Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

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LA DIETA CHE FA RIPARTIRE IL METABOLISMO

images3FBYMZFI-300x168Allo show di Dr. Oz è tornata Haylie Pomroy, chiamata la dietologa delle star perché ha fatto dimagrire molti vip di Hollywood. Per più di 2o anni questa dottoressa ha studiato le cause per cui di prende peso o non si riesce a dimagrire e ha scoperto i motivi per cui il metabolismo rallenta, quindi ha elaborato una dieta che capovolge gli schemi biologici che l’hanno fatto rallentare.
Haylie Pomroy, come molti nutrizionisti e dietologi ultimamente, ha capito quanto il cibo sia determinante per il buon funzionamento del nostro organismo e cerca di usarlo come una vera medicina per facilitare la sua autoguarigione.
Il cibo non deve essere visto come nemico da temere ed evitare, ma come alleato che deve veicolare la perdita di peso.

La dieta di Haylie Pomroy è articolata in 3 fasi:
1) Nella prima fase si devono placare le ghiandole surrenali. Queste ghiandole sono generalmente associate allo stress. Sono ghiandole che producono ormoni, che a loro volta regolano le riserve di grasso corporeo, per esempio il cortisolo. In questa fase, che dura 2 giorni, si cerca di abbassare il livello di cortisolo. Il cibo di facile accesso calma le surreali, perché il corpo è in grado di estrarne i nutrienti con poco sforzo, quindi non si stressa. I carboidrati integrali sono i più indicati per questa prima fase, perché contengono zuccheri complessi, a lento assorbimento, che saziano e danno energia a lungo.
2) Nella seconda fase, che dura 2 giorni, si “aprono i magazzini del grasso”. Per fare questo si utilizzano le proteine magre: pollo, tacchino, pesce, pancetta di tacchino, avocado ecc. Le proteine sostengono un organo fondamentale per il metabolismo, il fegato, che ha la funzione di trasportare il grasso nel sangue (le proteine vengono trasformate in aminoacidi che vanno al fegato e il fegato raggruppa un particolare aminoacido, la carnitina, che preleva il grasso dai depositi e lo porta nel sangue, così che il corpo lo possa processare).
Attenzione, però: insieme alle proteine è fondamentale consumare verdure di colore scuro, che aiutano ad alcalinizzare gli  enzimi e a ridurre le infiammazioni. Quando si fa molto sport si producono molti acidi e si avverte gonfiore. La stessa cosa avviene quando si assumono molte proteine senza controbilanciarle con le verdure. I due cibi uniscono le forze e producono un effetto “sottovuoto”.
3) Nella terza fase, che dura 3 giorni, si potenzia il consumo dei grassi. Il cibo può far accelerare il metabolismo, ma servono quelli che lavorino sugli ormoni tiroidei, sugli estrogeni e sul cuore. Forse avete già sentito dire che per bruciare il grasso si devono mangiare grassi. Ai cibi della fase 2 si aggiungono grassi buoni, che stimolano il corpo a scomporre i grassi complessi: olio d’oliva, olio di cocco, olio di semi di uva, olio di lino, olio di canapa, frutta a guscio e semi. La frutta a guscio e i semi non vanno tostati, perché con il calore i grassi vengono danneggiati e il corpo li digerisce in modo diverso. Le mandorle crude, per esempio, aiutano a ridurre il punto vita, ma tostate vanno ad aumentare i depositi di grasso.  Una volta fatti entrare nel sangue, i grassi si trasformano e si bruciano molte più calorie. Inoltre si otterrà energia da quel grasso bruciato e il corpo creerà un sano equilibrio ormonale.
Questa dieta va ripetuta per 4 settimane, periodo in cui Haylie Pomroy promette una perdita di peso di 9 kg. Se non basta, la dieta si può prolungare fino al raggiungimento del peso desiderato, oppure si può fare una pausa e poi fare un altro ciclo di qualche settimana.

Avete capito la chiave di questa dieta? Confondere il metabolismo, come La dieta di Chris Powell! Dopo i primi due giorni l’organismo si calma, convinto che avrà carboidrati (e quindi zuccheri) a sufficienza e aumenta il metabolismo, così che nella seconda fase si brucia di più. Quando il corpo comincia a preoccuparsi per la mancanza di energia, ecco che arriva la terza fase con i grassi e poi tutto ricomincia.
Questa dieta mi sembra valida perché non prevede l’assunzione di sostanze chimiche, non produce carenze nutrizionali e si basa su cibi sani, che dovrebbero far parte della nostra alimentazione quotidiana.

Provate e ditemi come sta andando! 🙂

 

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RIMEDI PER IL DOLORE CERVICALE

untitled-8I dolori nella zona cervicale sono sempre più diffusi, specialmente dopo i 45 anni. Possono essere causati da una contrattura muscolare, dovuta a stress o tensione nervosa, a un movimento brusco, a un’infiammazione dovuta allo sport, oppure a una postura scorretta, per esempio stando con il capo chino sui libri, computer o altri lavori, per un periodo di tempo prolungato. E’ bene quindi prendersi delle pause a intervalli regolari per “sgranchirsi”.
L’artrosi cervicale è una malattia degenerativa che può manifestarsi con dolori, rigidità del collo e mal di testa.  Gli abbassamenti di temperatura e l’umidità possono aumentare i dolori, che possono estendersi fino alla schiena o alle braccia.
I massaggi con una pomata a base di artiglio del diavolo o arnica possono alleviare i sintomi. Queste piante hanno delle proprietà antinfiammatorie e sono indicate anche per traumi sportivi e infiammazioni muscolari.
Anche alcuni olii essenziali possono essere d’aiuto, per esempio l’olio di rosmarino, con proprietà antinfiammatorie e l’olio di camomilla e di lavanda, che hanno proprietà calmanti e rilassanti, indicati per i dolori causati da contrattura muscolare dovuta a tensioni e stress.
Non bisogna sottovalutare i sintomi e rivolgersi ad un esperto. Un buon fisioterapista potrà effettuare dei massaggi decontratturanti e l’osteopata è abilitato a praticare delle opportune manipolazioni.
La ginnastica posturale e lo stretching possono aiutare a mantenersi elastici. L’attività fisica inoltre aiuta il corpo e la mente a liberarsi dallo stress.

Leggete anche Antidolorifici naturali.

In più qui di seguito trovate degli esercizi che aiutano a prevenire il dolore cervicale, di Benessere360.com


IL SORRISO: RIMEDIO ANTISTRESS

Mi piacerebbe che non ci fosse la barriera linguistica tra i vari Popoli del nostro Pianeta. Possiamo cavarcela con lingue più vicine a noi, ma non è facile (per me) sentirmi “libera” per esempio in un Paese di lingua araba o cinese… Con l’aiuto di qualche altra lingua bene o male ci si capisce, ma non capire niente di quello che gli altri si dicono UN SORRISOtra di loro, confesso che mi dà un po’ di ansia.
La natura però ci ha messo a disposizione un linguaggio universale, uguale dappertutto: le espressioni facciali. Queste manifestazioni esterne ci permettono di comunicare agli altri cosa sentiamo e rendono possibile il loro adeguamento comportamentale al nostro stato d’animo. Sarebbe difficile capirsi e condividere le esperienze se uno fosse triste e l’altro pensasse che è felice, no?
Quasi come se la natura avesse capito che la comunicazione tra noi deve essere chiara e sincera,  risulta piuttosto difficile simulare un’espressione facciale (a meno che non si sia attori bravissimi).
Sicuramente le emozioni che viviamo determinano le espressioni facciali, ma – dicono gli scienziati –  è vero anche il contrario: per dare forma a una espressione facciale bisogna vivere quella emozione (gioia, tristezza ecc.).  Sembra infatti che anche gli attori facciano ricorso a esperienze personali per poter rivivere sentimenti simili a quelli richiesti dal personaggio che interpretano e calarsi nella parte.
Ecco quindi che un’espressione di rabbia porta davvero all’accelerazione del battito cardiaco e all’aumento della pressione, che farà arrossire il viso, un’espressione di paura causerà una vasocostrizione, che abbasserà la temperatura delle mani ecc.
… anche se si stenta a crederlo, tanto le emozioni generano determinate espressioni facciali, quanto le espressioni facciali possono farci vivere emozioni che si ripercuotono sui meccanismi di funzionamento del corpo –  scrive il Dott. Filippo Ongaro nel suo libro star bene davvero.
Un’espressione facciale che ha effetti benefici sul nostro organismo è il sorriso. Cercare di sorridere anche quando sembra difficile, ha  un effetto calmante, che contrasta l’ansia e la depressione. In più ha un potere incredibile: è contagioso.
Immaginate di entrare in un locale e tutti intorno a voi vi accolgono con sguardi severi e inquisitori. Non vi sentireste a vostro agio, no? Se invece i volti che incontrate sono sorridenti, vi sentite subito rilassati e ben disposti, vero?
Un sorriso predispone l’altro ad aprirsi, ad abbassare la guardia.
Per questo motivo quando il contatto con gli altri si fonda sul sospetto e sulla diffidenza, la relazione è destinata a fallire e non ci saranno mai possibili quelle emozioni che ci fanno vivere meglio.
Se tutti noi imparassimo a sorridere più spesso, potremmo gestire meglio il nostro stress e contribuiremmo a ridurre anche quello degli altri. Invece spesso accade che un’espressione arrabbiata o insofferente è capace come minimo di guastarci la giornata (oppure di generare scontri e tensioni che fanno aumentare lo stress).
Lo stress non è più un fenomeno esclusivamente individuale, ma anche sociale, ed è per questo che è sempre più difficile sfuggire alla sua stretta, che logora costantemente l’organismo e lo rende più vulnerabile alle malattie.
Sorridiamo dunque, fa bene a noi e agli altri!! (ed è gratis!)

Madre Teresa di Calcutta ha scritto una bellissima poesia in cui coglie l’essenza del sorriso. Se volete, la potete trovare qui.

“MIO CUORE, TU STAI SOFFRENDO?”

cuori-al-tramontoMoltissime canzoni parlano del cuore, sembra l’organo più coinvolto nei sentimenti.
Il cuore ci ha sempre accompagnati, nella buona e nella cattiva sorte. A volte “vola alto come un falco”, a volte quasi sentiamo infrangersi i suoi “cocci” per terra…
Sembra che fino a 40 anni ha (o avrà) battuto più di un miliardo di volte, e noi vogliamo che batta per molto, ma molto tempo ancora, vero? Per questo dobbiamo prendercene cura tutti i giorni.
Si sa che lo stress gli fa male, ma non sempre possiamo controllarlo.  Se ci pensiamo un attimo, vediamo che ci sarebbe qualcosa che possiamo fare per migliorare il nostro stato: dare delle priorità alle cose che dobbiamo fare, in modo da non sovraccaricarci di impegni che diventano ingestibili, fare un bel respiro quando il capo è nervoso, portare con noi  qualcosa che stimoli pensieri piacevoli, anche solo per pochi minuti ogni tanto (un ricordo di una vacanza, una fotografia ecc.) o usare qualsiasi tecnica in grado di farci rilassare (ascoltare musica, telefonare a qualcuno).
Un’altra cosa che influisce tantissimo sulla salute del nostro cuore è l’alimentazione. Troppi cibi grassi e troppi dolci possono formare placche di colesterolo che col tempo ostruiscono le nostre arterie (causando l’infarto), oppure possono causare un’infiammazione che ispessisce le sue valvole e le rende meno elastiche, come una porta arrugginita e cigolante, e il sangue fatica a passare o addirittura torna indietro, causando aritmie e altri disturbi.
Dr. Oz dà alcuni consigli per “estendere il termine di garanzia” del nostro cuore:

– Assumere un integratore di Omega 3 DHA, che aiuta a ridurre il colesterolo cattivo LDL e a prevenire le aritmie (600 mg al giorno).
– Dopo i 40 anni prendere 2 cardio aspirine a basso dosaggio la sera. Per evitare disturbi allo stomaco si dovrebbe bere metà bicchiere d’acqua, prendere l’aspirina e poi bere l’altra metà del bicchiere d’acqua, in modo che la pastiglia sia “bagnata” e non tocchi le pareti dello stomaco.
– Mangiare cibi che contengano fibre solubili scegliendo tra arance, limoni, lime, pompelmo, pere, carote, fagioli, piselli, orzo, avena ecc. Ne bastano due manciate al giorno.

Oltre a una dieta sana (ricca di proteine magre, cereali integrali, frutta e verdura), io aggiungerei almeno mezz’ora di esercizio fisico al giorno (anche solo una camminata veloce)!

Leggi anche “7 numeri per un cuoere sano“.

MA IL COLESTEROLO E’ VERAMENTE “CATTIVO”?

untitled (3)untitled (4)Negli ultimi tempi ho sentito dire che le ultime ricerche hanno smesso di demonizzare il colesterolo. Anche se negli esami del sangue il limite massimo ammesso continua ad essere di 200, qualche medico afferma che con 250 non è necessario assumere farmaci.
Oggi però sono rimasta sorpresa sentendo due medici americani, il nutrizionista Jonny Bowden e il cardiologo Stephen Sinatra dire che il colesterolo non è dannoso e che addirittura  “più alto è il colesterolo e più a lungo viviamo”.
Questi medici hanno scritto un libro, intitolato “The Great Cholesterol MITH” (Il grande mito del colesterolo), di cui hanno parlato durante lo show televisivo del Dr. Oz. E’ un libro audace, che ha provocato una vera rivoluzione sulla questione colesterolo.
Tutto ciò che la comunità scientifica crede sul colesterolo è falso – afferma il Dott. Bowden – L’idea che il colesterolo provochi malattie cardiovascolari è una bugia.
Durante la sua carriera, il Dott. Sinatra ha avuto decine di pazienti con il colesterolo basso colpiti da infarto e altrettanti con livelli alti di colesterolo e con un cuore sano. Questo l’ha spinto a studiare il colesterolo per 40 anni ed è arrivato alla conclusione che il colesterolo non ostruisce le arterie e non provoca malattie cardiovascolari.
Individuare nel colesterolo l’origine delle malattie cardiovascolari è come incolpare i vigili del fuoco dell’incendio, afferma il Dott. Bowden.
Quindi qualche hamburger o qualche pezzetto di burro ogni tanto non fanno male.
Sono stati spesi migliaia di dollari in farmaci che dovrebbero abbassare il colesterolo, farmaci che per la maggior parte non funzionano- dicono.
La comunità scientifica, secondo loro, ha commesso due errori:
1) Combattere le malattie cardiovascolari abbassando il colesterolo. E’ come ridurre le calorie di un panino togliendo la lattuga.
Abbiamo  bisogno di colesterolo, è fondamentale per la funzionalità cellulare, produce la vitamina D per la pelle, aiuta le funzioni cerebro-vascolari, le funzioni dei neurotrasmettitori, lubrifica la pelle e ci protegge da malattie infettive del tratto gastro-intestinale e dei polmoni.
Più è alto il colesterolo e più si abbassa il rischio di ictus emorragico – sostengono i due medici – e studi effettuati hanno dimostrato che le persone con livelli più altri di colesterolo sono vissute più a lungo.
2) Credere che le statine siano sicure e allunghino la vita. Non funzionano e hanno enormi effetti collaterali, tra cui: possono causare il diabete, predisporre al cancro, dare dolori muscolari e articolari, favorire la perdita della memoria, la calcificazione coronarica, dare problemi epatici e causare disfunzioni sessuali.
Incolpare il colesterolo per l’aumento delle malattie cardiache risale agli anni ’60. Questa tesi, rivelatasi infondata, è stata smentita, ma i medici non hanno tempo per ulteriori informazioni e continuano ad applicare i vecchi protocolli – ci spiegano.  Ci vuole tempo per cambiare convinzioni così radicate.
Secondo il Dott. Sinatra e il Dott. Bowden, la vera causa delle malattie cardiovascolari è l’infiammazione causata principalmente da zucchero e stress.
Per evitare le malattie cardiovascolari bisogna cercare di abbassare il più possibile l’infiammazione nell’organismo, consumando alimenti ricchi di acidi grassi Omega 3 come sardine, salmone, manzo biologico (quello di allevamento intensivo contiene ormoni, antibiotici e altre sostanze inquinanti), verdure e frutta colorata, frutti di bosco, ciliegie, mele, ribes nero, Vitamina D, olio sano (avocado, mandorle ecc.), evitare i grassi trans e i cibi che si trasformano in zuccheri, come le farine raffinate, evitare per quanto possibile lo stress e fare movimento. Inoltre è utile consumare succo di melograno, ricco di antiossidanti e di sostanze antinfiammatorie, curcuma e aglio (abbassa la pressione, che è una causa delle malattie del cuore).
Il colesterolo si divide in HDL, cioè quello “buono”, che ha una molecola ben protetta e passa nelle arterie senza depositarsi, e LDL, considerato “cattivo” perché la sua molecola non è ben protetta e si può rompere e attaccare alle pareti delle arterie. Non tutto il colesterolo LDL è dannoso, però. Questo colesterolo si divide in particelle più grandi e morbide (di tipo A), che non possono attraversare le pareti delle arterie, particelle di grandezza media (di tipo AB) e particelle piccole (di tipo B). Le vere colpevoli sono le particelle B, che possono attraversare le pareti delle arterie, causare infiammazione e innescare la formazione delle placche, che causano problemi coronarici. Quando esiste già un’infiammazione causata dal consumo di troppi zuccheri, grassi trans e da stress, queste particelle possono rimanere impigliate nelle asperità delle pareti dei vasi sanguigni, formare delle placche e ostruire le arterie.

Ecco perché più che monitorare il livello di colesterolo bisognerebbe chiedere al proprio medico l’esame del profilo delle lipoproteine, per vedere il livello delle lipoproteine di tipo B.
Concludendo, il consiglio del Dr. Oz:
Sentitevi più liberi di mangiare grassi saturi, ma siate implacabili con gli zuccheri!

 

L’ELISIR DI LUNGA VITA

bevanda relaxIl neurochirurgo americano Sanjay Gupta è stato ospite nel programma televisivo del Dr. Oz e ha dato alcuni consigli per vivere bene e più a lungo:

– Innanzitutto seguite la regola 70-30: ogni volta che mangiate fuori cercate di avanzare il 30% del cibo che avete nel piatto. Questo ci mantiene sani dentro e magri fuori – dice Sanjay.
Allontanate il piatto prima di sentirvi pieni. Anche mangiare meno riduce lo stress ossidativo del corpo. Si assumono molte calorie durante gli ultimi minuti del pasto, che portano all’accumulo di molti chilogrammi all’anno. Mangiare meno ha effetto anti-età. (Questo vale per gli amici che ci seguono da lontano: in molti Paesi, infatti, si usa il piatto unico, che ha delle grandi dimensioni. Da noi le porzioni sono più contenute, per cui basterebbe ordinare di meno).
– Quando si è molto impegnati e non si riesce a fare attività fisica, incorporatela dovunque sia possibile, per esempio camminando mentre si devono fare aggiornamenti o riunioni con i colleghi o amici. Anche tirare indietro la pancia è un esercizio! (dico io). E poi ci sono alcuni esercizi che si possono fare dovunque (vedi post). L’attività fisica aiuta il nostro cervello, specialmente l’ippocampo, sede della memoria.
– Sempre per conservare le capacità cerebrali, cercate di fare le cose del mattino ad occhi chiusi, per esempio vestirsi. Quando facciamo qualcosa ad occhi chiusi, siamo costrettì a usare altri sensi e a mantenerli attivi e di conseguenza a mantenere giovane il nostro cervello.
– Molti arrivano stanchi la sera e cercano di rilassarsi con un drink. Sanjay Gupta ha un drink speciale, che lo rilassa, gli dà energia e aiuta anche la memoria.

Ecco la ricetta:
– Un bicchiere di latte di mandorla.
– 1/2 cucchiaino di curcuma (in India c’è una bassa percentuale di demenza senile rispetto al resto del mondo, e questo sembra che sia grazie al largo consumo di curcuma, delle cui proprietà ho parlato in un altro post).
– 1 cucchiaino di cannella in polvere, dalle molteplici proprietà.
– 1/2 cucchiaino  di zenzero in polvere (antiossidante).
– 1 cucchiaino di miele (sedativo).

Mescolate e prendetelo un paio d’ore prima di andare a letto, aiuta anche a dormire meglio!

ASHWAGANDHA, UN RIMEDIO ANTISTRESS

imagesL’ashwagandha è un fitoterapico usato da migliaia di anni nella medicina ayurvedica, la medicina tradizionale indiana. Il suo nome scientifico è Withania somnifera, ma è conosciuta anche con il nome di ginseng indiano o  ciliegia d’inverno. Fa parte dalla famiglia delle solanacee, come il pomodoro.
Fin dall’antichità l’ashwagandha veniva utilizzata come afrodisiaco, soprattutto come tonico sessuale maschile, ma nel tempo si è scoperto che questa pianta ha tantissime altre proprietà curative.
Innanzitutto  l’ashwagandha si è rivelata un valido antistress perchè è un adattogeno naturale, cioè aiuta il nostro organismo ad adattarsi all’ambiente e alle condizioni in cui dobbiamo vivere (aumenta la resistenza agli stress psicofisici).
L’ashwagandha ha un doppio potere: la mattina è un tonico e dà energia, mentre presa la sera placa l’ansia, calma e predispone a un sonno ristoratore (come lo suggerisce anche il suo nome scientifico).
Studi effettuati sulle persone hanno dimostrato che dopo 5 giorni di assunzione,  l’ashwagandha funziona come gli antidepressivi, ma senza gli effetti collaterali che questi danno generalmente.
L’ashwagandha abbassa i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) e aiuta anche a placare la fame nervosa! In più rafforza il sistema immunitario e previene malattie autoimmuni, tumori o disfunzioni alla tiroide.
L’ashwagandha è un tonico generale del sistema nervoso centrale, ha un’azione protettiva e rigenera le cellule cerebrali, ostacolando l’insorgere di malattie neurodegenerative come il morbo di Parkinson e l’Alzheimer e viene impiegata in caso di disturbi neurologici e cognitivi (aiuta a conservare la memoria e migliora l’apprendimento).
E’ indicato in caso di stanchezza e debilitazione, perché è un tonico, ma non ha gli effetti eccessivamente stimolanti che altri fitoterapici ad azione tonica hanno, per esempio il ginseng.
L’ashwagandha ha ancora una fantastica proprietà: abbassa i livelli di glucosio nel sangue, contribuendo così a limitare malattie come diabete e obesità. Inoltre sembra che abbassi anche il colesterolo “cattivo” LDL, con effetto benefico sulle arterie e ostacolando malattie cardiocircolatorie.
L’ashwagandha riduce l’infiammazione, quindi ha effetti benefici sulle vie respiratorie (in caso di bronchite o asma) e ha effetto analgesico, rivelandosi utile in caso di artrite, dolori muscoloscheletrici e reumatismi, senza irritare le mucose gastriche. Per questa sua qualità può essere utilizzata anche in caso di reflusso gastroesofageo, gastrite e ulcera.

Viene utilizzata la radice e si trova nelle erboristerie e in farmacia, sotto forma di capsule.

Come tutti i medicinali, anche i fitoterapici possono esercitare interferenze con altri medicinali, per esempio  l’ashwagandha può rafforzare gli effetti dei barbiturici, quindi è sempre bene parlare con il vostro medico prima di assumerla, nel caso prendiate altri farmaci. Inoltre  l’ashwagandha non deve essere assunta durante la gravidanza e l’allattamento.

 

I SABOTATORI DELLA LINEA

Channel SurfingSe siete aumentati di peso e non capite bene perché, controllate il vostro comportamento alimentare.
Ci sono vari motivi per cui si mangia più del necessario, senza accorgersene.
Eccone alcuni, di cui ha parlato anche Chris Powell:
1 – La famiglia. Quando siamo con qualcuno (coniuge, genitori, figli), tendiamo a mangiare più carboidrati raffinati perché lo fanno loro e noi non vogliamo perdere il legame con queste persone. O mangiamo perché qualcuno di loro ha preparato dei cibi per noi, o siamo noi a preparare i loro cibi preferiti e generalmente sono a base di carboidrati semplici. Studi scientifici hanno dimostrato quanto siano forti questi stimoli sociali.
2 – Stress. Se abbiamo avuto una brutta giornata al lavoro o se abbiamo avuto un disaccordo con qualcuno della famiglia, tendiamo a mangiare carboidrati (generalmente dolci), che sono il classico cibo di conforto.
3 – Noia. Quando la nostra mente non è impegnata in qualcosa che catturi la nostra attenzione, ci viene spesso voglia di mangiucchiare. In questi casi ci attacchiamo a qualcosa di pronto e invitante, che troviamo subito nella dispensa (biscotti, cioccolato ecc.). E’ un tentativo di riempire un vuoto che avvertiamo, e i carboidrati lo fanno in modo eccellente.
4 – Gli amici. Siamo esseri gregari e non vogliamo perdere la connessione con gli altri, per cui ci si incontra spesso per mangiare insieme. Il cibo costa poco e le porzioni sono abbondanti, perciò tendiamo a esagerare. Quando mangiamo fuori ci troviamo in un ambiente diverso dal solito, siamo sottoposti a stimoli sociali e avvertiamo l’esigenza di premiarci con un eccesso di cibo. L’ambiente ci sembra bello, la compagnia ci induce un senso di benessere e vogliamo amplificare questa esperienza concedendoci dei dolci o cibi salati e grassi.
5 – Disattenzione. Chris chiama questo tipo di mangiare “ipnotico”. Vi sarà capitato qualche volta di avere un pacchetto aperto di cose piccole e stuzzicanti (che sembrano innocue, ma che hanno un sacco di calorie) mentre guidate: avete la mente altrove e senza accorgervi, avete finito il pacchetto. Lo stesso accade quando ci mettiamo davanti alla televisione con un pacchetto di patatine accanto. Mangiamo pensando ad altro e non facciamo caso al cibo. Per di più non sentiamo neanche il suo vero gusto!

I miei consigli:
– non tenete in casa stuzzichini ipercalorici (patatine, biscotti ecc.). Preparate pacchettini con 30 g di frutta secca per spuntino o prendete un frutto. Se non basta, preparate una tazza grande con orzo solubile, un po’ di polvere di carruba o di cacao, un po’ di latte e stevia per addolcire.
– coinvolgete gli altri a mangiare in modo più salutare, limitando i carboidrati semplici.
– fate anche altre attività con gli amici, non solo andare a mangiare insieme, per esempio fare attività all’aria aperta.
– dopo cena lavatevi subito i denti: non avrete più voglia di mangiucchiare!
– cercate di avere degli interessi che polarizzino la vostra attenzione, per lasciare meno spazio all’attenzione per il cibo.

CURIAMO IL NOSTRO SECONDO CERVELLO

Sapevate che l’intestino è considerato il nostro secondo cervello? Questo perché è
sede di censecondo cervellotinaia di milioni di neuroni, in grado di comunicare fra di loro per una
buona funzione gastrointestinale ed è in grado di lavorare autonomamente. Esso però comunica anche con il sistema nervoso vegetativo, in modo che il cervello sia sempre informato sullo stato di salute dell’intestino e sapere esattamente su quale apporto energetico può contare.
Qualsiasi evento che coinvolge il cervello influenza la salute del “secondo cervello”. Esso infatti è in grado di fissare i ricordi legati alle emozioni ed è in grado di segnalare stati di gioia e dolore. Non per niente certi stati d’animo, come ansia e paura, possono subito trovare eco nella pancia.
Quello che mi sembra stupefacente è che il 95% della serotonina, il neurotrasmettitore che ci dà il buonumore, viene prodotto dalle cellule intestinali!
Lo stress e l’alimentazione ricca di grassi, zuccheri e alcol possono danneggiare questa nostra “centralina”.
Per prenderci cura del nostro intestino Dr. Oz suggerisce di assumere periodicamente dei prebiotici e dei probiotici.
I prebiotici sono sostanze organiche non digeribili, che superano i processi digestivi e arrivano indenni nell’intestino, creando un ambiente fermentabile e modificando la flora microbica a favore di quella simbiotica. Essi affiancano il lavoro dei probiotici, stimolando la crescita dei batteri benefici nel colon. Si trovano nello yogurt e nei cibi fermentati, ma anche in altri cibi come aglio, cipolla, banane e cereali integrali. Questi alimenti creano l’ambiente ideale in cui i probiotici possono lavorare. Si trovano anche come integratori, sotto forma di gocce, polveri o capsule.
I probiotici sono fermenti che aiutano a ripristinare la flora batterica intestinale, indispensabile per il buon funzionamento dell’intestino. Una buona flora batterica intestinale aiuta a rinforzare il sistema immunitario, proteggendo dalle infezioni. I più conosciuti probiotici sono i bifidobatteri e il lactobacillus acidophilus. Anche i probiotici devono essere in grado di superare i processi digestivi. Si trovano come integratori e andrebbero presi periodicamente, specialmente dopo aver assunto antibiotici, che distruggono la flora intestinale.
Quando c’è la necessità di dare un aiuto all’intestino, è meglio acquistare gli integratori di prebiotici e di probiotici in farmacia o nei negozi specializzati, perché quelli presenti in certi alimenti reclamizzati non contengono quantità a sufficienza per ripristinare la flora batterica.
L’intestino è un organo vitale, perché attraverso le sue pareti noi assorbiamo le sostanze nutritive che ci fanno vivere, quindi dobbiamo trattarlo bene!

LA FONTE DELLA GIOVINEZZA DI MONTEL WILLIAMS

Montel WilliamsMontel Wulliams, attore e conduttore televisivo, lotta dal 1999 (a soli 43 anni) con la sclerosi multipla, una delle più debilitanti malattie che esistano. Infatti è diventato un sostenitore della Fondazione no-profit per la Sclerosi Multipla.
L’ho visto come ospite nello show del Dr. Oz e mi ha colpito la sua forza di carattere con cui sta affrontando la sua malattia. Quando un medico gli ha detto che in pochi anni sarebbe arrivato sulla sedia a rotelle lui ha reagito in un modo sorprendente:
Non voglio impegnarmi a morire ma a vivere – si è detto.
Da allora ha sperimentato ogni cura. Oltre le medicine tradizionali che gli hanno prescritto,  ha fatto ginnastica tutti i giorni e ha provato molti integratori che avrebbero aumentato le sue energie. Il risultato è che adesso, dopo tutto questo tempo si sente più forte e se prima zoppicava adesso ha riguadagnato quasi del tutto la funzionalità dei suoi muscoli.
Smettete di pensare negativo – ha detto – Se ci mettete sudore i risultati arrivano.
Mi sembra di grande stimolo. Se ce la fa lui, con un problema così grande, anche noi possiamo affrontare i nostri problemi con più forza e fiducia.
Le sue scoperte si possono adattare a tutti per migliorare le proprie energie, per ridurre l’infiammazione nell’organismo e quindi per vivere meglio.
Ecco alcune sue regole:

La mattina prende un frullato superenergetico a base di ananas, anguria, acqua di cocco, spinaci surgelati, mirtilli surgelati, mela verde o banana.

A metà mattina prende integratori di clorofilla (100-300 mg), un supercibo che modifica la flora del nostro intestino e fa moltiplicare i batteri benefici, e Vitamina D (1000 unità).
Di pomeriggio un integratore del complesso vitaminico B (B12, B6, acido folico) e un tè alle radici (erbe adattogene): Ashwagandha, Rhodiola e Schisandra. Queste 5 radici aiutano l’organismo ad adattarsi allo stress fisico, emotivo e ambientale.
Dr. Oz ha detto che sono stati effettuati esperimenti sui moscerini (nelle ricerche fanno esperimenti su creature piccole) e sono vissuti più a lungo.
Ogni giorno Montel consuma 10 spicchi di aglio, persino in infuso. Rafforza il sistema immunitario e abbassa la prressione e il colesterolo (ma ha un odore terribile!)
Per i dolori Montel Williams usa l’estratto di luppolo (30 gocce in un po’ d’acqua, da bere tutto in una volta perchè è molto amaro).
Ha parlato anche dei cilindri di gommapiuma, che si usano nelle palestre, che fa rotolare sui muscoli, oppure si appoggia sopra il cilindro e rotola. In questo modo si esercita un massaggio in profondità, dove si accumulano le tossine che provocano il dolore.
Esistono anche indumenti con ossido di rame a compressione, che tengono i muscoli in posizione e stimolano i nervi adiacenti.
Il rame aumenta la circolazione del sangue, è fondamentale per il sistema nervoso ed è antimicrobico.

5 COLORI FANNO BENE AL CUORE

donald hensrudmona khannaNello spettacolo del Dott. Oz sono intervenuti Mona Khanna e Donald Hensrun, esponenti della medicina preventiva.
Secondo loro possiamo controllare la nostra salute più di quanto crediamo e questa mi sembra una bella notizia, piena di speranza.

Non è mai troppo tardi per prevenire le malattie, non importa come abbiamo vissuto finora. Eliminando le cattive abitudini e adottandone di nuove (salutari) si può impedire lo stesso l’insorgere di patologie.
La prevenzione non serve solo a vivere più a lungo, ma anche ad avere una qualità di vita migliore.
Se mangiamo sano, se facciamo movimento, se abbiamo il giusto peso ci sentiremo meglio.

La medicina preventiva ha 5 fattori principali:

1) alimentazione sana
2) sonno a sufficienza
3) assenza di fumo
4) diminuzione di stress
5) regolare esercizio fisico.

La cosa essenziale è riuscire a fare cambiamenti, anche minimi, in queste aree. In questo modo possiamo incidere in maniera sostanziale sull’aspettativa di vita, ma anche sulla sua qualità.
Per prevenire malattie cardiache dobbiamo includere ogni giorno nei nostri pasti 5 differenti cibi colorati. Frutta e verdura di colori diversi contengono vitamine diverse e diverse sostanze nutritive.
Alcuni alimenti come il caffè e l’aceto possono aiutare a prevenire il diabete. Consumando 2 cucchiaini di aceto durante il pasto limita l’aumento degli zuccheri nel sangue.
Un frullato con alimenti vitali per il nostro cervello può aiutare a prevenire malattie degenerative come Alzheimer, demenza o problemi di memoria.
Ecco gli ingredienti: succo di mela, olio di semi di girasole, banana, mirtilli e noci.
Dr. Oz suggerisce di congelarlo nella vaschetta del ghiaccio e mettere la quantità desiderata in un termos per portarcelo al lavoro.
Per prevenire l’osteoporosi dobbiamo sostituire il sale con le erbe profumate, perchè il sale fa disperdere il calcio con le urine. Inoltre limitandone il consumo si prevengono altre patologie, come la pressione alta e malattie cardiovascolari.
Per prevenire il cancro, specialmente ai polmoni, alla pelle e alla prostata, dovremmo consumare patate dolci, ricche di luteina e carotenoidi.
Per abbassare il colesterolo dovremmo consumare uno spicchio d’aglio al giorno.

Sono piccoli accorgimenti che possono diventare delle sane abitudini!

Voi avete il potere di cambiare il vostro destino!  (Doctor Oz)

LA PENNICHELLA FA BENE

Se dopo pranzo vi prende una sonnolenza, il responsabile è lo zucchero. Alti livelli di glucosio nel sangue rallentano il funzionamento di alcune cellule cerebrali adibite a mantenere la mente sveglia.
Ricercatori dell’Università di Manchester hanno studiato particolari neuroni presenti nell’ipotalamo che producono l’orexina, una proteina indispensabile per mantenere lo stato di veglia. (Questi neuroni sono meno attivi durante la notte).
Esponendo i neuroni a piccoli aumenti dei livelli di glucosio, simili a quelli prodotti da un pasto, hanno osservato che un minimo innalzamento degli zuccheri è sufficiente per spegnere i produttori di orexina e predisporre al sonno.
Allo stesso modo si può spiegare la difficoltà ad addormentarsi quando si è affamati. Un basso livello di glucosio favorisce infatti l’aumento dell’attività neuronale, mantenendo il cervello in stato di veglia.
(Non posso fare a meno di pensare che buona parte dei capolavori sono nati tra gente che mangiava decisamente poco).
A parte le cause della sonnolenza, una pennichella fa bene.

Abbiamo sentito pareri discordanti sul riposino pomeridiano, ma delle ricerche effettuate in  Pennsylvania hanno concluso che le persone che fanno un pisolino di circa 30 minuti almento tre volte alla settimana riducono il rischio di malattie cardiovascolari.
Dormire è un rimedio naturale per alleviare lo stress.
Durante il sonno il cervello rielabora le informazioni ricevute e si prepara a ricordare e la pressione sanguigna si abbassa. Anche la temperatura corporea si abbassa e quindi sono più facili da sopportare le temperature alte durante l’estate.
Il sonno migliora l’attenzione, la concentrazione, le capacità motorie e l’umore. Una siesta nel primo pomeriggio aiuta a riprendere le forze per tornare ad essere efficienti per il resto della giornata.
Il sonno è cumulativo, quindi un sonnellino pomeridiano può recuperare un po’ del sonno perduto nella notte precedente.
Le ore migliori per un riposino sono tra le 14 e le 16, meglio ancora verso le 15, cioè a circa 8 ore dal risveglio. Un riposo pomeridiano, anche di soli 20 minuti, dà più benefici all’organismo di un’ora in più di sonno al mattino.

Il sonnellino non dovrebbe superare i 30 minuti, altrimenti si cade nel sonno profondo e potrebbe essere più difficile il risveglio e pregiudicare il sonno notturno!

NO AL GRASSO ADDOMINALE

punto vita allargatoCon il passare degli anni il metabolismo rallenta e si comincia ad aumentare di peso.
Come Dr. Oz ha spiegato nel suo programma televisivo, la dieta alimentare e l’attività fisica devono essere specifiche per ogni tipo di grasso.
Dopo aver parlato del grasso localizzato sui glutei e sulle cosce  in un post intitolato  Fondoschiena generoso, vorrei parlare adesso del grasso addominale.
A differenza del grasso localizzato nella parte bassa del corpo, il grasso addominale è più pericoloso perchè avvolge gli organi interni, come per esempio l’intestino e il cuore.
Infatti a questo tipo di grasso è legato il diabete di tipo 2, le malattie cardiovascolari e persino alcuni tumori.
Inoltre rallenta il metabolismo perchè influisce sugli ormoni, soprattutto su quelli dello stress. Se non si riesce a gestire lo stress della propria vita, questi ormoni subiscono un’impennata, soprattutto il cortisolo.
Il cortisolo impedisce ai muscoli di assorbire il glucosio e fa scorte di grasso indirizzandolo sulla pancia e intorno agli organi e preparandosi in questo modo ad affrontare un probabile picco di stress. Il fegato lo assorbe e arriva agli altri organi. Questo sistema era progettato per farci sopravvivere in tempi di carestia, ma oggi ci si rivolge contro.
La parte buona è che questo grasso è più facile da smaltire rispetto al grasso localizzato sui glutei e sulle cosce.
A differenza del grasso localizzato nella parte bassa del corpo, il grasso addominale richiede una dieta a basso contenuto di carboidrati.
Sono da evitare i carboidrati semplici (prodotti fatti con farina bianca, cereali raffinati) e si devono prediligere cibi antinfiammatori, come cereali integrali, amaranto, grano saraceno e orzo. Si devono consumare grassi buoni, come quelli dell’avocado, dell’olio d’oliva, del salmone e della frutta secca. Questi mantengono stabili i livelli di zucchero nel sangue e non sollecitano il rilascio extra di insulina. (Venice Fulton scrive nel suo libro La dieta OMG che quando c’è insulina in circolo non si può dimagrire!)

Un esempio di colazione salutare: pane integrale su cui si spalma una salsa fatta con avocado, un goccio di olstepio d’oliva, un po’ di succo di lime e del peperoncino piccante. Questo è un toast i cui ingredienti agiscono in sinergia per un’azione antinfiammatoria.

L’attività fisica deve essere prevalentemente cardio, per accelerare il metabolismo e smaltire i grassi. A questo scopo è indicato lo step. Si comincia con sali e scendi a un ritmo moderato per qualche minuto poi ci si mette di fianco e si ripete l’esercizio molto velocemente (da una parte e dall’altra dello step).
Questi due esercizi si devono alternare. In questo modo si usa sia il sistema aerobico sia quello anaerobico. Il battito cardiaco aumenta e si brucia di più in meno tempo. Lo step è molto efficace per bruciare grassi in un periodo relativamente breve. Inoltre abbassa lo stress, che è una delle cause del grasso addominale.

Per quanto riguarda l’abbigliamento, il consiglio dello stilista è di non accentuare il punto vita con cinture, evitare i colori con fantasie troppo accese e preferire le linee verticali a quelle orizzontali.
Bisognerebbe evitare i vestiti troppo stretti, anche i leggins, e indossare pantaloni normali oppure jeans scuri.
Preferire sempre linee pulite e semplici.

Cominciate con impegno e fiducia, è bello sentirsi sottili!!

DIMAGRIRE CON LA MEDITAZIONE

meditazione
Il guru della medicina alternativa Deepak Chopra ha scritto più di 60 libri in cui alla base c’è il collegamento tra la mente e il corpo.
In un post precedente, Medicina alternativa, ho parlato del suo piano per rallentare l’invecchiamento.
Un punto di questo piano si riferiva al controllo dello stress, e quindi del peso corporeo, attraverso la meditazione.
Se avete una dieta disordinata, mancanza di volontà o avete difficoltà a controllare le porzioni, provate con la meditazione, che ristabilisce l’autocontrollo. Serve volontà, determinazione ma soprattutto consapevolezza di ciò che avviene nel nostro corpo.
Ci cono due ragioni fondamentali per cui ingeriamo cibo. La prima è per fame fisica, la seconda è per fame emotiva. Se ingeriamo cibo per soddisfare la fame emotiva ingrassiamo.
Uno stomaco vuoto e affamato ha le dimensioni di un pugno chiuso. Se ingeriamo 2 palmi di cibo (come quando vuoi prendere qualcosa tra le mani) riempiamo lo stomaco per 2 terzi, ci sentiamo energici e la fame si placa.
In un soggetto stressato le ghiandole surrenali cominciano a rilasciare adrenalina nell’organismo, quindi il cuore batte più velocemente e il soggetto è più nervoso, comincia a sudare e le pupille si dilatano. Tutto questo è dovuto a un istinto primordiale, legato allo scontro con le bestie  selvagge. Lo stress cronico viene interpretato come fame perchè il nostro corpo si prepara per affrontare il pericolo e si mette da parte riserve di energia.
Con lo stress cronico il rilascio continuo degli steroidi causa un aumento dello strato di grasso sullo stomaco e intorno agli organi interni.

La meditazione è una forza che ristabilisce l’equilibrio interno abbassando il livello di steroidi e il grasso accumulato.
La meditazione richiede solo 5 minuti del nostro tempo e potrebbe avere un impatto notevole sulla nostra vita.
Chopra dice di fare così:
– appoggiate i piedi a terra, senza incrociarli.
– rivolgete i palmi delle mani verso l’alto, per ricevere energia.
– chiudete gli occhi…
– focalizzate la vostra attenzione sul cuore e per qualche secondo provate gratitudine pensando a tutte le vostre fortune, perchè abbiamo tanti motivi per essere grati alla vita.
– mantenete l’attenzione sul cuore e ponetevi poche e semplici domande: chi sono? Non cercate la risposta, limitatevi a porre la domanda, sarà il cuore a rispondere. Che cosa voglio? Qual è il mio obiettivo? Cosa mi rende felice?
– ora liberatevi dai pensieri e osservate solo le sensazioni del vostro corpo, prendendo semplicemente consapevolezza.
– non aprite gli occhi. Riportate l’attenzione sul cuore e provate a sentire il battito cardiaco come un suono o una sensazione.
– rilassate il vostro corpo… Se volete potete sbadigliare o stiracchiarvi… e …aprite gli occhi.

Deepak Chopra spiega gli effetti che ha la meditazione sull’organismo:
– sedendosi rilassati e cercando di sentire gratitudine e amore per ciò che ci rende felici nella vita, i neuroni presenti nel sistema limbico, dove risiedono le emozioni, cominciano ad attivarsi. I neuroni che si attivano insieme si connettono, quindi si sta riprogrammando il sistema limbico per l’appagamento emotivo. Si stanno avviando due processi chiamati neurogenesi e sinapsogenesi, scientificamente provati grazie alla risonanza magnetica.
– ponendosi delle domande si attiva la corteccia prefrontale, la parte del cervello responsabile della coordinazione e del pensiero. Anche in questo caso si sono stabilite nuove sinapsi tra i neuroni.
– sentendo le sensazioni del nostro corpo si è stimolata una parte del cervello chiamata corteccia somato sensoriale, dove monitoriamo le nostre esperienze, che è stata resa più coerente.
– in fine, concentrando l’attenzione sul nostro cuore , sentendone i battiti come un suono o una sensazione, la pressione sanguigna si abbassa in modo significativo.

Proviamo anche noi!

CURARSI CON LE GIUGGIOLE

L’altro ieri ho assaggiato per la prima volta le giuggiole.
Erano mediamente mature e il loro sapore era dolce, leggermente acidulo, richiamava un po’ qualche varietà di mela farinosa: molto gradevole.
Hanno delle foglie delicate e lucide, deve essere anche una bella pianta ornamentale.
Conoscevo l’espressione Andare in brodo di giuggiole, quindi la mia curiosità su questo frutto misterioso era grande, e sono andata a fare le mie ricerche.

Ho scoperto così che sono originarie della Siria, molto conosciute già ai tempi degli Egizi e dei Fenici e molto apprezzate anche ai tempi dei Romani.
Sembra che si trovino sui colli di Torino, dove sono chiamate Sossombrin, sui Colli Euganei, nel padovano e vicino ad Ancona, dove la pianta era considerata sacra.

Oltre il loro potere nutrizionale e il loro sapore decisamente buono, le giuggiole hanno variate proprietà terapeutiche, conosciute già nell’antichità e impiegate specialmente nella medicina popolare cinese.
Le giuggiole sono ricchissime di vitamine C, A ed E, acidi organici e sali minerali. Per queste sue proprietà venivano impiegate per curare l’asma e le malattie da raffreddore, anche in associazione con datteri, fichi e uva sultanina, chiamati I quattro frutti pettorali.
Con l’aggiunta di acqua si fanno bollire fino a ottenere uno sciroppo denso e molto dolce, che si imbottiglia e si conserva in un luogo fresco e buio (probabilmente questa è una variante del famoso brodo di giuggiole).
Si può anche usare sotto forma di infuso.
Ai tempi di Erodoto gli Antichi ottenevano un vino inebriante con il frutto fermentato.
Nei paesi arabi si usavano per ridurre l’ansia e per curare l’insonnia, infatti, grazie a una sostanza di cui sono ricche chiamata  adenosina, hanno un effetto anticonvulsionante e sedativo.
Per questo motivo potenziano l’effetto di farmaci ipnotici e sedativi, aiutando a ridurne le quantità.
Le giuggiole abbassano il colesterolo, hanno un effetto antinfiammatorio, antipiretico, diuretico e leggermente lassativo, vengono impiegate nella cura di malattie di tipo psicologico e nervoso, contro lo stress e per normalizzare la pressione arteriosa, hanno un effetto emolliente ed espettorante,  proteggono e tonificano il fegato, la milza e i polmoni.

Le foglie si utilizzano in oftalmologia per preparare colliri e impacchi palpebrali, sotto forma di decotto.

Per chi ha la fortuna di trovare questi frutti in quantità, ecco un’altra ricetta per il brodo di giuggiole:
si fanno bollire in mezzo litro di acqua 500 g di giuggiole e 100 g di miele finchè il frutto si spappola, poi si filtra.

Per un delizioso liquore si mescolano in un vaso 500 g di giuggiole con mezzo litro di alcool, 200 g di zucchero, scorza di limone e vaniglia. Si tiene all’aperto e si mescola di tanto in tanto finchè lo zucchero si scioglie, poi si lascia macerare per qualche mese. Il frutto si usa come piacevole merenda e il liquore si usa anche come digestivo.

Un’altra ricetta prevede 1300 g di giuggiole mature, 100 g di uva bianca, 350 g di melecotogne, 2 litri di acqua e buccia di limone.
Si fanno bollire finchè diventa uno sciroppo cremoso (il brodo di giuggiole), che dà piacere e gioia per il suo sapore dolce e buono e per il suo effetto calmante e sedativo.

P.S.   Grazie a S. per avermi dato la possibilità di conoscere questo frutto e per aver contribuito ad accrescere le mie conoscenze 😉

PERCHE’ INGRASSIAMO

Le persone in sovrappeso non sono grasse per caso, il loro amore per la tavola e l’apparente disinvoltura  con cui si rapportano al cibo nascondono un bisogno di gratificarsi mangiando e questo bisogno diventa impellente in quanto si innesta su arcaici meccanismi di sopravvivenza.

Ingrassiamo perché non riusciamo ad adattarci allo stile di vita moderno, ricco e comodo ma che non offre più la giusta dose di felicità e di appagamento. Questa carenza di piacere autentico danneggia la qualità della vita, e troviamo nel cibo una via di fuga di estrema efficacia.
Nutrirsi non è più ingerire una certa quantità di energia e di nutrienti, ma soprattutto il bisogno di compensare lo stress della vita moderna, concedersi un piacere fondamentale dato dalla soddisfazione degli organi sensoriali e degli istinti.
L’alimento perde la funzione nutritiva primaria per fornire un nutrimento infinitamente più prezioso: l’apporto di piacere o l’annullamento del dispiacere.
Tutto ciò che facilita la sopravvivenza genera piacere, e tutto ciò che la contrasta provoca dispiacere. L’atto di nutrirsi, apparentemente banale e facile da soddisfare, resta fondamentale per la nostra sopravvivenza, come bere e respirare, e di conseguenza è una delle fonti migliori di appagamento.

Io corro ai ripari facendo uno spuntino con frutta o una manciatina di noci o mandorle in modo da non arrivare a pranzo affamata, faccio attività fisica prima di cena e  tengo in frigorifero minestra di verdura o altri cibi leggeri, in modo da contrastare lo stimolo della fame prima di cadere in tentazioni più caloriche.

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