Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

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SANI E MAGRI CON LA DIETA PREISTORICA

preistoria

Allo show televisivo del Dr. Oz hanno fatto un esperimento: hanno sottoposto tre donne con problemi di colesterolo alto, ipertensione e sovrappeso a una dieta a base di frutta e verdura crude, per 48 ore. Potevano mangiare 5kg di frutti e ortaggi al giorno (carote, meloni, zucche, broccoli, mango ecc.), cioè quello che mangiavano i nostri antenati. Per soddisfare il desiderio di salato avevano a disposizione una sola oliva in salamoia al giorno.
Ogni cambiamento delle nostre abitudini, specialmente se imposto, dà qualche problema. Le tre signore hanno avuto fame o desiderio di altri cibi come le uova o il caffé.
Trascorsi i due giorni Dr. Oz ha verificato gli effetti della dieta: il colesterolo e i trigliceridi sono scesi notevolmente, la pressione sanguigna si è abbassata e in media hanno perso 2Kg ciascuna. In conclusione questa dieta priva di carne, latticini, zucchero e caffeina dà ottimi risultati già da subito.
Tuttavia è una dieta troppo estrema per essere seguita a lungo.

Julieanna Hever, esperta di salute e fitness e autrice di libri sulla dieta vegetariana, ha elaborato una dieta basata su cibi simili a quelli di cui si nutrivano i nostri antenati, che dà risultati eccezionali in poco tempo.
Le proteine, che devono essere circa il 10% del totale delle calorie che assumiamo, si ricavano dalle lenticchie, spinaci, alga nori, che in più ci danno ferro, iodio, calcio e altri minerali di cui abbiamo bisogno.

Il calcio, necessario per le nostre ossa, si trova nel latte di soia, di mandorle o di riso, in moltissime verdure e nel tofu. Una porzione di tofu ci dà metà del fabbisogno di calcio giornaliero. (Se volete prepararlo facilmente in casa seguite la ricetta del post precedente).

I grassi che ingeriamo dovrebbero provenire da cibi integrali, per poter usufruire degli antiossidanti e di altre sostanze nutritive di cui abbiamo bisogno. I grassi monoinsaturi dell’avocado, per esempio, sono di fondamentale importanza ai fini della nostra sopravvivenza. La stessa cosa per i grassi Omega 3 e Omega 6, che si trovano nei semi di canapa, di lino o chia, una sostanza che rende gelatinosi i cibi liquidi.
L’olio d’oliva, secondo Julieanna Hever, è un alimento estratto, raffinato e molto grasso: 1 cucchiaio ha 120 calorie, il che ostacola il dimagrimento. Dobbiamo imparare a cucinare senza grassi, usando il brodo vegetale o il latte di cocco per saltare in padella le verdure. In questo modo non si rinuncia al sapore e non si avverte la necessità di grassi.
I carboidrati sono l’unico carburante che il nostro cervello può usare. Possiamo ricavarli da cibi naturali, che ci aiutano a mantenerci sani dandoci antiossidanti e fitonutrienti.
Dobbiamo imparare a conoscere le caratteristiche dei cibi in base al loro colore:
I cibi marroni, come pane e pasta integrali e la quinoa, sono ricchi di fibre.
I cibi di colore blu e viola, come i mirtilli, le prugne, la barbabietola, sono ricchi di antiossidanti.
I cibi verdi, come broccoli, faggiolini, lime ecc. sono delle vere medicine, per la ricchezza di vitamine e minerali in essi contenuta.
I cibi gialli e arancioni, come limoni, zucca, arance, banane, carote, mango sono ricchi di vitamina C e di carotenoidi dalle proprietà antiossidanti.
I cibi rossi, come fragole, mele e pomodori, sono ricchi di luteina e di licopene.

Una giornata tipo della dieta di Julieanna Hever può essere così:
Colazione: un frullato di cavolo verde, tarassaco, bieta, spinaci, semi di lino o di canapa, mirtilli, lamponi, mango e banana surgelati e latte di soia e/o di mandorle. La frutta copre il sapore della verdura, la banana dà cremosità e dolcezza al frullato. Usare frutta surgelata è comodo e pratico, in più rende gradevole la bevanda (senza aggiungere ghiaccio).
Pranzo: burrito messicano, con una sfoglia di alga nori (ricca di minerali) in cui si mette salsa guacamole, jicama tagliato a listelle (se lo trovate), coriandolo o prezzemolo e salsa di pomodoro, ricche di vitamina C che aiuta l’assorbimento del ferro contenuto nell’alga nori.
Cena: Fagioli e verdure stufate. Ecco la ricetta: si sminuzzano carote, cipolle e sedano e si fanno appassire. Dopo 10 minuti si aggiungono i fagioli lessati, salsa di pomodoro, brodo vegetale, spezie, erbe e un pizzico di curry. Alla fine si aggiungono verdure a foglia verde e si mescolano finchè si ammorbidiscono.

Io credo che valga la pena di provare!

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CURARSI CON LE GIUGGIOLE

L’altro ieri ho assaggiato per la prima volta le giuggiole.
Erano mediamente mature e il loro sapore era dolce, leggermente acidulo, richiamava un po’ qualche varietà di mela farinosa: molto gradevole.
Hanno delle foglie delicate e lucide, deve essere anche una bella pianta ornamentale.
Conoscevo l’espressione Andare in brodo di giuggiole, quindi la mia curiosità su questo frutto misterioso era grande, e sono andata a fare le mie ricerche.

Ho scoperto così che sono originarie della Siria, molto conosciute già ai tempi degli Egizi e dei Fenici e molto apprezzate anche ai tempi dei Romani.
Sembra che si trovino sui colli di Torino, dove sono chiamate Sossombrin, sui Colli Euganei, nel padovano e vicino ad Ancona, dove la pianta era considerata sacra.

Oltre il loro potere nutrizionale e il loro sapore decisamente buono, le giuggiole hanno variate proprietà terapeutiche, conosciute già nell’antichità e impiegate specialmente nella medicina popolare cinese.
Le giuggiole sono ricchissime di vitamine C, A ed E, acidi organici e sali minerali. Per queste sue proprietà venivano impiegate per curare l’asma e le malattie da raffreddore, anche in associazione con datteri, fichi e uva sultanina, chiamati I quattro frutti pettorali.
Con l’aggiunta di acqua si fanno bollire fino a ottenere uno sciroppo denso e molto dolce, che si imbottiglia e si conserva in un luogo fresco e buio (probabilmente questa è una variante del famoso brodo di giuggiole).
Si può anche usare sotto forma di infuso.
Ai tempi di Erodoto gli Antichi ottenevano un vino inebriante con il frutto fermentato.
Nei paesi arabi si usavano per ridurre l’ansia e per curare l’insonnia, infatti, grazie a una sostanza di cui sono ricche chiamata  adenosina, hanno un effetto anticonvulsionante e sedativo.
Per questo motivo potenziano l’effetto di farmaci ipnotici e sedativi, aiutando a ridurne le quantità.
Le giuggiole abbassano il colesterolo, hanno un effetto antinfiammatorio, antipiretico, diuretico e leggermente lassativo, vengono impiegate nella cura di malattie di tipo psicologico e nervoso, contro lo stress e per normalizzare la pressione arteriosa, hanno un effetto emolliente ed espettorante,  proteggono e tonificano il fegato, la milza e i polmoni.

Le foglie si utilizzano in oftalmologia per preparare colliri e impacchi palpebrali, sotto forma di decotto.

Per chi ha la fortuna di trovare questi frutti in quantità, ecco un’altra ricetta per il brodo di giuggiole:
si fanno bollire in mezzo litro di acqua 500 g di giuggiole e 100 g di miele finchè il frutto si spappola, poi si filtra.

Per un delizioso liquore si mescolano in un vaso 500 g di giuggiole con mezzo litro di alcool, 200 g di zucchero, scorza di limone e vaniglia. Si tiene all’aperto e si mescola di tanto in tanto finchè lo zucchero si scioglie, poi si lascia macerare per qualche mese. Il frutto si usa come piacevole merenda e il liquore si usa anche come digestivo.

Un’altra ricetta prevede 1300 g di giuggiole mature, 100 g di uva bianca, 350 g di melecotogne, 2 litri di acqua e buccia di limone.
Si fanno bollire finchè diventa uno sciroppo cremoso (il brodo di giuggiole), che dà piacere e gioia per il suo sapore dolce e buono e per il suo effetto calmante e sedativo.

P.S.   Grazie a S. per avermi dato la possibilità di conoscere questo frutto e per aver contribuito ad accrescere le mie conoscenze 😉

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