Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

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LE MOLTEPLICI PROPRIETA’ DEGLI EDAMAME

WP_20150106_12_15_18_Pro-300x169Gli edamame sono i fagioli verdi di soia, raccolti quando non sono ancora maturi. I baccelli hanno un colore verde brillante (quelli nella foto sono stati cotti al vapore). Non li ho visti in vendita freschi, ma è piuttosto facile trovarli al supermercato nel reparto surgelati oppure nei negozi etnici.
Già da tempo vengono utilizzati in Giappone e in Cina per le loro proprietà nutrizionali.
Si trovano con il baccello e si devono cuocere per pochi minuti in acqua o al vapore, oppure già cotti e sgusciati. Hanno un sapore dolce, delicato, simile ai piselli freschi, e sono facilmente digeribili.
La grande qualità degli edamame è quella di contenere una quantità di proteine significante (11 g di proteine per 100 g di edamame), di ottima qualità biologica. Infatti contengono tutti e 9 gli aminoacidi essenziali, ciò che li porta ad essere ottimi sostituti della carne o di altre proteine di origine animale, ricche di grassi saturi e colesterolo, e sono molto indicati per i vegetariani e i vegani.
Gli edamame sono energetici (100 g hanno 110 calorie) e contengono carboidrati, proteine, grassi “buoni”, vitamine e minerali. Sono ricchi di Vitamina C, vitamine del gruppo B e vitamina E. Contengono anche vitamina K e folati, che aiutano il buon funzionamento del cuore e aumentano la produzione dei globuli rossi. L’acido folico è indispensabile per le donne in gravidanza, perché aiutano lo sviluppo del feto.
I fagioli verdi di soia sono ricchi di minerali come manganese, calcio, ferro, magnesio (indispensabile per il Sistema Nervoso e per il buon funzionamento dei muscoli), fosforo (necessario per le ossa e i denti), rame e potassio (che regola la pressione arteriosa).
Gli edamame sono ricchi di antiossidanti (che contrastano i radicali liberi e proteggono le cellule dalla degenerazione) e di isoflavoni o fitormoni, che riducono il rischio di cancro al seno e alla prostata, abbassano la pressione arteriosa e il colesterolo “cattivo” LDL e aumentano il livello del colesterolo “buono” HDL, aiutando a prevenire le malattie cardiovascolari. I fitormoni sono di aiuto alle donne in menopausa, con bassi livelli di estrogeni, per contrastare gli squilibri ormonali e l’insorgenza dell’osteoporosi.
Gli edamame sono ricchi di fibra (1/2 tazza ne contiene 4 g), che aiuta il transito intestinale e dà un senso di sazietà, per cui sono molto indicati nelle diete dimagranti.
Sono ricchi di sostanze antinfiammatorie (riducono i sintomi in caso di artrite, reumatismi, asma, tosse ecc.) e in caso di diabete hanno la proprietà di regolare la produzione di insulina.
Si possono consumare come contorno, come snack salutare e piacevole, come ripieno insieme con ricotta (di soia per i vegani) e spinaci per torte salate, come hummus (frullati insieme con tahini, succo di limone e olio d’oliva) oppure per fare i falafel (al posto dei ceci o delle fave verdi).

A me piacciono molto, provateli anche voi!

GERME DI GRANO: UN’ESPLOSIONE DI SALUTE

WP_20150110_14_06_08_Pro1-300x253Il chicco di grano è composto dall’involucro esterno (crusca), da una polpa farinosa (endosperma) e dell’embrione o germe. Il germe si trova nella parte bassa del chicco, appoggiato su un lato.
Con i processi di raffinazione della farina viene eliminata sia la crusca sia il germe di grano. La raffinazione della farina si fa anche per motivi di conservazione: il germe è ricco di olii che sarebbero soggetti a un rapido irrancidimento. Le sostanze nutritive però sono contenute nel tegumento esterno del chicco e soprattutto nell’embrione, quindi la farina bianca rimane praticamente povera dei microelementi e delle fibre di cui il nostro organismo ha bisogno. Per questo motivo è bene consumare i cereali e le farine integrali.
Dopo la macinazione del grano è possibile comunque recuperare il germe, separandolo dalla farina con setacci, e si presenta come dei fiocchi biancastri.
Il germe di grano è un concentrato di sostanze nutritive: proteine, aminoacidi, grassi buoni, provitamina A, vitamine del gruppo B (tranne B2), vitamina D, vitamina E, sali minerali, lecitine e sostanze fitoattive.
Dal germe di grano si ricava anche un olio, ricco di tocoferoli (vitamina E), un potente antiossidante che contrasta l’azione dannosa dei radicali liberi e rallenta l’invecchiamento. Inoltre la vitamina E aumenta la fertilità, sia maschile che femminile e regola la produzione del sebo, migliorando la pelle affetta da acne.
Gli acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega 6 contenuti nel germe di grano abbassano il colesterolo “cattivo” LDL, hanno un effetto antinfiammatorio e proteggono dalle malattie cardiovascolari.
La quantità raccomandata da assumere è di 1 cucchiaio al giorno, da aggiungere allo yogurt o latte la mattina o alle minestre. E’ importante non esporlo a temperature elevate, per non deteriorare le sue sostanze benefiche.
L’olio di germe di grano si può applicare anche esteriormente, per esempio 1-2 volte alla settimana può sostituire la crema per il viso. Questo trattamento rende luminosa la pelle opaca, rinforza la pellicola idrolipidica della pelle e la idrata in profondità.  Si può utilizzare anche sul corpo, specialmente per prevenire le smagliature durante la gravidanza oppure sui capelli, per renderli setosi e lucenti.
Tutte queste fantastiche proprietà possono raddoppiare o addirittura triplicare se l’embrione germoglia. Infatti le proprietà nutritive si esaltano con la germinazione. A contatto con l’acqua, nell’embrione ha inizio una intensa attività enzimatica che aumenta i nutrienti, rispetto al germe essiccato. Inoltre le sostanze vengono predigerite, cioè scisse nei diversi aminoacidi che le compongono e i lipidi vengono scissi in glicerolo e acidi grassi, di immediata disponibilità.
Si possono far germogliare facilmente i semi di grano in casa, seguendo queste istruzioni:
– Lavate i chicchi di grano sotto l’acqua corrente.
– Prendete un panno, bagnatelo, strizzatelo e adagiatelo sul fondo di un piatto.
– Disponete i chicchi sul panno.
– Coprite il piatto con una garza bagnata e strizzata (o un panno), per riparare i semi dalla luce e per mantenerli umidi.
– Tenete il “germogliatore” a una temperatura di circa 20° C.
– Mattino e sera sciacquate i semi e rimetteteli come in precedenza. Il risciacquo impedisce la formazione di muffe e mantiene i chicchi umidi. Evitate i ristagni di acqua.
– Dopo 4-5 giorni avrete i germogli, alti 4-5 cm. Esponeteli alla luce solare per qualche ora prima di utilizzarli, per arricchirli di clorofilla.
– Una volta raccolti si conservano nel frigo per qualche giorno (continuano a crescere un po’).

Allo stesso modo si possono far germogliare  altri semi di legumi, cereali, alfa-alfa, ravanelli ecc.

Leggi anche “10 virtù dell’erba d’orzo”

10 MOTIVI PER CONSUMARE LUPINI

WP_20150110_08_38_54_Pro-300x276I lupini fanno parte dalla famiglia dei legumi ed erano conosciuti già ai tempi degli Egizi, Incas, Romani e Greci, per le loro proprietà nutrizionali.
Negli ultimi decenni sono caduti in disuso, ma ultimamente sono stati riscoperti e rivalutati, grazie a studi che confermano le loro proprietà nutrizionali (la produzione delle proteine animali potrebbe non essere più ecosostenibile, quindi gli studiosi sono alla ricerca di quelle alternative).
I lupini contengono degli alcaloidi tossici se ingeriti in grandi quantità, perciò subiscono un accurato trattamento prima di essere messi in vendita (si lavano ripetutamente, si immergono in sostanze acide che neutralizzano gli alcaloidi e contrastano gli eventuali microorganismi patogeni, poi si lavano nuovamente, si fanno bollire, si salano e si confezionano per la vendita.)

Ecco alcune delle loro proprietà benefiche per il nostro organismo:
1) Sono abbastanza poveri di calorie (114 per 100g), ma energetici. Sembra infatti che costituissero le scorte di cibo per le legioni romane nei loro lunghi spostamenti a piedi.
2) Sono ricchissimi di proteine (38%), di alta qualità. Nel suo libro Verso la scelta vegetariana, Umberto Veronesi le paragona a quelle della carne (e le considera superiori a quelle delle uova), con il vantaggio di essere prive di colesterolo.
3) Sono mineralizzanti: contengono calcio, fosforo, potassio, sodio, manganese, zinco, selenio, rame, magnesio e ferro.
4) Sono ricchi di vitamine come vitamina A, vitamine del gruppo B (specialmente B1,2,3,5,6) e vitamina C, potenti antiossidanti che contrastano l’azione dannosa dei radicali liberi e rallentano il processo degenerativo delle cellule.
5) Contengono aminoacidi importanti per l’organismo, come triptofano, arginina, lisina, acido aspartico e glutammico.
6) A differenza di altre proteine, quelle dei lupini sono di ottima digeribilità.
7) Sono ricchi di fibra (fino al 28%, a seconda della varietà), sia solubile che insolubile. Le fibre insolubili facilitano il transito intestinale, inglobando le scorie e facilitando la loro espulsione e aiutano a prevenire il cancro al colon. Le fibre solubili puliscono le arterie e limitano l’assorbimento di grassi ingeriti con l’alimentazione.
8) Contengono acidi grassi essenziali come Omega 3 e Omega 6, che aiutano il buon funzionamento del cuore e abbassano il colesterolo “cattivo” LDL, aiutando così a prevenire le malattie cardiovascolari.
9) Hanno un Indice Glicemico basso, dato il loro basso contenuto di  amido (1%), caratteristica rara tra i legumi, che li rende adatti anche per l’alimentazione dei diabetici o di chi ha la glicemia alta. Non solo: i lupini contengono tocoferolo, che apporta benefici nella prevenzione del diabete di tipo 2. Uno studio svolto all’Istituto Scientifico Universitario S. Raffaele di Milano ha scoperto che i lupini sono ricchi di una proteina che sembra avere gli stessi effetti dell’insulina e quindi regola i livelli di zucchero nel sangue, senza effetti collaterali. Inoltre promuove il trasporto del glucosio nelle cellule muscolari.
10) Forse anche grazie al processo di lavorazione che subiscono prima di essere pronti al consumo, i lupini hanno delle proprietà simili ai probiotici e quindi favoriscono la proliferazione dei batteri benefici nella flora batterica intestinale.

I lupini possono costituire una sana merenda, insieme a frutta.
I lupini si usano anche esteriormente. Ecco un metodo empirico per curare l’eczema o la crosta lattea dei bambini: far bollire per 15-20 minuti 30 g di lupini in mezzo litro di acqua, filtrare, aggiungere 1 cucchiaio di aceto e tamponare la parte interessata.

L’AMARANTO: SANO E NUTRIENTE

1244L’amaranto è molto diffuso in centro America, sembra che fosse un alimento molto usato dai Maya e dagli Incas. Potrebbe sembrare un cereale, ma non lo è. Infatti i cereali derivano dalle Graminacee, mentre l’amaranto  deriva dalle Amarantacee e anche il suo valore nutrizionale è diverso. Si consumano i semi, ma anche le foglie, che assomigliano un po’ agli spinaci.
L’amaranto può essere una valida alternativa ai cereali, con qualche vantaggio:
– Non contiene glutine, quindi può essere consumato anche da chi è intollerante o celiaco. L’alta digeribilità lo rende adatto anche allo svezzamento dei bambini.
– Ha un indice glicemico più basso dei comuni cereali (21), quindi è indicato per chi segue una dieta dimagrante oppure per chi ha problemi di iperglicemia.
– E’ ricco di proteine (13-14%), secondo dopo il farro. Le proteine sono considerate “complete” perché contengono lisina, un aminoacido che manca o si trova in quantità trascurabili negli altri cereali, e sono considerate tra le più nutrienti, simili a quelle di origine animale.
– Contiene una importante quantità di calcio (3 volte superiore ai cereali), qualità apprezzata dai vegani. Inoltre contiene ferro, magnesio, fosforo, potassio e, anche se in quantità limitate, vitamine del gruppo B eamaranto 2a vitamina C (assente nei cereali).

L’amaranto ha tante altre qualità:
– E’ buona fonte di fibre, che facilitano il transito intestinale. Inoltre l’amaranto contiene fitosteroli, una molecola in grado di ridurre l’assorbimento dei grassi a livello intestinale, contribuendo così ad abbassare il livello del colesterolo “cattivo” LDL e dei trigliceridi e a prevenire le malattie cardiovascolari.
– Rallenta la digestione dell’amido e il rilascio di glucosio del sangue ed è indicato anche per i diabetici.
– E’ antibatterico ed è ricco di sostanze come squalene, tocoferoli e fosfolipidi con azione germicida e rigenerativa, che contribuiscono a rafforzare il sistema immunitario.
– Contiene tannini, antiossidanti che contrastano i radicali liberi e proteggono dalle malattie degenerative.
– Dall’amaranto si estrae un olio ricco di grassi essenziali Omega 3, indispensabili per il buon funzionamento del cuore. L’olio ha proprietà idratanti, antiossidanti ed elasticizzati e si utilizza anche per la cura della pelle.

Come si cucina: si lava bene sotto l’acqua corrente con l’aiuto di un colino a maglia fitta, poi si fa cuocere in acqua bollente salata, nella proporzione di 1 a 3 per 20-25 minuti, poi si lascia riposare per altri 10 minuti (i chicchi rimangono sempre un po’ “croccanti”).
Ha una consistenza gelatinosa, che potrebbe risultare poco gradita, quindi è preferibile cuocerlo insieme ad altri cereali, come orzo, riso o quinoa oppure con le verdure. Si possono fare sformati o gnocchi (insieme con le patate), oppure si può far tostare in padella, come i popcorn (a me non riesce, si bruciacchia). Comunque nei negozi bio si trova anche soffiato e sotto forma di farina.

 

LATTE E FORMAGGIO DI CANAPA FATTI IN CASA

latte e agaveCe l’ho fatta!
Sono riuscita a fare il formaggio di canapa, o per essere più moderni, l’hemp-fu!!
Perché latte e formaggio di canapa?
Perché la canapa ha delle proprietà nutrizionali incredibili! Intanto ha più proteine della soia, con la quale si fa il tofu. Con poche calorie (170 per 100 g), si hanno 16 g di proteine, 5,9 g di grassi privi di colesterolo, 12,9 g di carboidrati e 10,7 g di fibra.
In più la canapa contiene tutti e 8 gli aminoacidi essenziali, per esempio contiene lisina, di cui gli altri cereali sono carenti. Anche la concentrazione di fibra è superiore a quella della soia o di altri cereali e legumi.
Non contiene glutine, quindi è un ottimo alimento per i celiaci o gli intolleranti a questa proteina, e va bene per chi è allergico alla soia.
Per altre proprietà della canapa potete vedere anche il post L’olio di canapa contro il colesterolo.

Passiamo alla ricetta.
Ingredienti:
– 250 g di semi di canapa
– 1 l di acqua
– il succo di mezzo limone (filtrato)
– vanigliahemp-fu pronto
– sciroppo d’agave o d’acero
– sale (se lo desiderate)

Procedimento:
– Lavate bene i semi sotto l’acqua fredda.
– Mettete a bagno i semi in 1 l di acqua calda.
– Lasciate in ammollo per 24 ore.
– Frullate i semi inizialmente con poca acqua, poi aggiungetela in 2 riprese. Frullate per 1 minuto, fate pausa 1 minuto e ripetete per altre 2-3 volte, fino a quando diventa finissimo.
– Coprite un cola-pasta con un panno e versate il frullato.
– Strizzate bene il panno, per spremere tutto il latte.

Quello che rimane dopo la spremitura del latte ha ancora proprietà nutrizionali e si può aggiungere alla terra delle piante, e se non lo spremete troppo è anche un ottimo scrub per tutto il corpo!

Il latte si può insaporire con vaniglia e addolcire con sciroppo d’agave o di acero, secondo i vostri gusti. In mancanza dello sciroppo si può utilizzare miele, o stevia. Si può bere come gli altri tipi di latte, oppure utilizzare per le vostre ricette.
Conservatelo nel frigo.

Se invece volete ottenere l’hemp-fu:
– Mettete il latte appena spremuto in una pentola e portatelo a ebollizione. Presto cominceranno a formarsi dei fiocchi di formaggio.
Potrebbe  bastare così, ma se non si separano bene i fiocchi dall’acqua versate il succo di limone in 2-3 riprese. Quando i fiocchi sono separati spegnete la fiamma e lasciate riposare qualche minuto.
– Foderate un contenitore (quello della ricotta va benissimo) con il panno e versate dentro i fiocchi di canapa.
– Piegate il panno in modo che rimanga piatto, senza troppe pieghe o nodi,  e premete sopra un peso per far scolare bene. L’acqua rimasta lasciata raffreddare è un’ottima bevanda per le vostre piante.
– Lasciate riposare il formaggio nel frigo per 1-2 ore, finché perde l’acqua, poi si può utilizzare per le vostre ricette.

L’hemp-fu ha un colore più scuro rispetto al tofu, e la consistenza è più granulosa, meno compatta. Il sapore è gradevole.
Si può utilizzare frullato insieme con olive, basilico o altri sapori (da spalmare), oppure per dare consistenza ai vostri dolci (vedi post).
La resa è minore di quella del tofu, con 250 g di semi ho ottenuto 150 g di formaggio.

In conclusione, vorrei esprimere il mio dispiacere perché la canapa non si possa coltivare liberamente in quanto associata alla droga. Se qualcuno sgrana gli occhi, sappiate che io non prendo neanche i sonniferi per paura di non essere lucida, figurarsi fumare.
Mi sembra un peccato che  questa pianta così versatile non si possa sfruttare a causa di persone incapaci di trovare un interesse nella vita. Ogni parte della pianta è una risorsa: fusto, foglie, semi. Si possono fare tessuti finissimi (non solo quelli ruvidi), si possono fare corde, carta, materiali lanuginosi da usare come isolanti termici o acustici, essenze aromatiche, prodotti farmaceutici, il prezioso olio, il latte, formaggio vegetale, prodotti cosmetici ecc.
Se si potesse coltivare la canapa, il costo dell’olio o dei semi sarebbe molto più basso e in più darebbe anche lavoro! In Canada si coltiva liberamente ed è un grande esportatore di olio, semi e altri prodotti a base di canapa!
Ah, dimenticavo: il latte o il formaggio di canapa non contengono il principio attivo THC, o se c’è qualche traccia è talmente esigua che non produce nessun effetto.
Se è migliorato il vostro umore dopo aver mangiato l’hemp-fu è per i suoi preziosi nutrienti 🙂

Per dettagli su questa ricetta e tante altre vi aspetto su Facebook!

PRONTI PER LA PROVA COSTUME?

Photo(28)Mi viene in mente un post che ho visto su Facebook:
“Ho fatto la prova costume: le ciabatte mi stanno.”

Se avete ancora un po’ di tempo a disposizione, potete fare molto per la vostra bellezza, anche se gli ultimi 3-4 kg sono sempre i più difficili da perdere.
Nel suo libro 4 Ore Alla Settimana Per Il Tuo Corpo Tim Ferriss ha intitolato questo capitolo “L’ultimo miglio”.
A questo punto bisogna dare il colpo finale al metabolismo, con una dieta proteica.
Ecco le regole di Tim:
 1) assumere almeno 110 g di proteine al giorno (sapete che i grammi di proteine non corrispondono ai grammi di alimento proteico, per esempio per avere 30 g di proteine devi mangiare 5 uova, oppure 200 g di prosciutto crudo).
2) consumare ogni 3 ore uno di questi pasti:
– 220 g di pesce magro cotto (tonno magro, pesce bianco, branzino, rombo ecc.)
– 220 g di pollo o tacchino cotto + 2 cucchiai di burro d’arachidi oppure 60 g di nocciole.
– 220 g di proteine più grasse cotte (carne rossa, pesce o pollo più grasso) + 1 cucchiaio di olio extra vergine d’oliva oppure olio di macadamia.
– 5 uova intere (meno faticoso se sode).
– 50 g di proteine del siero di latte isolate (in polvere) + 60 g di  nocciole o 2 cucchiai di burro d’arachidi.

Sono consentite quantità illimitate di verdura non amidacea:  spinaci,  asparagi, cavolo, cavolini di Bruxelles, broccoli, cavolfiore e cime di rapa.
Si possono condire con 1 cucchiaio di olio d’oliva o di macadamia, ma non se avete incluso nel pasto le nocciole o il burro d’arachidi. Se il pasto è a basso contenuto di grassi si può aumentare la quantità di olio a 2 cucchiai.
Non sono permessi cereali, fagioli, pomodori o carote, ma va bene fare un pasto libero ogni 7-10 giorni.
3) mangiare entro un’ora dal risveglio e meno di un’ora prima di andare a letto, regola fondamentale.

Come vedete, in questa dieta il problema è riuscire a mangiare tutto questo cibo!
Tim Ferriss fa degli esperimenti su se stesso e poi, tramite il suo blog, fa sperimentare a un milione di persone la sua teoria, prima di scriverla in un libro, ma è sempre bene essere cauti, specialmente se avete qualche problema di salute.

 

10 VIRTU’ DELL’ERBA D’ORZO

Erba d'orzo aL’erba d’orzo è uno dei spercibi di Gillian McKeith, nutrizionista inglese, autrice del libro Supercibi naturali per la salute.
Nella prima fase di crescita, l’erba d’orzo si presenta come una pianta ricca di foglie verdi, con sostanze nutritive e struttura molecolare più simile a quelle degli ortaggi a foglia verde piuttosto che a quelle dei cereali (non contiene glutine), ma con un contenuto di vitamine, proteine e minerali molto superiore. I germogli sono ricchi di enzimi con una intensa attività vitale. La fotosintesi che avviene nelle foglie produce zuccheri che vengono poi trasformati in proteine, carboidrati e grassi “buoni”.
Vediamo alcune delle proprietà benefiche di questa erba:
1 – E’ ricchissima di antiossidanti, che combattono i radicali liberi (responsabili della degradazione delle cellule, di malattie degenerative, dei tumori e dell’invecchiamento precoce) e proteggono il tessuto cellulare.
2 – Fornisce energia pronta all’uso stimolando il fegato a rilasciare lo zucchero immagazzinato (che viene poi utilizzato, per produrre energia necessaria ai muscoli) ed è ricca di proteine, presenti in percentuali a quelle della carne, in una forma più digeribile.
3 – E’ ricca di sostanze nutritive utili per il fegato, le articolazioni e le ossa. Con la lavorazione i cibi perdono buona parte del loro valore nutrizionale. L’erba d’orzo contiene tutti i nutrienti necessari al nostro organismo, eccetto la vitamina D, che viene sintetizzata dalla pelle.
4 – Favorisce l’attività circolatoria e respiratoria, con effetti benefici sui tessuti e sugli organi, specialmente cuore, arteri e polmoni.
5 – Migliora l’energia e la resistenza fisica. Le piante erbacee hanno la straordinaria capacità (come tutti i vegetali), di trasformare in cellule viventi gli elementi inorganici provenienti dalla terra, dall’acqua e dall’energia solare. Il ricercatore giapponese Yoshihide Hagiwara sostiene che le piante sono gli organismi maggiormente in grado di catturare e utilizzare per crescere l’energia solare, e l’erba d’orzo è il migliore esempio.
6 – Contiene clorofilla con una struttura molecolare quasi identica a quella delle molecole del sangue umano, con effetto rivitalizzante ed energizzante. La clorofilla aiuta la formazione dell’emoglobina nel sangue, riduce l’attività dei radicali liberi, ostacola lo sviluppo di alcuni virus e batteri e aiuta la riparazione dei tessuti danneggiati. Inoltre ha proprietà deodoranti sull’organismo.
7 – Elimina le sostanze inquinanti dal nostro organismo, quindi è indicata per chi usa cibi elaborati, ma anche per chi usa il cellulare, il forno a microonde ecc.
8 – Rafforza il sistema immunitario, perché è ricchissima di carotene, vitamine K, vitamina C ( più del succo d’arancia) e di vitamine del gruppo B, minerali, aminoacidi, enzimi. Contiene calcio ( più del latte vaccino) e ferro (più degli spinaci).
9 – Al contrario della maggior parte dei cereali, l’orzo può essere coltivato senza l’utilizzo di pesticidi e altre sostanze che favoriscono l’insorgere di malattie e tumori.
10 – Per chi non ha la possibilità di consumare verdura a sufficienza (o per pigrizia o perché non la gradiscono particolarmente), l’erba d’orzo disidratata può essere utile: 5 g equivalgono a 100 g di verdure fresche come spinaci, lattuga o fagioli verdi.

Si può coltivare, ma richiede impegno. E’ più semplice comprarla disidratata nelle erboristerie o farmacie, sotto forma di polvere o compresse. La polvere è più assimilabile, ma ha un sapore amaro. Le compresse sono più comode, ma all’equivalente di 1 cucchiaino di polvere corrispondono diverse compresse. Seguite le indicazioni sulla scatola.

PERCHE’ AMARE LE MANDORLE

untitledLe mandorle sono un alimento molto generoso ed estremamente versatile:
– Sono un ottimo snack energetico, ricco di proteine, grassi buoni e fibra, che sazia a lungo e ci aiuta a non arrivare a tavola troppo affamati.
– Si usano per la preparazioni di dolci, tra i quali i torroni e quegli spettacolari frutti di pasta di mandorla, che sono un incanto per l’occhio.
– La farina di mandorle può sostituire quella di cereali nei dolci, per chi è intollerante al glutine.
– Si usano molto nelle diete vegetariane e vegane perché sono ricche di minerali come manganese, ferro, magnesio, potassio, rame, e fosforo e di vitamine, specialmente vitamine del gruppo B e la vitamina E, ragione per cui sono molto indicate anche per le donne in gravidanza, per le persone in convalescenza, per gli sportivi o per chi svolge un intenso lavoro fisico o intellettuale.
– Dalle mandorle si ottiene un delizioso latte  (che si può preparare facilmente in casa), utile specialmente agli intolleranti al lattosio e ai vegani (ma anche ai golosi).
– Le mandorle danno un olio delicato, usato specialmente in cosmetica per massaggi o per la cura della pelle e dei capelli.
– Sono antisettiche e antinfiammatorie e già in tempi antichi venivano utilizzate come rinfrescante dell’intestino, della vescica, dell’apparato genitale e nelle malattie polmonari.
– Sono ricche di calcio, per cui contribuiscono ad aumentare la densità minerale ossea e sono indicate per gli anziani o per chi è affetto da osteoporosi.
– Hanno un leggero effetto lassativo, contribuendo al corretto transito intestinale.
– Contengono una sostanza chiamata laetrile, con proprietà antitumorali.
– Hanno un basso indice glicemico. Non solo: in associazione ai carboidrati, le mandorle contribuiscono ad abbassare l’indice glicemico complessivo del pasto, il che fa sì che siano molto indicate anche per chi soffre di diabete.
– Sono antidepressive, perché sono ricche di triptofano, un precursore della serotonina, che stimola i neurotrasmettitori responsabili del buonumore.
– Aiutano ad abbassare il colesterolo cattivo LDL per merito dei fitosteroli che inibiscono l’assorbimento del colesterolo a livello intestinale.
– Contengono grassi mono e polinsaturi, che aiutano a ridurre la placca aterosclerotica nelle arterie, diminuendo così il rischio di malattie cardiovascolari.
– Sono antiossidanti perché ricche di polifenoli e flavonoidi, e ci difendono dai radicali liberi, principali responsabili dell’invecchiamento cellulare.

Come si fa a non amare questo frutto?
(Attenzione a non esagerare con la quantità, perché 100 grammi hanno 600 calorie!)

COLAZIONE SALUTARE CON I WAFFLES!

waffles 2aIn questi giorni pieni di feste è lecito sgarrare, ma come possiamo arginare i danni? Ecco una ricetta per dei waffles salutari che oltre ad appagare la nostra voglia di dolce ci danno anche il giusto fabbisogno proteico, che ho preso da Cris Powell, personal trainer  autore di libri come Choose to Lose e di programmi televisivi come Extreme Makeover.

Ingredienti:
– 250 g di fiocchi d’avena
– 250 g di formaggio (cottage cheese)
– 2 uova
– 2 cucchiaini di olio d’oliva
– 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
– 1 cucchiaino di lievito in polvere.
– 150 ml di acqua

Frullare l’avena con il lievito finchè diventa polvere.
Frullare il formaggio, le uova, l’acqua, la vaniglia e l’olio finchè diventa cremoso.
Unire la polvere d’avena.
In una padella da waffles o una padella antiaderente versare il composto col waffles 1acucchiaio e formare i waffles. Se necessario aggiungere un po’ d’acqua.
Cuocere da ambo i lati per qualche minuto (a seconda dello spessore).

Spalmare i waffles con  poco sciroppo d’acero o miele e guarnire con crema al cocco e frutti di bosco.

Questa è una sana colazione, che dà le proteine necessarie per accelerare il metabolismo e tutti i nutrienti per affrontare la giornata carichi di energia.

FALAFEL DI CECI

FALAFELSono ancora sotto l’influenza dell’Egitto, così oggi ho preparato i falafel.
In questo periodo i legumi si mangiano volentieri e sono un ottimo sostituto della carne, perchè contengono proteine (9 g per 100 g di ceci). Inoltre contengono carboidrati a lento assorbimento, vitamine come quelle del gruppo B, la vitamina C ed E e minerali come potassio, calcio, magnesio (protegge il cuore e aiuta l’assorbimento della vitamina B), ferro, sodio, zinco, rame, manganese, selenio e folati (contribuiscono ad abbassare l’omocisteina, un aminoacido presente nel sangue, il cui eccesso aumenta il rischio di malattie cardiovascolari).
I ceci contengono fibre, che assicurano un buon transito intestinale e, insieme ai grassi insaturi, come i grassi Omega 3,  aiutano ad abbassare il colesterolo cattivo LDL e a prevenire malattie di tipo cardiocircolatorio.

Ecco il procedimento:
– ho messo a bagno i ceci in acqua fredda e 1 cucchiaio di bicarbonato, per tutta la notte.
– il giorno dopo ho messo i ceci scolati ma senza lavarli, in acqua fredda e li ho fatti cuocere (cuociono in fretta).
– ho scolato bebe i ceci e li ho passati nello schiaccia patate (così si eliminano un po’ di pellicine).
– ho aggiunto un po’ d’olio d’oliva, sale, cumino, coriandolo, aglio, cipolla  e carota tritate finemente e prezzemolo.
– ho aggiunto farina di ceci fino ad ottenere la consistenza necessaria e sempre aiutandomi con la farina di ceci ho formato i falafel.
– ho distribuito i falafel su carta da forno in una teglia, ho versato un filo d’olio d’oliva sopra e ho cotto a 200° finchè hanno assunto un colore dorato di sotto, poi li ho girati e li ho lasciati cuocere finchè si sono dorati anche dall’altra parte.
Per vedere la differenza, ho provato a friggere una parte nella padella e li ho scolati su carta assorbente: non abbiamo visto una differenza che valesse la pena di assumere più grassi.
I profumi vanno messi in base al proprio gusto. Io ne ho messo un cucchiaio per tipo su 400 g di ceci e il sapore è sicuramente esotico, ma abbastanza delicato.
Questa ricetta è vegana, cioè non contiene niente di origine animale.
Se, anzichè coriandolo e cumino, mettete pepe, peperoncino, cipolla tritata, aglio, un po’ d’olio d’oliva, un po’ di senape e un po’ di ketchup, con un panino, un po’ di verdure e le salse che vi piacciono, può trasformarsi in un ottimo hamburger.

Con i ceci si può fare anche hummus: frullateli e aggiungete sale, pepe, olio d’oliva e succo di limone. Se volete potete aggiungere cumino e semi di sesamo macinati (o salsa tahina).
Io preparo i ceci anche con il pomodoro: in una padella faccio rosolare un po’ di aglio e peperoncino e poi aggiungo i pomodori a pezzetti. Quando sono un po’ appassiti, aggiungo i ceci cotti e scolati e faccio cuocere finchè si assorbe il liquido in eccesso.
Provate anche voi!

Su facebook trovate dettali per la preparazione dei ceci (chiedetemi l’amicizia! :-))

ALTERNATE CARBOIDRATI E PROTEINE PER DIMAGRIRE

chris A 1Vi è capitato di seguire una dieta dimagrante, perdere peso e a un certo punto, nonostante il vostro impegno, vedere che non riuscite più a dimagrire?
Questo punto di stallo, o “‘effetto plateau” è stato oggetto di studio di Chris Powell e io parlerò dei rimedi che ha trovato per “ingannare” il metabolismo, che sono spiegati nel suo libro Choose to Lose.
Forse conoscete il personal trainer Chris Powell, specialmente se avete seguito “Extreme Makeover: Weight Loss Edition”. Nel corso di questo programma abbiamo assistito a dimagrimenti spettacolari, infatti Chris Powell ama le imprese difficili, che cambiano la vita delle persone. Per fare questo ha incontrato molte difficoltà e ha avuto l’occasione di capire quanto il corpo sia capace di adattarsi alla dieta alimentare e al programma di esercizio fisico per risparmiare il dispendio energetico.
Inoltre Chris Powell vuole ottenere una perdita di peso che sia “per sempre”  che richiede un cambio di stile di vita.
If you always do what you’ve always done, then you’ll always get what you’ve always got (Se continui a fare ciò che hai sempre fatto, avrai ciò che hai sempre avuto).
La trasformazione è prima di tutto mentale, poi fisica. Non importa quanto in basso sei caduto, puoi sempre uscire fuori. Credici!
La dieta dei carboidrati studiata da Chris prevede un’alimentazione a base di carboidrati un giorno e un’alimentazione senza carboidrati (tranne per colazione) il giorno successivo, finchè si ottengono i risultati desiderati. Questa è una dieta bilanciata e funziona anche a livello emozionale perchè non è limitativa e porta a fantastici risultati permanenti, perchè non lascia il corpo ad adattarsi a una dieta monotona e a una routine di esercizi.
La dieta contiene carboidrati complessi, proteine magre e verdure a volontà e i pasti devono essere cinque al giorno.
I carboidrati sono importanti perchè aiutano la tiroide a produrre gli ormoni che controllano la temperatura corporea e il livello con cui il metabolismo brucia calorie.
Quando i carboidrati si trasformano in glucosio il nostro corpo produce insulina per portare i nutrienti alle cellule. In questo processo costruiamo muscoli e il metabolismo accelera. (Più muscoli abbiamo e più calorie bruciamo!).
Quando smettiamo di consumare carboidrati, nei giorni delle proteine, il nostro corpo comincia a ricavare energia bruciando il grasso di riserva. Alternando l’alimentazione (un giorno carboidrati e un giorno proteine), il metabolismo viene colto di sorpresa e non si adatta, rallentando o fermando il dimagrimento.
La dieta di Chris Powell prevede un giorno alla settimana libero, cioè un giorno in cui si può mangiare tutto quello che si desidera. C’è anche l’opzione di consumare uno solo dei vostri cibi preferiti per tre volte alla settimana, naturalmente nei giorni di carboidrati (ma non a cena!), anzichè avere il giorno “libero”. (Se desiderate una perdita di peso più veloce limitate il consumo di cibi proibiti e comunque state attenti alle porzioni).
Come avevo accennato, per mantenere il metabolismo attivo bisogna mangiare ogni tre ore, il primo pasto entro 30 minuti dal risveglio.
Importante: anche nei giorni dei carboidrati bisogna mangiare proteine ad ogni pasto, per costruire i muscoli e per mantenere il metabolismo alto, così come nei giorni delle proteine bisogna comunque consumare anche carboidrati a colazione, oltre le proteine. Mangiate le proteine all’inizio del pasto, in modo da essere digerite per prima e rallentare il passaggio del glucosio degli altri alimenti nel sangue. Consumate verdure a volontà ad ogni pasto e frutta specialmente a colazione.
Ottime fonti di proteine sono il formaggio magro, le uova, lo yogurt magro, il pollo, il tacchino, la carne rossa magra, il pesce, i crostacei, il tempeh, il tofu, oppure le proteine in polvere (del siero di latte oppure di uova o legumi).
Come carboidrati potete scegliere tra: cereali, muesly, pane/pasta/riso integrali, quinoa, orzo, couscous, popcorn, patate dolci, piselli, mais, fagioli, lenticchie, frutta. Evitate i cereali raffinati e lo zucchero, specialmente bianco.
Sono permesse un po’ tutte le verdure e i grassi devono essere di origine vegetale: olio d’oliva, avocado, semi, frutta secca, olio di pesce, semi di lino. Sono ammesse le spezie e le erbe, l’aceto balsamico e altri condimenti senza grassi (attenti agli zuccheri!).
Da bere: acqua, tè, caffè.
Per le porzioni vale la regola della mano: carboidrati quanto il proprio pugno e proteine quanto il proprio palmo della mano (larghezza e spessore). La frutta non va mangiata da sola, come ci avevano insegnato, ma insieme alle proteine, così non si innalza molto il livello degli zuccheri nel sangue.
Per un successo garantino preprate i pasti in anticipo e metteteli nel freezer, almeno quello che richiede più tempo per la preparazione, in modo da avere sempre pronto il cibo consentito.
Nei giorni dei carboidrati si ritengono più liquidi e il peso potrebbe aumentare, quindi è meglio pesarsi non più di una volta alla settimana.
Inoltre nei giorni dei carboidrati potreste avere più “voglie”, quindi quando succede bevete un bicchiere d’acqua, masticate una gomma oppure mangiate qualche fetta di avocado o qualche mandorla o altra frutta secca. Dopo 15 minuti dall’assunzione di grassi buoni l’appetito sarà sodisfatto e il desiderio di dolci passerà.
Con la dieta di Chris Powell (e il programma di esercizi di cui parlerò in un altro articolo), potreste non trovare presto una variazione di peso sulla bilancia, ma vedere che i vestiti vi stanno più larghi. Questo perchè il corpo si trasforma: i muscoli aumentano mentre il grasso si scioglie, con il risultato di una forma più armoniosa.

Mi sembra una dieta salutare, che si può fare per lungo tempo. Dobbiamo comunque abituarci a consumare cereali integrali, verdure, frutta e proteine magre perchè è così che staremo in buona salute. Quando ti abitui non ti sembra più restrittivo e non sentirai più il desiderio di cibi “diversi”. Ti sembreranno troppo dolci, troppo fritti, troppo unti. In ogni caso qualche volta potremo concederci anche qualcosa meno “salutare”, ma l’importante è che non diventi un’abitudine 🙂
Se volete,  ci sono altri consigli nell’articolo Dimagrire con i carboidrati.

UOVA A COLAZIONE PER DIMAGRIRE

Timothy Ferriss, nel suo libro 4 Ore Alla Settimana Per Il Tuo Corpo, parla delle uova come valido aiuto nella dieta dimagrante.
Le uova forniscono proteine, grassi buoni, vitamine A,D,E e minerali come ferro, e zinco.
Le uova a colazione forniscono energia e saziano a lungo, impedendoci di arrivare troppo affamati all’ora di pranzo.
Le loro virtù vanno oltre: aiutano a dimagrire!

Diversi esperimenti hanno evidenziato che mangiare uova produce un aumento del metabolismo basale e di conseguenza una maggiore perdita di peso.
In uno di questi esperimenti un gruppo di donne in sovrappeso ha consumato per otto settimane ogni giorno due uova per colazione, mentre un altro gruppo no. Il risultato è stato che le donne che hanno consumato uova a colazione hanno perso il 65%  di peso in più rispetto al gruppo che non le ha consumate.
Non solo, ma da questo esperimento si è capito che le uova aiutano a perdere il grasso addominale, infatti hanno constatato una riduzione più elevata dell’83% della circonferenza vita.
Un’altra cosa importante è che non sono state rilevate differenze significative nei livelli di colesterolo LDL, HDL e dei trigliceridi.

Il tuorlo contiene colina, che aiuta e protegge il fegato e favorisce il dimagrimento. La colina viene metabolizzata come betaina, che riduce lo stato infiammatorio causato dallo stress ossidativo.

Io sapevo che le uova contengono molto colesterolo e che dobbiamo limitarne il consumo a 2-3 alla settimana. Ultimamente le hanno rivalutate, dicono che il loro colesterolo è facilmente metabolizzabile. I loro grassi, anche se di origine animale, sono costituiti soprattutto da grassi monoinsaturi e polinsaturi, che sono benefici per l’organismo. Inoltre contengono lecitine, ottimi emulsionanti dei lipidi, che favoriscono il trasporto inverso del colesterolo, cioè dalle arterie al fegato, aumentando l’attività del colesterolo buono HDL.
Tim raccomanda le uova biologiche, dice che contengono meno colesterolo.

Le galline meno stressate fanno uova più sane!

LA DIETA OMG DI VENICE A. FULTON

OMG, per un effetto ottico, può far pensare a una dieta geneticamenteDieta OMG
modificata, vero? Invece sta a significare “Oh My God!”, cioè l’esclamazione
che faremo ogni volta che ci guarderemo allo specchio e vedremo i
progressi che ci portano sempre più vicini all’obiettivo (belli e magri).
Così promette Venice Fulton, nutrizionista e personal trainer di successo,  che ha fatto mettere in forma tante star e ha collaborato con Men’s Health e Celebrity Bodies.
La dieta che propone con il suo libro La Dieta OMG  dovrebbe far perdere da 5 a 10 kg in 6 settimane, a seconda del livello che si sceglie di seguire.
I livelli sono tre: Onda (5kg), Fiamma (7,5 kg) e Terremoto (10kg), che sarebbe Normale, Medio e Avanzato, e si può scegliere in base al peso che dovremmo perdere o alla forza di volontà che abbiamo.
Una dieta dimagrante parte sempre da un programma alimentare da curare. La sua dieta prevede sia carboidrati, sia proteine, ma deve rispettare certe quantità:

Le proteine devono sempre riempire metà del nostro piatto (di dimensioni medie!). Quando si sceglie un cibo proteico, optare per quelli con la maggiore quantità di proteine ed evitare le salse (che aggiungono carboidrati).
I carboidrati: per regolarci con la quantità da consumare, Venice ci suggerisce un’immagine mentale realizzata con 2 iPhone (o Blackberry) affiancati e altri 2 sovrapposti  (4 in tutto) oppure 10 DVD impilati (senza le custodie!). Le verdure si possono mangiare liberamente, ma la frutta – ricca di fruttosio – andrebbe limitata (1-3 frutti, a seconda del livello che si sta seguendo) e mangiata solo ai pasti.
Per chi non sta tanto bene con la visualizzazione, Fulton dà anche l’opzione grammi: 120 al giorno per Onda, 90 per Fiamma e 60 per Terremoto, diversi dalle verdure.
L’apporto totale giornaliero di carboidrati è il fattore dietetico che più influisce sul vostro successo – scrive Venice – ed è essenziale che restiamo al di sotto di queste quantità massime giornaliere.
Dobbiamo fare attenzione alle bevande gassate, drink e succhi di frutta, che aggiungono zuccheri (carboidrati) alla nostra dieta senza che ce ne accorgiamo.

Il movimento è parte integrante del programma e si devono fare almento 30-45 (anche 60) minuti al giorno, soprattutto nella prima parte della giornata. Non è necessario frequentare palestre o avere attrezzi costosi. Bastano degli elastici o manubri. Variare gli esercizi di ginnastica è importante, perchè il nostro corpo si abitua e tende a risparmiare energie, ma soprattutto dobbiamo fare quello che più ci piace. L’importante è far muovere più muscoli possibile contemporaneamente. Per esempio camminare fa muovere più muscoli (gambe, glutei, fianchi, schiena e braccia) di quanto non faccia l’andare in bici (che interessa di più le gambe).

Fin qui sembra una dieta abbastanza comune, ma la sua particolarità (e forse chiave di successo) comincia ora, con delle regole che a volte vanno in collisione con i suggerimenti di altri nutrizionisti e personal trainer:

Saltare la colazione del mattino. Dopo il turno di notte, in cui il nostro corpo ha speso energia per mantenerci in vita, le riserve si sono esaurite. Fare movimento al mattino richiede energia e se non abbiamo più riserve (nei muscoli, nel sangue e nel fegato) il nostro corpo é costretto ad attingere per forza alle riserve di grasso che abbiamo.

– Aspettare 15-30 minuti prima di mangiare dopo aver fatto esercizio fisico. Appena mangiamo qualcosa il nostro corpo capisce che arriva nutrimento e smette di bruciare il grasso dei depositi, per preservarlo in caso di carestia. Comincia a secernere insulina e a consumare le calorie provenienti dal cibo per fornire energia al cervello e ai muscoli e mette da parte sotto forma di grasso quelle che avanzano. Se aspettiamo a mangiare, il nostro corpo sarà costretto a consumare ancora grasso corporeo.
Fare almeno 15 minuti di movimento prima di ogni pasto e aspettare altri 15 – 30 minuti prima di mangiare (a seconda del livello che seguiamo) deve diventare una regola fissa.

Fare solo 3 pasti al giorno (niente spuntini). Secondo Fulton è difficile consumare spuntini senza sforare con le calorie. In più con un intervallo più grande tra i pasti il corpo sarà costretto ad attingere alle riserve di grasso per produrre energia.

– Fare un bagno freddo al risveglio. Il nostro corpo consuma energia per mantenerci a una temperatura di 36-37°. L’acqua raffredda il corpo molto più rapidamente dell’aria e più ci raffreddiamo, più il nostro corpo consuma energia per mantenerci caldi. Il freddo attiva il tessuto adiposo bruno, che fa bruciare grasso per produrre energia.
Inizialmente l’acqua dovrebbe avere 20° e ogni settimana si dovrebbe scendere di 1°, fino ad arrivare a 15°. (D’estate l’acqua fredda esce dal rubinetto già a 20°, anche di più!).
Le immersioni dimagranti non devono superare i 15 minuti, così distribuiti: 2 minuti in piedi, 3 minuti seduti e 5 minuti (10 per Fiamma) sdraiati. Aiuta a bruciare calorie per almeno 9 ore.
In alternativa si può fare una doccia fredda oppure mettersi un sacchetto di ghiaccio intorno al collo e nella zona alta del torace.
Anche Tim Ferriss suggerisce questo “trucco”, di cui ho parlato nel post “Ghiaccio per dimagrire”.
Il bagno freddo fa alzare un po’ la pressione (ritorna normale in 1-2 ore), ma è meglio stare attenti alle controindicazioni.
Per quanto riguarda l’acqua fredda, è meno difficile di quanto si creda: passato lo shock iniziale non si sente più e dopo rimane una bella sensazione rinvigorente.

– Bere caffè, che Venice Fulton chiama oro nero. La caffeina fa aprire le cellule adipose e le induce a svuotare il loro grasso nel circolo sanguigno, che andrà poi ad alimentare i muscoli. L’effetto della caffeina dura 5-6 ore. Non dobbiamo usare zucchero (neanche dolcificanti) o latte, che verrebbero interpretati come cibo dal nostro organismo e farebbero rilasciare insulina, l’ormone che ha il compito di distribuire le calorie derivate dal cibo e mettere da parte sotto forma di grasso quelle in eccesso. Quando c’è insulina in giro non si consumano le riserve di grasso!

Anche se non si possono applicare tutti questi “trucchi” non bisogna rinunciare del tutto: anche solo qualcuno può aiutarci a perdere peso, specialmente se stiamo attenti all’alimentazione e al movimento!

 

GELATO DI TOFU

gelato di tofu bbQuesta è una ricetta di Sara Corsetti, autrice di Dieta addio.
Ho trovato molto interessante e utile questa opera, che è una vera e propria guida al benessere.
In uno stile chiaro e preciso tratta tutti gli argomenti inerenti a una vita sana, come la depurazione del corpo, una corretta alimentazione e un’attività fisica mirata ad avere un corpo armonioso e snello.
Contiene inoltre una miriade di ricette per piatti sani e gustosi, per frullati depurativi e dimagranti e per deliziosi dessert senza sensi di colpa.

Per l’automotivazione Sara Corsetti ha ideato uno schema a diario dove si possono monitorare i progressi o per tenere sotto controllo l’alimentazione, che rende la dieta anche più divertente.

Ecco la ricetta del gelato, leggermente adattata alle mie esigenze:

– 300 g di tofu
– 4 cucchiai di sciroppo d’agave
– 20 g di cioccolato fondente
– 10 g di mandorle tritate
– 1/4 di cucchiaino di estratto di vaniglia in polvere
– 1 pizzico di cannella in polvere
– 2 cucchiai di cacao amaro in polvere
– 1 pizzico di sale

Ho frullato 200 g di tofu con la vaniglia.
Ho messo la crema di tofu in un recipiente e l’ho lasciata nel freezer per almeno 8 ore.
Ho tagliato il tofu congelato a cubetti.
Ho frullato i rimanenti 100 g di tofu e ho incorporato i cubetti di tofu congelato finchè ho ottenuto una crema.
Ho aggiunto un pizzico di sale.
Ho aggiunto scaglie di cioccolato fondente.
Ho messo da parte metà del composto.
Nella metà rimanente ho aggiunto 2 cucchiai di cacao amaro in polvere.
Ho messo in una ciotolina qualche cucchiaio di gelato bianco e qualche cucchiaio di gelato al cioccolato, ho spolverato di mandorle tritate e di un pizzico di cannella e ho servito.

Esperimento riuscito. A mia figlia è piaciuto molto. La parte bianca, pur molto buona, sa un po’ di soia, mentre quella al cioccolato no.
Per una consistenza più delicata suggerisco di aggiungere 2 cucchiai di latte di mandorla, specialmente nella parte al cioccolato, perchè la polvere di cacao la asciuga un po’.
Se preferite, potete usare del miele grezzo al posto dello sciroppo d’agave, come infatti suggerisce la ricetta di Sara Corsetti.

Questo gelato è adatto a una dieta vegetariana o vegana in quanto non contiene ingredienti di origine animale. Non contiene grassi saturi e in più è ricco di proteine vegetali (della soia), che nutrono e saziano a lungo.
Provate e raccontatemi i vostri esperimenti!

L’ABBUFFATA DI TIM

In un post precedente ho parlato della dieta slow-carb di Timothy Ferriss, che prevede come ultima regola quella di prendersi un giorno di libertà alla settimana, in cui non ci sono limiti al cibo.
Quando si segue una dieta si mangia generalmente poco, ma non si riesce a resistere a lungo e si cade in tentazione, poi si ritorna alla dieta pentiti. Per un po’. Questo è lo yo-yo.
Cercare di mantenere a lungo una dieta restrittiva significa trasformare lo yo-yo in un meccanismo patologico e incontrollabile.
Meglio cercare di prevenirlo programmando in anticipo degli eccessi alimentari, senza sensi di colpa e mortificazioni.
Il metabolismo tende ad adeguarsi alle carestie o alle diete in generale e rallenta, quindi “svegliarlo” periodicamente lo può disorientare.
E’ importante aumentare bruscamente l’apporto calorico una volta alla settimana. In questo modo si scatena una serie di reazioni omonali che favoriscono il dimagrimento. Ma i benefici psichici superano perfino quelli ormonali e metabolici.

Ogni qualvolta ci venga in mente il desiderio irresistibile di un particolare cibo, possiamo dire “sì, lo potrò mangiare, ma non subito.”
Ogni desiderio si può aggiungere alla lista per la grande abbuffata settimanale e questi alti e bassi programmati anzichè rallentare i progressi, li accelerano.
Ovviamente il peso aumenta, ma sparisce abbastanza in fretta.
Se si riprende troppo peso o ci si stabilizza, Tim suggerisce di iniziare il giorno libero con una prima colazione altamente proteica e riservare la “festa” per pranzo e cena. Prima del pasto successivo si dovrebbe bere succo di pompelmo, che abbassa la glicemia, e consumare 1 cucchiaino e mezzo di cannella, che rallenta l’assorbimento degli zuccheri.
Un suo consiglio molto importante è quello di consumare i pasti liberi fuori casa o comunque di liberarsi del cibo “cattivo” entro la cena, in modo da riprendere la dieta senza tentazioni.
Tim dice di abbuffarsi esageratamente, e questo lo fa stare più calmo nei giorni successivi.

Non avrei il coraggio di esagerare di proposito, ma credo che avere un giorno di baldoria settimanale rende una dieta meno pesante.

LA DIETA SLOW-CARB DI TIMOTHY FERRISS

Mi incuriosisce Timothy Ferriss perchè mi dà l’idea di essere molto
determinato quando si prefigge una meta. Infatti da docente all’Ames Research Center della NASA é passato a rami completamente diversi ed è riuscito ad essere campione mondiale di tango e nazionale di kickboxing.
Scrive di sè nel suo libro 4 Ore Alla Settimana Per Il Tuo Corpo:

“Sono un meticoloso divoratore di dati in contatto con molti dei migliori atleti e scienziati del mondo.
Ho la possibilità di attingere a discipline e culture che raramente entrano in rapporto fra loro, di verificare le ipotesi utilizzando quel genere di autosperimentazione che gli studiosi tradizionali non possono accettare e di rendere noti risultati facili da replicare”.

Promette bene, no?

Ecco le regole della dieta Slow-Carb:

EVITARE I CARBOIDRATI “BIANCHI”, cioè tutti i cibi fatti con la farina bianca, i cereali raffinati, compreso il riso marrone, e i cibi impanati. Oltretutto per sbiancare la farina si usa il biossido di cloro,  che si combina con le proteine e produce allossano, una sostanza che gli scenziati usano per indurre il diabete nei ratti da laboratorio.

MANGIARE SEMPRE LE STESSE COSE.
Gli alimenti permessi sono
Proteine: uova, pollo, manzo, pesce, maiale.
Legumi: lenticchie, fagioli, soia.
Verdure: spinaci, broccoletti, cavolfiore, verze, asparagi, piselli, fagiolini, insalata.
Si possono combinare pasti con un alimento di ciascuna categoria, senza limiti di quantità.
Le verdure hanno un apporto calorico basso, quindi è fondamentale aggiungere i legumi per evitare di sentirsi privi di energie.
I pasti si dovrebbero consumare ogni tre-quattro ore, per mantenere un livello costante di zuccheri nel sangue, ma la cosa fondamentale è consumare il primo pasto entro un’ora dal risveglio (meglio ancora entro mezz’ora).

NON BERE BEVANDE CALORICHE. Si possono bere acqua, tè, caffè non zuccherati, ma non latte e succhi di frutta. Anche le bevande light sono da evitare, perchè sono addolcite con aspartame, che può favorire l’aumento di peso, come avevo già detto in un altro post. Il vino rosso è consentito, ma non più di due bicchieri a sera.

NON MANGIARE FRUTTA. Sono consentiti i pomodori e l’avocado, con moderazione.

UN GIORNO LIBERO ALLA SETTIMANA, in cui si può mangiare di tutto.

Naturalmente alla dieta si deve abbinare una buona attività fisica!

BURRO DI ARACHIDI

Oggi ho fatto il burro di arachidi! Ho un debole per questo alimento da molti anni, da quando lo vedevo consumare nei film americani.
Mi faceva gola e non riuscivo a trovarlo, ma un giorno mio figlio me l’ha portato da Londra.
Poi lui, che ama fare gli esperimenti, ha provato a farlo in casa e da allora non ho più bisogno di comprarlo.
La bellezza di farselo da soli é soprattutto perchè così è privo di conservanti, coloranti, olio aggiunto, zucchero oppure troppo sale.

La sua realizzazione è semplicissima:
Sbucciate le arachidi.
Frullate le arachidi pulite finchè diventa una farina più o meno fine, a piacimento.
Se desiderate un burro dalla consistenza più granulosa tenete da parte un po’ di arachidi quando sono ancora tritate grossolanamente.
Continuando a frullare, a un certo punto la farina diventa cremosa.
Sarà calda e abbastanza morbida, ma dopo che si sarà raffreddata avrà una consistenza più solida.
A questo punto aggiungete la farina tenuta da parte, regolate di sale  e mescolate bene. Se desiderate un burro dalla consistenza più omogenea, frullate subito l’intera quantità di arachidi.

A me sembra delizioso e va bene per la colazione o per un sano spuntino perchè le arachidi sono un alimento nutriente ed energizzante: 100 grammi di arachidi contengono  30 g di proteine e 45 g di grassi benevoli, come oli saturi  stearico e palmitico, oli monoinsaturi, soprattutto oleico e resveratrolo (potenti antiossidanti) e oli polinsaturi, specialmente linoleico e arachidonico, essenziali per il rinnovamento delle membrane cellulari, prevenendo l’invecchiamento. Contengono inoltre niacina, preziosa nella prevenzione dell’Alzheimer.

Le arachidi sono ricche di vitamine del gruppo B e vitamina E e di minerali come ferro, magnesio, fosforo e zinco. Inoltre sono ricche di potassio e povere di sodio, e quindi sono indicate per le diete anti ipertensione.

Una controindicazione può essere causata dalle allergie e bisogna essere sicuri di non soffrirne.

Bisogna tenere presente che hanno circa 600 calorie per 100 grammi, quindi dobbiamo fare un uso moderato.

Per vedere le fasi di lavorazione del mio burro d’arachidi potete chiedermi l’amicizia su Facebook a questo link.

LE PROTEINE: I MATTONI DEI NOSTRI MUSCOLI

Le proteine sono i mattoni che costruiscono il nostro apparato muscolare e servono tra l’altro per il rinnovamento dei globuli rossi, per la resistenza alle infezioni, per la cicatrizzazione delle ferite, per il funzionamento della memoria e per la crescita delle unghie e dei capelli.

Il nostro organismo non dispone di mezzi metabolici per sintetizzare delle proteine e quindi è necessario assumerle con l’alimentazione.

Si trovano nei legumi, seitan e tofu e non contengono colesterolo, oppure nei formaggi, pesce, pollo e  carni rosse.
Abbiamo bisogno di  circa 1 g di proteine per ogni Kg di peso. Se l’apporto con l’alimentazione è insufficiente, l’organismo  è costretto ad attingere alle proprie riserve: i muscoli, la pelle e persino le ossa. La loro digestione è la più lunga e laboriosa.
Nel caso di una dieta dimagrante le proteine sono d’aiuto in quanto la lentezza della digestione e dell’assimilazione ritarda lo svuotamento gastrico e aumenta la sensazione di sazietà.

Inoltre hanno una buona resa: per ottenere 100 calorie da un alimento proteico se ne consumano circa 30 per il metabolismo, a differenza dei lipidi, che richiedono 12 e dei glucidi, che hanno bisogno soltanto di 7 calorie.

L’albume dell’uovo rappresenta la forma più pura e completa di proteine fino a oggi conosciuta. Il tuorlo contiene vitamine del gruppo B e minerali come ferro e calcio, ma é anche ricco di colesterolo e trigliceridi, quindi non si dovrebbero consumare più di 2-3 uova alla settimana, comprese quelle usate in cucina per dolci, creme o per impanare.
Il bianco non contiene colesterolo e si può mangiare liberamente, per esempio in una omelette fatta con 1 uovo intero e 2-3 bianchi.

Per essere metabolizzate, le proteine hanno bisogno di una grande quantità di acqua. L’alimentazione a base di proteine facilita la diuresi e l’eliminazione di acqua dai tessuti, ragion per cui si usa spesso nelle diete dimagranti.
Non bisogna eccedere però nel consumo di proteine perchè il loro metabolismo rilascia molti corpi chetonici, tossici per l’organismo, che danno un superlavoro ai reni.
Dopo un pasto ricco di proteine é meglio evitare il bagno in acqua fredda, perché la differenza di temperatura potrebbe causare una congestione.
Le proteine sono consigliate agli sportivi, che sollecitano particolarmente il loro corpo.
Per rimanere sani e pieni di energia dobbiamo seguire una dieta bilanciata e varia, con un occhio di riguardo alle quantità.

IN FORMA PER L’ESTATE – ULTIMA CHIAMATA!

Se non avete ancora provato il costume direi che è arrivato il momento.
C’è ancora tempo per liberarci di qualche chiletto prima dell’estate.
L’importante è cominciare ora!

Con l’avvicinarsi della bella stagione i giornali propongono una miriade di diete miracolose. Forse cambiano nome, ma il principio di base rimane lo stesso negli anni: dissociare gli alimenti.

Pierre Dukan, nel suo libro La dieta Dukan, sostiene che la corretta proporzione dell’alimentazione é di 5 parti di glucidi, 3 parti di lipidi e 2 parti di proteine, cioé una composizione simile al latte materno.
Con queste proporzioni le calorie sono assimilate con la massima efficacia.
L’eccesso di cibo facilita l’accumulo di peso.

La modifica più radicale, cioé la dissociazione degli alimenti, è quella in grado di ridurre al massimo l’assorbimento delle calorie: ecco perchè in tutte le diete che promettono un rapido dimagrimento prevalgono o le proteine o i carboidrati.

Infatti la dieta Dukan prevede il consumo di sole proteine per un lungo periodo, poi l’introduzione graduale di verdure e carboidrati.
A me sembra troppo restrittiva e altamente sbilanciata perché elimina i carboidrati, che sono una fonte di energia. La nostra alimentazione dovrebbe avere circa il 50% di glucidi.

La dieta Beverly Hills, alla moda tra i vips statunitensi, é basata sul consumo esclusivo di frutta (specialmente esotica) per un periodo di almeno 10 giorni, seguito dalla reintroduzione di altri alimenti, ma non nello stesso pasto.
Oltre a essere dispendiosa, anche per gli amanti di frutta mangiarla per giorni può essere faticoso.
La quantità di zuccheri che la frutta contiene potrebbe alzare la glicemia, con squilibri dell’insulina e incrementare di molto il potassio.
Inoltre la mancanza di proteine potrebbe portare a perdita di massa muscolare.
Il nostro organismo non dispone di mezzi metabolici per sintetizzare le proteine, che sono importanti specialmente per garantire il mantenimento dell’apparato muscolare.
La quantità minima di cui abbiamo bisogno é di 1 g di proteine per ogni Kg di peso. Se l’apporto è insufficiente, l’organismo si trova costretto ad attingere alle proprie riserve: i muscoli e le ossa.

La dieta Bouchard prevede 5 uova al giorno! Si sa che il tuorlo è ricco di colesterolo e che non dovremmo mangiare più di 2-3 uova alla settimana.

Allo stesso modo la dieta Ebbstein prevede burro, salsicce, arrosti e prosciutti. Una dieta così ricca di grassi saturi e povera di vitamine e carboidrati non può non causare spossatezza e scompensi.

C’é un’altra dieta, Bircher Berner, che prevede il consumo di soli alimenti crudi e vegetali, con gravi carenze alimentari.

Alcune star tra cui Jennifer Aniston hanno seguito una dieta a base di omogeneizzati, generalmente ipocalorici e principalmente proteici.

Qualche anno fa andava di moda la dieta monocibo, cioè prevedeva un giorno il consumo di sola carne, un altro giorno solo patate. Anche qui si arriva a gravi deficienze nutritive.

Infine c’è la dieta a base di pasti preconfezionati, sotto forma di barrette di cioccolato o beveroni, per un totale di circa 1000 calorie al giorno.
Li considero dispendiosi e per niente gratificanti. Meglio un’insalata mista con formaggio magro e un po’ di pane integrale. Masticare per una ventina di minuti fa arrivare il senso di sazietà e il cibo dilata lo stomaco, facendoci sentire più appagati. Un barretta non può soddisfare a lungo.

Naturalmente anni fa ho provato anch’io qualcuna di queste diete e ho visto che, tra senso di debolezza, difficoltà di concentrazione e sbalzi di pressione ho perso qualche chilo abbastanza in fretta, ma altrettanto in fretta li ho ripresi, con gli interessi.

Nella maggior parte di queste diete si perdono i liquidi e spesso si ha una perdita di massa muscolare. Riducendo la propria muscolatura anche i fabbisogni energetici si riducono e se si riprende a mangiare come prima della dieta le calorie in eccesso vengono trasformate in deposito di grassi.
In più non forniscono indicazioni per un’alimentazione da seguire al termine della dieta e soprattutto non aiutano a sviluppare delle buone abitudini alimentare.

Sembra che non si possa perdere più di mezzo chilogrammo DI GRASSO alla settimana. Se si perde di più si tratta di liquidi, che il corpo cercherà di recuperare prima possibile,  o di massa muscolare.
Per perdere 1 Kg di grasso si devono bruciare circa 7.000 calorie. E’ necessario quindi in parte sottrarre alla nostra alimentazione e in parte bruciare con l’attività fisica 1000 calorie al giorno per perdere 1Kg di grasso alla settimana.  Sarebbe una dieta troppo drastica e malsana.
Perdere mezzo Kg alla settimana sembra più ragionevole. In più un dimagrimento più contenuto lascerà alla pelle il tempo di modellarsi e il corpo resterà tonico.

Per chi vuole, a questo link  trovate un esempio di alimentazione più salutare.

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