Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

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LE MOLTEPLICI PROPRIETA’ DEGLI EDAMAME

WP_20150106_12_15_18_Pro-300x169Gli edamame sono i fagioli verdi di soia, raccolti quando non sono ancora maturi. I baccelli hanno un colore verde brillante (quelli nella foto sono stati cotti al vapore). Non li ho visti in vendita freschi, ma è piuttosto facile trovarli al supermercato nel reparto surgelati oppure nei negozi etnici.
Già da tempo vengono utilizzati in Giappone e in Cina per le loro proprietà nutrizionali.
Si trovano con il baccello e si devono cuocere per pochi minuti in acqua o al vapore, oppure già cotti e sgusciati. Hanno un sapore dolce, delicato, simile ai piselli freschi, e sono facilmente digeribili.
La grande qualità degli edamame è quella di contenere una quantità di proteine significante (11 g di proteine per 100 g di edamame), di ottima qualità biologica. Infatti contengono tutti e 9 gli aminoacidi essenziali, ciò che li porta ad essere ottimi sostituti della carne o di altre proteine di origine animale, ricche di grassi saturi e colesterolo, e sono molto indicati per i vegetariani e i vegani.
Gli edamame sono energetici (100 g hanno 110 calorie) e contengono carboidrati, proteine, grassi “buoni”, vitamine e minerali. Sono ricchi di Vitamina C, vitamine del gruppo B e vitamina E. Contengono anche vitamina K e folati, che aiutano il buon funzionamento del cuore e aumentano la produzione dei globuli rossi. L’acido folico è indispensabile per le donne in gravidanza, perché aiutano lo sviluppo del feto.
I fagioli verdi di soia sono ricchi di minerali come manganese, calcio, ferro, magnesio (indispensabile per il Sistema Nervoso e per il buon funzionamento dei muscoli), fosforo (necessario per le ossa e i denti), rame e potassio (che regola la pressione arteriosa).
Gli edamame sono ricchi di antiossidanti (che contrastano i radicali liberi e proteggono le cellule dalla degenerazione) e di isoflavoni o fitormoni, che riducono il rischio di cancro al seno e alla prostata, abbassano la pressione arteriosa e il colesterolo “cattivo” LDL e aumentano il livello del colesterolo “buono” HDL, aiutando a prevenire le malattie cardiovascolari. I fitormoni sono di aiuto alle donne in menopausa, con bassi livelli di estrogeni, per contrastare gli squilibri ormonali e l’insorgenza dell’osteoporosi.
Gli edamame sono ricchi di fibra (1/2 tazza ne contiene 4 g), che aiuta il transito intestinale e dà un senso di sazietà, per cui sono molto indicati nelle diete dimagranti.
Sono ricchi di sostanze antinfiammatorie (riducono i sintomi in caso di artrite, reumatismi, asma, tosse ecc.) e in caso di diabete hanno la proprietà di regolare la produzione di insulina.
Si possono consumare come contorno, come snack salutare e piacevole, come ripieno insieme con ricotta (di soia per i vegani) e spinaci per torte salate, come hummus (frullati insieme con tahini, succo di limone e olio d’oliva) oppure per fare i falafel (al posto dei ceci o delle fave verdi).

A me piacciono molto, provateli anche voi!

CIOCCOLATO FATTO IN CASA

Cioccolato fatto in casaIl cioccolato è stato proibito per molti anni a chi doveva seguire una dieta
dimagrante, ma poi i nutrizionisti sono diventati più “ragionevoli”. Hanno capito che è controproducente proibire un cibo che piace e che piuttosto si deve studiare una strategia in modo che la dieta sia sostenibile a lungo termine. Così sono nati i giorni liberi, in cui si può mangiare di tutto. (Nel post L’abbuffata di Tim trovi le indicazioni per programmare le tue “scappatelle”).
Io sono una ex golosa di dolci. Non posso dire che non mi piacciano più, ma non sento più il desiderio. Posso farne a meno senza accorgermi. Invece il cioccolato rimane ancora un cibo che accarezza tutti i miei sensi. (Ho letto il libro Chocolat sbavando per buona parte 🙂 L’autrice, Joanne Harris, riesce quasi a farti sentirne il sapore!).
Ecco perché l’idea di poterlo preparare in casa mi entusiasma tantissimo. Prima di tutto gli ingredienti hanno delle proprietà benefiche, è ricco di cacao e poi non contiene addensanti, coloranti, conservanti ecc.

Ti servono:
– 70 g di olio di cocco (nei negozi bio).WP_20150522_16_19_37_Pro
– 80 g di miele.
– cacao amaro in polvere (circa 80 g).
– profumi o spezie (vaniglia, cannella, peperoncino, scorzetta d’arancia ecc.).
– un pizzico di sale (facoltativo).

Preparazione:
– In un recipiente metti l’olio/burro di cocco (lo puoi preparare tu, trovi la ricetta sulla nostra pagina facebook) e il miele.
– Mescola bene e aggiungi le spezie.
– Sempre mescolando, incorpora la polvere di cacao fino a ottenere una pasta abbastanza solida.
– Versa la pasta di cacao tra due fogli di carta da forno e stendila con uno spessore di 4-5 mm.
– Metti la sfoglia nel frigo per alcune ore, meglio ancora per tutta la notte.WP_20150522_16_24_36_Pro
– Spezza la cioccolata ottenuta e conserva i pezzetti in un vaso chiuso, nel frigo.
(Con il caldo l’olio di cocco è più liquido e potrebbe servire più cacao).

Come sapore secondo me non ha niente da invidiare alle marche conosciute. Come consistenza è un po’ più elastica, meno croccante. Inoltre tende a sciogliersi, quindi è bene tirarla fuori dal frigo al momento di servire.

Ho usato cannella e peperoncino, sia perché mi piace il sapore, sia perché la cannella abbassa l’indice glicemico e il peperoncino accelera il metabolismo.
Se preferite, potete mescolare delle nocciole tritate grossolanamente con la pasta di cacao e anziché stendere una sfoglia fate dei mucchietti su un vassoio foderato di carta da forno. Quando saranno freddi si potranno staccare facilmente dalla carta e conservare in un vaso chiuso. Nel frigo dura per qualche giorno.

Oltre che buona, la cioccolata fa bene. Ci dà il buonumore perché contiene serotonina, ma,  specialmente quella con un contenuto di cacao alto (70-85%)  è anche ricca di nutrienti, fibre solubili e minerali, come magnesio e potassio, che ci aiutano a rilassarci.
Studi hanno dimostrato che il cioccolato scade il rischio di malattie cardiovascolari, perché migliora la circolazione e abbassa la pressione sanguigna. La cioccolata infatti contiene flavonoidi che stimolano il rilascio di monossido di azoto, un mediatore endogeno di alcuni processi importanti, come la vasodilatazione e la trasmissione degli impulsi nervosi.
Quando la pressione sanguigna aumenta eccessivamente,  l’organismo si difende liberando monossido di azoto, chiamato anche ossido nitrico, che dilata le pareti dei vasi sanguigni e contribuisce così ad abbassarla.
Naturalmente il cioccolato è piuttosto calorico e va consumato con moderazione.

 

 

LE DIETE IPOCALORICHE FUNZIONANO?

WP_20150117_09_36_44_Pro-300x169Per anni ci è stato insegnato che la chiave del dimagrimento è il bilancio tra le calorie ingerite e le calorie spese, quasi un lavoro da ragioniere. Siamo diventati bravi nel fare i conti, eppure i risultati sulla bilancia stentavano a verificarsi.
Infatti le diete ipocaloriche ci affamavano e appena finiva la “punizione” e si ritornava a mangiare qualcosa di più, il peso ritornava come prima. Le famose diete yo-yo, tra l’altro molto dannose per l’organismo perché possono provocare carenze di micronutrienti (vitamine e minerali), squilibri ormonali, spossatezza ecc.
Le diete di ultima moda, di solito provenienti da Hollywood, non sono molto diverse da quelle di alcuni anni fa per quanto riguardano i risultati: c’è un calo di peso iniziale, direttamente proporzionale alla motivazione e alla costanza con cui si segue la dieta, poi il ritorno allo stato iniziale se siamo fortunati. Infatti generalmente si arriva a pesare più di quanto si pesava all’inizio della dieta e anno dopo anno la situazione peggiora.
Il primo errore di fondo è quello di restringere troppo le calorie. Così facendo si agisce solo su un parametro della nostra alimentazione, cioè quello delle calorie. E’ un parametro importante, ma non risolutivo. Dimezzando le calorie, la persona si limita a dimezzare gli errori che faceva prima, cioè consumare alimenti come formaggi, salumi, latticini, cibi lavorati industrialmente, che producono effetti dannosi. Inoltre il nostro organismo è progettato per cavarsela in ogni circostanza, quindi se il cibo diminuisce corre ai ripari mettendosi in modalità “carestia” e rallentando tutte le sue attività metaboliche.
Il secondo errore è quello di considerare le calorie tutte uguali. Il Dott. Filippo Ongaro faceva un esempio: una brioche ha 190 calorie, cioè quasi quanto 800 g di cavolfiore. Chi bada solamente alle calorie può pensare che sia più piacevole e più facile da mangiare la brioche. In realtà il cavolfiore è una miniera di fitonutrienti (vitamine e minerali), carboidrati complessi, proteine e fibra dal potere saziante e salutare per l’intestino, che ci proteggono e aiutano il nostro organismo a lavorare in modo ottimale. La brioche ha solo calorie vuote: è ricca di zuccheri e grassi saturi (dannosi), non contiene vitamine e minerali e non sazia.
Un piatto di pasta non integrale di 100 g ha 340 calorie e nell’organismo di comporta come gli zuccheri: ha un indice glicemico alto, produce un veloce innalzamento della glicemia e sollecita il pancreas a produrre insulina per abbassarlo. Quando il livello di zuccheri si abbassa, si ritorna ad essere affamati. I picchi glicemici, sia nella fase alta che nella fase bassa, causano affaticamento e possono portare a disfunzioni metaboliche.
Un piatto di legumi di 100 g ha solo 80 calorie e i legumi contengono zuccheri complessi, a lento rilascio, danno energia più a lungo ed evitando i picchi glicemici e la superproduzione di insulina. In più i legumi sono ricchi di fibra, che abbassa l’assorbimento dei grassi e migliora le funzioni intestinali e sono ricchi di proteine, che mantengono la massa muscolare.
Questi sono alcuni esempi con un messaggio chiaro: se proprio dobbiamo stare attenti alle calorie, dobbiamo imparare a scegliere gli alimenti che ci nutrono e quindi dare un valore alle calorie che compongono la nostra dieta, altrimenti a lungo termine la dieta ipocalorica NON FUNZIONA.

NOCE MOSCATA: NON SOLO SAPORE

noce moscata
L’albero sempreverde di noce moscata è originario delle Isole Molucche, in Indonesia, ma ormai viene coltivato in una vasta area tropicale.
Questa spezia era usata fin dall’antichità per le sue proprietà disinfettanti e antibatteriche, specialmente perchè non c’erano metodi di refrigerazione degli alimenti.
Sembra che la noce moscata sia anche un repellente degli insetti. Si dice  infatti che nel ‘600 un medico inglese raccomandava di portare al collo un sacchetto con 2-3 noci per proteggersi dalla peste bubbonica, probabilmente perchè le noci tenevano lontane le pulci portatrici del bacillo della peste.
Grazie ai suoi olii volatili che danno un’aroma particolare, oggi si usa soprattutto in cucina per insaporite carni, ma anche purè di patate o cavolfiore, spinaci e dolci.

La noce moscata ha anche proprietà curative: già nell’antica medicina cinese e indiana veniva impiegata per alleviare malattie legate al sistema nervoso e all’apparato digerente. Si è dimostrata efficace contro la nausea e la diarrea e anche come antiparassitario. Inoltre è antisettica, stimola la digestione e blocca la fermentazione intestinale, evitando la produzione di gas.
La noce moscata contiene minerali come calcio, manganese, magnesio, ferro, zinco, potassio e rame e vitamine del gruppo B, vitamina A e molti flavonoidi, antiossidanti (beta-carotene) e una piccola quantità di vitamina C. Per questi elementi in essa contenuti e per le sue proprietà antinfiammatorie e antisettiche aiuta nelle malattie respiratorie, stimola la circolazione e il cuore, aiuta chi ha la pressione bassa ed è un tonico contro la stanchezza e l’astenia fisica. Sembra che migliori anche la vista. Inoltre ha un effetto diuretico e protettivo del fegato e dello stomaco.
L’olio di noce moscata viene impiegato per masaggi in caso di dolori muscolari e reumatici e delle articolazioni.
Attenzione, però, alle quantità: non si devono superare 4-5 g al giorno, altrimenti può avere un effetto tossico.
Gli effetti indesiderati possono essere mancanza di concentrazione, tachicardia, sudorazione, vomito, febbre, fino ad arrivare al delirio (sembra che fosse la droga dei poveri, prima dell’arrivo dell’oppio e di altre sostanze stupefacenti più potenti).
Dr. Oz raccomanda un pizzico (non più di mezzo cucchiaino) di noce moscata in un bicchiere di latte caldo prima di andare a letto, per dormire meglio. C’è chi dice che questa combinazione ha un effetto afrodisiaco, il che mi sembra in contrasto con il sonno ?!
A questo punto dobbiamo provare per sapere 🙂

LE FANTASTICHE PROPRIETA’ DEL MELOGRANO

MELOGRANI 1Devo ammettere che ho considerato il melograno solo come elemento decorativo per il centrotavola natalizio. Mi sembrava difficile da pulire e, anche pronto all’uso, non mi entusiasmava: troppi semi, non mi sembrava che valesse la pena. Evidentemente non sapevo utilizzarlo al meglio e soprattutto non conoscevo le sue proprietà benefiche. Incredibile il nostro atteggiamento mentale! Sono passata dal quasi ignorarlo al quasi adorarlo! Quando sono consapevole della validità di una cosa riesco a superare qualsiasi difficoltà per averla! Adesso non faccio fatica a pulire il melograno e preparo un fantastico succo fresco in poco tempo! (dettagli su Facebook)
Torniamo a questo frutto meraviglioso, che dobbiamo sfruttare mentre è la sua stagione.
Il melograno, il cui nome botanico è Punica Granatum, è originario della Persia e dell’Afghanistan. E’ una pianta ornamentale a cespuglio, con tronco e rami contorti e fiori di un bel rosso acceso, per cui viene spesso utilizzato per siepi o composizioni floreali, insieme ad altri fiori.
Il nome di questo frutto riassume le sue caratteristiche estetiche: assomiglia a una mela ed è pieno di grani (melograno).
Ecco alcune delle sue proprietà benefiche:
– E’ ricco di minerali come manganese, zinco, rame, fosforo, e in quantità minore ferro, sodio e calcio, con effetti positivi sulla fragilità ossea e sulla depressione.
– E’ ricco di vitamine A, B, C, E, con azione antinfiammatoria e antiossidante, e di vitamina K.Un bicchiere di succo di melograno contiene il 40% del nostro fabbisogno giornaliero di vitamina C e una quantità di tannini (flavonoidi) 3 volte superiore a quella del tè verde.
– E’ ricco di fibra.
– E’ antibatterico e protegge il cavo orale dallo streptococcus mutans, responsabile della placca batterica. Per questo motivo è indicato per l’igiene orale, per eliminare la placca e per prevenire la piorrea. (Passare la polpa/succo su denti e gengive).
– E’ un tonico per la pelle, con proprietà astringenti. Allo stesso tempo è emolliente e lenitivo.
– E’ ricco di acido punicico (Omega 5), che rigenera l’epidermide.
– Contiene sostanze antinfiammatorie e antiossidanti (mucillagini, flavonoidi, quercetina, antocianine), più del vino rosso e del tè verde.
– E’ ricco di tannini, con proprietà astringenti (contro la diarrea) e vermifughe (contro la tenia). A questo scopo si possono fare decotti con la buccia di melograno essiccata.
– Con le foglie di melograno si ottiene un infuso indicato per il mal di gola o altri disturbi del cavo orale.
– E’ ricco di potassio e di vitamina B6 e protegge dalle malattie cardiovascolari.
– Inibisce il processo degenerativo delle cartilagini e aiuta a prevenire l’osteoartrite.
– E’ tonico e disintossicante.
– Per le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti protegge dai tumori del colon, seno, prostata e del cavo orale.  Inoltre stimola la rigenerazione cellulare e inibisce la proliferazione delle cellule cancerogene. Infatti contiene acido ellagico (si trova anche in lamponi, fragole, noci ecc.), che provoca la morte delle cellule anomale.
– Aiuta a proteggere dal morbo di Alzheimer dimezzando le proteine killer. Un bicchiere al giorno effettua una barriera protettiva.
– Migliora il profilo lipidico, abbassando il colesterolo cattivo LDL e aumentando il colesterolo buono HDL.
– Attenua i disturbi gastrointestinali (1 cucchiaio di succo di melograno e qualche goccia di olio d’oliva, a digiuno).
– Contrasta l’azione dei raggi UV, proteggendo dal melanoma.

Io lo uso principalmente per fare il succo (delizioso!), ma viene molto usato anche in cucina aggiungendo i chicchi a muffin, crostate, risotti, insalate, oppure per altre preparazioni. Ecco alcuni esempi:
– aperitivo: succo di melograno e spumante in parti uguali, con chicchi per decorazione.
– aperitivo analcolico: il succo di 1 melograno, 2 cucchiai di zucchero, 200 ml di acqua frizzante, ghiaccio e 2 fette di arancia/pompelmo per decorare.
– chicchi di melograno per decorare mousse al cioccolato o torte.
– salsa per carni: far cuocere per alcun i minuti succo di melograno, scelgono, sale e pepe, poi aggiungere maizena per addensare.
– vinaigrette al melograno e zenzero: 1/2 cucchiaino di succo di zenzero, 1 spicchio d’aglio spremuto, 1/3 di tazza di succo di melograno, 1/4 di tazza di aceto di mela, sale, pepe, 1/3 di tazza di olio d’oliva (frullare o amalgamare con la frusta).

Non posso tralasciare la parte romantica e misteriosa del melograno: è simbolo, di fertilità. Ai tempi dei romani le spose intrecciavano le sue foglie nei capelli. Sembra che in Turchia ci sia ancora l’usanza del lancio del melograno: la giovane sposa lancia un melograno, che si apre nell’impatto con il suolo. I chicchi che fuoriescono predicono il numero di bambini che la coppia avrà.

Il melograno ha effetto anticoagulante, quindi bisogna stare attenti alla eventuale interferenza con farmaci di questo genere.
Se desiderate farvi le scorte per quando saranno fuori stagione, potete congelarne i chicchi!

MIGLIO: IL CEREALE DELL’ALLEGRIA

miglio

Il miglio è uno dei “supercibi” di Gillian McKeith, la famosa nutrizionista inglese. E’ chiamato anche il cereale dell’allegria, perché raccoglie tutta l’energia solare e poi la infonde a chi lo consuma. Gillian infatti scrive nel suo libro Supercibi naturali per la salute che il miglio ha effetti benefici su tutti gli organi, in particolare su stomaco, milza e pancreas, la nostra batteria energetica. Lo stomaco ha bisogno di forza per digerire gli alimenti, la milza deve estrarre i lipidi e trasformarli in energia per l’organismo e il pancreas deve produrre gli enzimi digestivi necessari per la scissione delle proteine, carboidrati e grassi. Il miglio apporta sostanze nutrizionali che forniscono energia per far funzionare al meglio questi organi.
Ecco alcuni motivi per cui, secondo Gillian McKeith, dovremmo consumare miglio:
– E’ ricco di minerali come ferro, potassio (che contrasta il consumo eccessivo, anche involontario, di sale), magnesio (che aiuta l’assorbimento del calcio), silicio (utile nella ricostruzione del tessuto connettivo e fondamentale per il sistema arterioso e l’apparato scheletrico), vitamine del gruppo B e vitamina E.
– Facilita la digestione e favorisce l’assorbimento delle sostanze nutritive.
– Elimina gli acidi in eccesso.
– Inibisce la proliferazione di funghi e lieviti, nocivi per l’organismo.
– Il miglio disintossica e rinfresca il fegato e i reni. Questi organi, insieme con lo stomaco, la milza e il pancreas, lavorano in sinergia. Se uno di loro è affaticato passa agli altri un sovraccarico di lavoro.
– Assomiglia per colore e consistenza al purè di patate e quindi può diventare un’ottima alternativa. Non c’è niente di male consumare patate ogni tanto, ma fanno parte della categoria di alimenti “umidi” nella classifica di Gillian McKeith, cioè alimenti che generano muco nell’organismo e bisogna ridurne il consumo.
– Non contiene glutine, quindi può essere consumato senza problemi anche dagli intolleranti al frumento o ad altri alimenti allergenici.
– La nutrizionista inglese prescrive il consumo di miglio due-tre volte alla settimana, in caso di disturbi gastrointestinali (indigestioni croniche, gonfiore, ulcere gastriche, acidosi, che spesso è causata da cattiva digestione o eccessiva proliferazione batterica).
– L’alcalinità del miglio (e soprattutto dei germogli) fa sì che sia indicato anche in caso di diabete, perché aiuta il pancreas a regolare i livelli di glicemia nel sangue e perché combatte l’acidosi, sintomo comune a questo tipo di patologia. Se non si consumano alimenti alcalini (germogli, frutta e verdura), nello stomaco si può creare un ambiente acido, che porta con sè una dissoluzione del calcio presente nelle ossa e la sua eliminazione tramite le urine (con conseguenti patologie come osteoporosi, artrite e gotta). Inoltre l’acidosi è spesso causa di micosi come Candida albicans e provoca una carenza di ossigeno, responsabile addirittura della morte delle cellule.
– Il miglio viene in generale consumato cotto, ma germogliando aumenta le sue proprietà nutrizionali, che sono addirittura terapiche. In Cina viene consumato da secoli sotto dorma di germogli e viene considerato “il re dei cereali”. Oltre i minerali e le vitamine di cui ho già parlato, i germogli contengono fibre e proteine a basso contenuto calorico. Come tutti i germogli, anche quelli di miglio sono ricchi di enzimi digestivi.

Si può consumare aggiunto alle minestre, stufati, insalate o da solo.
Io lo faccio cuocere e aggiungo olio d’oliva a fine cottura. Sembra una polentina e lo uso al posto del pane quando ho voglia di un po’ di carboidrati.

 

I PISTACCHI DEL CUORE

pistacchiAdoro i pistacchi e li mescolo ad altra frutta secca per il mio spuntino pomeridiano, perciò sono stata piacevolmente sorpresa nel sentire il Dott. Andrew Weil, uno dei maggiori esperti in medicina olistica in America  e spesso ospite nel programma del Dr. Oz, che dovremmo mangiarne 47 ogni giorno! Questa quantità fornisce le sostanze di cui il nostro organismo ha bisogno per funzionare bene e per prevenire alcuni disturbi, specialmente quelli del cuore. Contengono infatti grassi mono e polinsaturi, considerati “buoni” perché aiutano ad abbassare il colesterolo cattivo nel sangue e a mantenere le arterie pulite ed elastiche.
I pistacchi hanno però tante altre proprietà benefiche. Vediamone alcune:
– Sono ricchi di fibra, più delle noci.
– Contengono polifenoli, con azione antiossidante e antinfiammatoria, che rallentano l’invecchiamento cellulare e le malattie degenerative. Inoltre aiutano nella prevenzione di alcuni tumori, per esempio quello alla prostata e al polmone.
– Contengono carboidrati complessi, che ci forniscono energia a lungo, senza far aumentare il glucosio nel sangue. Infatti i pistacchi hanno un basso indice glicemico e sono indicati anche in caso di diabete.
– Sono ricchi di vitamine del gruppo B, utili nelle difese immunitarie e ricostituenti per il sistema nervoso. Inoltre contengono vitamine A ed E, antiossidanti che proteggono la pelle e la vista.
– Contengono minerali importanti come calcio, ferro, zinco, rame, fosforo.
– Sono ricchi di magnesio e potassio (più delle banane), indispensabili per proteggere il cuore, per esempio per abbassare la pressione arteriosa.
– Contengono aminoacidi come arginina, acido aspartico, acido glutammico e fenilalanina, che proteggono dallo stress e aiutano la produzione naturale dell’ormone della crescita.
– Aiutano a dimagrire perché contengono fitosteroli che regolano l’assorbimento dei grassi a livello intestinale.

Io li uso anche per insaporire lo yogurt greco insieme con pezzi di frutta (per farlo diventare un dessert) oppure passo i tranci di salmone nella granella di pistacchio prima di informarli. Provate!

 

TAHINI: GUSTOSO E NUTRIENTE

WIN_20140527_095033 (2)Come ormai sapete, quando vado all’estero mi piace assaggiare i piatti tradizionali e conoscere le abitudini alimentari del Paese che visito.  Dall’Egitto sono tornata con tanti bei ricordi, tra i quali il Tahini, una salsa di sesamo, che viene usata per accompagnare un po’ tutto. Si trova anche da noi, ma ho provato a farl0 in casa, così so cosa mangio.
Ecco la mia ricetta:
– 100 g di sesamo
– 70 g di olio di sesamo (oppure un altro olio dal sapore delicato)
– Sale.
Preparazione:
– Tostate leggermente il sesamo (non fatelo bruciacchiare perché si formano delle sostanze tossiche) e fatelo raffreddare.
– Macinate il sesamo fino a ottenere una farina.
– Incorporate l’olio a poco a poco, fino a ottenere una pasta spalmabile, un po’ morbida. (Potrebbe variare la quantità di olio necessaria.)
– Aggiungete sale secondo i vostri gusti.
Si accompagna bene con i falafel di ceci o di fave.WIN_20140527_120817 (2)

Partendo dal Tahini si può ottenere una salsa simile alla maionese, per i vegani o per chi vuole prendersi una pausa dai cibi di origine animale:

– Mettete nel frullatore 2 cucchiai colmi di Tahini.
– Aggiungete il succo di un limone e frullate. La salsa si schiarisce.
– Aggiungete qualche cucchiaio d’acqua e continuate a frullare. L’acqua verrà assorbita. Aggiungete acqua a poco a poco, fino a quando la salsa avrà la consistenza della maionese.
Si può usare con carne, pesce o verdure. In Israele stendono qualche cucchiaio nel piatto, mettono della paprica o del peperoncino al centro, cospargono con un filo d’olio e la mangiano con il pane (una merenda buona e nutriente).

Oltre un buon sapore, il sesamo ha tante proprietà benefiche:
– E’ tra le più importanti fonti vegetali di calcio: 800-1000 mg per 100 g di semi, che aiuta a mantenere sane le ossa. Contiene altri minerali come fosforo, magnesio, ferro, manganese, zinco e selenio. Contiene anche rame, che aiuta la sintesi di collagene ed elastica, essenziali per la salute della pelle, dei vasi sanguigni e dei capelli.
– Contiene vitamine del gruppo B e vitamina E, antiossidanti in grado di contrastare l’azione dei radicali liberi e acido fitico, una sostanza che inibisce l’insorgere del cancro, specialmente al colon.
– E’ in grado di controllare la pressione del sangue, grazie ai lignani che contiene.
– Ha proprietà vermifughe e antinfiammatorie (calma i dolori articolari e i reumatismi).
– Migliora la funzione del fegato, la digestione e la circolazione del sangue.
– E’ ricco di grassi insaturi Omega 6 e Omega 3, che aiutano il buon funzionamento del cuore e prevengono la formazione di placche sulle arterie.
– Contiene fibre sia solubili che insolubili, che regolano il transito intestinale e danno un senso di sazietà.
– E’ ricco di fitosteroli, che contribuiscono ad abbassare il colesterolo “cattivo” LDL e ad aumentare quello “buono” HDL.
– Per il contenuto di zinco stimola la tiroide a produrre gli ormoni necessari al metabolismo.

Si usa aggiunto al muesli, per guarnire pane e grissini, sulle verdure gratinate o per panature (vedi post con la ricetta di Tim Ferriss).
Con il sesamo si prepara anche il Gomasio:  si mescolano i semi con il sale in rapporto di 6 a 1 (o anche meno sale) e si frulla finché diventa una polvere finissima, che insaporisce i cibi con una minore quantità di sale.

L’olio di sesamo si usa anche esternamente per curare la pelle, contro la forfora oppure per massaggi defaticanti, secondo la tradizione ayurvedica (specialmente sulle piante dei piedi).

I SUPERPOTERI DEL PREZZEMOLO

prezzemoloIl prezzemolo è uno degli alimenti considerati supercibi da Gillian McKeith, nutrizionista di prestigio in Gran Bretagna e dirigente della McKeith Clinic di Londra.
Ecco alcune proprietà di questa comune erba aromatica:

– Contiene una quantità elevata di betacarotene, flavonoidi (antiossidanti e nutrienti per la membrana delle cellule sanguigne),  vitamina B12, vitamina K e soprattutto vitamina C (più degli agrumi). Il precursore della vitamina B12 aiuta nella formazione dei globuli rossi e delle cellule, e previene le malattie degenerative.
– E’ ricco di minerali come calcio, ferro, fosforo, manganese e quasi tutti i micronutrienti. La combinazione tra fluoro e calcio crea una solida barriera protettiva per denti e ossa.
– Purifica il sangue e aiuta la milza, il fegato, i reni e le ghiandole surrenali.
– Essendo ricco di vitamine, minerali e acidi grassi essenziali, rafforza il sistema immunitario.
– Idrata, nutre e tonifica, riequilibra e attiva l’energia degli organi, migliorando la loro capacità di assimilare e utilizzare le sostanze nutritive.
– Il prezzemolo è ricco di clorofilla, che ha proprietà depurative, antibatteriche e antifungine.  Ricca di ossigeno, la clorofilla combatte i virus e aiuta i polmoni a liberarsi dai residui dell’inquinamento atmosferico.
– E’ un ottimo decongestionante e allevia stati infiammatori come la sinusite o altre malattie dell’apparato respiratorio. Inoltre aiuta la digestione e protegge le funzioni gastrointestinali.
– Il prezzemolo contiene l’acido essenziale alfa-linolenico, che scarseggia nella nostra alimentazione.
– L’attività enzimatica del prezzemolo aiuta la digestione delle proteine e dei grassi e rinfresca l’alito.
– E’ un rimedio efficace contro le affezioni renali e urinarie e favorisce l’eliminazione delle tossine dal sangue e dai tessuti renali.
– Combatte la ritenzione idrica e gli stati edematosi.
– Impedisce il riassorbimento del sale nei tessuti e favorisce l’eliminazione delle scorie. Per questo è indicato per le persone con calcoli biliari o gottosi.
– Ha proprietà cicatrizzante ed è indicato in caso di ulcera gastrica o altri disturbi dell’apparato gastrointestinale.
L’infuso di prezzemolo ha proprietà astringenti e ipotensive (si lasciano in infusione 2 cucchiaini di foglie o di radice macinata in una tazza di acqua bollente per 10-15 minuti; si prende una tazza tre volte al giorno, prima dei pasti).

Si consiglia di consumare una manciata di prezzemolo fresco 2-3 volte alla settimana (da aggiungere alle pietanze a fine cottura, così rimane crudo e conserva tutte le sue fantastiche proprietà).

LE PROPRIETA’ BENEFICHE DELLA MENTA

menta piperitaLa menta è un’erba profumata che non deve mai mancare nella nostra dispensa e, se possibile, nel nostro giardino.
La sostanza principale che si trova nella menta è il mentolo, con proprietà farmacologiche e terapeutiche. Qualche goccia di olio essenziale di menta spalmata sulla fronte e sulle tempie con un delicato massaggio rotatorio allevia le cefalee o le emicranie, oppure la nausea e il vomito causati da intolleranza alla luce e rumori.
La menta ha un effetto antispasmodico ed è indicata in caso di disturbi gastrointestinali, colon irritabile o coliche.
Sulla pelle ha inizialmente un’azione di vasocostrizione e successivamente di vasodilatazione e queste due azioni combinate hanno un effetto anestetico.
Ha inoltre un’azione antisettica, antiparassitaria e germicida a livello gastrointestinale.
Sembra che sia anche in grado di dissolvere i calcoli biliari.
La menta è molto usata nella medicina ayurvedica, perché è considerata rinfrescante, decongestionante e balsamica, indicata specialmente per fluidificare le secrezioni dell’apparato respiratorio, in caso di raffreddore, tosse e febbre.
Un’altra sua azione è quella carminativa, cioè aiuta a ridurre i gas intestinali, da usare sotto forma di infuso.
La sua azione depurativa fa sì che sia molto efficace per rinfrescare l’alito (gargarismi con infuso).
Oltre tutte queste qualità, la menta contiene anche minerali come calcio, potassio, magnesio, rame, manganese, fosforo e sodio, aminoacidi e vitamine come A, B, C e D.
In cucina è molto usata per le sue qualità aromatiche.
Anche in cosmetica viene usata come tonico purificate e rinfrescante.

Dr. Oz  usa spesso la menta nelle sue bevande, per esempio in quella bruciagrassi (vedi post).
Anche il personal trainer Jaime Brenkus consiglia una bevanda con la menta per contrastare il gonfiore addominale (vedi post).

Se non ce l’avete nell’orto, la trovate nei supermercati oppure nelle erboristerie sotto forma di foglie secche, oppure sotto forma di olio essenziale.

LA DIETA DASH

come-stringere-dei-jeans-in-vita_f4b9e2d4de5c3a4175540a4ef7a81a09Non siete arrivati alle vacanze con la forma fisica sperata, oppure avete esagerato un po’ con i pranzi a buffet che offrono certi villaggi turistici? E’ il momento di rimetterci al lavoro, così non succederà più che il grigio inverno e le feste natalizie aggiungano altri chili a quelli che già riempiono troppo i nostri jeans.
Vi propongo quindi la dieta DASH.
Tranquilli, non ha a che fare con il detersivo 🙂
DASH è l’acronimo di Dietary Approaches to Stop Hypertension. Infatti questa dieta è nata per curare la pressione alta e si è scoperto che migliora la salute in generale e fa anche dimagrire. E’ nata nel 1990, ma continua ad avere l’approvazione dei medici nutrizionisti perché è facile da seguire, è nutriente, è basata su un’alimentazione sana ed equilibrata, non ha nessun tipo di controindicazione o di effetto collaterale e garantisce una perdita di peso nel breve e nel lungo periodo.
Durante lo show del Dr. Oz sono intervenuti i dottori Adam Glasgow, Caroline Apovian, Kristin Kirkpatrik e Marta Heller, autrice del libro The DASH Diet Action Plan, tutti concordi sui benefici di questa dieta: abbassa la pressione del sangue, abbassa il colesterolo cattivo LDL, previene le malattie cardiovascolari e il diabete e fa dimagrire.
Si può dire che solo le prime due settimane si possono considerare “dieta”, poi è solo uno stile di vita con cui tutti noi dovremmo abituarci, per essere sani e in forma.

Le prime 2 settimane della  dieta DASH devono rispettare 4 regole:
1) Consumare alimenti a basso contenuto calorico, per esempio vegetali non amidacei.
2) Limitare i grassi saturi e aumentare le proteine magre, per esempio petto di pollo, formaggio magro, fagioli.
3) Usare grassi buoni, per esempio quelli Omega 3 del salmone, olio d’oliva e avocado.
4) Rinunciare a zuccheri e amidi per stabilizzare il livello di zuccheri nel sangue ed evitare i picchi glicemici. Per questo motivo nelle prime due settimane bisogna evitare anche il consumo di frutta.

Alcuni suggerimenti:
– I carboidrati, anche se integrali, si devono evitare nelle prime 2 settimane della dieta.
– Il caffè si deve prendere solo ai pasti.
– Bisogna privilegiare gli alimenti freschi e iposodici ed evitare i cibi già pronti o in scatola perché contengono molto sale. Comunque bisogna leggere attentamente le etichette. “Senza sale aggiunto” non significa che quel cibo è privo di sale, ma che non hanno aggiunto dell’altro.
I salumi, le salse, i sottaceti e i cibi affumicati o stagionati contengono molto sale.
– Usare le erbe profumate e le spezie (ricche di antiossidanti), aceto, succo di limone o di lime per insaporire i piatti.

Dopo le prime due settimane si possono usare tutte queste categorie di alimenti:
– Cereali integrali (pane, pasta, riso ecc.): 6-8 porzioni al giorno. Contengono carboidrati complessi, che danno energia, e fibre.
– Frutta e verdura: 4-5 porzioni al giorno. La frutta e la verdura contengono potassio, che fa abbassare la pressione e in più contengono vitamine, minerali e fibre, che danno un piacevole senso di sazietà.
– Latticini magri, yogurt: 2-3 porzioni al giorno. Contengono calcio e proteine salutari.
– Pesce, pollo, maiale magro, frutti di mare: 170 g al giorno.
– Noci, mandorle, anacardi, semi, legumi: 4-5 porzioni alla settimana (non al giorno). Contengono proteine e grassi buoni per la dieta e per il cuore.
– Dolci: 5 volte alla settimana. Questa è una dieta flessibile, non restrittiva, quindi è permesso qualche “peccato”, ma è sempre bene scegliere dolci più salutari (se volete potete trovare “ispirazione” nella sezione “ricette”). Un  bicchiere di vino equivale a una porzione di frutta (la frutta sazia di più, ma anche il vino ha il suo perché 🙂 Scegliete voi.).

Concludendo, la dieta DASH è una dieta equilibrata, basata su alimenti sani di cui il nostro corpo ha bisogno. Non si elimina un gruppo particolare di cibi per un periodo prolungato di tempo, ma si impara ad alimentarsi in modo sano e nelle giuste proporzioni e si perde peso senza recuperarlo.

Come avete visto, sono previste molte porzioni al giorno. Questo perché dovremmo fare un PICCOLO pasto ogni 3 ore, come tutte le diete ci suggeriscono negli ultimi tempi. Se mangiamo poco e spesso evitiamo di avere un calo di zuccheri nel sangue e saremo energici e mai affamati (la fame fa brutti scherzi!).

 

L’ALOE VERA E LE SUE PROPRIETA’ BENEFICHE

aloe vera 2aL’aloe vera è un altro dei supercibi di Gillian McKeith, nutrizionista di prestigio della Gran Bretagna e dirigente della McKeith Clinic di Londra.
L’aloe vera  assomiglia a un cactus, con foglie carnose e orlate di spine, di un colore che va dal grigio al verde brillante. Viene usata da tempo nella medicina ayurvedica e anche in cosmetica, specialmente in India orientale. Le parti che si utilizzano sono il gel e il succo, estratti dalle foglie.
Ecco alcune delle sue proprietà:
– Contiene 18 aminoacidi, vitamine, minerali, ormoni vegetali, steroli  (steroidi vegetali), acido salicilico e zuccheri complessi. Anche se prese singolarmente queste sostanze non sono particolarmente potenti, esse lavorano in sinergia e rendono la pianta particolarmente efficace nella cura di moltissimi disturbi.
– Ripara e rafforza il tessuto cellulare e di conseguenza gli organi, in particolare il fegato.
– Riduce gli stati infiammatori, per l’azione dell’acido salicilico e degli steroidi vegetali. Il gel forma un rivestimento dell’apparato digerente che permane fino a 48 ore, favorendo il giusto equilibrio acido-basico del pH e ha un ‘azione lenitiva sui tessuti interni (utile in caso di colite, ulcere, morbo di Crohn ecc.)
– Favorisce la digestione e migliora la salute dell’apparato gastrointestinale e permette all’organismo di sviluppare la propria flora batterica intestinale (molto utile nelle intossicazioni intestinali e nella rimozione delle tossine microbiche).
– Studi realizzati dal Dott. Bland hanno dimostrato che l’aloe contribuisce a potenziare la muscolatura delle pareti dell’intestino e ad aumentare la peristalsi intestinale, cioè le contrazioni che favoriscono il transito intestinale e l’eliminazione delle scorie.
– Ha effetti positivi in caso di iperacidità di stomaco, grazie all’effetto alcalinizzante che ha sul pH gastrico.
– Ha un’azione antibatterica, antivirale, antiparassitaria e fungicida (dovuta all’acido caprilico) e rinforza il sistema immunitario. Infatti contiene importanti quantità di glucomannano, che aumenta l’attività di alcuni globuli bianchi (macrofagi), che fagocitato i batteri e le scorie, aiutando l’organismo a proteggersi. Il glucomannano ha una proprietà idratante e riparatrice, che accelera la guarigione delle ferite. L’aloe contiene anche acido gamma-linolenico, che aiuta la rigenerazione dei tessuti e stimola la produzione di collagene, il principale costituente dei tessuti nuovi.
– Regola il livello di zuccheri nel sangue (con benefici in caso di diabete), e il metabolismo dei grassi (abbassando il colesterolo e i trigliceridi).
– Il gel applicato localmente sulle ulcere varicose riduce le dimensioni dell’ulcera, fino alla guarigione.

Nei negozi, erboristerie e farmacie si trova il succo di aloe vera. Gillian McKeith raccomanda un quarto di bicchiere di aloe e il resto di succo di mela, per ottenere una miscela gustosa e lenitiva, da prendere mattino e sera.
Consiglia inoltre di tenere in casa una pianta, pronta per l’uso in caso di ustioni o piccoli tagli. Si incide una foglia e si spreme il gel direttamente sulla ferita. Si formerà presto uno strato protettivo fresco e facilmente lavabile.

COME CONSERVARE LA MEMORIA

Alzheimer

Forse vi ho già detto che una delle mie paure, la più grande, è di perdere la memoria. Non che abbia problemi 🙂 ma l’idea che si possa arrivare a non riconoscere più i propri figli mi sembra terribile!
La perdita della memoria è dovuta principalmente al morbo di Alzheimer. A Dr. Oz Show il Dr. Gary Small, autore del libro “The Alzheimer’s Prevention Program” e la D.ssa Lisa Genova hanno spiegato le cause dell’Alzheimer e mi sembra cosa giusta passare parola:
L’Alzheimer è causato principalmente da un peptide chiamato Betamiloide, una sostanza vischiosa che si accumula nel cervello e forma delle placche nelle sinapsi, bloccando il collegamento tra i neuroni. Soffocati dalle placche, i neuroni muoiono e nel cervello si creano degli spazi vuoti, come si può vedere nella foto accanto, e i ricordi si affievoliscono.
L’età è il fattore di rischio numero uno. Con l’avanzare dell’età aumenta lo stress ossidativo dei neuroni, c’è un’accelerazione del processo di invecchiamento cellulare e diminuisce la capacità dell’organismo di sbarazzarsi del betamiloide e di conseguenza aumentano le placche.
Nelle donne, la mancanza di estrogeni che si registra dopo i 75 anni accelera il declino dei neuroni.
Dopo gli 85 anni l’incidenza del morbo di Alzheimer cresce considerevolmente.
Se si ha il diabete non si è in grado di trasformare il glucosio in energia e di trasportare attraverso i vasi sanguigni il giusto apporto di ossigeno alle cellule e di conseguenza lavorano male. L’ipoglicemia causa carenza di ossigeno e livelli elevati di betamiloide, con conseguente perdita di memoria. Uno studio giapponese molto approfondito ha concluso che con il diabete (e anche il prediabete), il rischio di contrarre il morbo di Alzheimer è doppio rispetto a chi non è affetto da questa malattia.
Il colesterolo influenza il betamiloide e se il sistema è già compromesso diventa un altro fattore di rischio.
Esiste anche una componente genetica tra i fattori di rischio, ma sembra molto rara.
Per il momento non ci sono molte cure per l’Alzheimer e la migliore cura è la prevenzione. A questo scopo bisogna introdurre alcune strategie nella vita di tutti i giorni, per esempio:
– Ridurre al massimo i fattori di rischio (diabete, obesità ecc.)
– Allenare il cervello: suonare uno strumento musicale, fare parole crociate o sudoku, imparare una lingua straniera ecc. sono attività che fanno lavorare il nostro cervello.
– L’esercizio fisico aiuta a mantenerci in forma e ossigena le nostre cellule.
– L’alimentazione è fondamentale, perché attraverso il cibo si possono ridurre le infiammazioni nell’organismo.  Il pesce (salmone, alici ecc.) è ricco di grassi buoni Omega 3, con azione antinfiammatoria. Le patate sono un po’ discriminate per l’alto contenuto di carboidrati e quindi non adatte alle diete dimagranti, ma contengono selenio e altri antiossidanti (anche la buccia), in grado di ridurre lo stress ossidativo delle cellule cerebrali. Le verdure colorate, l’aglio e la frutta sono ricche di vitamine e minerali con azione antiossidante. Le spezie e le erbe aromatiche sono altrettanto preziose. In India per esempio non si registrano molti casi di Alzheimer e questo sembra dovuto all’uso di curcuma, un ingrediente del curry. La curcumina è un potente antiossidante. Anche la vaniglia, la cannella, lo zenzero, i chiodi di garofano, il pepe nero, l’origano, la salvia, il rosmarino sono ottimi alleati nella prevenzione dell’Alzheimer. L’olio di cocco sembra che abbia proprietà curative per l’Alzheimer (vedi post). Un altro alimento che sembra avere effetti protettivi sul nostro cervello è il caffè, preso con moderazione (2-3 tazze al giorno). Chi non ama il caffè può prendere del tè verde oppure della cioccolata fondente. (La dieta aiuta non solo il nostro cervello, ma anche il nostro cuore e tutto l’organismo).
Esistono anche integratori , come per esempio Ginkgo Biloba, Schisandra e Spirulina, che sembrano avere effetti benefici sulla salute del nostro cervello.

Anche se questa preoccupazione vi sembra un’eventualità molto lontana nel tempo, credo che prima si comincia meglio è per quanto riguarda la prevenzione 🙂

 

L’ACETO: UN BRUCIAGRASSI NATURALE

WIN_20140529_192754L’avevo letto qualche volta, ma da quando l’ho sentito dire al Dott. Oz nel suo show televisivo, ho prestato più attenzione.
Un cucchiaino di aceto di mele (o di vino bianco) sciolto in un bicchiere d’acqua e preso regolarmente prima dei pasti accelera il metabolismo e aiuta a tenere sotto controllo gli zuccheri nel sangue, introdotti con il cibo. Inoltre aiuta la digestione e il cibo ingerito viene utilizzato per produrre energia anzichè essere immagazzinato sotto forma di grasso.
Ultimamente l’ha consigliato mescolato con un bicchiere di succo di pompelmo, anziché con l’acqua, per un effetto più rapido.
Anche Dr. Alejandro Junger lo raccomanda nella sua dieta che promette di perdere 5 kg in un mese. (vedi post).
Oltre questa sua proprietà brucia-grasso, l’aceto ha tantissime altre proprietà benefiche:
– Contiene acido malico e acido acetico, che combattono le infezioni fungine e batteriche e sembra che abbiano qualche effetto anche sui virus. Ecco perchè quando si mangia in certi ristoranti esotici è bene averlo a portata di mano (quando si ha qualche dubbio sulla freschezza del pesce, per esempio).
– Cura infezioni da candida, mal di gola e dermatiti.
– L’aceto disintossica. L’acido malico dissolve i depositi di acido urico che si formano intorno alle articolazioni e aiuta a eliminarlo, insieme ad altri prodotti di scarto dell’organismo.
– In associazione alla centella allevia i dolori causati dall’artrite e dalla gotta.
– L’aceto di mele riequilibra il ph del sangue e dello stomaco, per cui si è rivelato utile nei problemi di reflusso gastroesofageo.
– Le mele con cui viene fatto l’aceto contengono pectina, una fibra solubile che si attacca alle molecole di colesterolo LDL (cattivo) e lo elimina, specialmente in associazione alla centella.
– L’aceto di mele è ricco di potassio, minerale che assicura il buon funzionamento dei muscoli, riduce lo stress e contribuisce ad abbassare la pressione sanguigna perchè rimuove l’acqua in eccesso.
– Ha effetto revitalizzante perchè contiene vitamina C, B1, B2, B6 ed E, beta-carotene (un antiossidante che combatte i radicali liberi e dona luminosità alla pelle), calcio (che rinforza le ossa e le difese immunitarie), fosforo e magnesio.
– Un’altra qualità dell’aceto di mele è quella di ridurre i calcoli delle vie urinarie e di prevenire la degenerazione delle cellule dovuta all’avanzare dell’età.
– Già da tempo l’aceto viene usato per alleviare il mal di testa facendo fumenti per 5 minuti con acqua e aceto in parti uguali. (Si scalda, si copre la testa con un asciugamano e si inalano i vapori).
– In caso di tosse o influenza può essere d’aiuto un cucchiaino di aceto mescolato con un cucchiaino di miele diluiti in un po’ d’acqua tiepida, da prendere 3 volte al giorno.
– L’aceto aiuta anche a dormire meglio: mescolare tre cucchiai d’aceto e una tazzina di miele e prendere due cucchiaini prima di andare a letto. Se non si hanno risultati, prendere altri due cucchiaini dopo mezz’ora.
– Per curare i calli o duroni si può fare un impacco con mezza fetta di pane raffermo imbevuta di aceto e poi ricoperta di pellicola, per tutta la notte.
– L’aceto è anche utile per la pulizia della casa: 2 bicchieri d’acqua e un bicchiere d’aceto in uno spruzzatore va bene per qualsiasi superficie (sgrassa e disinfetta).
– Qualche goccia di aceto aggiunta al detersivo impedisce l’infeltrimento dei capi di lana.
– In fine, qualche goccia aggiunta all’acqua per risciacquare i capelli elimina i residui di shampoo o di calcare e dona luccentezza e morbidezza.

Non deve mai mancare nella nostra dispensa!

FRAGOLE – PERCHE’ FANNO BENE

fragoleLe fragole sono un dono della natura che non dobbiamo perdere: sembra che siano tra i primi 10 alimenti più ricchi di antiossidanti esistenti in natura!
Una leggenda narra che le fragole si mangiavano durante le festività in onore del dio Adone, di cui la dea Afrodite era innamorata. Alla morte di Adone la dea pianse disperatamente e quando cadevano a terra, le sue lacrime si trasformavano in piccoli cuoricini rossi (fragole).
A parte il fascino delle leggende, questi piccoli e profumati frutti hanno moltissime proprietà benefiche per l’organismo:
– Come tutti i frutti di bosco, le fragole contengono significanti quantità di flavonoidi come antociani, quercetina e acido ellagico, che sono potenti antiossidanti in grado di prevenire l’apparizione del cancro.
– Le fragole contengono degli enzimi che stimolano il metabolismo, aiutando così a bruciare il grasso corporeo. In più, come tutti i frutti di bosco, mantengono basso il livello di zuccheri nel sangue, che è un altro “trucco” per perdere peso. Infatti nella sua dieta il Dr. Joel Fuhrman raccomanda di mangiare frutti di bosco tutti i giorni.
– Le fragole contengono pectina, una fibra solubile che a contatto con i liquidi aumenta di volume e diventa una massa gelatinosa che facilita il transito intestinale e trascina con sè le tossine e il colesterolo.
– Sono rinfrescanti, diuretiche e depurative e sono d’aiuto in caso di gotta e malattie reumatiche.
– Sono remineralizzanti (contengono sodio, fosforo, magnesio, potassio, calcio, zolfo e iodio).
– Contengono molta vitamina C, vitamine del gruppo B, vitamina E e K, antiossidanti che contrastano i radicali liberi.
– Le fragole aiutano anche la salute dei nostri denti, perché contengono xilitolo.
– Si usano anche esternamente, per curare la nostra pelle. Essendo ricche di vitamina C, aiutano la produzione di collagene e rendono la pelle più tonica. Basta schiacciarle e applicare la polpa sulla pelle pulita, lasciare in posa per 15 minuti e sciacquare con acqua tiepida (avrete anche un bel colorito roseo!).
– Le foglie e la radice delle fragole hanno proprietà medicinali, per esempio gli infusi o i decotti aiutano la digestione oppure si possono usare per la cura della tonsillite con gargarismi ad azione antibatterica.
– Sembra che le fragole stimolino anche il rilascio di serotonina nel sangue, regalandoci il buonumore.
– L’acido folico in esse contenuto ha un’azione rigenerante e previene l’invecchiamento cellulare.

E’ importante consumare le fragole quando è la loro stagione, perché più ricche di proprietà nutritive.
Io consiglio di farvi anche un po’ di scorta, congelandole: potrete godere così a lungo dei loro benefici e della loro bontà 🙂

 

10 VIRTU’ DELL’ERBA D’ORZO

Erba d'orzo aL’erba d’orzo è uno dei spercibi di Gillian McKeith, nutrizionista inglese, autrice del libro Supercibi naturali per la salute.
Nella prima fase di crescita, l’erba d’orzo si presenta come una pianta ricca di foglie verdi, con sostanze nutritive e struttura molecolare più simile a quelle degli ortaggi a foglia verde piuttosto che a quelle dei cereali (non contiene glutine), ma con un contenuto di vitamine, proteine e minerali molto superiore. I germogli sono ricchi di enzimi con una intensa attività vitale. La fotosintesi che avviene nelle foglie produce zuccheri che vengono poi trasformati in proteine, carboidrati e grassi “buoni”.
Vediamo alcune delle proprietà benefiche di questa erba:
1 – E’ ricchissima di antiossidanti, che combattono i radicali liberi (responsabili della degradazione delle cellule, di malattie degenerative, dei tumori e dell’invecchiamento precoce) e proteggono il tessuto cellulare.
2 – Fornisce energia pronta all’uso stimolando il fegato a rilasciare lo zucchero immagazzinato (che viene poi utilizzato, per produrre energia necessaria ai muscoli) ed è ricca di proteine, presenti in percentuali a quelle della carne, in una forma più digeribile.
3 – E’ ricca di sostanze nutritive utili per il fegato, le articolazioni e le ossa. Con la lavorazione i cibi perdono buona parte del loro valore nutrizionale. L’erba d’orzo contiene tutti i nutrienti necessari al nostro organismo, eccetto la vitamina D, che viene sintetizzata dalla pelle.
4 – Favorisce l’attività circolatoria e respiratoria, con effetti benefici sui tessuti e sugli organi, specialmente cuore, arteri e polmoni.
5 – Migliora l’energia e la resistenza fisica. Le piante erbacee hanno la straordinaria capacità (come tutti i vegetali), di trasformare in cellule viventi gli elementi inorganici provenienti dalla terra, dall’acqua e dall’energia solare. Il ricercatore giapponese Yoshihide Hagiwara sostiene che le piante sono gli organismi maggiormente in grado di catturare e utilizzare per crescere l’energia solare, e l’erba d’orzo è il migliore esempio.
6 – Contiene clorofilla con una struttura molecolare quasi identica a quella delle molecole del sangue umano, con effetto rivitalizzante ed energizzante. La clorofilla aiuta la formazione dell’emoglobina nel sangue, riduce l’attività dei radicali liberi, ostacola lo sviluppo di alcuni virus e batteri e aiuta la riparazione dei tessuti danneggiati. Inoltre ha proprietà deodoranti sull’organismo.
7 – Elimina le sostanze inquinanti dal nostro organismo, quindi è indicata per chi usa cibi elaborati, ma anche per chi usa il cellulare, il forno a microonde ecc.
8 – Rafforza il sistema immunitario, perché è ricchissima di carotene, vitamine K, vitamina C ( più del succo d’arancia) e di vitamine del gruppo B, minerali, aminoacidi, enzimi. Contiene calcio ( più del latte vaccino) e ferro (più degli spinaci).
9 – Al contrario della maggior parte dei cereali, l’orzo può essere coltivato senza l’utilizzo di pesticidi e altre sostanze che favoriscono l’insorgere di malattie e tumori.
10 – Per chi non ha la possibilità di consumare verdura a sufficienza (o per pigrizia o perché non la gradiscono particolarmente), l’erba d’orzo disidratata può essere utile: 5 g equivalgono a 100 g di verdure fresche come spinaci, lattuga o fagioli verdi.

Si può coltivare, ma richiede impegno. E’ più semplice comprarla disidratata nelle erboristerie o farmacie, sotto forma di polvere o compresse. La polvere è più assimilabile, ma ha un sapore amaro. Le compresse sono più comode, ma all’equivalente di 1 cucchiaino di polvere corrispondono diverse compresse. Seguite le indicazioni sulla scatola.

SUCCO VERDE PER UN PIENO DI ENERGIA

centrifugato di sedano aOrmai non c’è nutrizionista che non parli del succo verde come fonte inesauribile di vitamine e minerali (Gilian McKeith lo “impone” a tutti i suoi pazienti, Dr. Oz lo prende tutte le mattine).
Con la cottura le verdure perdono gran parte di queste sostanze nutritive, ma se ne estraiamo il succo a crudo, evitiamo che questo accada. In più non possiamo (o non vogliamo) consumare grandi quantità di verdura cruda, ma con un bicchiere di succo riusciamo ad assumere moltissime, senza accorgercene. Tutto quello che ci serve è una centrifuga.
Un’altra cosa molto importante è che in questo modo riusciamo a consumare verdure molto importanti per l’organismo, come cavolo nero e spinaci, che di solito non consumiamo a crudo. Anche il sedano ha tantissime proprietà benefiche, ma quando lo consumiamo crudo siamo tentati di spalmare qualcosa sopra, che può guastare i nostri propositi salutari.
Ci sono infinite combinazioni per un centrifugato salutare, per esempio:
– 1-2 gambi di sedano, 1 carota, 1 mela, un ciuffetto di prezzemolo.
– 1 cetriolo, 1 pugno di spinaci, 1 fetta di ananas.
– 1 arancia, qualche ciuffetto di broccolo, 1 carota.
– 1 pezzo di barbabietola, 1 pompelmo, 1 cetriolo (non è verde, ma è molto salutare!)
Il sedano pulisce il tratto digerente, il cetriolo è lenitivo e stimola la produzione di collagene, le carote contengono beta carotene, precursore della vitamina A, le verdure a foglia verde e gli agrumi contengono vitamina C e tutti apportano minerali indispensabili per il nostro organismo. E’ bene variare spesso, perchè contengono nutrienti diversi.
Potete sperimentare, aggiungere una manciatina di qualsiasi verdura a foglia verde o che vi “ispiri” alla frutta che preferite. La frutta maschera il sapore meno gradevole della verdura. Anche la carota e il cetriolo diluiscono bene sapori più forti come quello del cavolo (anche rosso), sedano, prezzemolo o spinaci.
Provate, vedrete man mano la vostra pelle più liminosa, i capelli più lucenti!
Centrifugando le verdure si estrae il loro liquido, che è pieno di micronutrienti preziosi, in più ci idrata.
In questo modo, però, si perde la fibra insolubile (cellulosa), perciò è bene consumare anche frutta “da masticare” separatamente, nella giornata, oppure in un centrifugato potete aggiungere frutti di bosco, fragole o pezzetti di papaia, mango o altra frutta che preferite, e un po’ di ghiaccio.
Il ghiaccio rende più gradevole la bibita, specialmente d’estate, in più aiuta a dimagrire, perchè l’organismo deve riscaldare il cibo e portarlo alla temperatura del corpo, e in questo modo consuma qualche caloria in più (vedi post).

Questo centrifugato dovrebbe diventare un’abitudine quotidiana, perchè dà energia e benessere,  ma non vi esime dal consumo di verdure durante il giorno! Non dimenticate di riempire il vostro piatto per metà (o quasi) di verdure a ogni pasto (vedi post)!

PERCHE’ MANGIARE PATATE DOLCI

2014-02-25 12.22.57Sono amante dei dolci (anche), perciò ogni volta che vedevo nei negozi le patate americane le prendevo, ma da quando Shaun T (fitness trainer, ospite nel programma televisivo del Dr. Oz) ha detto che le patate dolci sono il suo segreto per stare in forma, le vado a cercare.
Qualche anno fa si trovavano quelle piuttosto bianche, mentre adesso vedo generalmente quelle rosse, con la polpa di un colore arancione intenso, che nella mia testa si traduce in carotenoidi (per la disperazione di mia figlia, che vorrebbe che io mangiassi “cibi”, non “antiossidanti”).
Vediamo perché le dovremmo mangiare:
– Le patate dolci non fanno parte della famiglia delle solanacee (che ad alcune persone possono dare problemi), ma della famiglia delle convolvulaceae (anche se hanno un nome così terribile, fanno fiori bellissimi), perciò hanno un’altra struttura: meno amido e un indice glicemico più basso, cioè 50 contro 95 delle patate comuni.
L’indice glicemico degli alimenti è importante per stare in salute e in forma, perché determina la concentrazione di zuccheri che abbiamo nel sangue. Avendo carboidrati a lento assorbimento, le patate dolci vanno bene anche per chi tende ad avere la glicemia alta o il diabete.
– Le patate dolci sono energizzanti, perché ricche di vitamina C. Questa vitamina, oltre a essere un potente antiossidante che limita l’azione dei radicali liberi, rinforza il sistema immunitario, ci protegge dalle infezioni e aiuta a guarire più in fretta le ferite,  aiuta l’organismo a sintetizzare il collagene, proteggendo i nostri vasi sanguigni, le articolazioni e la pelle.
– Le patate dolci contengono anche importanti quantità di vitamina A, preziosa per la nostra pelle, per le mucose e per gli occhi, specialmente per la visione notturna, e protegge da alcuni tipi di cancro, come quello del seno o della prostata.
– Oltre le vitamine, le patate dolci contengono minerali come calcio, magnesio e soprattutto potassio, che aiuta ad abbassare la pressione sanguigna e a proteggere da malattie cardiache.
– Le patate dolci contengono un’alta concentrazione di carotenoidi e di antociani, potenti antiossidanti che combattono i radicali liberi e ci proteggono da malattie degenerative.
– Contengono, inoltre, una sostanza che si lega al colesterolo cattivo e lo espelle, tenendo così pulite le nostre arterie e proteggendoci da malattie cardiovascolari.
– Le patate dolci contengono progesterone,  utile per attutire i disturbi collegati ai cambiamenti ormonali.
– Un’altra loro qualità è quella dell’alta digeribilità e vanno bene anche per uno stomaco o un intestino delicato.

– In più sono buone, saziano e fanno passare la voglia di dolci! Si possono preparare al forno, bollite oppure si usano per vellutate e dolci.

Shaun T. raccomanda due porzioni al giorno, ma almeno due volte alla settimana dovremmo introdurle nel nostro menu!

FALAFEL DI CECI

FALAFELSono ancora sotto l’influenza dell’Egitto, così oggi ho preparato i falafel.
In questo periodo i legumi si mangiano volentieri e sono un ottimo sostituto della carne, perchè contengono proteine (9 g per 100 g di ceci). Inoltre contengono carboidrati a lento assorbimento, vitamine come quelle del gruppo B, la vitamina C ed E e minerali come potassio, calcio, magnesio (protegge il cuore e aiuta l’assorbimento della vitamina B), ferro, sodio, zinco, rame, manganese, selenio e folati (contribuiscono ad abbassare l’omocisteina, un aminoacido presente nel sangue, il cui eccesso aumenta il rischio di malattie cardiovascolari).
I ceci contengono fibre, che assicurano un buon transito intestinale e, insieme ai grassi insaturi, come i grassi Omega 3,  aiutano ad abbassare il colesterolo cattivo LDL e a prevenire malattie di tipo cardiocircolatorio.

Ecco il procedimento:
– ho messo a bagno i ceci in acqua fredda e 1 cucchiaio di bicarbonato, per tutta la notte.
– il giorno dopo ho messo i ceci scolati ma senza lavarli, in acqua fredda e li ho fatti cuocere (cuociono in fretta).
– ho scolato bebe i ceci e li ho passati nello schiaccia patate (così si eliminano un po’ di pellicine).
– ho aggiunto un po’ d’olio d’oliva, sale, cumino, coriandolo, aglio, cipolla  e carota tritate finemente e prezzemolo.
– ho aggiunto farina di ceci fino ad ottenere la consistenza necessaria e sempre aiutandomi con la farina di ceci ho formato i falafel.
– ho distribuito i falafel su carta da forno in una teglia, ho versato un filo d’olio d’oliva sopra e ho cotto a 200° finchè hanno assunto un colore dorato di sotto, poi li ho girati e li ho lasciati cuocere finchè si sono dorati anche dall’altra parte.
Per vedere la differenza, ho provato a friggere una parte nella padella e li ho scolati su carta assorbente: non abbiamo visto una differenza che valesse la pena di assumere più grassi.
I profumi vanno messi in base al proprio gusto. Io ne ho messo un cucchiaio per tipo su 400 g di ceci e il sapore è sicuramente esotico, ma abbastanza delicato.
Questa ricetta è vegana, cioè non contiene niente di origine animale.
Se, anzichè coriandolo e cumino, mettete pepe, peperoncino, cipolla tritata, aglio, un po’ d’olio d’oliva, un po’ di senape e un po’ di ketchup, con un panino, un po’ di verdure e le salse che vi piacciono, può trasformarsi in un ottimo hamburger.

Con i ceci si può fare anche hummus: frullateli e aggiungete sale, pepe, olio d’oliva e succo di limone. Se volete potete aggiungere cumino e semi di sesamo macinati (o salsa tahina).
Io preparo i ceci anche con il pomodoro: in una padella faccio rosolare un po’ di aglio e peperoncino e poi aggiungo i pomodori a pezzetti. Quando sono un po’ appassiti, aggiungo i ceci cotti e scolati e faccio cuocere finchè si assorbe il liquido in eccesso.
Provate anche voi!

Su facebook trovate dettali per la preparazione dei ceci (chiedetemi l’amicizia! :-))

SANI E MAGRI CON LA DIETA PREISTORICA

preistoria

Allo show televisivo del Dr. Oz hanno fatto un esperimento: hanno sottoposto tre donne con problemi di colesterolo alto, ipertensione e sovrappeso a una dieta a base di frutta e verdura crude, per 48 ore. Potevano mangiare 5kg di frutti e ortaggi al giorno (carote, meloni, zucche, broccoli, mango ecc.), cioè quello che mangiavano i nostri antenati. Per soddisfare il desiderio di salato avevano a disposizione una sola oliva in salamoia al giorno.
Ogni cambiamento delle nostre abitudini, specialmente se imposto, dà qualche problema. Le tre signore hanno avuto fame o desiderio di altri cibi come le uova o il caffé.
Trascorsi i due giorni Dr. Oz ha verificato gli effetti della dieta: il colesterolo e i trigliceridi sono scesi notevolmente, la pressione sanguigna si è abbassata e in media hanno perso 2Kg ciascuna. In conclusione questa dieta priva di carne, latticini, zucchero e caffeina dà ottimi risultati già da subito.
Tuttavia è una dieta troppo estrema per essere seguita a lungo.

Julieanna Hever, esperta di salute e fitness e autrice di libri sulla dieta vegetariana, ha elaborato una dieta basata su cibi simili a quelli di cui si nutrivano i nostri antenati, che dà risultati eccezionali in poco tempo.
Le proteine, che devono essere circa il 10% del totale delle calorie che assumiamo, si ricavano dalle lenticchie, spinaci, alga nori, che in più ci danno ferro, iodio, calcio e altri minerali di cui abbiamo bisogno.

Il calcio, necessario per le nostre ossa, si trova nel latte di soia, di mandorle o di riso, in moltissime verdure e nel tofu. Una porzione di tofu ci dà metà del fabbisogno di calcio giornaliero. (Se volete prepararlo facilmente in casa seguite la ricetta del post precedente).

I grassi che ingeriamo dovrebbero provenire da cibi integrali, per poter usufruire degli antiossidanti e di altre sostanze nutritive di cui abbiamo bisogno. I grassi monoinsaturi dell’avocado, per esempio, sono di fondamentale importanza ai fini della nostra sopravvivenza. La stessa cosa per i grassi Omega 3 e Omega 6, che si trovano nei semi di canapa, di lino o chia, una sostanza che rende gelatinosi i cibi liquidi.
L’olio d’oliva, secondo Julieanna Hever, è un alimento estratto, raffinato e molto grasso: 1 cucchiaio ha 120 calorie, il che ostacola il dimagrimento. Dobbiamo imparare a cucinare senza grassi, usando il brodo vegetale o il latte di cocco per saltare in padella le verdure. In questo modo non si rinuncia al sapore e non si avverte la necessità di grassi.
I carboidrati sono l’unico carburante che il nostro cervello può usare. Possiamo ricavarli da cibi naturali, che ci aiutano a mantenerci sani dandoci antiossidanti e fitonutrienti.
Dobbiamo imparare a conoscere le caratteristiche dei cibi in base al loro colore:
I cibi marroni, come pane e pasta integrali e la quinoa, sono ricchi di fibre.
I cibi di colore blu e viola, come i mirtilli, le prugne, la barbabietola, sono ricchi di antiossidanti.
I cibi verdi, come broccoli, faggiolini, lime ecc. sono delle vere medicine, per la ricchezza di vitamine e minerali in essi contenuta.
I cibi gialli e arancioni, come limoni, zucca, arance, banane, carote, mango sono ricchi di vitamina C e di carotenoidi dalle proprietà antiossidanti.
I cibi rossi, come fragole, mele e pomodori, sono ricchi di luteina e di licopene.

Una giornata tipo della dieta di Julieanna Hever può essere così:
Colazione: un frullato di cavolo verde, tarassaco, bieta, spinaci, semi di lino o di canapa, mirtilli, lamponi, mango e banana surgelati e latte di soia e/o di mandorle. La frutta copre il sapore della verdura, la banana dà cremosità e dolcezza al frullato. Usare frutta surgelata è comodo e pratico, in più rende gradevole la bevanda (senza aggiungere ghiaccio).
Pranzo: burrito messicano, con una sfoglia di alga nori (ricca di minerali) in cui si mette salsa guacamole, jicama tagliato a listelle (se lo trovate), coriandolo o prezzemolo e salsa di pomodoro, ricche di vitamina C che aiuta l’assorbimento del ferro contenuto nell’alga nori.
Cena: Fagioli e verdure stufate. Ecco la ricetta: si sminuzzano carote, cipolle e sedano e si fanno appassire. Dopo 10 minuti si aggiungono i fagioli lessati, salsa di pomodoro, brodo vegetale, spezie, erbe e un pizzico di curry. Alla fine si aggiungono verdure a foglia verde e si mescolano finchè si ammorbidiscono.

Io credo che valga la pena di provare!

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