Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

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NON SOLO MAGRI

untitled (2)Davanti all’estate in arrivo e al desiderio di sfoggiare con disinvoltura il costume da bagno non si poteva ragionare molto sulla salute, quindi nel mio blog ho parlato spesso di diete dimagranti che comunque non erano mai troppo restrittive e malsane.
Adesso, che possiamo prendercela con più calma, vediamo di fare le cose per bene.
Non siete riusciti a raggiungere i vostri obiettivi, oppure vi siete lasciati andare alle tentazioni di qualche “all inclusive” di qualche villaggio turistico e avete vanificato tutti gli sforzi?
Niente rimpianti, avete fatto bene a godervi le vacanze! L’importante è ricominciare nel modo più giusto.
Adesso basta con le diete lampo reclamizzate su qualche giornale, che generalmente sono altamente sbilanciate. Anche se fanno perdere velocemente qualche chilo, potrebbero lasciarvi pelle e capelli opachi, unghie fragili ecc.
So per esperienza che il modo più giusto per riacquistare la forma fisica è allontanarsi dall’idea di perdere peso a tutti i costi e focalizzarsi sull’essere sani.
Io ho provato molte diete, anche prescritte da medici, ma finché il mio obiettivo era di dimagrire non ho mai ottenuto un risultato duraturo. Dimagrivo, è vero, ma erano un impegno e una fatica e a un certo punto mi sembrava di essere arrivata alla fine e senza accorgermi tornavo al punto di prima.
La grande svolta è stata quando ho cominciato a interessarmi alla salute. Quando, cioè, ho cominciato a nutrirmi in un certo modo perché era salutare, non perché dovevo dimagrire. Il dimagrimento è stato un piacevole effetto collaterale.

Ecco i cibi buoni:
– Cibi crudi: frutta e verdura, germogli, semi. Contengono enzimi, che sono la forza vitale degli alimenti e mantengono in equilibrio il metabolismo.
– Carboidrati complessi (cereali integrali, ortaggi e frutta). Contengono zuccheri naturali, che il corpo metabolizza lentamente e ci forniscono energia costante più a lungo.
– Cibi biologici, cioè non trattati chimicamente, che ci risparmiano l’assunzione di sostanze tossiche.
– Proteine vegetali, più facilmente assimilabili: quinoa, amaranto, miglio, germogli, legumi.
– Grassi buoni: avocado, semi di lino/girasole/zucca, frutta a guscio, olio di oliva, olio di lino, alghe, pesce. Questi sono acidi grassi essenziali e aiutano a sciogliere il grasso corporeo e il colesterolo cattivo.

Cibi da evitare sono:
– Quelli troppo cotti. Con la cottura si distruggono le vitamine. Il modo migliore per cuocere le verdure è al vapore, 2-3 minuti.
– Carboidrati semplici: cereali raffinati, dolci. L’eccesso viene immagazzinato nel corpo sotto forma di grasso.
– Cibi trattati, ricchi di conservanti e additivi.
– Grassi di origine animale, troppa carne rossa, troppi formaggi grassi. Rendono acido il sangue e appesantiscono la digestione.

Uno stile di vita sano non può prescindere da una moderata ma costante attività fisica!!

Coraggio, dunque, oggi è un buon giorno per iniziare!!

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MA I VEGANI STANNO MEGLIO?

Colin Campbell, della Cornell University e Caldwell Esselstyn, primario a
Cleveland Clinic, hanndieta vegetarianao svolto studi su 6500 persone in Cina, per vedere l’impatto che ha l’alimentazione sullo stato di salute.
Hanno constatato che tra la gente dell’ambiente rurale,  la cui alimentazione era principalmente a base di ortaggi, cereali e frutta, l’incidenza di malattie cardiovascolari, cancro e diabete era molto bassa. Man mano che le persone passavano a un’alimentazione di tipo occidentale, compreso il fast food, questo genere di malattie aumentava di pari passo.

Lee Fulkerson ha scritto e diretto un documentario su questo argomento, intitolato Forks Over Knives, in cui evidenzia il fatto che una dieta ricca di proteine animali, compresi i latticini e le uova, porta a un aumento delle malattie cardiovascolari, cancro, diabete e altre malattie degenerative. Si vedono persone costrette a prendere medicine per vari problemi di salute contemporaneamente, che solamente cambiando l’alimentazione hanno avuto grandi miglioramenti, e hanno potuto rinunciare alle medicine.
Fulkerson, grande mangiatore di carne rossa, si è “convertito” a una dieta vegana (vegetariana, senza nè uova nè prodotti a base di latte) e in sole 12 settimane ha ottenuto un calo di peso notevole (circa 8 kg), il suo colesterolo cattivo LDL è sceso da 157 a 80 e la pressione sanguigna è passata da 142 su 8o a 112 su 70.

Anche in Europa si è visto che durante la Seconda Guerra Mondiale, quando i Nazzisti hanno confiscato le fattorie in Norvegia, tra i norvegesi, costretti a nutrirsi con meno carne, le malattie cardiovascolari sono diminuite. Dopo la Guerra hanno ripreso a mangiare carne e le malattie sono ritornate.

Gli scenziati Campbell e Esselstyn dicono che i prodotti di origine animale, compreso pollo, pesce, uova e latticini, contengono una proteina che se consumata in eccesso è in grado di attivare il cancro, mentre le proteine di origine vegetale non lo fanno.

l loro consiglio finale è di evitare gli alimenti di origine animale e di dare spazio a frutta, verdura, cereali integrali e legumi.

Ci sono altri nutrizionisti che parlano delle proprietà benefiche delle uova (per esempio vitamine del gruppo B) o di certi tipi di formaggio (per esempio il gouda), perciò non sono ancora pronta a una dieta completamente vegana, anche se l’ho praticata per un periodo, ma sono convinta che avvicinarsi a una dieta vegetariana fa bene alla salute e all’ambiente (post precedente Un po’ più vegetariano).

MANGIARE “MAGRO” PREVIENE LE MALATTIE

Neal Barnard, fisico americano e autore di libri in cui spiega che il diabete è reversibile con una dieta adeguata, dice che gli alimenti sono la migliore medicina contro il cancro e altre malattie degenerative ed è fortemente contrario alle proteine animali.
 Non mangiare niente che abbia una faccia e dei genitori.
Forse ha trovato l’espressione più convincente per avvicinarci a un’alimentazione almeno più vegetariana, se non addirittura vegana.
Anche con una dieta prevalentemente vegetariana eravamo abituati a includere il pesce, anzi, è sempre stato raccomandato per i suoi grassi salutari Omega 3.
Barnard dice che oltre i grassi Omega 3 il pesce contiene tanti altri grassi che ci fanno aumentare di peso, non contiene fibre nè vitamina C, quindi non ha proprietà curative.
Gli Omega 3 si trovano anche in alimenti vegetali, come i semi di lino e i semi di canapa (che non ha a che fare con la droga).

Anche il latte e i suoi derivati non sono ben visti da Neal Barbard, perchè sono ricchissimi di grassi satuti.

Gli alimenti trattati sono altrettanto da evitare. Quello che mi stupisce è che lui considera anche l’olio, compreso quello d’oliva, un alimento trattato, in quanto privato dalle proprietà nutrizionali che hanno le olive.
Neal Barnard spiega come a parità di calorie un pasto vegetariano riempie lo stomaco e dà un senso di sazietà, mentre i cibi trattati e i grassi non riempiono e quindi la fame tornerà a farsi sentire a breve intervallo di tempo.

Suggerisce di consumare verdure a foglia verde, broccoli, cavoli, cavolini di Bruxelles, olive e frutta, ricchi di vitamine e minerali.
Per condire la verdura lui consiglia l’aceto balsamico o di vino, oppure preparare un condimento con limone, timo e aglio. Anche il peperoncino può dare sapore ai nostri piatti.
Per un maggiore apporto di proteine, dovremmo consumare quinoa, amaranto e miglio, oltre a pane e pasta integrali.
Per calmare il nostro desiderio di dolci, un dessert preparato con fiocchi d’avena, cannella e albicocche disidratate può risultare soddisfacente.

Io credo che almeno periodicamente dovremmo seguire i consigli di Neal Barnard, per depurarci e migliorare la nostra salute.

Fagioli della salute

Oggi ho cucinato i fagioli, che  Dr. Mehmet Oz ci raccomanda sempre di mangiare spesso.
I FAGIOLI sono arrivati da noi dopo la scoperta dell’America. Sono considerati la carne dei poveri, perché hanno un alto contenuto proteico. Sono ricchi di carboidrati, poveri di grassi, non contengono colesterolo, contengono minerali come calcio, ferro, magnesio, fosforo, potassio, selenio e vitamine. Inoltre contengono fibre, che sono molto utili per il transito intestinale e hanno un potere saziante altrettanto utile per la nostra linea. Non vanno mangiati crudi, (ammesso che a qualcuno salti in mente di farlo), a causa degli enzimi che contengono. Cotti invece aiutano a mantenere bassi i livelli ematici della glicemia, del colesterolo e dei trigliceridi e a prevenire l’aterosclerosi e le malattie cardiovascolari.
Per potenziare il loro valore nutrizionale vanno associati con le proteine dei cereali (pane integrale o ai cereali, riso, pasta integrale).
Ecco la mia ricetta di oggi:
Ho messo i fagioli in ammollo per tutta la notte, poi li ho scolati, lavati e messi a bollire. Dopo qualche bollore ho buttato l’acqua e li ho rimessi a bollire con acqua calda. Qualcuno fa più volte questa operazione, in modo che i fagioli non abbiano effetti collaterali sull’intestino. Allo stesso scopo io ho aggiunto nell’acqua un pezzo (3-4 cm) di alga Wakame (vanno bene anche le alghe Kombu).
Le ALGHE hanno un odore penetrante, all’inizio, vi sembra di stare sugli scogli, ma cotte non hanno più quel gusto e odore caratteristici. Appena si reidratano si allargano, il pezzetto diventa “importante”, ma non preoccupatevi. Le potete togliere alla fine, se volete. Io i primi tempi ho preferito sminuzzarle o frullarle con un po’ di liquido, da non vederle più. Adesso non ci faccio più caso, tanto cuocendo si sminuzzano da sole. Inoltre le alghe sono un alimento prezioso, ricchissime di minerali più digeribili in assoluto. Alcalinizzano il sangue rimuovendo gli acidi e metalli tossici e potenziano l’energia mentale.
Se intendete cucinare fagioli in umido (alla Bud Spencer), mettete poca acqua, cioè che li copra bene, e piuttosto la aggiungete a poco a poco. Se invece sbagliate e ne mettete troppa, come me, fate diventare il vostro piatto una deliziosa zuppa di fagioli.
Mentre i fagioli cuocevano,  in una pentola a parte ho preparato un soffritto: ho messo un po’ d’olio e un po’ d’acqua, ho fatto appassire una cipolla tagliata finemente, ho aggiunto una carota e del sedano a pezzettini e ho fatto cuocere per qualche minuto. Ho aggiunto della salsa di pomodoro e ho continuato la cottura.
Nel frattempo i fagioli  sono diventati teneri e li ho versati sopra il soffritto e il pomodoro. Ho fatto cuocere finché sono rimasti della giusta consistenza, con qualche foglia di alloro, peperoncino e pepe nero.
Io ho imparato ad apprezzare anche altri gusti esotici, quindi ho aggiunto coriandolo, cumino, curcuma e zenzero. Mentre il mio cibo cuoceva venivano su certi effluvi che mi sembrava di stare a Camden Town, così ho viaggiato un po’  con la fantasia 🙂

SEITAN

Ho utilizzato il seitan diverse volte da quando mi sono orientata verso una dieta vegetariana.
Dalla mia amica Giorgia ho saputo, con mia grande sorpresa,  che il seitan si può fare in casa!
Il Seitan è un alimento proteico usato inizialmente in Cina da monaci buddisti, poi importato in Giappone, con il nome di kofu.
Molto versatile, assorbe bene gli altri ingredienti con cui viene cucinato, quindi può avere un sapore più deciso o più delicato, a seconda dei gusti.
Essendo un prodotto a base di glutine, non è indicato per le persone affette da celiachia. Inoltre è carente di aminoacidi come lisina e treonina. Per il giusto assorbimento è necessario abbinarlo a legumi, uova o formaggio nei pasti precedenti o successivi.
Nella preparazione si utilizza l’alga kombu, ricca di magnesio, ferro, iodio e fosforo, salsa di soia e zenzero per stimolare la digestione del glutine e verdure per arricchire di vitamine il piatto.
Come valore energetico si avvicina alla carne, ma è completamente privo di colesterolo.
Si ottiene dalla farina (meglio se integrale), alla quale si toglie l’amido.
Rimane un concentrato di glutine, dalla consistenza un po’ spugnosa, che si può tagliare a fette e cucinare come fareste con la carne : grigliato, impanato, a spezzatino, a ragù, a polpettine, etc.
Vi servono:
1 Kg di farina integrale
2 cucchiai di sale marino o integrale
4 cucchiai di salsa di soia (tamari, shoiu…), profumi (alloro, sedano, ginepro… quello che vi piace)
acqua per ottenere un impasto dalla consistenza morbida, ma non appiccicosa.
Si mette la farina in un recipiente e si impasta aggiungendo man mano dell’acqua calda.
Evitate di incorporare subito tutta la farina, perché continuando a impastare si assorbe e l’impasto non rimane troppo molle, ma liscio ed elastico.
Si lascia riposare la pagnotta per un’ora, poi si copre di acqua fredda e si lascia riposare ancora un’ora, tempo di cui potete approfittare per fare altre cose 🙂
Si prende un colapasta fitto, o un colino un po’ grande, e si fa scorrere l’acqua sopra, mentre si continua a impastare la pagnotta. Si lava finché esce tutto l’amido e l’acqua rimane limpida.
Vi è rimasto il seitan!
Cercate di dargli una forma un po’ allungata, avvolgetelo in un panno (meglio di lino) in modo che non si rompa durante la cottura e mettetelo in una pentola, coperto d’acqua.
Aggiungete il sale, la salsa di soia e i profumi che vi piacciono e che daranno più gusto al vostro seitan.
Fate bollire per 40 minuti circa, girando ogni tanto, in modo da cuocere uniformemente, anche perché tende a galleggiare.
Toglietelo dal panno (non bruciatevi), tagliatelo a fette e mettetelo in un recipiente (barattolo) coperto dal liquido di cottura finché si raffredda, poi in frigo.
Durerà 4-5 giorni, oppure si può congelare, dopo averlo scolato bene.
Ho provato soddisfazione a farlo da sola e poi sono sicura degli ingredienti.
Se volete provate anche voi e ditemi qualcosa.

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