Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

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LA DIETA DELL’INDICE GLICEMICO

dimagrireOrmai sappiamo che più di ogni altra cosa sono gli zuccheri a farci ingrassare. Gli zuccheri fanno innalzare la glicemia e, poiché il nostro organismo non tollera troppi zuccheri nel sangue, il pancreas comincia a produrre insulina per abbassarli. Un basso livello di zuccheri nel sangue è altrettanto dannoso, quindi il nostro organismo invia stimoli della fame per reintegrarli e il ciclo si ripete. Se invece consumiamo alimenti a basso indice glicemico, cioè che non fanno innalzare la glicemia, questo non accade e riusciamo a tenere a bada il peso corporeo e persino a dimagrire.

Il Dr. Mehmet Oz ha elaborato una dieta che si basa proprio su questo principio: la dieta 20-80.

E’ una dieta molto semplice: sul totale delle calorie ingerite, il 20% devono essere sotto forma di proteine magre e grassi e l’80% sotto forma di vegetali a basso indice glicemico.

Le proteine si possono scegliere tra pollo o tacchino magro e senza pelle, pesce, carne rossa magra oppure due uova sode.

I grassi consigliati sono l’olio d’oliva extravergine, avocado, frutta secca o burro di arachidi/mandorla e semi.

I vegetali a basso indice glicemico si possono scegliere tra carciofi, asparagi, germogli, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavolfiore, sedano, cetriolo, daikon, melanzane, lenticchie, porri, ravanelli, zucca, piselli, bietola, pomodori, fagioli, cavoli, verza, funghi, cipolla, baccelli di piselli, peperoni, zucchini, spinaci, radicchio e tutti i tipi di insalata e di erbette.

Ogni giorno cercate di fare 2-3 spuntini ricchi di fibra (frutta a basso indice glicemico o crackers arricchiti di fibra) e proteine (yogurt greco, formaggio Cottage, hummus, frutta secca o burro d’arachidi/mandorla).

La cena deve essere liquida (minestre, zuppe). Ecco due esempi:

  • Zuppa di lenticchie fatta con 1 cucchiaio di olio di cocco, 1 litro e mezzo di brodo vegetale o acqua, 350 g di lenticchie rosse, 1-2 gambi di sedano, mezza verza, qualche manciata di spinaci baby, aglio, zenzero, 2 cucchiaini di cumino, sale, pepe
    Un consiglio: mettete a bagno le lenticchie ben sciacquate la sera e il giorno dopo risciacquatele prima di metterle a cuocere. Si inizierà un processo di germinazione, che le renderà più nutrienti e digeribili e cuoceranno velocemente. Tagliate finemente le altre verdure e cuocetele non più di 20-30 minuti, per non far perdere le loro vitamine.
  • Brodo di tacchino e verza: 1 cucchiaio di olio di semi d’uva, 1-2 gambi di sedano, 1 cipolla, 350 g tacchino magro, aglio, 2 cucchiaini di semi di cumino, 1 verza media, 1 litro di acqua e 2-3 pomodori (anche in scatola o un po’ di passata di pomodoro). Mettete a cuocere il tacchino tagliato a pezzi piccoli e un po’ di sale. Togliete la schiuma e fate cuocere fino a quando è quasi pronta, poi aggiungete le verdure tagliate finemente e cuocete per altri 20-30 minuti.

Queste zuppe si conserveranno nel frigo per qualche giorno, così non dovete cucinarle spesso.

Credo che sia una dieta salutare e sicuramente darà buoni risultati. Il brodo dà un senso di sazietà e di appagamento. Il Dr. Oz dà come ingrediente delle zuppe l’olio di cocco o di semi d’uva, ma in mancanza possiamo usare olio d’oliva.

Non dimenticate un buon programma di esercizio fisico!

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IL TUO TRAINER: IL DIARIO

Continuano i buoni consigli che gli esperti nel dimagrimento ci danno per poter portare a termine con successoimagesJ1EGM1XU una dieta dimagrante.
In alcuni post precedenti parlavo della preparazione mentale, cioè della consapevolezza necessaria per affrontare con intelligenza una dieta, e della scelta SMART degli obiettivi.
Adesso parliamo del diario alimentare.
Già qualche anno fa ne avevo parlato, perché so per esperienza l’aiuto che può dare quando ci mettiamo a dieta.
Anche Ian K. Smith (medico esperto in dimagrimento) lo consiglia, nel suo libro The 4 Day Diet, ma suggerisce di partire 10 giorni prima della dieta, per analizzare le nostre abitudini alimentari e capire le correzioni da fare.
Perché il diario sia veramente uno strumento efficace, è essenziale l’assoluta onestà da parte tua, cioè capire che se così non fosse inganneresti solamente te stesso.
Io ho avuto buoni risultati quando l’ho tenuto, perché se sai che devi scrivere ogni cosa che ingerisci stai più attento a ciò che puoi o non puoi mangiare.
E’ importante riportare informazioni che possano dare un quadro non solo di ciò che mangi e dell’esercizio fisico che fai, ma anche del tuo umore durante la giornata. In questo modo potrai identificare l’area della tua debolezza, che potrà essere migliorata, e quella della tua forza, che potrai incrementare durante la dieta.
Assicurati di essere specifico. Per esempio anziché scrivere che hai mangiato mandorle per merenda, scrivi anche la quantità e anziché scrivere che hai fatto esercizio, scrivi per esempio che hai fatto 30 minuti di cardio a media intensità.
Io ho la sensazione di avere accanto a me il trainer che mi controlla e questo mi permette di essere più aderente al programma.
Conserva questi appunti, perché a distanza di tempo potresti avere bisogno di dare un’aggiustatina al tuo peso e puoi andare a vedere che cosa ha funzionato meglio e soprattutto ti darà la motivazione giusta perché in un attimo ti aiuterà a ricostruire quell’atmosfera carica di entusiasmo e di aspettative. Questa volta, però, con la consapevolezza che
SI…PUO’…FAAA…REEE…!!

MANGIARE PRIMA DI FARE SPORT?

Gym kettelbell 1Capita a volte che, presi dagli impegni, dimentichiamo di mangiare e fornire energia al nostro corpo e cominciamo a sentire la testa leggera, difficoltà di concentrazione, debolezza ecc., tipici sintomi di un calo degli zuccheri. Allora buttiamo giù qualcosa, per esempio una merendine (molto male!), per riprenderci.
Potrebbe non bastare.
Sembra che il cibo metta molto più tempo di quanto pensiamo da quando lo mettiamo in bocca a quando arriva alle cellule.
Ecco perchè è bene non lasciare passare troppo tempo da un pasto all’altro, anche se non abbiamo fame. Se lasciamo che arrivi un calo di zuccheri, non sempre sarà sufficiente mangiare qualcosa per sentirci bene.
Tante volte pensiamo che fare uno spuntino prima di andare in palestra ci aiuterà ad avere più energia.
Tim Ferriss ha fatto i suoi esperimenti, misurando meticolosamente i livelli di zucchero nel sangue dopo aver assunto del cibo.
Ha scoperto che il picco del glucosio nel sangue arriva dopo 1 ora e mezza o 2 ore e mezza dopo la consumazione del pasto (anche se si tratta solo di uno yogurt).
Per un succo d’arancia ci sono voluti 40 minuti per riscontrare il massimo livello degli zuccheri nel sangue.
Ecco perchè lo spuntino prima di andare in palestra (anche 20 minuti prima) potrebbe non dare i risultati desiderati e gli zuccheri potrebbero essere a disposizione dei muscoli quando l’allenamento sarà già finito.
Secondo Tim è meglio mangiare un’ora prima di iniziare l’attività fisica.
Allo stesso modo se prendete  i frullati proteici dopo l’allenamento non arriveranno subito ai muscoli, quindi bisogna prenderli prima, cioè calcolare sempre 1-2 ore prima della fine dell’esercizio fisico.

Credo che sia bene ascoltare i consigli degli esperti e provarli, dopo di che sarà sempre il nostro corpo a darci le indicazioni giuste.

I TUOI OBIETTIVI SONO SMART?

imagesNSTTYX30In un post precedente ho parlato del primo passo per dimagrire, la preparazione mentale, strumento importante per la realizzazione del tuo obiettivo (in questo caso perdita di peso).
Oggi parliamo del secondo passo: la scelta degli obiettivi.
Le regole e i consigli di cui parleremo si possono applicare a qualsiasi obiettivo, per qualsiasi nostro progetto, ma questo è un blog che parla di salute e benessere, quindi l’obiettivo è perdere peso.
Stabilire gli obiettivi è l’inizio ufficiale della dieta. Ecco perché scegliere male può compromettere i risultati.
Molte persone cercano di perdere molto peso troppo in fretta.
Secondo gli studi, l’aumento di peso è piccolo e graduale, ma solo quando non entriamo più nei nostri vestiti o quando qualcuno ci dice “Hai messo su qualche chilo?” cominciamo a realizzare che è tempo di ridurre le calorie e di fare un po’ di movimento. Se ti sono voluti 10 anni per aumentare di 15 kg, non li puoi vedere sparire in qualche giorno. E’ l’approccio sbagliato per un dimagrimento efficace. Mettendo troppa pressione su se stessi, non solo si predispone alla sconfitta, ma si rischia di fare danni alla salute (alimentazione sbilanciata e relative carenze alimentari, troppo esercizio fisico e danni alle articolazioni, supplementi pericolosi).
La letteratura medica ha spesso sottolineato che solo chi perde peso gradualmente e nella maniera salutare riesce a mantenerlo a lungo.
Inoltre gli obiettivi troppo ambiziosi potrebbero non essere sostenibili e condurre alla perdita di motivazione e all’abbandono  della dieta.
Gli esperti in dimagrimento statunitensi (per esempio Chris Powell in Choose to Lose e Ian K. Smith in The 4 Day Diet) hanno raggruppato le caratteristiche degli obiettivi nell’acronimo  SMART:
Specifico
Misurabile
Arrivabile (raggiungibile – attainable in inglese)
Realistico
Temporale (lasso di tempo)

Specifico: per poterti focalizzare sull’obiettivo, deve essere ben definito e facile da capire. Per esempio “devo perdere 5 kg” anziché “devo perdere qualche chilo”. Meglio ancora “devo perdere 5 kg in 3 mesi”. Il tuo obiettivo deve dire chiaramente che cosa devi fare e in quanto tempo.

Misurabile: spesso siamo troppo fissati con i numeri, e molti si preoccupano quando non  trovano grandi cambiamenti sulla bilancia, ma la taglia dei vestiti può essere il primo segno che stiamo perdendo peso e che la forma del nostro corpo cambia, quindi non c’è motivo di preoccuparsi. Resta ottimista e motivato e goditi i complimenti dei tuoi amici per il tuo aspetto o quelli del tuo dottore per il miglioramento della tua salute. La bilancia non prende in considerazione la vera complessità della trasformazione del tuo corpo. Il corpo è composto da vari tessuti, compreso grasso, muscoli, ossa, tendini. L’acqua è il più grande componente del nostro peso (60-70%) e cambia costantemente, specialmente quando perdiamo peso (può dipendere dai liquidi assunti e dalla tendenza a trattenerli). Si può perdere grasso e contemporaneamente aumentare massa muscolare in seguito all’allenamento di resistenza. Monitorare la perdita di peso misurando il corpo va bene per la percentuale di grasso, ma anche qui si possono commettere errori. Comunque è importante scegliere lo stesso metodo di misurazione e la stessa parte del corpo nel caso dei centimetri.

Arrivabile, cioè raggiungibile. Non ha senso darsi obiettivi che non si possono raggiungere, perché prima o poi ci si scoraggia e molto probabilmente si rinuncia, oppure  si potrebbero usare strategie malsane, per esempio digiunare. Digiunare è controproducente, perché quando il corpo non riceve abbastanza nutrimento per svolgere le sue funzioni si mette in modalità carestia: rallenta drasticamente il consumo di calorie e cerca di conservare le riserve di grasso perché non sa quando riceverà di nuovo un pasto decente, il che non va bene quando si cerca di perdere peso.
Questo non significa che l’obiettivo deve essere troppo facile. Un obiettivo richiede dedizione, perseveranza, duro lavoro e se è troppo facilmente raggiungibile vuol dire che non hai chiesto abbastanza a te stesso.
Il Dott. Ian Smith ci dà un suggerimento per saperci orientare:
Se non ti ricordi quando hai avuto il peso che desideri, sarà difficile che tu lo possa raggiungere. Se ce l’avevi, ma non negli ultimi 10-15 anni, è possibile che lo raggiungerai, ma avrai bisogno di disciplina e pazienza, perché il  tuo metabolismo è rallentato e il tuo corpo si è abituato con il tuo peso. Sarà improbabile riavere il peso delle superiori, ricordatelo quando fissi i tuoi obiettivi.

Realistico è simile al precedente: l’obiettivo deve avere un grado di difficoltà ragionevole, che ti farà lavorare sodo, ma ti permetterà di arrivare fino in fondo (anziché lasciare perdere perché ti sembra di non farcela). Il successo del tuo programma potrebbe dipendere da quanto è realistico il tuo obiettivo.

Tempo. E’ importante che il tuo obiettivo sia collocato nel tempo. Dire “voglio perdere 10 kg in 6 mesi” (cioè specificare in quanto tempo) dà un senso di urgenza e direzione,  altrimenti potresti cominciare sempre “domani”.

Una buona perdita di peso sarebbe tra 0,5 e 1 kg alla settimana.
Quando i chili da perdere sono molti, il dimagrimento è più significativo. Man mano che ci si avvicina al traguardo, dimagrire diventa più difficile,
MA NE VALE LA PENA!

IL PRIMO PASSO PER DIMAGRIRE

ian smithCon la bella stagione siamo più stimolati a curare la nostra forma fisica e più tentati dalle diete che riempiono i giornali. Tutte sembrano dare finalmente la soluzione ai chili di troppo, ma, dal momento che la storia si ripete, forse non è così semplice, oppure non si fanno i passi giusti.
Nel libro The 4 Day Diet (La dieta dei 4 giorni) di Ian K. Smith ho trovato un argomento interessante, che non viene mai affrontato quando si comincia una dieta dimagrante:
La preparazione mentale
So per esperienza quanto sia importante prepararsi psicologicamente per affrontare qualsiasi iniziativa, anche se si tratta di un hobby. Se pensi, rifletti, osservi, lo assorbi mentalmente, quando passi alla fase pratica tutto si svolge in modo più lineare e sicuro.
Questo vale anche per le diete. Secondo il Dott. Smith,  perdere peso è 80% mentale e 20% fisico.
Si parla a lungo delle diete di ultima ora, di carboidrati, calorie ed esercizio fisico, ma nessuno pensa di preparare il cervello per affrontare un percorso dimagrante. Non che non siano importanti questi elementi, ma la mancanza di preparazione mentale è il primo e il più grande errore che si possa fare quando si vuole dimagrire. Se non predisponi la tua mente nella direzione giusta – dice Ian Smith –  lavorerà contro di te, come un’ancora che tira indietro la barca. Tira su l’ancora e la tua barca navigherà dritto verso la destinazione.
Una buona preparazione mentale significa essere consapevoli della situazione in cui ti trovi e della necessità di dare una svolta, e ti darà la forza per seguire le altre fasi della dieta. Significa sapere esattamente dove sei rispetto all’obiettivo che ti sei dato. Non significa essere ossessionato dalla meta che ti sei prefissato, ma averla presente nel tuo subconscio, così che quando ti capitano intoppi non avrai dubbi sulla giusta scelta da fare (diventerà un riflesso automatico).
Quello che ti guiderà nel percorso sarà una assoluta onestà e obiettività da parte tua. Siamo portati a cercare scuse, a dare la colpa a qualcosa o a qualcuno. Cerca di affrontare la realtà, a partire da adesso.
Il primo punto da chiarire è perchè sei in sovrappeso.
Ecco una guida che ti aiuterà a capire meglio, rispondi con sincerità a queste domande:
– Perché sei in sovrappeso?
– Perché le diete precedenti hanno fallito?
– Quanto l’essere in sovrappeso incide sulla tua autostima e sull’immagine che hai di te stesso?
– Quali sono i tuoi punti di forza e di debolezza in una dieta?
– Di quanti chili pensi di essere in sovrappeso?

Rifletti sulle tue risposte: serviranno a creare il contesto della tua situazione attuale e costituiranno un punto di riferimento durante il tuo percorso.

Un altro punto importante è capire a che punto sei rispetto ai tuoi obiettivi. Rispondi a questo altro set di domande, per capire il punto in cui ti trovi:
– Qual è il tuo Indice di massa corporea? (BMI = Body Mass Index)
Trovi delle tabelle online oppure calcola il tuo BMI dividendo il tuo peso attuale per l’altezza in metri al quadrato. Per esempio se pesi 80 kg e sei alto 1,75 m, calcola 80:3,o6=26,14

Ecco la classifica, in base al BMI:
– Un BMI inferiore a 18,5 = Sottopeso
– Un BMI tra 18,5 e 24,9 = Normale
– Un BMI tra 25 e 29,9 = Sovrappeso
– Un BMI superiore a 30 = Obesità

L’obiettivo deve essere entrare nel “normale”.
Il BMI ha dei limiti, perché non calcola la massa muscolare, quindi una persona muscolosa potrebbe risultare in sovrappeso,  così come una persona apparentemente magra potrebbe avere pochi muscoli e quindi del grasso in eccesso. Comunque è un dato che mette in relazione l’altezza con il peso e può essere di riferimento per controllare il nostro futuro stato di salute. Anche se non si è ancora obesi, il sovrappeso può portare a malattie cardiovascolari, ipertensione, dislipidemia, diabete di tipo 2, malattie osteoarticolari e persino cancro.
Le conseguenze di un’alimentazione errata e della sedentarietà spesso non sono immediate. Lentamente si accumulano nel tempo e quando raggiungono la soglia critica  le patologie sono inevitabili.
Per questo è importante capire a che punto sei e come ci sei arrivato.

Crea un’immagine  mentale di te stesso.
Crearsi un’immagine mentale di se stessi in piena forma fisica è di grande stimolo, perché hai le idee chiare di dove vuoi arrivare.
Rifletti con sincerità. Pensa ai tempi in cui avevi il peso e il grado di salute che ti facevano star bene. Trova un posto tranquillo, chiudi gli occhi e visualizzati a quel punto della tua vita: lunghezza dei capelli, forma del viso, la velocità con cui salivi le scale senza stancarti, la taglia dei tuoi vestiti sull’etichetta… Cerca di sentire quei tempi con tutti i tuoi sensi. E’ un confronto tra te di allora e te di adesso. Aiutati con riflessioni sulle differenze di cosa facevi allora e cosa fai adesso, per esempio quale cibo mangiavi, che hobby avevi, che attività fisica praticati, quali erano le tue fonti di stress, chi ti dava più supporto, quanto tenevi al tuo aspetto fisico, qual era il livello della tua motivazione ecc.
Questo ti può aiutare a capire quando e perché le cose sono cambiate, a farti evitare di ripetere gli stessi errori e a darti la giusta direzione per ritornare in forma.
Quello che pensi di te stesso è veramente importante: i pensieri influiscono sul tuo comportamento e hanno un impatto diretto sul tuo corpo. Per esempio potresti essere “normale”, ma se pensi di poter migliorare starai più attento all’alimentazione e all’esercizio fisico. Se invece, pur essendo in sovrappeso, ti vedi “normale”, potresti essere meno incline a fare dei cambiamenti nel tuo stile di vita. Potresti abituati con la tua forma fisica e non essere obbiettivo, ecco perché è bene controllare lo stato in cui ti trovi (misurazioni, BMI ecc.).

Comincia a fare le tue “indagini” e a prepararti mentalmente per il grande cambiamento.
Se vuoi, ci vediamo la prossima volta, con altri consigli.
Prenditi cura di te!

 

 

 

TRE OSTACOLI ALLA DIETA

untitled (9)Nell’articolo La dieta che fa ripartire il metabnolismo ho parlato di una dieta che fa perdere peso in modo sano e duraturo, studiata dalla dottoressa Haylie Pomroy, la “dietologa delle star”.
La dottoressa Pomroy, durante lo show di Dr. Oz, ha ricordato che esistono molti ostacoli sul nostro faticoso percorso. Ecco i principali 3, che possono compromettere la nostra dieta:

1) Le cene con gli amici. Studi hanno dimostrato che fuori casa si mangia di più. Ambiente diverso, compagnia, euforia, chiacchiere che distolgono da ciò che ingurgitiamo… Per non distruggere ciò che abbiamo faticosamente conquistato con la dieta, Haylei Pomroy suggerisce di mangiare 15-20 g di proteine magre (pollo, tacchino, manzo, latte di canapa, fagioli azuki ecc.) ogni 2 ore durante tutta la giornata prima dell’evento. Questo aiuta a stabilizzare gli zuccheri nel sangue, ci si sentirà sazi e non si arriverà lì famelici. Io in queste circostanze mi tenevo leggera prima dell’evento, per potermi permettere qualche caloria in più. Vi suona familiare? E’ un errore! Il (semi) digiuno fa rallentare il metabolismo e si finisce per immagazzinare le calorie del pranzo o cena con gli amici.

2) Scorpacciata di zuccheri. Chi segue una dieta sta alla larga dai dolci e quello che propongono questi pranzi è quasi osceno. Si può pensare che “una tantum” si può fare, ma è meglio prendere provvedimenti. Haylei Pomroy ci insegna un trucco: insieme con gli irresistibili dolci assumere dei grassi sani, che abbassano i livelli di zucchero nel sangue, per esempio una manciatina di pistacchi/mandorle/anacardi oppure 2 cucchiai di olio d’oliva (!).

3) Gli aperitivi alcolici. Brindate e siate allegri, il senso di colpa ingrassa quanto il crimine – dice la dottoressa. Il giorno  dopo, però, è bene assumere cibi ricchi di potassio (cetriolo, coriandolo, basilico ecc.), che aiutano a stabilizzare gli elettroliti ed evitano l’aumento di peso dovuta alla ritenzione idrica. Inoltre rimettono velocemente in sesto il metabolismo.

INVOLTINI DI MELANZANE

involtini di melanzane 1Amo il pane! Quando vado in qualche altra città o Paese il pane è tra le prime cose che voglio assaggiare. Mi piace! Lo mangerei anche da solo!
Tuttavia quando sono a dieta non sempre me lo posso permette, specialmente se il mio obiettivo è “ambizioso”. Ho scoperto così che le verdure possono rimpiazzare in qualche modo questo mio desiderio. Amo anche le verdure, per fortuna, così rinunciare al pane non è un grande sacrificio, tutto sommato.
Quello che più si presta per preparare cibi sfiziosi quando si devono ridurre i carboidrati sono gli zucchini e le melanzane grigliate. Qualcuno li usa persino per fare le lasagne, al posto della pasta!
Adesso vi suggerisco una ricetta proposta da Marco Bianchi, “lo chef scienziato”: Involtini di melanzane.
Ingredienti
– Melanzane grigliate (a fette).
– Fagioli cannellini in scatola.
– Formaggio caprino morbido.
– 1 spicchio di aglio.
– 1 cucchiaio d’olio d’oliva.
– Pepe nero.
– Origano.
– Sale.

Procedimento:
– Grigliate le fette di melanzana (oppure usate quelle surgelate, ma scolatele bene).
– Scolate i fagioli e sciacquateli, poi metteteli nel frullatore.
– Aggiungete l’aglio, il caprino, 1 cucchiaio di olio d’oliva, il pepe, il sale e l’origano.
– Frullate finché diventa una crema spalmabile.
– Spalmate la crema su ogni fetta di melanzana e formate un involtino.
– Servite su un letto di insalata e pomodorini.

Se desiderate, potete preparare una salsa per guarnire gli involtini, mescolando:
– 1 pezzo di cipolla frullata,
– 1 vasetto di yogurt greco 0% grassi,
– 1/2 cetriolo grattugiato e scolato,
– 1 cucchiaino di olio d’oliva.

Questo è un piatto unico, perché ha le proteine dei fagioli e del formaggio, i grassi dell’olio e del formaggio e i carboidrati complessi (a lento rilascio di zuccheri) della verdura. I cannellini contengono potassio e hanno un effetto drenante sull’organismo.
Se non vi piace il caprino, potete usare un altro formaggio morbido, possibilmente a basso contenuto di grassi.

Nella mia famiglia sono piaciuti molto, provateli anche voi!

LA DIETA DI ROSIE

images (7)Rosie O’Donnell è una attrice, autrice e presentatrice di successo negli Stati Uniti.
Perché vi parlo di lei? Per darvi un esempio di come è possibile perdere il controllo della propria vita e andare nella direzione sbagliata, anche quando si è apparentemente così organizzati, intelligenti e intraprendenti. Capita di dedicarsi a tutto e a tutti, tranne che a se stessi. Non dobbiamo sentirci “uno schifo” se ci siamo trascurati un po’  e soprattutto dobbiamo avere fiducia nelle nostre capacità di “rialzarci”!
Rosie ha perso la mamma quando aveva circa 10 anni. Prima di allora tutti in famiglia erano di corporatura normale, poi sono diventati sempre più “robusti” perché, ragazzini, si sono trovati a gestire i soldi della spesa e il loro carrello conteneva principalmente merendine al cioccolato. In seguito altri traumi l’hanno portata alla depressione e a cercare conforto nel cibo.
Ha combattuto con il sovrappeso/obesità per molto tempo. Si diceva “So che ho un problema, sono una persona intelligente, mi è tutto chiaro, ma non riesco a passare all’azione”. Vi sembra familiare?
Come tanti di noi, preferiva non guardare allo specchio il proprio corpo, indossava vestiti elasticizzati, oppure taglie XL allargate ecc. (La quantità di strumenti che una persona ha a disposizione per negare a se stessa di essere in sovrappeso è impressionante).
Durante lo show del Dr. Oz, Rosie O’Donnell ha detto un’altra cosa interessante: l’essere in sovrappeso è una forma di dipendenza socialmente accettata. E’ impossibile entrare in un ristorante e iniettarsi dell’eroina senza che gli altri se ne accorgano, ma è possibile entrare in una pizzeria, ordinare una pizza gigante e una ciotola di cioccolatini  e nessuno dirà “guardate quella tossica a quel tavolo!”.
Mangiare può diventare una dipendenza, perché è un modo facile e a portata di mano per avere conforto. Avevo già parlato in altri articoli dei carboidrati, che agiscono sul cervello proprio come una droga e creano dipendenza. Sapendo questo, dobbiamo cercare altre fonti di piacere o di conforto e soprattutto dobbiamo muoverci. L’attività fisica aiuta a produrre endorfine, l’ormone del benessere.
Il grasso, soprattutto quello addominale, gode di vita propria e influisce sulla produzione di ormoni, soprattutto di estrogeni. Gli alti livelli di estrogeno predispongono al cancro, soprattutto quello al seno. Inoltre il sovrappeso causa ipertensione, ipercolesterolemia e diabete.
Capire per tempo tutto questo è importante, perché la preparazione mentale è fondamentale per la riuscita di una dieta.
Per Rosie è arrivato il momento giusto, infatti è dimagrita 7 kg in 2 mesi.
Ecco la sua dieta, articolata in 4 regole:
1) Al mattino bere una bevanda verde (centrifugato o frullato di frutta e verdura). Lei adopera anche della verdura liofilizzata diluita in succo d’arancia. (Questo pieno di vitamine e minerali rende anche la pelle più luminosa.)
2) Fare 3 pasti al giorno con una porzione di carne/pollo (grande quanto il palmo della mano), verdura e un pugno di riso o altri cereali integrali. Se mangia pesce, la porzione è più grande, cioè quanto tutta la mano.
3) Fare uno spuntino a metà mattina e uno a metà pomeriggio, in modo da mantenere un livello costante di zuccheri nel sangue e di non arrivare mai a essere affamati. Lo spuntino può essere fatto di 1 cucchiaio di burro d’arachidi su fette di mela, hummus oppure mela disidratata.
4) Esercizio fisico quotidiano. E’ importante scegliere uno sport che piace, in modo da praticarlo volentieri, divertendosi. Lei fa qualcosa tipo basket, anche se non all’interno di una squadra.

Con questo programma Rosie perde mezzo chilo alla settimana, che è fattibile e, si spera, duraturo.

Volete provare anche voi?

UN TRUCCO PER DIMAGRIRE

untitled (2)In un post precedente ho parlato della dieta di Bryce Wylde, per placare la fame incontrollata. La causa principale della fame ossessiva sembra sia un basso livello di dopamina e nel post trovate consigli utili per far aumentare questo ormone.
Oltre la dieta, il dott. Wylde suggerisce una tecnica per tenere a bada l’appetito, che in Giappone viene usata fin dall’antichità:
mangiare finché lo stomaco si riempie all’80%.
In questo modo si evita un surplus di calorie ingerite, si digerisce meglio, non ci si sente appesantiti ecc. Non è facile, però, calcolare la capienza dello stomaco e questa percentuale, vero?
La soluzione c’è:
ricorrere a un riempitivo a base di fibre, mezz’ora prima del pasto.
Un esempio di “riempitivo” può essere un cucchiaio di psillio sciolto in un bel bicchiere di acqua, che prende circa il 20% dello spazio dentro lo stomaco. Lo psillio, inoltre, cattura i grassi e li trascina verso l’uscita, impedendo l’assorbimento del colesterolo a livello intestinale.
La fibra è priva di calorie, dà senso di sazietà e aiuta il transito intestinale, prevenendo i tumori al colon. Si trova sotto forma di polvere nelle farmacie e nelle erboristerie.
Se non vi piace lo psillio, potete  usare semi di lino macinati oppure semi di chia, messi a bagno nell’acqua qualche ora prima, in modo che si formi quella sostanza gelatinosa. Questi semi, oltre ad essere ricchi di fibra, contengono acidi grassi essenziali Omega 3. Sono “essenziali” perché il nostro organismo non è in grado di produrli da solo e quindi li dobbiamo assumere. I Grassi Omega 3 aiutano ad abbassare il colesterolo nel sangue e aiutano a prevenire le malattie cardiovascolari.
Se noi occupiamo il 20% della capienza dello stomaco in questo modo, possiamo continuare tranquillamente a mangiare perché il senso si sazietà arriverà presto e sarà difficile esagerare con la quantità di cibo ingerita.
Un paio di spettatrici del programma Dr. Oz Show hanno sperimentato questo “trucco” e ne sono state entusiaste: solo adottando questo accorgimento hanno perso 1 kg in 5 giorni, senza nessuna fatica.
Mi sembra un metodo facile e soprattutto sano e naturale.
Proviamoci!

ATTENTI ALLA “TEMPESTA PERFETTA”!

84610Siamo sempre di corsa e diventa difficile controllare ogni cosa che mangiamo. Capita di non sapere perché non riusciamo a dimagrire, pur mangiando poco. E’ qui il punto: una piccola quantità può fare grandi danni. Questo non avviene quando i nostri cibi sono semplici e freschi, ma quando sono già pronti, confezionati. Michael Moss, autore di libri come Grassi Dolci Salati, spiega perché:
I cibi pronti sono alimenti preparati non in cucina ma in laboratorio, progettati per renderci dipendenti, senza considerare affatto i rischi per la salute. Le aziende alimentari, pur consapevoli di contribuire alla crisi sanitaria (obesità, diabete, ipertensione, colesterolemia ecc.), per decenni hanno avuto il preciso scopo di produrre cibi convenienti, a basso costo, non perché mal intenzionate – dice Dr. Oz –  ma perché è un mercato competitivo, che utilizza tutti i mezzi a disposizione per vincere la battaglia.
Lo zucchero è un ingrediente quasi miracoloso: migliora il sapore e conserva a lungo i cibi (permettendo così di restare sugli scaffali per molti mesi), rende i cereali più croccanti e più lucidi. I ricercatori hanno trovato il punto di beatitudine, cioè la giusta quantità che manda la gente in visibilio, monitorando le preferenze, anche usando i bambini come cavie, con il preciso intento di innescare la dipendenza. I cibi dolci fanno liberare serotonina, un ormone del benessere e, come in tutte le droghe, il cervello ne vuole ancora, per prolungare o riavere questa piacevole sensazione. Davanti a cibi “appetitosi” il cervello viene stimolato come quello di un cocainomane alla vista della droga, indipendentemente dalla capacità di autocontrollo: veniamo risucchiati in questa dipendenza dai cibi lavorati.
Il sale è un altro ingrediente magico, fondamentale per l’industria alimentare e il suo guadagno. Rende più croccanti i cracker, conserva a lungo i cibi sugli scaffali e soprattutto garantisce quella esplosione di sapore già dal primo boccone. E’ un intensificatore di gusto, che arriva subito al cervello, che ne chiederà ancora di più. Il sale ha anche il ruolo di mascherare il sapore rancido di molti cibi conservati.
Il grasso è più potente dello zucchero. Sebbene abbia il doppio di calorie rispetto allo zucchero, non raggiunge un “punto di beatitudine”, il che significa che non raggiungeremo mai un grado di saturazione e potremmo mangiare una grande quantità di grasso. E’ “una moderna e pericolosa meraviglia, capace di influenzare il mondo”. La sensazione sul palato è data proprio dagli alimenti grassi, come quella  calda e cremosa del formaggio filante, o il gusto succulento del pollo fritto.
Michael Moss chiama questo trio (zucchero, sale e grasso) “la tempesta perfetta” o “il Sacro Graal”. Il cibo elaborato fa imboccare la strada dell’obesità. Un esempio sono  le patatine in sacchetto, che li contiene tutti: fette sottili di patate vengono affogate nel grasso, poi cosparse di sale. C’è anche zucchero, perché l’amido delle patate appena raggiunge la bocca viene trasformato in zucchero, che entra nella circolazione sanguigna, determinando un picco glicemico, con conseguente squilibrio  ormonale e aumento di peso. Non solo saremo spinti a mangiare di più, ma il nostro corpo non potrà reagire.
Rimedi? Non comprare cibi confezionati, oppure – se proprio non possiamo evitarli – fare attenzione al trio incolpato e ai grassi trans/idrogenati (non mangiare quel cibo!)

COME SCONFIGGERE IL SOVRAPPESO E VIVERE FELICI

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Come Sconfiggere il Sovrappeso e Vivere Felici

di Tania Ansaldi

Tania Ansaldi è l’autrice del sito www.melanzanealcioccolato.com, che dal 2011 divulga informazioni su come dimagrire evitando di soffrire con diete drastiche e inutili.

Seguita da migliaia di persone sul suo blog e su FaceBook, in questo libro passa al livello successivo, affrontando un percorso volto alla ricerca di un benessere duraturo, un cambiamento di mentalitá attraverso la consapevolezza delle logiche di mercato nell’industria alimentare.

Analizzando lo stile di vita e il cibo dell’inizio ‘900 e quello attuale mette in luce come siamo diventati vittime inconsapevoli di una strategia mondiale che seguendo la logica del guadagno a tutti i costi punta a una disinformazione continua, offrendo prodotti malsani e alterati chimicamente al pari di una droga, per provocare dipendenza.

Mangiamo prodotti che non contengono il prodotto che pensiamo di mangiare, prodotti venduti come salutari in realtá sono alterati chimicamente, versioni light fanno ingrassare piú del prodotto che dovrebbero sostituire.

Inconsciamente pensiamo che il Governo ci proteggerá, che ha a cuore il nostro benessere e non permetterá che dei prodotti malsani salgano sugli scaffali dei supermercati o nei ristoranti, ma i giganti dell’industria alimentare hanno dalla loro un potere economico quasi illimitato, e come si fa a dire loro di no dopo che sponsorizzano il piú grande evento sull’alimentazione in Italia?

La veritá è che i governi fanno davvero poco per proteggere il nostro benessere, e per quanto ognuno di noi sappia che le patatine fanno male, e che le merendine fanno ingrassare, c’è un SISTEMA che ci bombarda costantemente per far abbassare le nostre difese, non solo attraverso la pubblicitá, ma nel modo in cui cambia la nostra percezione della realtá per farci credere che prodotti dannosi possano diventare sani, che non succede niente se li consumiamo, che basta poco per rimettersi in forma e risolvere i problemi, che la scelta malsana è piú comoda ed economica di quella sana e che possiamo COMPRARE una soluzione.

Il marketing usa espressioni come “Nutriente, naturale, facile e divertente”, per descrivere prodotti che in realtá ne sono l’esatto opposto, e la cosa incredibile è che le informazioni non sono tenute segrete: sono a disposizione di chiunque, ma sono perse all’interno di un meccanismo dai poteri illimitati, pensato per distogliere l’attenzione dai contenuti e massimizzare le vendite, fino ad accettare palesi controsensi come distributori automatici di cibi e bibite spazzatura in prontosoccorso.

Il risultato è che per una momentanea sensazione di benessere accettiamo una vita di infelicitá.

Perchè?
Perché una persona equilibrata e felice della sua vita esce dal sistema, una persona infelice compra cose per cercare nei beni materiali un surrogato di felicitá.

Il grasso conviene, l’infelicitá conviene, perchè fa girare l’economia.

Il cibo malsano porta al grasso, il grasso a prodotti di bellezza costosi e inutili, a riviste che per vendere pubblicizzano con sensazionalismo soluzioni miracolose e che sul lungo periodo fanno ingrassare ancora di piú.
Professionisti della salute, della bellezza e della forma fisica hanno interesse che i loro clienti non risolvano i loro problemi, in modo che possano tornare ancora, ancora e ancora per nuove, esotiche, miracolose soluzioni a pagamento, che siano medicine, intrugli da bere o spalmare, diete o attrezzi sportivi rivoluzionari, e quando per l’ennesima volta tutto questo non funziona, torniamo a mangiare schifezze e sfogare la nostra infelicitá negli acquisti, in un circolo che non finisce mai.

Questo libro vuole spezzare il meccanismo che ci rende schiavi di noi stessi, offrendo una soluzione (citando i nemici) facile e divertente.
Dobbiamo prendere coscienza di ció che è giusto e sbagliato e fare le nostre scelte perché ne siamo convinti. Dobbiamo VIVERE il cibo, dobbiamo cercare l’attivitá fisica, non perchè ce lo dice il dottore, ma perché lo desideriamo, siamo convinti delle nostre scelte e non ci interessa piú fare parte di un sistema che vuole il nostro male.

Questa idea, che si contrappone a tutto quello che abbiamo subito finora, è frutto di un percorso che dobbiamo maturare in noi stessi e alimentare costantemente attraverso nuove idee.
Come il nostro nemico cerca di condizionarci in continuazione per farci cadere, cosí noi dobbiamo maturare difese mentali che ci porteranno a fare le scelte giuste, a essere insensibili ai suoi attacchi, a provare disgusto, e non piacere, per quello che ci offre, e se qualche volta vogliamo cedere lo facciamo in modo cosciente e pianificato, e non dettato dal nostro stomaco.

Cambiando stile di vita direte addio alle diete fallimentari che avete seguito finora. Scoprirete una nuova energia in voi, chiamatela Felicitá, se volete, che non sapevate di avere e vi convincerete di come prima stavate male senza saperlo.

La soluzione non è lá fuori, ma dentro la nostra mente.
Tutto dipende da voi, e oggi è un buon giorno per cominciare 😉

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SEI QUELLO CHE MANGI

You are what you eat...Sei quello che mangi

Abbiamo sentito tante volte questa espressione e credo che valga la pena di soffermarci sul suo significato.
Gillian McKeith, nutrizionista inglese, ha scritto un libro con questo titolo ed è una convinta sostenitrice di questa tesi. Lei non si riferisce solo all’essere magri o grassi, ma anche alla salute e al carattere che una persona può avere, in relazione alla sua alimentazione.
La dieta alimentare è determinante per il benessere della persona, a lungo termine.
Ecco alcuni aspetti su cui Gillian McKeith ci invita a riflettere:

– Una dieta ricca di grassi saturi, zucchero semplice e sale porta ad un aumento di peso e accentua il rischio di obesità, con conseguente calo di autostima, predisposizione alla depressione, rischio di malattie cardiovascolari e diabete.
– Una dieta povera di sostanze nutrienti essenziali per la fertilità può indurre la sterilità e aumentare il rischio di aborto spontaneo.
– Una dieta ricca di grassi saturi e zuccheri favorisce gli sbalzi di umore, l’ansia, la stanchezza cronica e rende le prestazioni fisiche e mentali insoddisfacenti.
– Una dieta ricca di additivi e conservanti può causare difficoltà di concentrazione, iperattività e aggressività. Infatti con la raffinazione gli alimenti vengono privati di cromo, che serve per controllare i livelli di zucchero nel sangue. Quando i livelli di zucchero sono fuori controllo possono insorgere problemi comportamentali.
– Una dieta povera di calcio fa aumentare il rischio  di fragilità ossea e fratture (osteoporosi).
– Una dieta povera di nutrienti affatica il fegato, organo essenziale per una buona digestione e per l’assorbimento di vitamine e minerali, essenziali per la vita. Il fegato non può reggere grandi quantità di grassi saturi e di alcol e l’abuso di queste sostanze causa affezioni epatiche e renali.
– Una dieta troppo ricca di zuccheri causa un eccesso di glucosio nel sangue e può portare a un’anomalia del metabolismo chiamata diabete mellito, i cui sintomi sono sete, bisogno frequente di urinare, disturbi alla vista, stanchezza e infezioni ricorrenti.
-Una dieta povera di nutrienti, cioè che non apporta costantemente vitamine e minerali nell’organismo, può compromettere il sistema immunitario e predisporre a condizioni  precarie di salute.
– Al contrario, una dieta ricca di fibre e cereali integrali e povera di grassi saturi e zuccheri può prevenire diversi tipi di tumori, specialmente quelli dello stomaco, colon e seno.

Nel nostro corpo ci sono fino a cento milioni di miliardi di cellule, ciascuna delle quali esige un rifornimento costante di alimenti per funzionare nel migliore dei modi.
Gli alimenti influiscono sui livelli di energia, sull’umore, sulla capacità di pensare, sulla qualità del sonno ecc.
Cosa dobbiamo fare? Limitare i grassi saturi, gli zuccheri e i sale e avere un’alimentazione varia, ricca di frutta e verdura, proteine magre, cereali integrali e grassi buoni (olio d’oliva, avocado, semi e frutta a guscio).
Mangiare sano  è la chiave del nostro benessere!!

ATTENTI A QUEI DUE!

bilanciaSono passate le feste e tanti fanno già i conti con la bilancia. In generale si sono aggiunti 2 Kg al proprio peso.
È capitato anche a me!!! Ero convinta che non avrei più avuto questa sorpresa, perché ho cambiato stile di vita, perché ho cambiato gusti, perché adesso SO come fare!! Eppure eccomi qua, a guardare incredula questa bilancia!
Ma sappiamo bene che non sempre dipende da noi. In certe circostanze non possiamo fare la parte di chi è “fissato” con la salute o la linea. Non possiamo rovinare un’atmosfera gioiosa richiamando l’attenzione sugli eccessi di carboidrati o sulla quantità di burro che c’è nel panettone, giusto?E poi è bello stare insieme alle persone care e dobbiamo goderci queste occasioni. Nessun senso di colpa, quindi.
Il problema potrebbe cominciare adesso, se non corriamo subito ai ripari per sbarazzarci di quei 2 kg. Se li lasciamo “sedimentare” sarà molto più difficile liberarsene e potrebbero aggiungersi degli altri perché più mangi più hai voglia di mangiare e più mangi carboidrati e più hai voglia di carboidrati.
Dalla mia esperienza, la cosa migliore da fare è seguire per qualche giorno una dieta a base di proteine magre (pesce, petto di pollo, tofu, seitan) e verdure a volontà. Anche la frutta va bene, specialmente la mattina. Per condire le verdure si dovrebbe usare olio ed evitare burro, maionese e altre salse. I carboidrati non ci mancheranno, perché le verdure e la frutta ne contengono a sufficienza. Questa dieta aiuta a eliminare i liquidi in eccesso in seguito al consumo di carboidrati (pasta, riso, pizza ecc.).
Ricordatevi di non aspettare mai di avere fame, mangiate un frutto o della frutta secca a metà mattina o a metà pomeriggio oppure quando sentite che sta arrivando il desiderio di cibo.
Spesso si mangia per noia o per insoddisfazione: cercate di superare gli sbalzi di umore senza ricorrere a cibi dolci o grassi; preparate invece un frullato di mango o altra frutta che vi piace, preparate un gelato frullando una banana congelata con qualche fragola o altra frutta, oppure un guacamole con bastoncini di verdura cruda.
Non dimenticate di pulire il frigo e la dispensa da tutti quei cibi ricchi di farina bianca, zucchero e grassi (pane bianco, biscotti, caramelle, marmellate, bibite gassate ecc.), per evitare di cadere in tentazione.
Se dopo alcuni giorni in cui avete seguito questo tipo di dieta non avete perso i chili presi durante le feste oppure ne volete perdere degli altri, potere seguire i consigli di Chris Powell oppure di Tim Ferirss e tanti altri che trovate su questo blog, per un dimagrimento salutare e duraturo nel tempo.

Non dimenticate di fare movimento!
Buon lavoro e fatemi sapere come sta andando!

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