere d’occhio le calorie e i vostri progressi. Io uso www.myfitnesspal.com, che trovo stimolante.
– Non preoccupatevi per la fame, non vi farà deperire. Il nostro corpo è progettato per resistere. Spesso mangiamo per noia, per abitudine, per tristezza, perché sentiamo profumi stuzzicanti, perché confondiamo la fame con la sete… Sapete che il cibo mette parecchie ore per completare la digestione, non è possibile che sia veramente fame se praticamente stiamo ancora digerendo! Se pensate a tutte queste cose, vi sarà più facile respingere le tentazioni nei giorni di digiuno. Queste sensazioni arrivano a ondate, non è un continuo crescendo, e voi avete l’assoluto potere di cavalcare l’onda scegliendo delle distrazioni (una telefonata, una doccia, una passeggiata ecc.). La lotta è tra il vostro cervello e il vostro stomaco.  Non durerà per sempre, domani sarà differente: potrete provare ancora il gusto di mangiare, non ci saranno più calorie da contare.
– Quando avrete raggiunto il peso, potrete “digiunare” solo 1 giorno alla settimana e ritornare a 2 solo all’occorrenza.

Cosa aspettarsi?
Perdita di peso. Qualche settimana di più, qualche altra di meno, anche il plateau. Dipende dal metabolismo, dal tipo di corpo, dal peso di partenza (chi ha più chili da perdere avrà una perdita di peso più consistente), dall’attività fisica e dall’onestà con cui si segue il digiuno. Si calcola una perdita di circa mezzo chilo ogni giorno di digiuno. Non sarà tutto grasso, si perderanno anche liquidi (che in parte si riprenderanno), ma si parla di circa 4,5 kg di grasso in 10 settimane, come con una dieta a (continuo) basso contenuto di calorie, e il risultato sarà duraturo. Una perdita di peso più rapida non è salutare e non si mantiene nel tempo.
Più di quello che si perde è importante quello che si guadagna: riduzione del girovita, riduzione del colesterolo e trigliceridi, un Indice di Massa Corporea più basso, più salute e una vita più lunga. Se volete sapere approssimativamente quanti chili dovreste perdere, questi post vi possono aiutare: Come calcolare l’indice di massa corporea e Come calcolare la massa grassa.
Siate flessibili, se non ve la sentite, scegliete un altro giorno, oppure se siete costretti a saltare un giorno, cercate di recuperare appena possibile.
Questa dieta farà cambiare le abitudini alimentari, le preferenze, si capirà meglio il senso della fame, cambierà l’appetito, si potrà capire la differenza tra “sazio” e “pieno”, si avrà più energia e benessere, derivati anche dalla soddisfazione per i risultati visibili allo specchio.
Con questa dieta capirete che basta molto meno cibo per vivere bene e spenderete di meno 🙂

Cominciate, non avrete niente da perdere se non il peso!

LA DIETA 5:2

WIN_20140518_190005 (2)Per chi ha ancora qualche chilo da perdere, ecco un’altra dieta che potrebbe essere di ispirazione: “La dieta del digiuno”, o “5:2” , sperimentata dal Dr. Michael Mosley e dalla giornalista Mimì Spencer.
La dieta 5:2 è molto semplice: per 5 giorni alla settimana mangi normalmente e per gli altri 2 giorni (per esempio lunedì e giovedì), assumi soltanto 5-600 calorie (500 per le donne e 600 per gli uomini). Come vedete non è un digiuno totale, però è molto importante non solo cosa mangi, ma anche quando mangi. Infatti queste calorie andrebbero divise tra colazione e cena (per esempio 250 calorie a colazione e 350 a cena), saltando il pranzo, in modo da avere 12 ore di digiuno in mezzo. Nel giorno di ridotto apporto calorico sarebbe bene non consumare carboidrati, tranne che per la colazione. I carboidrati alzano l’insulina nel sangue e presto fanno tornare la fame (vedi post.), compromettendo il buon esito della dieta. Le proteine invece saziano a lungo e calmano la fame . Insieme al petto di pollo o al pesce, consumate tante verdure: sono una fonte inestimabile di vitamine e minerali e contengono fibra. Con poche calorie, rendono il pasto più appagante: un piatto pieno è più allegro di uno piuttosto vuoto, specialmente quando devi stare a dieta 🙂
Se, però, vi risulta troppo difficile, potete frazionare le calorie in tre pasti piccoli, o concedervi un frutto per pranzo, rigorosamente contato nelle 500 calorie consentite. Lo scopo principale è una perdita di peso, ma questa dieta dà molti benefici alla salute: abbassa il livello di trigliceridi, di colesterolo e di zuccheri nel sangue, contrasta l’insulinoresistenza, migliora le funzioni del fegato e del pancreas ecc. Il Dr. Michael Mosley si è ispirato al modello di alimentazione dei nostri antenati, che alternavano i banchetti (quando trovavano cibo) a lunghi periodi di digiuno. Egli sostiene che siamo progettati per questo tipo di alimentazione e che mangiando continuamente, come facciamo adesso, il nostro organismo si appesantisce e si ammala.
Diversi studi hanno dimostrato che ridurre l’apporto calorico ha dei benefici sulla salute (se mangiamo poco viviamo meglio e più a lungo). Secondo ricerche effettuate da una università di Manchester per un periodo di 6 anni, ridurre le calorie per due giorni alla settimana dà gli stessi benefici, forse addirittura di più, di una dieta a calorie ridotte.  Una dieta povera di calorie non è sostenibile a lungo; diventa frustrante e si finisce per abbandonarla. La dieta 5:2 ha il vantaggio di lasciare la libertà di mangiare i cibi preferiti per 5 giorni alla settimana e fare un po’ di sacrificio soltanto per i restanti due giorni (non consecutivi). In questo modo non diventa troppo pesante, perché quello che non puoi mangiare oggi lo potrai mangiare domani.
Gli autori sostengono che presto l’organismo si abitua a questo nuovo modo di mangiare. In più i giorni di digiuno potrebbero essere dedicati  ad attività più divertenti, non avendo la preoccupazione del pranzo. Ideale sarebbe trovare un compagno d’avventura, da sostenersi a vicenda.
Quando avrete raggiunto il peso desiderato, potrete fare questa restrizione calorica solo un giorno alla settimana, per mantenimento.
Ecco alcuni esempi di menu per i giorni di dieta, suggeriti nel libro:
Colazione, scegliere tra:
1) – 1 yogurt, 2 fette di prosciutto, mirtilli.
2) – formaggio tipo Cottage cheese, 1 pera e 1 fico.
3) – 1 uovo sodo e mezzo pompelmo.
4) – cereali e mirtilli.
5) – uova strapazzate e salmone affumicato.
6) – 1 uovo, una fetta di prosciutto e 1 mandarino.
7) – 1 frittata con spinaci e funghi.
8) – 2 uova a occhio su 1 fetta di pancarrè integrale.
Cena, scegliere tra:
1) – 1 uovo sodo e della feta spezzettati, su un letto di verdure crude e cotte.
2) – salmone affumicato e/o altro pesce da sashimi con un po’ di salsa e 1 mandarino.
3) – 1 fetta di tonno alla piastra con zucchini e peperoni grigliati.
4) – maiale arrosto con contorno di broccoli e cavolfiore.
5) – petto di pollo alla piastra e insalata (tipo caesar salad).
Potete fare le combinazioni che preferite, principalmente tra proteine e verdure. Va bene anche il tonno o altro pesce in scatola.
Almeno all’inizio dovete pesare i cibi e dare un’occhiata alle calorie (su internet trovate delle tabelle, per esempio qui). Vi saprete regolare, in base ai cibi che preferite o che avete a disposizione. Fate grande uso di verdure crude, grigliate o appena saltate in padella: vi aiuteranno a sentirvi più sazi!
Un’altra cosa importante è bere molto. A volte la fame si confonde con la sete, quindi bevete: non sentirete più la fame, almeno per un po’. Potete bere caffè e tè a volontà, ma senza zucchero o latte. Scegliete i tè aromatizzati, tipo earl grey, chai o limone, che sono buoni anche senza zucchero. Se proprio non riuscite, addolcite con stevia. Lo yerba mate aiuta a bruciare i grassi (vedi post), ma è anche un ottimo calmante della fame (nei Paesi poveri del Sudamerica si dà anche ai bambini, proprio a questo scopo).
Prossimamente darò qualche altro dettaglio su questa dieta, restate con noi! 🙂
 P. S. Fatto! Leggete anche SEGUE DIETA 5:2!

L’OLIO DI CANAPA CONTRO IL COLESTEROLO

olio di canapa
Se, come me, siete piuttosto vegetariani e non volete prendervela tanto neanche con i pesci, l’olio di canapa è una valida alternativa per garantirci l’apporto di acidi grassi essenziali Omega 3.

La sua particolarità più stupefacente è il rapporto perfettamente equilibrato (3:1) tra l’acido linoleico Omega 6 e l’acido alfa linoleico Omega 3 in esso contenuti, ottimale per il nostro organismo.
Un cucchiaio (10 g) di olio di canapa apporta 1,7 g di Acidi grassi Omega 3, cioè l’intero fabbisogno di un adulto.
A differenza di altri oli ricchi di acidi grassi essenziali polinsaturi, l’olio di canapa spremuto a freddo è privo di sostanze inquinanti e mantiene intatte le sue proprietà.
L’olio di pesce, per esempio, viene estratto con l’aiuto di sostanze chimiche e può essere contaminato dagli inquinanti tipici del pesce: mercurio, metalli pessanti, diossina.
L’olio di lino, tanto decantato, ha un rapporto sfavorevole tra gli Omega 6 e gli Omega 3.

L’olio di canapa contiene proteine e carboidrati, quindi è energetico. Inoltre contiene vitamine come A ed E (antiossidanti naturali), PP, C, B1, B2, B6, fibre e minerali come ferro, calcio, potassio, magnesio, fosforo, manganese.
L’olio di canapa ha spiccate proprietà antinfiammatorie ed è utile nella cura e nella prevenzione di malattie come arteriosclerosi, artrosi, artrite reumatoide, infezioni della vescica, colite, colon irritabile, asma e affezioni respiratorie.
Aiuta a prevenire e curare malattie cardiovascolari perchè mantiene elastici i vasi sanguigni e ostacola l’accumulo di grasso sulle arterie. Infatti 4-5 cucchiaini di olio di canapa al giorno aiutano ad abbassare abbastanza velocemente i livelloi di colesterolo cattivo LDL e di trigliceridi nel sangue.
L’olio di canapa si è rivelato utile nella cura di altri disturbi come deficit di concentrazione, problemi di memoria, depressione e anche osteoporosi.
Per la sua azione antinfiammatoria è indicato per problemi alla pelle, acne e funghi alle unghie.

Forse vi siete chiesti se si tratta di quella canapa. In effetti l’olio contiene una percentuale infinitesimale di THC, il principio responsabile dell’effetto psicoattivo della marijuana, ma per avere un effetto tossico analogo a quello di uno spinello occorre berne 5-9 litri.

L’olio di canapa ha un sapore gradevole, che ricorda le nocciole.
Ha un punto di fumo basso, quindi non si deve utilizzare per friggere. Per mantenere tutte le sue qualità si deve usare a crudo, per condire insalate, minestre, pane, riso ecc.
Si deve conservare in bottiglie di vetro scuro, al fresco e al riparo dalla luce.
Una volta aperta la bottiglia è meglio conservarla nel frigorifero.
Si trova nei negozi bio.

GARCINIA CAMBOGIA – UN BRUCIAGRASSI NATURALE

imagesCapita a volte che pur stando attenti alla dieta e all’attività fisica non si riesca a perdere quegli ultimi chili di troppo.
La Dottoressa  Julie Chen, specialista nel campo della salute e del dimagrimento, ospite nello show di Dr. Oz, ha effettuato alcune ricerche su piante e frutti che possano aiutare il nostro metabolismo a bruciare più in fretta le riserve di grasso. Dai suoi studi la Garcinia Cambogia ha dimostrato ampiamente di avere queste proprietà di brucia-grasso naturale.
La Garcinia Cambogia è originaria dell’Indonesia, in particolare della Garcinia, la zona da cui prende il nome. Cresce spontaneamente nell’India meridionale, in Indocina e nelle Filippine.
Il principio attivo che innesca un meccanismo chimico che agisce sui grassi si chiama acido idrossicitrico e si trova nella buccia di questo frutto. Questo acido induce la sintesi di glicogeno a livello epatico. Il glicogeno è una riserva di zuccheri che abbiamo nel fegato e nei muscoli, quindi l’acido idrossicitrico inibisce così l’accumulo di grasso di riserva, trasformando gli zuccheri in energia pronta all’uso.
Con l’accumulo di zucchero nel fegato e nei muscoli (sotto forma di glicogeno), il nostro cervello capisce che non è necessario avere altri zuccheri come energia di riserva e dà all’ipotalamo l’impulso per inibire l’ormone della fame (la grelina). La Garcinia Cambogia quindi aiuta anche ad avere un senso di sazietà, che mette fine al consumo di spuntini, specialmente dolci, diminuendo così la quantità di calorie che assumiamo.
Un’altra sua qualità è quella di controllare i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, e di aumentare il livello di serotonina nel sangue, regalandoci un senso di serenità e buonumore, che tengono lontana la fame nervosa.
Inoltre, senza più l’accumulo di grasso di riserva, il nostro corpo è costretto a consumare quello che abbiamo già nelle cellule adipose, con conseguente calo di peso.
Questo processo blocca la sintesi di acetilcoenzima A, un substrato energetico utilizzato dal nostro corpo per la sintesi di lipidi in generale, per cui la Garcinia Cambogia aiuta anche ad abbassare i livelli di grasso che abbiamo nel sangue, come colesterolo cattivo e trigliceridi, proteggendo il nostro organismo da malattie cardiocircolatorie.

Io consiglio sempre un’alimentazione corretta (frutta, verdura, cereali integrali e proteine magre) ed esercizio fisico, ma quando serve un aiutino potete provare questo integratore.
(Attenti all’etichetta: deve esserci scritto almeno 50% di acido idrossicitrico!)

OLIO DI OLIVELLO SPINOSO PER CURARE LE GENGIVE

olivello spinoso
Oggi nel suo show televisivo Dr. Oz ha suggerito di massaggiare le gengive con olio di olivello spinoso (Hippophae oleum) per rafforzarle e per proteggerle dalle infezioni.
Io vorrei aggiungere delle altre proprietà meravigliose di questo olio, chiamato anche il ginseng romeno, perchè si produce su grande scala in Romania e ha proprietà simili al ginseng.
L’olivello spinoso è ricco di vitamine A ed E, con azione rigenerante sulle cellule e dona salute alla pelle, proteggendola dai raggi ultravioletti.
Anche le vitamine del gruppo B sono presenti, con effetto antidepressivo ed è un tonico in generale e un antianemico.
Protegge il sistema immunitario, è disintossicante, stimola la sintesi delle proteine  nel fegato ed è protettivo contro la cirrosi epatica.
Un’altra sua caratteristica molto importante è quella di stimolare la rigenerazione del midollo.
L’olivello spinoso protegge le mucose dell’apparato digerente, in particolare protegge lo stomaco dalle ulcere causate da alcuni medicinali antinfiammatori.
Le sue proprietà benefiche non finiscono qui: l’olivello spinoso abbassa il colesterolo cattivo LDL e i trigliceridi ed è protettivo contro le malattie cardiovascolari.
Inoltre,  ricco di antiossidanti, è in grado di catturare i radicali liberi e di rallentare il processo dell’invecchiamento.
Per l’alto contenuto di betacarotene ha un’azione di prevenzione contro malattie tumorali.
L’olio serve anche per curare le scottature e altri problemi cutanei, avendo anche un’azione disinfettante.

Nei negozi specializzati si trova anche il succo di olivello spinoso, dal sapore dolce, che può essere una valida alternativa all’olio.

I LIPIDI: RISERVA ENERGETICA

Con il metabolismo gli alimenti vengono scissi in nutrienti, per poter essere assorbiti dal nostro organismo. I tre nutrienti di cui abbiamo bisogno sono i glucidi, i lipidi e le proteine.
La percentuale ottimale di lipidi nella nostra alimentazione é di un terzo dell’aporto calorico giornaliero.

I lipidi sono importanti perchè sono una riserva energetica da utilizzare in caso di necessità, aiutano l’assorbimento delle vitamine liposolubili, come A,D,E,K, facilitano delle reazioni chimiche e lubrificano il nostro organismo.
Sono contenuti nel tessuto adiposo sottocutaneo e ci proteggono dal freddo oppure dai traumi.
Sono però gli alimenti in assoluto più calorici: 9 calorie al grammo (più del doppio dei glucidi e delle proteine). Vengono assimilati più lentamente degli zuccheri semplici, ma la resa calorica aumenta in proporzione e  richiamano pane e salse, che incrementano l’apporto calorico complessivo.

Come dice Pierre Dukan nel suo libro La Dieta Dukan, in caso di dieta dimagrante consumare grassi equivale praticamente a nutrirsi con ciò che cerchiamo di eliminare.
Una dieta efficace e coerente deve iniziare con la riduzione e l’eliminazione degli alimenti che ne sono ricchi. Non si può perdere massa grassa introducendo altro grasso.
Tuttavia non si devono escludere dall’alimentazione anche perchè in assenza di lipidi il nostro organismo tende a risparmiarli e si riduce la lipolisi, cioè si bruciano meno grassi.
Inoltre i cibi a basso contenuto di grassi hanno un passaggio più rapido nell’apparato digerente e il senso di fame si ripresenta prima.
I grassi di origine animale sono ricchi di colesterolo e trigliceridi e sono una minaccia per il cuore.
Negli alimenti preconfezionati si cerca di sostituire il burro con grassi idrogenati come margarina e olio di palma, che sono dannosi per il nostro organismo.

L’olio d’oliva é il più indicato per una sana alimentazione, per la sua ricchezza di antiossidanti, come gli acidi grassi Omega 3.
Un altro pregio dell’olio d’oliva é quello di resistere a temperature più alte e quindi è indicato anche per cucinare.
Non è sano eliminare i grassi, specialmente l’olio d’oliva, ma il suo consumo deve passare attraverso il cucchiaio: non dobbiamo versare l’olio a occhio, ma con l’aiuto del cucchiaio, così possiamo controllare la quantità (l’ideale è 1 cucchiaio a pasto, diviso tra quello crudo per condire l’insalata e quello usato per sugo o altro condimento).
Dobbiamo ricordare che anche la frutta secca é una buona fonte di grassi, così come le olive.

Dr. Oz suggerisce di prendere un po’ di olio d’oliva su un pezzetto di pane 20 minuti prima del pasto per calmare la fame e mangiare di meno.

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