Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

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LE MOLTEPLICI PROPRIETA’ DEGLI EDAMAME

WP_20150106_12_15_18_Pro-300x169Gli edamame sono i fagioli verdi di soia, raccolti quando non sono ancora maturi. I baccelli hanno un colore verde brillante (quelli nella foto sono stati cotti al vapore). Non li ho visti in vendita freschi, ma è piuttosto facile trovarli al supermercato nel reparto surgelati oppure nei negozi etnici.
Già da tempo vengono utilizzati in Giappone e in Cina per le loro proprietà nutrizionali.
Si trovano con il baccello e si devono cuocere per pochi minuti in acqua o al vapore, oppure già cotti e sgusciati. Hanno un sapore dolce, delicato, simile ai piselli freschi, e sono facilmente digeribili.
La grande qualità degli edamame è quella di contenere una quantità di proteine significante (11 g di proteine per 100 g di edamame), di ottima qualità biologica. Infatti contengono tutti e 9 gli aminoacidi essenziali, ciò che li porta ad essere ottimi sostituti della carne o di altre proteine di origine animale, ricche di grassi saturi e colesterolo, e sono molto indicati per i vegetariani e i vegani.
Gli edamame sono energetici (100 g hanno 110 calorie) e contengono carboidrati, proteine, grassi “buoni”, vitamine e minerali. Sono ricchi di Vitamina C, vitamine del gruppo B e vitamina E. Contengono anche vitamina K e folati, che aiutano il buon funzionamento del cuore e aumentano la produzione dei globuli rossi. L’acido folico è indispensabile per le donne in gravidanza, perché aiutano lo sviluppo del feto.
I fagioli verdi di soia sono ricchi di minerali come manganese, calcio, ferro, magnesio (indispensabile per il Sistema Nervoso e per il buon funzionamento dei muscoli), fosforo (necessario per le ossa e i denti), rame e potassio (che regola la pressione arteriosa).
Gli edamame sono ricchi di antiossidanti (che contrastano i radicali liberi e proteggono le cellule dalla degenerazione) e di isoflavoni o fitormoni, che riducono il rischio di cancro al seno e alla prostata, abbassano la pressione arteriosa e il colesterolo “cattivo” LDL e aumentano il livello del colesterolo “buono” HDL, aiutando a prevenire le malattie cardiovascolari. I fitormoni sono di aiuto alle donne in menopausa, con bassi livelli di estrogeni, per contrastare gli squilibri ormonali e l’insorgenza dell’osteoporosi.
Gli edamame sono ricchi di fibra (1/2 tazza ne contiene 4 g), che aiuta il transito intestinale e dà un senso di sazietà, per cui sono molto indicati nelle diete dimagranti.
Sono ricchi di sostanze antinfiammatorie (riducono i sintomi in caso di artrite, reumatismi, asma, tosse ecc.) e in caso di diabete hanno la proprietà di regolare la produzione di insulina.
Si possono consumare come contorno, come snack salutare e piacevole, come ripieno insieme con ricotta (di soia per i vegani) e spinaci per torte salate, come hummus (frullati insieme con tahini, succo di limone e olio d’oliva) oppure per fare i falafel (al posto dei ceci o delle fave verdi).

A me piacciono molto, provateli anche voi!

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ABBASSA IL COLESTEROLO CON OLIO DI KRILL

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Si parla da molti anni ormai degli acidi grassi essenziali Omega-3. Il nostro organismo non è in grado di produrli e bisogna assumerli con l’alimentazione, per questo sono “essenziali”.
Hanno un’azione emulsionante e contribuiscono ad abbassare il livello del colesterolo cattivo LDL e ad alzare i livelli di quello buono, HDL, che pulisce le arterie.
Gli acidi grassi Omega-3 hanno un’azione fluidificante e aiutano a regolare la pressione sanguigna, proteggendoci da malattie cardiovascolari. Inoltre regolano i livelli di insulina nel sangue e quindi danno benefici ai malati di diabete.
Il pesce azzurro e il salmone sono i pesci da cui più si estraggono gli acigi grassi Omega 3.
In realtà i pesci non producono questo tipo di olio, ma sono i loro tessuti a contenerlo perché si nutrono di piccoli crostacei che vivono nelle acque dell’Antartico, e che formano lo zooplancton, il quale insieme con il fitoplancton forma il plancton, cioè quell’insieme di vegetazione e animali minuscoli di
cui si cibano specialmente le  baleneMIGUEL - WIN_20140902_131224.

Eravamo abituati agli integratori di olio di pesce per avere gli Omega-3, ma da qualche anno qualcuno ha pensato: perché dobbiamo estrarre l’olio dal pesce che si nutre del krill che lo contiene e non estrarlo dal krill direttamente? Quindi nelle farmacie ormai si trova anche l’olio di krill.
Quest’olio ha alcuni vantaggi, rispetto all’olio di pesce: è veicolato con fosfolipidi, mentre l’olio di pesce contiene acidi grassi Omega-3 legati a trigliceridi. I fosfolipidi fanno parte della membrana cellulare e questa affinità con l’organismo umano fa sì che l’olio di krill venga assorbito molto facilmente. Un altro punto a favore dell’olio di krill viene dall’assenza di retrogusto che l’olio di pesce lascia generalmente. Anche se è più facile assumere una capsula o una perla di olio di pesce, anziché un cucchiaio come si faceva una volta, nel momento in cui raggiunge i succhi gastrici l’olio di pesce rimane in superficie e risulta un po’ indigesto, specialmente per alcune persone. L’olio di krill invece si amalgama bene con il contenuto dello stomaco e non genera reflusso o cattivo sapore in bocca.
Un altro problema dei pesci è che possono contenere sostanze inquinanti, come per esempio mercurio. Il krill invece vive in acque pulitissime e profonde e quindi questo pericolo non dovrebbe esserci.
L’olio di krill contiene anche acidi grassi Omega 6 e Omega 9, in una proporzione più equilibrata rispetto all’olio di pesce. Oltre gli acidi grassi, l’olio di krill contiene antiossidanti come Vitamina A e vitamina E, che contribuiscono a stimolare il sistema immunitario, a proteggere il sistema nervoso, a curare la nostra pelle e i capelli.

Per chi volesse provarlo, l’olio di krill si trova in capsule o perle, nelle farmacie o erboristerie. Anche se si tratta di una sostanza naturale, è bene non superare le dosi consigliate.
Naturalmente non lo può usare chi è allergico ai crostacei o ad altri frutti di mare!

PER DIMAGRIRE TENETE A BADA GLI ORMONI

Natasha TurnerSe non riusciamo a dimagrire, la causa potrebbe essere di uno squilibrio ormonale.
Lo sostiene Natasha Turner, nutrizionista naturopata, autrice del libro “The Hormone Diet” e ospite nel programma del Dr. Oz.
Gli ormoni in causa sono principalmente l’insulina (regola gli zuccheri nel sangue), la grelina (dà appetito), la leptina (dà senso di sazietà),  la colecistichinina (stimola il senso di sazietà) e l’irisina (ormone prodotto dal tessuto muscolare durante l’attività fisica, in grado di convertire le cellule adipose bianche in cellule adipose brune, quelle “buone”). Tutti questi ormoni influiscono sull’accumulo di grasso, soprattutto addominale.
Secondo la Dr. Turner il segreto per attivare questi ormoni consiste in cosa mangiamo, quando mangiamo e in quale combinazione. L’orario dei pasti è il fattore numero uno per la meccanica ormonale. Aspettando troppo tempo tra un pasto e l’altro avviene un calo degli ormoni tiroidei, aumentano i livelli si stress e il metabolismo rallenta.
Il primo pasto della giornata deve essere entro un’ora dal risveglio e poi mangiare ogni 3-4 ore. Molti di noi lo fanno già, perché dopo 3-4 ore, quando calano i livelli di zucchero nel sangue, sopraggiunge la fame e si ha desiderio di mangiare. Quello che vuole sottolineare Natasha Turner è che bisogna mangiare alla stessa ora, tutti i giorni. Mangiare agli stessi orari  contribuisce a tenere bassi i livelli di insulina, diminuisce l’appetito e di conseguenza il grasso addominale (è l’insulina a provocare l’accumulo di grasso, come scorta energetica).
Un’altra cosa importante è di non mangiare prima di andare a dormire. Introducendo cibo nel nostro organismo, la temperatura corporea aumenta. Al contrario, dovrebbe abbassarsi per dormire bene, perché è durante il sonno che alcuni ormoni lavorano per bruciare i grassi.
Le proteine hanno un ruolo importante nell’alimentazione, anche ai fini di perdita di peso. Quando i cibi proteici passano nell’intestino tenue, stimolano le cellule che rivestono le sue pareti. Al passaggio delle proteine, queste cellule percepiscono i loro segnali e  stimolano la secrezione di ormoni nell’organismo. Questi, attraverso il nervo vago, arrivano al cervello e gli comunicano un senso di sazietà e soddisfazione (e si smette di mangiare). Le proteine stabilizzano gli ormoni, calmano la fame e migliorano il metabolismo. La quantità da consumare dovrebbe costituire il 35% dell’apporto calorico, ad ogni pasto (dimensioni e spessore del palmo della propria mano). Le migliori sono quelle magre, come uova, formaggio magro, ricotta e fiocchi di latte, che non causano infiammazione nell’organismo.
Altri cibi che attivano gli ormoni sono i semi di canapa, fonte di acido gammalinoleico, che favorisce lo smaltimento del grasso addominale. Sono ricchi di fibre e danno un senso di sazietà. Bastano 2-3 cucchiai al giorno, aggiunti a frullati, hummus o insalate.
La cannella e scientificamente dimostrato che ristabilisce l’equilibrio insulinico  e con il suo gusto gradevole e dolce può sostituire lo zucchero nei frullati.
Il curry in foglie è antinfiammatorio, antiossidante e regola i livelli di zucchero e di insulina nel sangue.
Le uova sono superproteiche e se si mangiano a colazione si tende a mangiare meno durante la giornata. I bianchi contengono proteine e i rossi contengono grassi buoni, che controllano l’appetito, danno un senso di sazietà e smorzano la fame compulsiva. In più le uova aiutano la produzione di estrogeni e progesterone, ormoni che prolungano la giovinezza e controllano il grasso in eccesso.
La dottoressa Turner consiglia di mangiare 4 bianchi e 1 tuorlo, oppure 2 uova intere a colazione.
Un altro consiglio è bandire i cibi nemici del dimagrimento, che assumiamo pensando che siano benefici, ma in realtà non lo sono, come i dolcificanti artificiali. Essi non aumentano gli zuccheri nel sangue, ma quelli dell’insulina, stimolando la fame e predisponendo all’accumulo di peso.
Si sa che i carboidrati semplici (zucchero, farina bianca, bibite ecc.) causano l’aumento degli zuccheri nel sangue, ma a volte anche i carboidrati complessi lo fanno. Il diabete è uno scompenso insulinico, quindi non basta evitare i carboidrati semplici, ma limitare anche quelli complessi. Se continuate a ingrassare o se avete ritenzione idrica è bene eliminare gradatamente anche i carboidrati “buoni”, per poi reinserirli nella dieta e osservare la reazione che hanno su di voi.
Le alternative sono i carboidrati assimilabili come ortaggi amidacei (patate dolci, carote, fagioli, zucca, segale, quinoa), che limitano l’insulina e quindi l’accumulo di grassi.

IL PIANO DIMAGRANTE DEL Dott. MacDONALD

lo scalatoreIl Dott. Mark MacDonald,  ospite nel programma del Dott. Oz, è stato uno sportivo che per un infortunio ha dovuto  rinunciare alla sua attività sportiva. In breve tempo ha preso più di 20 kg e non riusciva a perderli, nonostante le diete. Dopo ricerche ed esperimenti, ha trovato la chiave (di cui ha parlato nel libro Body Confidence).
La conclusione a cui è arrivato è che per trasformare il corpo in una macchina brucia-calorie si deve agire sugli zuccheri nel sangue. Quando la glicemia è bilanciata, lo sono anche gli ormoni che permettono al corpo di rilasciare i grassi accumulati. In questo modo la perdita di peso diventa permanente.
La riduzione drastica delle calorie, come fanno i più volenterosi quando decidono di perdere peso, non serve. Al contrario, il corpo percepisce una carenza alimentare e corre ai ripari mettendo da parte i grassi e consumando la massa muscolare. Quindi parte dei chili persi sono in realtà di  massa magra, non di grasso. Dando invece al corpo ciò di cui ha bisogno, si otterrà un dimagrimento permanente.
Secondo il Dott. MacDonald, per stabilizzare la glicemia dovremmo imparare a mangiare “all’insegna del numero 3”.
Ecco 3 punti da rispettare:
1 –  Imparare a mangiare ogni 3 ore. Alimentando il nostro corpo in modo costante, non avrà timore di carenze e rilascerà il grasso accumulato.
2 – Dividere il pasto in 3: 1/3 proteine, 1/3 grassi e 1/3 carboidrati.
3 – Bere 3 litri di acqua al giorno, in cui si aggiunge estratto di cannella. L’acqua aiuta a eliminare le tossine e la cannella stabilizza lo zucchero nel sangue (aiuta le cellule a ricevere l’insulina, che abbassa il livello di zucchero nel sangue e aiuta a metabolizzare meglio il cibo). Quello che ci interessa non è tanto cosa mangiamo, ma come lo metabolizziamo – spiega il Dott. MacDonald.

Ecco una giornata tipo:
Colazione
Frittata di albumi con verdure (proteine), farina d’avena (carboidrati) e pancetta di tacchino (grassi, che possiamo sostituire con avocado, secondo me).
Pranzo
Un hamburger di tacchino (proteine), pane (carboidrati), avocado (grassi) e verdure a volontà.
Cena
Una bistecca di manzo (proteine), patate dolci (carboidrati), panna acida magra (grassi) e verdure.

Le verdure non creano picchi glicemici e fanno gustare al meglio il cibo.
Lo spuntino, che possiamo portare con noi, è importante per mantenere i livelli di zucchero costante, da scegliere tra:
– Mela, frutta secca e tacchino affumicato.
– Yogurt greco, semi di girasole, mirtilli rossi.
– Una barretta proteica.
Oltre ai 3 punti base sopra indicati, dobbiamo prendere ancora qualche accorgimento:
1 – Dobbiamo prenderci un giorno di pausa (trasgredire serve a perdere peso), ma dobbiamo usare un piccolo “trucco”: dobbiamo consumare 85 g di proteine prima di ogni trasgressione, per ridurre gli effetti negativi.
2 – Un’altra cosa importante è allineare la colonna vertebrale. La colonna dorsale controlla i nervi e il sistema digestivo. Se metabolizziamo bene il cibo, bruciamo grasso e perdiamo peso. Per fare questo, Mark MacDonald suggerisce di scivolare avanti e indietro appoggiati con la schiena su un rullo di gommapiuma, per 3 minuti al giorno.
3 – Dobbiamo esercitare i muscoli bianchi (veloci e forti) e quelli rossi (lenti e resistenti), allenandoci in modo mirato, per bruciare più grasso.
Per i muscoli bianchi un esercizio molto indicato è quello dello scalatore: appoggiati sulle mani e sulle punte dei piedi, portare a turno avanti un piede, imitando la “scalata” per 30 secondi, pausa 30 secondi e ripetere per 5 minuti.
Per i muscoli rossi  alternare squats laterali (fare lo squat, poi fare salto laterale e fare l’altro squat) con una breve corsa veloce avanti e indietro, per altri 5 minuti.
Tutto questo richiede circa 10 minuti al giorno.
Mi sembra fattibile!

 

 

CAUTELA CON LE BEVANDE ENERGETICHE

bevande energeticheSpesso per far fronte a impegni che richiedono molta energia oppure quando si pratica molto sport si ricorre a bevande energetiche.
Nel suo show televisivo, Dr. Oz con la collaborazione di Samantha Heller, nutrizionista esperta in stile di vita salutare, e  Keri Peterson, specializzata nella prevenzione delle malattie, ha voluto metterci in quardia dagli effetti nocivi che queste bevande possono avere.
La caffeina dà dipendenza e si può arrivare a un sovradosaggio senza accorgersi. Un eccesso di caffeina può provocare nervosismo, irritabilità o tacchicardia e può innalzare la pressione. Inoltre può provocare una iperattività cerebrale, che a lungo andare può compromettere la capacità di memorizzare.
Samantha Heller parla di danni al fegato, insufficienza renale, problemi cardiaci e persino convulsioni.
In più – sostiene Keri Peterson – non ci sono studi scientifici a dimostrare che le bevande energetiche sono veramente sicure.
Le bevande energizzanti sembra che rendano più efficienti, ma potrebbero avere effetti collaterali ai quali non si pensa. Spesso contengono altre erbe con le stesse proprietà della caffeina o che ne esaltano l’effetto, come il guaranà, yerba mate e il ginseng e non si hanno dati in grado di chiarire gli effetti che possono avere in associazione alla caffeina.
Un seme di guaranà contiene il doppio di caffeina di un chicco di caffè, quindi i prodotti che lo contengano possono portare a un sovradosaggio di caffeina.
Il ginseng aumenta la potenza del cervello solo se si assumono più di 200 mg, ma la maggior parte delle bevande non contiene questa quantità. Inoltre il ginseng può interferire con gli anticoagulanti.

Oltre la caffeina, le bevande energetiche contengono in quantità massicce 8 vitamine del gruppo  B, e non sappiamo che effetti possono avere in associazione con i farmaci, se assunte in dosi massicce. In generale la vitamina B non è tossica perchè è idrosolubile e si disperde attraverso l’urina e il sudore, ma queste vitamine non aumentano l’energia, a meno che non ci sia una carenza. In alcuni casi, però, un suo eccesso può causare problemi.
La vitamina B3 (niacina), per esempio, se assunta in grandi quantità può provocare problemi alla vista, al fegato, allo stomaco e gonfiori al viso. Sembra che nelle bevande ci sia il 150% della dose giornaliera raccomandata. Allo stesso modo la vitamina B6 in eccesso può dare insensibilità o formicolio agli arti.
La maggior parte di noi assume vitamine del gruppo B a sufficienza attraverso l’alimentazione.

Lo zucchero è un altro ingrediente delle bevande energetiche: 14 cucchiaini per lattina (una bomba calorica). Sapendo che non dovremmo consumare più di 6 cucchiaini di zucchero al giorno, abbiamo motivo di preoccuparci.
Alcune bevande contengono dolcificanti artificiali, ancora meno salutari (post precedente Falsi amici: gli zuccheri dietetici).
Bevendo questo prodotto si sente più energia perchè entrano in circolo gli zuccheri. L’insulina subisce un’impennata, ma presto precipita, insieme con la nostra vitalità.
Il corpo ha bisogno di un apporto energetico più stabile per funzionare al meglio.
Questi prodotti non sono dannosi, ecceto per il sovradosaggio di caffeina o l’interazione farmacologica, ma non devono essere consumati regolarmente.
Le bevande energetiche sono concepite per situazioni di emergenza: danno una sferzata di energia quando c’è bisogno, ma anche in questi casi bisogna essere consapevoli degli eventuali effetti collaterali.
Per evitare gli effetti dell’astinenza, è bene diminuire gradatamente la dose di bevande energetiche, sostituendole con forme più leggere di caffeina, per esempio il tè bianco, ricco di antiossidanti.

LA DIETA DEL GRUPPO SANGUIGNO

La dieta del gruppo sanguigno esercita un certo fascino su di me. Se prescinde dalla mia volontà, se tutto dipende dal sangue con cui sono nata, voglio vedere qual è il mio destino.
Anche Dr. Oz ha parlato di questa dieta nel suo programma televisivo e mi ha ispirata ad approfondire l’argomento.

Questa dieta è stata messa a punto dal Dott. Peter D’Adamo, con la collaborazione di Catherine Whitney e dovrebbe determinare il metabolismo alimentare.
Secondo il Dott. D’Adamo il sistema digestivo e immunitario conservano una predilezione per i cibi consumati dagli antenati di gruppo sanguigno simile al nostro.
In alcuni alimenti sono contenute proteine chiamate lectine, in grado di influenzare in modo diverso i vari gruppi sanguigni, quindi ogni persona può risultarne intollerante. Queste proteine possono attaccare i globuli rossi, formando piccoli grumi che col tempo occludono i vasi sanguigni.
I vari gruppi sanguigni si sono formati durante l’evoluzione della specie e riflettono specifiche attitudini alimentari e comportamentali.

Per chi volesse, ho fatto una tabella riassuntiva, scaricabile gratuitamente a questo link.

Il gruppo Zero é il più antico, nato quando l’uomo era cacciatore e predatore, quindi ha un fisico atletico ed è predisposto per cibi di origine animale, soprattutto carne. A quei tempi non si coltivavano i cereali e non si allevava il bestiame, quindi i leguni, i cereali e i latticini non sono ben tolletati, perchè il suo sistema digestivo non si è ancora adattato. Infatti la predisposizione alla celiachia sembra più comune tra le persone di gruppo zero.  Il grande responsabile dell’aumento di peso è il glutine nei prodotti a base di frumento (pane, pasta, cuscus), contenenti lectine, che inibiscono l’attività dell’insulina e impediscono all’organismo di utilizzare le calorie a scopi energetici.

Il gruppo B è un nomade, capace di adattarsi ai vari cambiamenti nell’alimentazione e alle varie condizioni climatiche. Ha un sistema immunitario e digestivo tendenzialmente efficace. Può consumare i latticini con una certa libertà, a differenza degli altri due gruppi sanguigni, ma deve evitare gli alimenti ricchi di zuccheri.
Reagisce allo stress equilibrando l’attività mentale e fisica. Ama le attività più leggere, come tennis e camminata e
deve seguire una dieta bilanciata tra il regno animale e vegetale.
Non tollera bene il granoturco, le lenticchie, le arachidi e il frumento, che riducono l’attività insulinica e portano all’aumento di peso. La carne rossa sembra alla base delle malattie autoimmunitarie che colpiscono il gruppo B. Dovrebbe orientarsi verso le uova, il coniglio, l’agnello, il tacchino, il pesce di acqua fredda (merluzzo, salmone) perchè attivano il metabolismo e favoriscono la perdita di peso. Dovrebbe inoltre abbinare a questi alimenti verdure a foglia verde per il contenuto di magnesio, che combatte l’affaticamento e contribuiscono a salvaguardare le difese immunitarie.
Vanno molto bene alghe, pesci, frutti di mare, sgombro, aringa (contengono iodio e stimolano la tiroide), fegato (per la vitamina B, che attiva il metabolismo). L’alimentazione ricca di proteine animali inacidisce il sangue, quindi deve consumare alimenti alcalini come verza, spinaci e broccoli.
Tollera abbastanza bene la farina di riso, farro, grano saraceno, segale.
Può consumare formaggio di capra e mozzarella, ma dovrebbe evitare gli altri latticini, compreso lo yogurt.
Come frutta dovrebbe preferire le prugne e i fichi, che contrastano l’acidità nel tratto digestivo e con moderazione il melone (contiene funghi microscopici).
Sono sconsigliati i granchi, i frutti di mare, l’aragosta, cozze, gamberi, lumache, polpi, rane, vongole, ceci, pane di soia, pomodori e olive (contengono funghi microscopici), l’avocado, i cachi, i fichi d’India e la noce di cocco.
Il gruppo B ha la tiroide un po’ pigra, che non produce la quantità di ormoni necessari per far funzionare al meglio i processi metabolici e quindi deve evitare cavolfiori, cavolo bianco e rosso, cavolini di Bruxelles e la senape, che inibiscono la funzionalità tiroidea.
Da evitare il maiale e i salumi in generale, caviale, salmone affumicato.  Inoltre dovrebbe evitare le patate e le melanzane, l’olio di mais, le arachidi e i pistacchi, perchè le loro lectine tendono a depositarsi a livello articolare.
Moderare il consumo di arance, mandarini, fragole e cocco, che inacidiscono ulteriormente il sangue. Il pepe nero e bianco irritano la parete gastrica, ma può consumare pepe di Cayenna, curry e prezzemolo.
Generalmente è predisposto alle attività fisiche pesanti.

Il gruppo A è nato quando l’uomo è diventato agricoltore, quindi per lui l’alimentazione più indicata è a base di alimenti vegetali e cereali.
Ha un apparato digerente più sensibile e un sistema immunitario debole, ma si adatta bene alle condizioni ambientali e  dietetiche stabili.
Ha una certa predisposizione a disturbi dell’apparato cardiovascolare e all’iperglicemia, a causa di una minore attività dell’insulina e ha un processo digestivo più lento, dovuto a una inadeguata acidità della cavità gastrica, che non permette una totale demolizione delle proteine animali.
La carne rossa affatica i reni con conseguente ritenzione idrica. Dovrebbe limitare anche il consumo di latticini, ricchi di grassi saturi.
Tollera il frumento, ma se ingerito in eccesso provoca un’acidità a livello muscolare, determinando affaticamento.
Da evitare l’agnello, il coniglio, il maiale, il vitello, l’anguilla, l’aragosta, i calamari, le cozze, i gamberi, le ostriche, le vongole, il polpo e i salumi.
Può consumare piccole quantità di formaggi fermentati, mozzarella e ricotta, ma dovrebbe evitare parmigiano, gorgonzola, formaggi freschi. I latticini possono aggravare la predisposizione a bronchite e asma.
Dovrebbe limitare i grassi, ma 1 cucchiaio di olio d’oliva può migliorare la funzionalità del processo digestivo.
Può consumare legumi, ma i fagioli di Spagna, quelli rossi e i ceci favoriscono l’iperglicemia.
Si adatta bene ai cereali, ma deve preferire quelli non raffinati, specialmente l’avena, segale, riso, grano saraceno. Il glutine porta a un eccesso di acido nei muscoli e al conseguente affaticamento. Per contrastarlo dovrebbe assumere frutta (alcalinizzante).
Gli ortaggi come broccoli, cavolo verde, carote, zucca, spinaci, carciofi, barbabietole, cavolfiore, cetrioli, indivia, finocchi, lattuga, olive verdi, zucchini, sedano, rucola, aglio e cipolle sono di vitale importanza, per la fonte di minerali e vitamine antiossidanti. Da evitare i peperoni, le patate, i pomodori, i funghi coltivati e le melanzane.
Va molto bene la frutta, specialmente frutti di bosco, ananas, albicocche, fichi, pompelmo, limone, kiwi, ciliegie, mirtilli, lamponi, melograno, mele, pere, pesche,  semi di zucca, girasole, mandorle, noci, ma non banane, mango, papaya e  arance perchè tendono a inacidire il sangue. Il vino rosso, il caffè e il tè verde aiutano la secrezione dei succhi gastrici, un po’ carenti nel gruppo A.
Gli alimenti che non tollera causano aumento di peso, mentre il pesce, il pollo, il tacchino, gli oli vegetali, la soia, gli ortaggi, l’ananas vengono metabolizzati rapidamente e aiutano a dimagrire.
Ama svolgere un’attività fisica più rilassante, non troppo impegnativa.

Il gruppo AB è il più recente ed è a metà tra A e B. Può consumare un po’ di tutto con moderazione e senza esagerare con i latticini.
Ha una scarsa acidità nell’ambiente gastrico e quindi ha difficoltà a digerire la carne, i fagioli di Spagna, il granoturco, il grano saraceno, il sesamo, che limitano l’efficienza dell’attività insulinica.
Dovrebbe preferire l’agnello, il coniglio, il tacchino, il pesce, il latte, i formaggi magri, lo yogurt, gli ortaggi a foglia verde, il pomodoro, i peperoni, le olive nere, l’ananas, le prugne, i frutti di bosco, che lo aiutano anche a dimagrire.
Da evitare acciughe, anguilla, gamberi, ostriche, polpo, spigola, vongole, salmone affumicato, ceci, fave, fagioli con l’occhio. Limitare la frutta secca. Le arance sono da evitare perchè irritano lo stomaco e possono interferire con l’assorbimento dei minerali indispensabili per una buona salute. Il pompelmo, il limone, le albicocche, i fichi e il  melone vanno bene perchè sono alcalinizzanti. Le banane non sono indicate.
Tende a un eccesso di muco, responsabile di alcuni disturbi respiratori, sinusite e otite, per cui dovrebbe limitare i prodotti a base di frumento, i prodotti caseari e le uova, che incidono anche sull’ipercolesterolemia. Gli ortaggi sono essenziali in quanto riducono il rischio di malattie cardiovascolari. Dovrebbe iniziare la giornata con un bicchiere di acqua e mezzo limone spremuto per eliminare il muco. Vanno bene succo di carote, ciliegie, mirtilli, uva, papaya.
Dovrebbe consumare l’olio d’oliva e di mais e per friggere l’olio di arachidi.
Limitare il sodio e l’aceto, evitare il pepe, l’aglio, il curry, il prezzemolo, i cibi in salamoia e il ketchup.
Possono essere utili infusi di alfa-alfa, bardana, biancospino, camomilla, rosa canina.
Il vino e il caffè tendono a portare acidità di stomaco, ma il tè verde va benissimo.

Per scaricare gratuitamente la tabella riassuntiva della dieta del gruppo sanguigno potete clickare qui.

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