Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

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LA MELA, UN FARMACO A PORTATA DI MANO

La mela è stata al centro di miti e leggende in tutti i tempi. Era una mela il pomo della discordia ai tempi di Paride ed Elena, il frutto proibito che Eva ha offerto ad Adamo, quella caduta in testa a Newton e gli ha fatto scoprire la legge della gravità, quella sulla testa di Guglielmo Tell e quella avvelenata che la strega ha dato a Biancaneve.

Una mela al giorno leva il medico di torno, dice il proverbio.
Vediamo perchè:

Le mele contengono pectina, una fibra idrosolubile, capace di regolare l’assorbimento del colesterolo cattivo LDL a livello intestinale e di far aumentare il colesterolo buono HDL. La pectina è in grado di catturare le sostanze tossiche con cui veniamo in contatto e di depurare l’organismo.
Sono ricche di vitamine come C, A (che favorisce la secrezione del muco intestinale, ricco di un enzima con effetto disinfettante), PP e del gruppo B, specialmente B1 e B2, che proteggono le mucose della bocca e dell’intestino e rinforzano le unghie e i capelli.
Le mele possono essere consumate dopo i pasti, al contrario dell’altra frutta, perchè non fermentano nello stomaco e, anzi, sono  digestive. Inoltre contengono acido ossalico, che sbianca i denti.
Possono essere consumate tranquillamente anche in caso di diabete perchè il fruttosio che contengono è uno zucchero che viene metabolizzato senza l’azione dell’insulina e le pectine regolano l’assorbimento degli zuccheri nel sangue.
La buccia delle mele contiene fenoli, che contrastano l’invecchiamento delle cellule e aiutano a prevenire alcuni tipi di cancro, come quello ai polmoni, fegato, colon e seno.
La vitamina C e le pectine contenute nelle mele durante la fermentazione producono acido butirrico, una sostanza che è alla base di alcuni farmaci sperimentali per la cura del cancro.
Aiutano a prevenire la stanchezza essendo ricche di potassio, ferro, calcio, bromo, cromo, magnesio, rame, silicio e sono povere di sodio.
Crude hanno effetto astringente, mentre cotte hanno un lieve effetto lassativo.
Sono stimolanti dei reni, diuretiche e quindi indicate per problemi di reumatismi e artriti.
Le mele contengono importanti quantità di fitonutrienti, flavonoidi  e quercitina, potenti antiossidanti che proteggono le cellule dalla degenerazione e combattono le malattie neurovegetative come Alzheimer e il morbo di Parkinson.
I flavonoidi contenuti nelle mele fanno aumentare la densità ossea e prevengono l’osteoporosi.

Le mele contengono flavonoidi, che proteggono i bronchi e aiutano a prevenire malattie respiratorie, specialmente l’asma.

Una grossa mela contiene il 20% del nostro fabbisogno giornaliero di fibra, che tiene sotto controllo il transito intestinale e dà un senso di sazietà, per cui sono un valido aiuto quando si segue una dieta ipocalorica. Inoltre contengono piruvato, che tende a inibire l’acumulo di grasso.

Le mele contengono carotenoidi, che proteggono dai raggi UV.

Hanno effetti benefici anche esteriormente, nella cosmesi. Per esempio si possono trattare le macchie cutanee con il succo fresco di mela mescolato a succo di limone e tamponato sulla pelle (ha un effetto schiarente).
Una maschera vellutante si può fare cuocendo nel latte una mela grattugiata. Si lascia intiepidire, si schiaccia con la forchetta e la si applica sul viso. Si lascia in posa per 15-20 minuti.

Sembra che le mele aiutino anche contro l’insonnia: si fa bollire per 40 minuti una mela biologica in 1 litro di acqua, poi si lascia raffreddare e si mette in frigorifero. Si beve un bicchiere prima di coricarsi, per qualche sera.

IL CAFFE’ PUO’ FAR AUMENTARE IL COLESTEROLO

Nello show televisivo del Dr.Oz ho sentito una cosa che mi ha fatto radrizzare le orecchie: il caffè può far alzare il colesterolo nel sangue! Ho sempre pensato che il caffè può causare qualche problema di insonnia o di eccitabilità se preso in dosi eccessive, ma non avrei mai sospettato che facesse aumentare il colesterolo!

Sono andata a fare le mie ricerche e ho saputo che esiste questa possibilità.
L’Università Agraria di Wageningen, nei Paesi Bassi, ha effettuato delle ricerche e ha scoperto che nella parte grassa del caffè esiste una sostanza chiamata Cafestolo, che può far aumentare il colesterolo LDL, cioè quello cattivo.
A seconda del metodo di preparazione del caffè la quantità di cafestolo varia in modo significativo. Per la preparazione del caffè alla turca il caffè si fa bollire e il cafestolo viene rilasciato abbondantemente. Per il caffè americano si versa dell’acqua bollente sulla polvere di caffè e una tazza può contenere anche 4 milligrammi di cafestolo e può innalzare il livello del colesterolo nel sangue dell’ 1%.
Per evitare questi effetti indesiderati si usano filtri di carta, che trattengono il cafestolo.
Una tazzina di caffè espresso può contenere 1,2 milligrammi, quindi se il consumo è moderato il problema è irrilevante. Se il consumo è più alto aumentano le probabilità di veder crescere il nostro colesterolo cattivo. Per esempio 5 tazzine possono aumentarlo del 2%.

Il caffè é stimolante, contiene antiossidanti che combattono i radicali liberi, sembra che faccia aumentare il colesterolo buono HDL e che protegga dal morbo di Parkinson, ma come con tutte le cose, il consumo deve essere moderato.

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