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ABBASSA IL COLESTEROLO CON OLIO DI KRILL

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Si parla da molti anni ormai degli acidi grassi essenziali Omega-3. Il nostro organismo non è in grado di produrli e bisogna assumerli con l’alimentazione, per questo sono “essenziali”.
Hanno un’azione emulsionante e contribuiscono ad abbassare il livello del colesterolo cattivo LDL e ad alzare i livelli di quello buono, HDL, che pulisce le arterie.
Gli acidi grassi Omega-3 hanno un’azione fluidificante e aiutano a regolare la pressione sanguigna, proteggendoci da malattie cardiovascolari. Inoltre regolano i livelli di insulina nel sangue e quindi danno benefici ai malati di diabete.
Il pesce azzurro e il salmone sono i pesci da cui più si estraggono gli acigi grassi Omega 3.
In realtà i pesci non producono questo tipo di olio, ma sono i loro tessuti a contenerlo perché si nutrono di piccoli crostacei che vivono nelle acque dell’Antartico, e che formano lo zooplancton, il quale insieme con il fitoplancton forma il plancton, cioè quell’insieme di vegetazione e animali minuscoli di
cui si cibano specialmente le  baleneMIGUEL - WIN_20140902_131224.

Eravamo abituati agli integratori di olio di pesce per avere gli Omega-3, ma da qualche anno qualcuno ha pensato: perché dobbiamo estrarre l’olio dal pesce che si nutre del krill che lo contiene e non estrarlo dal krill direttamente? Quindi nelle farmacie ormai si trova anche l’olio di krill.
Quest’olio ha alcuni vantaggi, rispetto all’olio di pesce: è veicolato con fosfolipidi, mentre l’olio di pesce contiene acidi grassi Omega-3 legati a trigliceridi. I fosfolipidi fanno parte della membrana cellulare e questa affinità con l’organismo umano fa sì che l’olio di krill venga assorbito molto facilmente. Un altro punto a favore dell’olio di krill viene dall’assenza di retrogusto che l’olio di pesce lascia generalmente. Anche se è più facile assumere una capsula o una perla di olio di pesce, anziché un cucchiaio come si faceva una volta, nel momento in cui raggiunge i succhi gastrici l’olio di pesce rimane in superficie e risulta un po’ indigesto, specialmente per alcune persone. L’olio di krill invece si amalgama bene con il contenuto dello stomaco e non genera reflusso o cattivo sapore in bocca.
Un altro problema dei pesci è che possono contenere sostanze inquinanti, come per esempio mercurio. Il krill invece vive in acque pulitissime e profonde e quindi questo pericolo non dovrebbe esserci.
L’olio di krill contiene anche acidi grassi Omega 6 e Omega 9, in una proporzione più equilibrata rispetto all’olio di pesce. Oltre gli acidi grassi, l’olio di krill contiene antiossidanti come Vitamina A e vitamina E, che contribuiscono a stimolare il sistema immunitario, a proteggere il sistema nervoso, a curare la nostra pelle e i capelli.

Per chi volesse provarlo, l’olio di krill si trova in capsule o perle, nelle farmacie o erboristerie. Anche se si tratta di una sostanza naturale, è bene non superare le dosi consigliate.
Naturalmente non lo può usare chi è allergico ai crostacei o ad altri frutti di mare!

L’OLIO DI CANAPA CONTRO IL COLESTEROLO

olio di canapa
Se, come me, siete piuttosto vegetariani e non volete prendervela tanto neanche con i pesci, l’olio di canapa è una valida alternativa per garantirci l’apporto di acidi grassi essenziali Omega 3.

La sua particolarità più stupefacente è il rapporto perfettamente equilibrato (3:1) tra l’acido linoleico Omega 6 e l’acido alfa linoleico Omega 3 in esso contenuti, ottimale per il nostro organismo.
Un cucchiaio (10 g) di olio di canapa apporta 1,7 g di Acidi grassi Omega 3, cioè l’intero fabbisogno di un adulto.
A differenza di altri oli ricchi di acidi grassi essenziali polinsaturi, l’olio di canapa spremuto a freddo è privo di sostanze inquinanti e mantiene intatte le sue proprietà.
L’olio di pesce, per esempio, viene estratto con l’aiuto di sostanze chimiche e può essere contaminato dagli inquinanti tipici del pesce: mercurio, metalli pessanti, diossina.
L’olio di lino, tanto decantato, ha un rapporto sfavorevole tra gli Omega 6 e gli Omega 3.

L’olio di canapa contiene proteine e carboidrati, quindi è energetico. Inoltre contiene vitamine come A ed E (antiossidanti naturali), PP, C, B1, B2, B6, fibre e minerali come ferro, calcio, potassio, magnesio, fosforo, manganese.
L’olio di canapa ha spiccate proprietà antinfiammatorie ed è utile nella cura e nella prevenzione di malattie come arteriosclerosi, artrosi, artrite reumatoide, infezioni della vescica, colite, colon irritabile, asma e affezioni respiratorie.
Aiuta a prevenire e curare malattie cardiovascolari perchè mantiene elastici i vasi sanguigni e ostacola l’accumulo di grasso sulle arterie. Infatti 4-5 cucchiaini di olio di canapa al giorno aiutano ad abbassare abbastanza velocemente i livelloi di colesterolo cattivo LDL e di trigliceridi nel sangue.
L’olio di canapa si è rivelato utile nella cura di altri disturbi come deficit di concentrazione, problemi di memoria, depressione e anche osteoporosi.
Per la sua azione antinfiammatoria è indicato per problemi alla pelle, acne e funghi alle unghie.

Forse vi siete chiesti se si tratta di quella canapa. In effetti l’olio contiene una percentuale infinitesimale di THC, il principio responsabile dell’effetto psicoattivo della marijuana, ma per avere un effetto tossico analogo a quello di uno spinello occorre berne 5-9 litri.

L’olio di canapa ha un sapore gradevole, che ricorda le nocciole.
Ha un punto di fumo basso, quindi non si deve utilizzare per friggere. Per mantenere tutte le sue qualità si deve usare a crudo, per condire insalate, minestre, pane, riso ecc.
Si deve conservare in bottiglie di vetro scuro, al fresco e al riparo dalla luce.
Una volta aperta la bottiglia è meglio conservarla nel frigorifero.
Si trova nei negozi bio.

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