Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

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LE MIE FRITTELLE “PALEO”

FRITTELLE paleoLa prima colazione è importante, perché ci dà energia per la giornata, specialmente dopo un digiuno di 10-12 ore. Il metabolismo riparte e il nostro organismo si prepara per svolgere al meglio tutte le sue funzioni.
Vi piacerebbe una bella colazione con frittelle appena spadellate?
Lo so, siamo quasi nella bella stagione, abbiamo bisogno di perdere quei 2-3 kg che il freddo e la noia dell’inverno ci hanno regalato anche questa volta, dobbiamo fare la dieta…
Tranquilli, è tutto calcolato.
Una buona colazione deve contenere tutti i macronutrienti di cui abbiamo bisogno: proteine, carboidrati e grassi. Noi non faremo altro che unire tutti questi alimenti e fare delle buonissime frittelle!
Le ho chiamate “Paleo”, perché rispettano i principi dell’alimentazione prevista per la dieta Paleo o comunque quelli di qualsiasi dieta dimagrante, che deve ridurre i carboidrati semplici (zucchero e farine, cioè biscotti, torte, brioches ecc.) Vi servono: 2 banane mature grandi, 3 uova, 5-6 cucchiai di farina di cocco e olio di cocco per ungere la padella.

Preparazione:

  • Mettete le banane in una ciotola e con la forchetta sminuzzatele fino a farle diventare una crema.
  • Aggiungete le uova e mescolate bene.
  • Aggiungete a cucchiaiate la farina di cocco, fino a ottenere un composto da versare, ma non troppo liquido.
  • Lasciate riposare il composto per almeno mezz’ora prima di cominciare a friggere le frittelle.
  • Ungete una padella antiaderente piana e quando è ben calda versate il composto (mezzo mestolo per frittella).
  • Fate asciugare le frittelle e poi giratele, per farle cuocere da ambo i lati.

Vanno bene anche fredde, per uno snack di mezza mattina o mezzo pomeriggio, perché hanno le proteine delle uova, i carboidrati salutari della frutta (banane) e olio buono, che inoltre ha un alto punto di fumo e quindi non sviluppa sostanze tossiche.

Se non trovate farina di cocco, vanno bene anche le scaglie, eventualmente frullatele.

Se avete un po’ di tempo, potete preparare una bella quantità: si conservano bene nel frigo per qualche giorno oppure le potete anche congelare, così ogni volta che avrete voglia di un dolce lo avrete a portata di mano e non farà danni alla vostra dieta!

 

LA DIETA DELL’INDICE GLICEMICO

dimagrireOrmai sappiamo che più di ogni altra cosa sono gli zuccheri a farci ingrassare. Gli zuccheri fanno innalzare la glicemia e, poiché il nostro organismo non tollera troppi zuccheri nel sangue, il pancreas comincia a produrre insulina per abbassarli. Un basso livello di zuccheri nel sangue è altrettanto dannoso, quindi il nostro organismo invia stimoli della fame per reintegrarli e il ciclo si ripete. Se invece consumiamo alimenti a basso indice glicemico, cioè che non fanno innalzare la glicemia, questo non accade e riusciamo a tenere a bada il peso corporeo e persino a dimagrire.

Il Dr. Mehmet Oz ha elaborato una dieta che si basa proprio su questo principio: la dieta 20-80.

E’ una dieta molto semplice: sul totale delle calorie ingerite, il 20% devono essere sotto forma di proteine magre e grassi e l’80% sotto forma di vegetali a basso indice glicemico.

Le proteine si possono scegliere tra pollo o tacchino magro e senza pelle, pesce, carne rossa magra oppure due uova sode.

I grassi consigliati sono l’olio d’oliva extravergine, avocado, frutta secca o burro di arachidi/mandorla e semi.

I vegetali a basso indice glicemico si possono scegliere tra carciofi, asparagi, germogli, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavolfiore, sedano, cetriolo, daikon, melanzane, lenticchie, porri, ravanelli, zucca, piselli, bietola, pomodori, fagioli, cavoli, verza, funghi, cipolla, baccelli di piselli, peperoni, zucchini, spinaci, radicchio e tutti i tipi di insalata e di erbette.

Ogni giorno cercate di fare 2-3 spuntini ricchi di fibra (frutta a basso indice glicemico o crackers arricchiti di fibra) e proteine (yogurt greco, formaggio Cottage, hummus, frutta secca o burro d’arachidi/mandorla).

La cena deve essere liquida (minestre, zuppe). Ecco due esempi:

  • Zuppa di lenticchie fatta con 1 cucchiaio di olio di cocco, 1 litro e mezzo di brodo vegetale o acqua, 350 g di lenticchie rosse, 1-2 gambi di sedano, mezza verza, qualche manciata di spinaci baby, aglio, zenzero, 2 cucchiaini di cumino, sale, pepe
    Un consiglio: mettete a bagno le lenticchie ben sciacquate la sera e il giorno dopo risciacquatele prima di metterle a cuocere. Si inizierà un processo di germinazione, che le renderà più nutrienti e digeribili e cuoceranno velocemente. Tagliate finemente le altre verdure e cuocetele non più di 20-30 minuti, per non far perdere le loro vitamine.
  • Brodo di tacchino e verza: 1 cucchiaio di olio di semi d’uva, 1-2 gambi di sedano, 1 cipolla, 350 g tacchino magro, aglio, 2 cucchiaini di semi di cumino, 1 verza media, 1 litro di acqua e 2-3 pomodori (anche in scatola o un po’ di passata di pomodoro). Mettete a cuocere il tacchino tagliato a pezzi piccoli e un po’ di sale. Togliete la schiuma e fate cuocere fino a quando è quasi pronta, poi aggiungete le verdure tagliate finemente e cuocete per altri 20-30 minuti.

Queste zuppe si conserveranno nel frigo per qualche giorno, così non dovete cucinarle spesso.

Credo che sia una dieta salutare e sicuramente darà buoni risultati. Il brodo dà un senso di sazietà e di appagamento. Il Dr. Oz dà come ingrediente delle zuppe l’olio di cocco o di semi d’uva, ma in mancanza possiamo usare olio d’oliva.

Non dimenticate un buon programma di esercizio fisico!

CIOCCOLATO FATTO IN CASA

Cioccolato fatto in casaIl cioccolato è stato proibito per molti anni a chi doveva seguire una dieta
dimagrante, ma poi i nutrizionisti sono diventati più “ragionevoli”. Hanno capito che è controproducente proibire un cibo che piace e che piuttosto si deve studiare una strategia in modo che la dieta sia sostenibile a lungo termine. Così sono nati i giorni liberi, in cui si può mangiare di tutto. (Nel post L’abbuffata di Tim trovi le indicazioni per programmare le tue “scappatelle”).
Io sono una ex golosa di dolci. Non posso dire che non mi piacciano più, ma non sento più il desiderio. Posso farne a meno senza accorgermi. Invece il cioccolato rimane ancora un cibo che accarezza tutti i miei sensi. (Ho letto il libro Chocolat sbavando per buona parte 🙂 L’autrice, Joanne Harris, riesce quasi a farti sentirne il sapore!).
Ecco perché l’idea di poterlo preparare in casa mi entusiasma tantissimo. Prima di tutto gli ingredienti hanno delle proprietà benefiche, è ricco di cacao e poi non contiene addensanti, coloranti, conservanti ecc.

Ti servono:
– 70 g di olio di cocco (nei negozi bio).WP_20150522_16_19_37_Pro
– 80 g di miele.
– cacao amaro in polvere (circa 80 g).
– profumi o spezie (vaniglia, cannella, peperoncino, scorzetta d’arancia ecc.).
– un pizzico di sale (facoltativo).

Preparazione:
– In un recipiente metti l’olio/burro di cocco (lo puoi preparare tu, trovi la ricetta sulla nostra pagina facebook) e il miele.
– Mescola bene e aggiungi le spezie.
– Sempre mescolando, incorpora la polvere di cacao fino a ottenere una pasta abbastanza solida.
– Versa la pasta di cacao tra due fogli di carta da forno e stendila con uno spessore di 4-5 mm.
– Metti la sfoglia nel frigo per alcune ore, meglio ancora per tutta la notte.WP_20150522_16_24_36_Pro
– Spezza la cioccolata ottenuta e conserva i pezzetti in un vaso chiuso, nel frigo.
(Con il caldo l’olio di cocco è più liquido e potrebbe servire più cacao).

Come sapore secondo me non ha niente da invidiare alle marche conosciute. Come consistenza è un po’ più elastica, meno croccante. Inoltre tende a sciogliersi, quindi è bene tirarla fuori dal frigo al momento di servire.

Ho usato cannella e peperoncino, sia perché mi piace il sapore, sia perché la cannella abbassa l’indice glicemico e il peperoncino accelera il metabolismo.
Se preferite, potete mescolare delle nocciole tritate grossolanamente con la pasta di cacao e anziché stendere una sfoglia fate dei mucchietti su un vassoio foderato di carta da forno. Quando saranno freddi si potranno staccare facilmente dalla carta e conservare in un vaso chiuso. Nel frigo dura per qualche giorno.

Oltre che buona, la cioccolata fa bene. Ci dà il buonumore perché contiene serotonina, ma,  specialmente quella con un contenuto di cacao alto (70-85%)  è anche ricca di nutrienti, fibre solubili e minerali, come magnesio e potassio, che ci aiutano a rilassarci.
Studi hanno dimostrato che il cioccolato scade il rischio di malattie cardiovascolari, perché migliora la circolazione e abbassa la pressione sanguigna. La cioccolata infatti contiene flavonoidi che stimolano il rilascio di monossido di azoto, un mediatore endogeno di alcuni processi importanti, come la vasodilatazione e la trasmissione degli impulsi nervosi.
Quando la pressione sanguigna aumenta eccessivamente,  l’organismo si difende liberando monossido di azoto, chiamato anche ossido nitrico, che dilata le pareti dei vasi sanguigni e contribuisce così ad abbassarla.
Naturalmente il cioccolato è piuttosto calorico e va consumato con moderazione.

 

 

-5 kg IN UN MESE!

n1_lacitadina_refAllo show del Dr. Oz è stata presentata una dieta disintossicante ideata dal cardiologo Alejandro Junger, autore del libro Clean, che promette di far perdere 5 kg in un mese.
Passo subito all’articolazione della dieta (so che siete ansiosi 🙂 ), riservandomi di aggiungere prossimamente delle spiegazioni che il Dr. Junger ha dato sull’efficacia di questo programma disintossicante e dimagrante.
La dieta sembra piuttosto semplice: consiste nell’eliminare cibi “cattivi” e introdurre cibi “buoni” nell’alimentazione.

Cibi da eliminare:
– Latticini e uova.
– Glutine (cereali).
– Zucchero raffinato (prodotti fatti con farina bianca: pane, pasta, biscotti, torte ecc.).
– Caffè, bevande gassate, alcol.
– Carne bovina e di maiale.
– Soia.
– Vellutate di verdure.
– Arachidi (potrebbero contenere delle muffe).

E’ bene eliminare tutti questi prodotti insieme, piuttosto che uno alla volta, anche se risulta difficile i primi tempi. Sono cibi che causano la formazione di acidi e muco nel corpo, facilitando la proliferazione nell’intestino di batteri “cattivi” e non di quelli “buoni”. Uno dei motivi per cui ingrassiamo è perché c’è un eccesso di batteri cattivi nell’intestino (per altre informazioni vedi post Batteri e dimagrimento).
I cibi tossici (quelli eliminati dal programma) nutrono i batteri cattivi, che permettono l’assorbimento di sostanze che fanno ingrassare.
I cibi proposti in questo programma disintossicante contengono sostanze con proprietà antibatteriche, che distruggono i batteri cattivi e favoriscono la diffusione di quelli buoni: più batteri buoni ci saranno e più chili si perderanno!

Cibi da usare:
1) – Crucifere (cavolo, cavolini di Bruxelles, cavolfiore, broccoli…) e verdura a foglia verde scuro: contengono molta clorofilla, utile ai batteri e per la salute in generale. I cibi verdi sono disintossicanti per eccellenza.
2) – Pesce di acqua fredda: contengono meno tossine, più grassi buoni Omega 3 e proteine che favoriscono la disintossicazione.
3) – Pollo: meglio ruspante, perché ha meno ormoni e antibiotici.
4) – Frutti di bosco: contengono molti antiossidanti, e molta fibra che controlla l’appetito.
5) – Aceto di mele: stimola la secrezione di succhi gastrici, che favoriscono una corretta digestione e l’assimilazione dei nutrienti.
6) – Limone: contiene un acido della frutta con proprietà antibatteriche e antimicrobiche.
7) – Tè e tisane: ottimo modo per ricaricarsi di energia, perché contengono teina e altre sostanze simili alla caffeina, ma senza effetti collaterali.
8) – Latte di cocco senza zucchero: ottimo sostituto dei latticini, contiene oli sani e ha un buon sapore.
9) – Olio di cocco: ha proprietà stupefacenti (vedi post) e migliora l’aspetto della pelle, capelli e unghie.
10) – Proteine in polvere a base di piante: indicate specialmente per chi non mangia carne. Non hanno agenti chimici e forniscono al fegato le proteine giuste perché possa lavorare efficacemente (e disintossicare).

Esempio di un giorno tipo:

Colazione: deve essere liquida, per ridurre ulteriormente il carico di lavoro del sistema digestivo. Un frullato è un ottimo modo per iniziare la giornata, facile da digerire e sostiene fino all’ora di pranzo.
Ingredienti:
– 1 grosso bicchiere di latte di cocco.
– 1 manciata di spinaci.
– 1 pugno di frutti di bosco.
– 1 cucchiaio di olio di cocco.
– 1 misurino di proteine vegetali in polvere.
Pranzo

– 230 g di pesce.
– 2 cucchiaini di olio di cocco.
– cavolo tagliato a listarelle.
– 4 grosse foglie di lattuga su cui adagiare il tutto, tipo tacos.

Snack

– 1 grosso bicchiere di latte di cocco.
– 1 misurino di proteine in polvere.
– frutti di bosco (a parte).

Cena

– 230 di petto di pollo bollito.
– cavolfiore.
– broccoli.
– cavolo cinese (verde).
– 2 cucchiai di olio di cocco.

(Con questi ingredienti si può preparare uno sformato, usando il cavolfiore passato tipo purè per legare il tutto.)

Non serve calcolare le calorie, perché eliminando i cibi “cattivi” il desiderio di cibo diminuirà (i carboidrati fanno aumentare la fame).
Vi aspetto per dirvi perché questa dieta funziona! 🙂

 

 

 

LA CUGINA MAGRA DELLA CIOCCOLATA: LA CARRUBA

sfoglie finite

Quando ho visto per la prima volta il bacello di carruba mi sembrava fatto di cioccolato e non ho resistito all’impulso di assaggiarlo. Come tutte le volte in cui le tue aspettative superano la realtà, sono stata un po’ delusa. Sapevo che la farina viene utilizzata nell’industria alimentare, ma il mio interesse per la carruba si è affievolito. Poi l’ho vista in vendita e questa polvere mi ricordava il cacao, quindi ho deciso di provarla, pensando più che altro a una bevanda calda.
La strana coincidenza vuole che di lì a poco  nello show di Dr. Oz presentassero un dolce, simile alla cioccolata: sfoglie di carruba.
Non potevo non provare a farle 🙂
La cioccolata fa bene, lo sappiamo, perché fa secernere la serotonina, un ormone del buonumore. Tuttavia dobbiamo limitarne il consumo perché è calorica, in più per qualcuno potrebbe risultare eccitante, per la presenza di teobromina, caffeina e alte sostanze stimolanti (che provocano dipendenza!).
Ecco perché Dr. Oz ha pensato di realizzare un sosia del cioccolato, meno calorico e senza caffeina, fatto principalmente di olio di cocco e farina di carruba.
L’olio di cocco ha tantissime proprietà benefiche (vedi post) e fa persino dimagrire. La carruba ha molto meno grassi del cacao (con cui si fa la cioccolata), e contiene anch’essa sostanze nutritive (carboidrati, proteine, zuccheri, fibra, vitamine e minerali).
Un’altra qualità della carruba è che contiene naturalmente zucchero e non  dobbiamo aggiungerne molto altro. Per esempio il cacao amaro e la carruba hanno quasi le stesse calorie, ma per fare un dolce il cacao richiede molto più zucchero di quanto ne richieda la carruba.  Noi comunque non mettiamo affatto zucchero, useremo la stevia, che praticamente non ha calorie (vedi post). In più abbiamo il vantaggio di sapere esattamente che cosa contiene il nostro dolcetto (niente conservanti, coloranti, grassi di dubbia provenienza ecc.)
Io adoro il cioccolato e poter realizzare un (quasi) sostituto, mi sembra una buona idea.
Ecco la ricetta, un po’ modificata:

Ingredienti
– 50 g di olio di cocco,
– 7 cucchiai di farina di carruba,
– 2 cucchiaini di stevia,
– estratto di vaniglia,
– cannella in polvere,
– scorza di arancia grattugiata.

Preparazione
– Fate liquefare l’olio di cocco.
– Mettete la farina di carruba col cucchiaio, mescolando, finchè otterrete un impasto abbastanza sostenuto.
– Aggiungete la stevia e l’essenza di vaniglia.
– Dividete l’impasto in due: in una metà aggiungete la cannella e nell’altra metà aggiungete la scorzetta d’arancia (così avrete due gusti!).
– Foderate un piano con della pellicola o carta da forno e versate mucchietti, con il cucchiaino.
– Livellate ogni mucchietto, per ottenere una  “sfoglia”.
– Mettete nel frigo per qualche ora.

Se la temperatura dell’ambiente è al di sotto dei 23°C, l’olio di cocco tende a solidificarsi, quindi se l’impasto diventa troppo duro e non potete incorporare i profumi, mettetelo un attimo nel microonde o a bagnomaria. Se invece l’olio è liquido, dopo aver mescolato gli ingredienti mettete l’impasto nel frigo finchè potete lavorarlo con le mani: formate delle palline e poi appiattitele sul piano foderato (sottili!).
La farina di carruba è finissima, versatela con cautela perché vola dappertutto.
Il risultato è soddisfacente. In effetti le sfoglie assomigliano alla cioccolata. Io preferisco associare la cioccolata a cannella o arancia, per questo ho scelto questi profumi per i miei dolcetti, ma voi date sfogo alla vostra fantasia!
Quando vi vengono “le voglie” e non avete cioccolata in casa o quando volete coccolare qualcuno senza attentare alla sua linea, le sfoglie di carruba possono fare al caso vostro.
Divertitevi!

Per dettagli sulla preparazione di ricette, vi aspetto su Facebook!

MUFFIN AL MICROONDE

muffin al microondeQuesto muffin contiene un insieme di ingredienti per una colazione proteica, sana ed energizzante.
La sua particolarità è che si prepara al microonde in 1 minuto!
La ricetta è stata presentata nel programma televisivo del Dr. Oz da Jorge Cruise, istruttore di fitness e autore di libri sulla salute e bellezza, come The Belly Fat Cure, Body at Home, 8 Minute in the Morning e altri. Lui lo chiama “muffin snello”.

Ingredienti:
1 uovo
1 cucchiaino di olio di cocco
2 cucchiai di semi di lino macinati
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 cucchiaino di cacao amaro in polvere
1 cucchiaino di polvere lievitante
1 bustina di stevia (dolcificante naturale)

Esecuzione:
Si mescolano tutti gli ingredienti in una tazza.
Si mette al microonde (a 100) per 1 minuto.
Si toglie dalla tazza e si serve.

Si fa prima a farlo che a descriverlo, è il caso di dire!
L’olio di cocco raggiunge il cervello senza stimolare la produzione di insulina (e non si deposita sotto forma di grasso), i semi di lino sono ricchi di grassi Omega 3 (antiossidanti, buoni per l’organismo), l’uovo dà delle buone proteine, la cannella mantiene stabili gli zuccheri nel sangue, il cacao contiene polifenoli e stimola il metabolismo.

Se non trovate l’olio di cocco viene bene anche con un altro olio dal gusto delicato. Io l’ho fatto anche con l’olio di sesamo.
Se non gradite la stevia (ha un retrogusto di liquirizia) potete mettere un po’ di zucchero di canna. Il segreto di Jorge è di non superare i 15 g di zucchero al giorno.

L’ho trovato appagante, viene abbastanza grande e ha una bella consistenza.

Per dettagli sulla preparazione di questa ed altre ricette chiedetemi l’amicizia su Facebook!

 

I SUPERPOTERI DELL’OLIO DI COCCO

olio di cocco 1
L’olio di cocco gode di una pessima reputazione perchè a temperatura ambiente è allo stato solido, il che fa pensare a grassi saturi e quindi nocivi alla salute.
A temperature superiori a 24 gradi però si presenta in forma liquida e anche se in effetti contiene grassi saturi, recenti scoperte scientifiche lo hanno rivalutato e lo danno addirittura più salutare dell’olio d’oliva.
I grassi di origine animale sono grassi acidi a lunga catena, che non si sciolgono completamente e non riescono a raggiungere il fegato per essere metabolizzati, quindi vengono mandati nelle zone periferiche (e ci fanno ingrassare).
A differenza dei grassi a lunga catena, i grassi dell’olio di cocco sono a media catena, cioè hanno molecole più piccole, che si sciolgono completamente (e non si accumulano!).

Uno studio del 2004 pubblicato sulla rivista Clinical Biochemistry ha evidenziato che l’olio di cocco può far diminuire il colesterolo cattivo LDL e aumentare il colesterolo buono HDL. Infatti uno studio epidemiologico dell’American Journal of Clinical Nutrition ha preso in esame due popolazioni indigene la cui dieta era ricca di cocco e ha scoperto una bassissima incidenza di patologie cardiovascolari.
L’Università della California a Berkeley ha pubblicato un articolo relativo a una teoria della Dottoressa Mary Newport, autrice del libro Alzheimer’s Disease: What If There Was a Cure? [La Sindrome di Alzheimer: E se ci fosse una cura?], secondo la quale l’olio di cocco può aiutare a curare questa malattia degenerativa.
Mary Newport cercava una cura per il marito ammalato di Alzheimer ed è arrivata alla conclusione che il fegato riesce a convertire i grassi a media catena dell’olio di cocco in chetoni, che sono in grado di fornire energia senza la presenza dell’insulina.
I chetoni potrebbero essere fondamentali per le cellule cerebrali, che a causa dell’Alzheimer non sono più in grado di utilizzare il glucosio e hanno bisogno di una fonte alternativa.
Altri studi dimostrano che il consumo di olio di cocco supporta il sistema immunitario.
Chris Powell, personal trainer esperto in dimagrimento (ospite nello show televisivo del Dr. Oz), lo considera un’arma preziosa per chi vuole dimagrire, perché accelera il metabolismo. Inoltre spezza la fame: si devono sciogliere 2 cucchiaini di olio di cocco in un bicchiere di acqua calda e bere una mezz’oretta prima dei pasti. Lo stomaco assorbe i grassi dell’olio di cocco, che vanno a finire nel duodeno e producono l’ormone CCK, che comunica al cervello il senso di sazietà. In questo modo non si arriverà a tavola affamati e si consumerà meno cibo, con la conseguente diminuzione del peso corporeo.
Un’altra virtù dell’olio di cocco è quella di idratare a fondo la pelle, quindi è indicato per la secchezza cutanea, e gli impacchi con olio di cocco donano lucentezza e morbidezza ai capelli.
L’olio di cocco contiene acido laurico, con potere antibatterico, e viene utilizzato con successo per combattere i funghi, per trattare le ulcere,  l’helicobacter pylori e protegge dalle infezioni.
Il sapore é molto gradevole e se ne dovrebbe assumere 1 cucchiaino al giorno.
Dr. Oz lo usa per friggere le uova al mattino: ha un sapore gradevole che richiama un po’ il burro. L’olio di cocco va bene anche per cucinare, perché resiste ad alte temperature. Ha un punto di fumo più alto dell’olio d’oliva!
Purtroppo il prezzo è piuttosto alto. Si può trovare nei negozi biologici oppure online e costa circa 15 euro per 250 ml, ma ha una buona resa.

Io ho preparato da sola il latte e il burro di cocco per il miei dolci 🙂 Trovate il procedimento su https://www.facebook.com/melanzanealcioccolatocommunity?ref=hl

MEGLIO PREVENIRE CHE CURARE

Joseph Mercola

Meglio prevenire che curare è il motto del Dott. Joseph Mercola, studioso americano e autore di numerosi libri che riguardano la salute. Infatti il suo obiettivo è di mantenere le persone sane piuttosto che curarle una volta malate. Già all’inizio del 1990 aveva capito che con i farmaci venivano curati i sintomi acuti, ma non veniva debellata la causa delle malattie. Ha ricevuto moltissime critiche perchè aveva accusato le case farmaceutiche di aver orchestrato con cura l’intero processo.
Il Dott. Mercola è un sostenitore della medicina alternativa. Per alcuni anni ha praticato la medicina tradizionale e ha potuto vedere persone in pessime condizioni, intossicate dai farmaci, che hanno avuto un cambiamento significativo nel giro di poco tempo con la medicina alternativa. Per questo cerca di far capire alla gente che è possibile assumere il controllo sulla propria salute, grazie a un approccio di tipo naturale, a una giusta alimentazione, a un adeguato esercizio fisico e all’assunzione di acqua naturale.
Nello show televisivo del Dr. Oz ha parlato di alcuni integratori alimentari di origine naturale che danno all’organismo sostanze non sempre facili da reperire con gli alimenti:

– Olio di cocco. Potrebbe essere fondamentale nella cura e nella prevenzione dell’Alzheimer, una malattia degenerativa sempre più diffusa.
Si è scoperto che il cervello usa fonti alternative di energia, in particolare i corpi chetonici, derivati dei lipidi. A differenza del glucosio, possono essere utilizzati come fonte alternativa di carburante per nutrire il cervello quando i neuroni stanno lentamente morendo. Nella demenza, causata probabilmente dall’Alzheimer, si sono registrati incredibili progressi con l’olio di cocco.
A temperatura inferiore a 23,9° l’olio di cocco si presenta allo stato solido, ma d’estate diventa liquido. La sua somministrazione non presenta nessun rischio e la dose consigliata è di 1-3 cucchiai al giorno.

– UBIQUINOL. E’ la versione ossidata del Coenzima Q10, che dopo i 40 anni è meno assimilabile. Inoltre abbassa il colesterolo e altri enzimi prodotti dal fegato.

– L- ARGININA. E’ un aminoacido, precursore dell’ossido di azoto, un importantissimo vasodilatatore che si adopera quando si hanno problemi di insufficienza vascolare specialmente alle estremità o pressione alta. Si trova in alimenti ad alto contenuto proteico, per esempio nel salmone, nel pollo, nella farina d’avena, nei ceci, nelle noci e nel latte intero, ma non sapendo le dosi giuste da consumare forse una pastiglia è più efficace.

– ASTAXANTHINA. E’ un carotenoide, cugino del Betacarotene, ma molto più potente. Deriva direttamente dalle alghe marine. Il salmone dell’Alasca ha quel colore proprio perchè si nutre di queste alghe. Infatti se ai salmoni di allevamento non somministrassero astaxanthina sarebbero di colore grigio.
Questo acido promette di dare all’organismo benefici simili alla Vitamina D. E’ uno dei più potenti antinfiammatori naturali che si conoscano, e si sa che molte malattie come l’artrite, le malattie cardiovascolari, il cancro, hanno inizio da uno stato infiammatorio. Inoltre previene e cura malattie degli occhi come la cataratta. Un’ altra sua caratteristica è quella di contenere l’antiossidante più potente che si conosca, persino 60-70 volte più della Vitamina D.
La dose consigliata è di 2-8 milligrammi e si deve assumere insieme al cibo grasso, per aumentare la capacità di assorbimento.

Gli integratori devono essere un supporto a un regime alimentare sano, non possono sostituirlo.

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