Melanzane al Cioccolato

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LA DIETA CHE FA RIPARTIRE IL METABOLISMO

images3FBYMZFI-300x168Allo show di Dr. Oz è tornata Haylie Pomroy, chiamata la dietologa delle star perché ha fatto dimagrire molti vip di Hollywood. Per più di 2o anni questa dottoressa ha studiato le cause per cui di prende peso o non si riesce a dimagrire e ha scoperto i motivi per cui il metabolismo rallenta, quindi ha elaborato una dieta che capovolge gli schemi biologici che l’hanno fatto rallentare.
Haylie Pomroy, come molti nutrizionisti e dietologi ultimamente, ha capito quanto il cibo sia determinante per il buon funzionamento del nostro organismo e cerca di usarlo come una vera medicina per facilitare la sua autoguarigione.
Il cibo non deve essere visto come nemico da temere ed evitare, ma come alleato che deve veicolare la perdita di peso.

La dieta di Haylie Pomroy è articolata in 3 fasi:
1) Nella prima fase si devono placare le ghiandole surrenali. Queste ghiandole sono generalmente associate allo stress. Sono ghiandole che producono ormoni, che a loro volta regolano le riserve di grasso corporeo, per esempio il cortisolo. In questa fase, che dura 2 giorni, si cerca di abbassare il livello di cortisolo. Il cibo di facile accesso calma le surreali, perché il corpo è in grado di estrarne i nutrienti con poco sforzo, quindi non si stressa. I carboidrati integrali sono i più indicati per questa prima fase, perché contengono zuccheri complessi, a lento assorbimento, che saziano e danno energia a lungo.
2) Nella seconda fase, che dura 2 giorni, si “aprono i magazzini del grasso”. Per fare questo si utilizzano le proteine magre: pollo, tacchino, pesce, pancetta di tacchino, avocado ecc. Le proteine sostengono un organo fondamentale per il metabolismo, il fegato, che ha la funzione di trasportare il grasso nel sangue (le proteine vengono trasformate in aminoacidi che vanno al fegato e il fegato raggruppa un particolare aminoacido, la carnitina, che preleva il grasso dai depositi e lo porta nel sangue, così che il corpo lo possa processare).
Attenzione, però: insieme alle proteine è fondamentale consumare verdure di colore scuro, che aiutano ad alcalinizzare gli  enzimi e a ridurre le infiammazioni. Quando si fa molto sport si producono molti acidi e si avverte gonfiore. La stessa cosa avviene quando si assumono molte proteine senza controbilanciarle con le verdure. I due cibi uniscono le forze e producono un effetto “sottovuoto”.
3) Nella terza fase, che dura 3 giorni, si potenzia il consumo dei grassi. Il cibo può far accelerare il metabolismo, ma servono quelli che lavorino sugli ormoni tiroidei, sugli estrogeni e sul cuore. Forse avete già sentito dire che per bruciare il grasso si devono mangiare grassi. Ai cibi della fase 2 si aggiungono grassi buoni, che stimolano il corpo a scomporre i grassi complessi: olio d’oliva, olio di cocco, olio di semi di uva, olio di lino, olio di canapa, frutta a guscio e semi. La frutta a guscio e i semi non vanno tostati, perché con il calore i grassi vengono danneggiati e il corpo li digerisce in modo diverso. Le mandorle crude, per esempio, aiutano a ridurre il punto vita, ma tostate vanno ad aumentare i depositi di grasso.  Una volta fatti entrare nel sangue, i grassi si trasformano e si bruciano molte più calorie. Inoltre si otterrà energia da quel grasso bruciato e il corpo creerà un sano equilibrio ormonale.
Questa dieta va ripetuta per 4 settimane, periodo in cui Haylie Pomroy promette una perdita di peso di 9 kg. Se non basta, la dieta si può prolungare fino al raggiungimento del peso desiderato, oppure si può fare una pausa e poi fare un altro ciclo di qualche settimana.

Avete capito la chiave di questa dieta? Confondere il metabolismo, come La dieta di Chris Powell! Dopo i primi due giorni l’organismo si calma, convinto che avrà carboidrati (e quindi zuccheri) a sufficienza e aumenta il metabolismo, così che nella seconda fase si brucia di più. Quando il corpo comincia a preoccuparsi per la mancanza di energia, ecco che arriva la terza fase con i grassi e poi tutto ricomincia.
Questa dieta mi sembra valida perché non prevede l’assunzione di sostanze chimiche, non produce carenze nutrizionali e si basa su cibi sani, che dovrebbero far parte della nostra alimentazione quotidiana.

Provate e ditemi come sta andando! 🙂

 

PER DIMAGRIRE TENETE A BADA GLI ORMONI

Natasha TurnerSe non riusciamo a dimagrire, la causa potrebbe essere di uno squilibrio ormonale.
Lo sostiene Natasha Turner, nutrizionista naturopata, autrice del libro “The Hormone Diet” e ospite nel programma del Dr. Oz.
Gli ormoni in causa sono principalmente l’insulina (regola gli zuccheri nel sangue), la grelina (dà appetito), la leptina (dà senso di sazietà),  la colecistichinina (stimola il senso di sazietà) e l’irisina (ormone prodotto dal tessuto muscolare durante l’attività fisica, in grado di convertire le cellule adipose bianche in cellule adipose brune, quelle “buone”). Tutti questi ormoni influiscono sull’accumulo di grasso, soprattutto addominale.
Secondo la Dr. Turner il segreto per attivare questi ormoni consiste in cosa mangiamo, quando mangiamo e in quale combinazione. L’orario dei pasti è il fattore numero uno per la meccanica ormonale. Aspettando troppo tempo tra un pasto e l’altro avviene un calo degli ormoni tiroidei, aumentano i livelli si stress e il metabolismo rallenta.
Il primo pasto della giornata deve essere entro un’ora dal risveglio e poi mangiare ogni 3-4 ore. Molti di noi lo fanno già, perché dopo 3-4 ore, quando calano i livelli di zucchero nel sangue, sopraggiunge la fame e si ha desiderio di mangiare. Quello che vuole sottolineare Natasha Turner è che bisogna mangiare alla stessa ora, tutti i giorni. Mangiare agli stessi orari  contribuisce a tenere bassi i livelli di insulina, diminuisce l’appetito e di conseguenza il grasso addominale (è l’insulina a provocare l’accumulo di grasso, come scorta energetica).
Un’altra cosa importante è di non mangiare prima di andare a dormire. Introducendo cibo nel nostro organismo, la temperatura corporea aumenta. Al contrario, dovrebbe abbassarsi per dormire bene, perché è durante il sonno che alcuni ormoni lavorano per bruciare i grassi.
Le proteine hanno un ruolo importante nell’alimentazione, anche ai fini di perdita di peso. Quando i cibi proteici passano nell’intestino tenue, stimolano le cellule che rivestono le sue pareti. Al passaggio delle proteine, queste cellule percepiscono i loro segnali e  stimolano la secrezione di ormoni nell’organismo. Questi, attraverso il nervo vago, arrivano al cervello e gli comunicano un senso di sazietà e soddisfazione (e si smette di mangiare). Le proteine stabilizzano gli ormoni, calmano la fame e migliorano il metabolismo. La quantità da consumare dovrebbe costituire il 35% dell’apporto calorico, ad ogni pasto (dimensioni e spessore del palmo della propria mano). Le migliori sono quelle magre, come uova, formaggio magro, ricotta e fiocchi di latte, che non causano infiammazione nell’organismo.
Altri cibi che attivano gli ormoni sono i semi di canapa, fonte di acido gammalinoleico, che favorisce lo smaltimento del grasso addominale. Sono ricchi di fibre e danno un senso di sazietà. Bastano 2-3 cucchiai al giorno, aggiunti a frullati, hummus o insalate.
La cannella e scientificamente dimostrato che ristabilisce l’equilibrio insulinico  e con il suo gusto gradevole e dolce può sostituire lo zucchero nei frullati.
Il curry in foglie è antinfiammatorio, antiossidante e regola i livelli di zucchero e di insulina nel sangue.
Le uova sono superproteiche e se si mangiano a colazione si tende a mangiare meno durante la giornata. I bianchi contengono proteine e i rossi contengono grassi buoni, che controllano l’appetito, danno un senso di sazietà e smorzano la fame compulsiva. In più le uova aiutano la produzione di estrogeni e progesterone, ormoni che prolungano la giovinezza e controllano il grasso in eccesso.
La dottoressa Turner consiglia di mangiare 4 bianchi e 1 tuorlo, oppure 2 uova intere a colazione.
Un altro consiglio è bandire i cibi nemici del dimagrimento, che assumiamo pensando che siano benefici, ma in realtà non lo sono, come i dolcificanti artificiali. Essi non aumentano gli zuccheri nel sangue, ma quelli dell’insulina, stimolando la fame e predisponendo all’accumulo di peso.
Si sa che i carboidrati semplici (zucchero, farina bianca, bibite ecc.) causano l’aumento degli zuccheri nel sangue, ma a volte anche i carboidrati complessi lo fanno. Il diabete è uno scompenso insulinico, quindi non basta evitare i carboidrati semplici, ma limitare anche quelli complessi. Se continuate a ingrassare o se avete ritenzione idrica è bene eliminare gradatamente anche i carboidrati “buoni”, per poi reinserirli nella dieta e osservare la reazione che hanno su di voi.
Le alternative sono i carboidrati assimilabili come ortaggi amidacei (patate dolci, carote, fagioli, zucca, segale, quinoa), che limitano l’insulina e quindi l’accumulo di grassi.

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