Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

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ATTACCO ALLA CELLULITE!

CelluliteLa cellulite è un problema che colpisce la maggior parte delle donne, anche quelle piuttosto magre.
Ecco perché ho deciso di parlarne, prendendo spunto dal libro Mangiare ci fa belli, del Dott. Filippo Ongaro.
Dal punto di vista medico, la cellulite è meno coinvolta nei processi metabolici e quindi molto meno “pericolosa” del grasso addominale (collegato a diabete, ipercolesterolemia, ipertensione, malattie cardiovascolari ecc.), il che è un vantaggio per la salute, ma è meno sensibile agli interventi dietetici e quindi più difficile da contrastare. Se permane, nonostante gli sforzi per perdere peso con diete ed esercizio fisico, può diventare fonte di frustrazione e disagio psicologico (anche se è un problema puramente estetico) e minare la sicurezza in se stesse e la forza di volontà. In mancanza di risultati visibili la motivazione si affievolisce e quindi si rischia di abbandonare tutto il programma e di ritornare alle vecchie abitudini alimentari e alla sedentarietà.
Il piano per “sconfiggere” la cellulite agisce su più fronti:
1) L’alimentazione ha un ruolo estremamente importante e deve basarsi su frutta e verdura, ricche di acqua, vitamine e minerali. La pelle si mantiene elastica grazie al collagene e questo ha bisogno di alte dosi di vitamina C per formarsi. Il nostro organismo non produce vitamina C, quindi è necessario introdurrà con gli alimenti (kiwi, agrumi, pomodori, broccoli ecc.). Le proteine magre (petto di pollo e tacchino, pesce di piccola taglia e possibilmente non di allevamento – ricchi di acidi grassi essenziali Omega 3, che hanno anche un’azione antinfiammatoria – e tagli magri di carne rossa possibilmente biologica) sono indispensabili per la salute dei muscoli e delle ossa e non devono mancare i grassi buoni (olio d’oliva, olio di lino, avocado ecc.). Si devono evitare gli alimenti industriali, gli zuccheri, i carboidrati raffinati, le bevande gassate e i grassi saturi. I cereali integrali in quantità moderate sono una buona fonte di energia e non provocano sbalzi di insulina, strettamente correlata all’accumulo di grasso.
2) L’acqua è, come sempre, un fedele alleato (8-12 bicchieri al giorno). Oltre a essere l’elemento principale del nostro organismo, l’acqua è necessaria per metabolizzare il grasso e per mantenere la pelle elastica. Sarebbe bene tenere sempre a portata di mano una bottiglietta e bere spesso qualche sorso, fino a quando entra nelle nostre abitudini e diventa automatico.
3) Esercizio fisico. Bisogna essere consapevoli del fatto che il movimento fa scorrere meglio il sangue nel nostro corpo, che va a nutrire anche l’area colpita dalla cellulite. Il movimento, inoltre, fa mantenere e addirittura aumentare la massa muscolare. Una dieta sbagliata e priva di movimento fa perdere massa muscolare, con il rischio che la pelle rimanga svuotata e pendente. In più i muscoli sono la fornace del nostro organismo, come abbiamo già detto, cioè quelli che bruciano le calorie, quindi una massa muscolare più grande significa un metabolismo più attivo.
Non bisogna cercare di dimagrire troppo in fretta, quindi, per evitare di perdere massa muscolare e per evitare il cedimento dei tessuti, che renderà più evidente la cellulite. E’ importante lavorare specialmente sui muscoli delle aree colpite dalla cellulite, cioè quelli delle cosce, dei glutei e dell’addome.
Poiché il grasso di queste zone difficilmente viene usato per produrre energia, non è essenziale il movimento di tipo aerobico  (per esempio corsa), che generalmente fa bruciare più calorie, ma è necessario un allenamento con i pesi, più volte al giorno (anche per pochi minuti), perché l’obiettivo è quello di aumentare la massa muscolare e specialmente favorire la circolazione. A questo proposito, è importante non indossare abiti troppo stretti, che
impedirebbero il passaggio del flusso sanguigno.
4) I trattamenti localizzati, come massaggi linfodrenanti o creme a base di caffè possono coadiuvare le altre cure anticellulite, così come può essere utile inserire un cuscino sotto il materasso per tenere le gambe leggermente alzate e permettere il deflusso del sangue dalle gambe verso il cuore durante la notte.
Sauna e bagno turco possono essere un aiuto in più, perché producono una vasodilatazione e quindi un miglioramento della circolazione che perdura per qualche ora nel tempo, naturalmente se non ci sono problemi di vene varicose o capillari fragili oppure altre controindicazioni.

Con impegno e costanza e agendo su più fronti si possono ottenere buoni risultati (in 4-6 mesi secondo il Dott. Ongaro).
Naturalmente bisogna darsi obiettivi realistici e a lungo termine: meglio avere risultati più duraturi, anche se richiedono più tempo.

PANCIA PIATTA IN 4 FASI

abdomen platLa pancia piatta è un sogno per molti di noi. Spesso anche persone molto magre hanno un po’ di pancetta. Ammazzarsi di addominali non è la cosa migliorare da fare, perché secondo studi recenti il grasso non è uguale in tutto il corpo, nel senso che si localizza per cause diverse, causa problemi diversi nell’organismo e richiede trattamenti diversi per poterlo rimuovere.
Dr. Oz, in collaborazione con alcuni esperti, ha studiato un piano in 4 fasi per aggredire la pancetta e liberarsene per sempre.
Ecco le 4 operazioni alle quali ci dobbiamo dedicare con impegno e costanza, fino a quando otterremo i risultati desiderati:

1) Far rimpicciolire le cellule grasse. In questa fase  Dr. Oz ci chiede di consumare uno yogurt greco prima di ogni pasto. Non è un grande sforzo, no? Le cellule grasse sono sempre pronte a immagazzinare ogni goccia di energia avanzata dal nostro metabolismo. In particolare i carboidrati sono la fonte che prediligono. Il calcio contenuto nello yogurt si lega ai grassi ingeriti e quindi compromette la capacità delle cellule di immagazzinarli. Impedisce, cioè, ai grassi di penetrare nelle cellule. In questo modo le cellule adipose perdono volume. Uno studio ha riscontrato una perdita del grasso addominale del 81% in più alle persone che prendono lo yogurt prima dei pasti rispetto a chi non lo prende.
2) Liberarsi dai chili di troppo. Per questa fase ci viene in aiuto la nutrizionista Liz Vaccariello, esperta in dimagrimento e autrice di molti libri, tra cui Flat Belly (Pancia Piatta). Liz sostiene che la chiave per sconfiggere il grasso addominale è mangiare grassi sani, cioè acidi grassi monoinsaturi (che in inglese hanno la sigla MUFA – Monounsaturated Acid Fat), in almeno 3 pasti al giorno. Questi grassi si trovano nei cibi di origine vegetale: frutta a guscio, semi, arachidi, burro di arachidi, olive, olio d’oliva e avocado. E’ stato svolto uno studio di 28 giorni ed è stato dimostrato che le persone che hanno consumato questi grassi hanno perso il 33% di grasso, specialmente nella zona addominale. Questi grassi infatti contribuiscono a mantenere un equilibrio ormonale che evita lo stress, principale causa dell’accumulo di grasso addominale.
Oltre i grassi “buoni”, la dieta deve comprendere proteine magre, carboidrati complessi, frutta e verdure a volontà, a ogni pasto.
Ecco un esempio tipo:
Colazione: sandwich con uova strapazzate, lattuga, pomodoro, qualche fetta di avocado e pane integrale.
Pranzo: piadina integrale con tacchino, formaggio magro, verdura e olive.
Cena: pasta integrale al pesto (contiene il grasso buono dell’olio d’oliva), pollo e ortaggi.
3) Ridurre il processo infiammatorio. Per questa fase l’aiuto arriva dal dott. Shawn Talbott, che ha studiato per 20 anni il grasso addominale ed è arrivato alla conclusione che si può tenere sotto controllo per mezzo degli ormoni. Tra i libri che ha scritto c’è anche The Cortisol Connection Diet. Infatti il cortisolo è l’ormone dello stress e bisogna tenerlo a bada per evitare di accumulare grasso addominale. Questo ormone comunica al cervello che siamo affamati e chiede al corpo di immagazzinare grasso specialmente nella zona addominale, dove abbiamo più cellule adipose. Il trucco sta nello spezzare questo circolo vizioso. In più il cortisolo crea infiammazione nell’organismo e il Dott. Talbott raccomanda uno spuntino pomeridiano a base di cibi ricchi di flavonoidi, che sono antinfiammatori e antiossidanti. Si trovano in frutti e ortaggi con colori vivaci (rossi, gialli, arancioni, blu), per esempio nei frutti di bosco, nelle carote, nei peperoni ecc. Questo tipo di spuntino equivale a 1 tazza di tè verde, che è un potente antinfiammatorio, quindi se preferite potete alternare.
4) Contrastare il gonfiore addominale. Questa fase è stata affidata al personal trainer Jaime Brenkus, che ovviamente raccomanda esercizi mirati, per far lavorare più muscoli contemporaneamente (potete vedere alcuni qui). Sorprendentemente, questo istruttore di fitness cerca anche di ridurre il gonfiore addominale, per massimizzare gli effetti dell’allenamento e per avvicinare i muscoli alla superficie della pelle.
Per eliminare il gonfiore addominale, Jaime Brenkus  suggerisce un infuso freddo fatto con 3 bustine di zenzero, una tazza di menta, il succo di un limone e del ghiaccio. Lo zenzero ha spiccate proprietà digestive, la menta aiuta a eliminare i gas intestinali e il limone è un efficace diuretico naturale. Oltre le proprietà di questi ingredienti si sa che bere molto aiuta a ridurre il gonfiore addominale, quindi preparate una bella caraffa e tenetela nel frigo (tra un bicchiere e l’altro!).

Come dico spesso, il momento giusto per cominciare e…ORA! 🙂

LE ALLERGIE ALIMENTARI CAUSANO AUMENTO DI PESO

Mark Hyman
Nello show televisivo del Dott. Oz  si è parlato delle allergie alimentari e della correlazione che hanno con la difficoltà di perdere peso o addirittura di come possono farci ingrassare.

Il Dott. Mark Hyman, fondatore di The Ultra Wellness Center e autore di numerosi best-sellers sulla prevenzione e la cura di alcune malattie, ha parlato in particolare dell’allergia al lattosio, ma credo che le sue spiegazioni aiutano a capire meglio qualsiasi allergia o intolleranza alimentare.

Il lattosio si può trovare non solo nel latte e i suoi derivari, ma anche nei cibi più comuni, che mangiamo tutti i giorni, per esempio dolci, cioccolato al latte, carni lavorate, insaccati, tonno in scatola ecc, dove vengono aggiunti latte in polvere, siero di latte, caseina, emulsionanti o esaltatori di sapidità per dare più sapore. Nelle barrette di cioccolato, ritenute dietetiche, si aggiungono proteine del siero di latte.

L’allergia al lattosio (come altre allergie alimentari), provoca infiammazione e l’infiammazione porta all’obesità. Il dott. Hyman sostiene che si può ingrassare anche di 10 kg in un anno a causa dell’allergia al lattosio.
A differenza di altre allergie, come quella alle nocciole, che provocano sintomi acuti come l’ingrossamento della lingua, difficoltà di respirare o erruzioni cutanee, questa al lattosio potrebbe non farsi notare per ore o giorni, perchè ha una reazione ritardata, ma che può dare simtomi come spossatessa, emicrania, dolori articolari e aumento di peso.
Il cibo scende nello stomaco attraverso l’esofago e si mescola ai batteri buoni, che aiutano a digerire il cibo, ma anche a quelli cattivi, che prosperano grazie al cibo introdotto.
Se si ha un’allergia, il sistema immunitario scava a fondo nelle pareti dell’intestino, creando delle crepe sempre più grandi, distruggendo il muro protettivo dell’intestino, che dovrebbe essere impermeabile. Le crepe consentono l’ingresso di ogni tipo di cose dentro l’intestino e questo causa l’ingrossamento delle viscere, gonfiore, sindrome da intestino irritabile ecc.
Moltissime malattie croniche possono derivare da allergie alimentari e quando queste guariscono spariscono anche i sintomi e si perde anche peso.
Se c’è un’infiammazione dovuta a un’allergia, il corpo combatte continuamente una guerra civile e questo indirizza le energie in modo inefficace e non mirato e questo provoca una sorta di stress al corpo e quando il corpo è stressato chiede di mangiare, per accumulare calorie.

Per capire se siamo allergici a un alimento, per esempio al lattosio, il dott. Hyman suggerisce La dieta delle 3 R, per la durata di tre settimane:
1° settimanaRimuovere tutti i latticini, cioè rimuovere l’agente incriminato, che sta causando l’infiammazione. In questo modo l’organismo ha modo di riequilibrarsi. In alternativa si può consumare latte di mandorla non zuccherato, ricco di proteine e di grassi sani e sostituire il burro con l’olio d’oliva, ricco di grassi buoni per l’organismo.
2° settimanaRiparare l’apparato digerente (l’intestino). A questo scopo si dovrebbero prendere dei probiotici in capsule o in polvere. Gli alimenti con probiotici aggiunti in realtà non ne contengono nella quantità sufficiente per apportare benefici.
3° settimanaRiattivare il corpo. Si inizia a reintrodurre gli alimenti, uno alla volta, per avviare il sistema e vedere cosa succede. Può essere utile tenere un diario su cui segnare tutte le reazioni al cibo che si mangia e i sintomi che appaiono: se ci si sente spossati, se si prende peso, se si ha emicrania o dolori articolari ecc.
Se si verificano sintomi del genere bisogna eliminare quel cibo dalla dieta.

Alla fine, quando si hanno dei sospetti su certi alimenti, si possono fare dei test ed esami del sangue per identificare i cibi che possono essere causa del problema ed evitarli.

LA FARMACIA IN CUCINA

la farmacia in cucinaCredo che il cibo sia la medicina definitiva e la scienza ora conferma ciò che i professionisti della salute hanno sempre saputo. Tu sei quello che mangi!” – Andrew Weil.
Andrew Weil è un dottore che ha fatto ricerche, ha scritto libri sul legame che c’è tra alimenti e salute (per esempio True food), e che sostiene la medicina alternativa, cioè quella che promuove la cura della salute, quella che previene le malattie e che evita i farmaci di sintesi quando è possibile.
Durante lo show del Dott. Oz ha parlato dei cibi antinfiammatori, perché è convinto che tutte le malattie hanno alla base un’infiammazione.
Ecco i 5 fondamentali cibi che dobbiamo includere nella nostra cura di prevenzione, che non devono mai mancare nella nostra cucina:
1) Frutta e verdura di colore rosso, giallo e verde, con effetto lenitivo. Ne dobbiamo consumare 5-7 porzioni al giorno ( Troppo? 3-4 frutti e  2-3 porzioni di verdura possono arrivare a 7 !)
2) Cereali integrali frantumati (bulgur, quinoa, riso basmati ecc.). Le farine si trasformano più velocemente in zuccheri e vanno nel sangue creando picchi di insulina, che genera infiammazione nel corpo. I cereali frantumati rallentano il processo digestivo. Raccomanda 5 porzioni al giorno (pasti piccoli e frequenti).
3) Olio d’oliva e frutta oleaginosa (noci, anacardi, pistacchi, pinoli…)
4) Semi di lino e di canapa, ricchi di acidi grassi Omega3.
5) Erbe (basilico, timo, rosmarino, origano…) e spezie (curry, curcuma, zenzero – i più potenti antinfiammatori che conosciamo).

Ecco un “elisir” antinfiammatorio che il Dott. Andrew Weil ha proposto:

– 30 ml di succo di olivello spinoso (che ha poteri antiossidanti più di qualsiasi altro frutto,  vedi post). Si trova nei negozi biologici.
– 1 cucchiaio di sciroppo d’agave per addolcire (se serve).
– soda  e ghiaccio.

(Se non si riesce ad avere olivello spinoso, può andare bene anche succo di mirtillo, melograno, frutti di bosco… ma non zuccherato!)

UOVA A COLAZIONE PER DIMAGRIRE

Timothy Ferriss, nel suo libro 4 Ore Alla Settimana Per Il Tuo Corpo, parla delle uova come valido aiuto nella dieta dimagrante.
Le uova forniscono proteine, grassi buoni, vitamine A,D,E e minerali come ferro, e zinco.
Le uova a colazione forniscono energia e saziano a lungo, impedendoci di arrivare troppo affamati all’ora di pranzo.
Le loro virtù vanno oltre: aiutano a dimagrire!

Diversi esperimenti hanno evidenziato che mangiare uova produce un aumento del metabolismo basale e di conseguenza una maggiore perdita di peso.
In uno di questi esperimenti un gruppo di donne in sovrappeso ha consumato per otto settimane ogni giorno due uova per colazione, mentre un altro gruppo no. Il risultato è stato che le donne che hanno consumato uova a colazione hanno perso il 65%  di peso in più rispetto al gruppo che non le ha consumate.
Non solo, ma da questo esperimento si è capito che le uova aiutano a perdere il grasso addominale, infatti hanno constatato una riduzione più elevata dell’83% della circonferenza vita.
Un’altra cosa importante è che non sono state rilevate differenze significative nei livelli di colesterolo LDL, HDL e dei trigliceridi.

Il tuorlo contiene colina, che aiuta e protegge il fegato e favorisce il dimagrimento. La colina viene metabolizzata come betaina, che riduce lo stato infiammatorio causato dallo stress ossidativo.

Io sapevo che le uova contengono molto colesterolo e che dobbiamo limitarne il consumo a 2-3 alla settimana. Ultimamente le hanno rivalutate, dicono che il loro colesterolo è facilmente metabolizzabile. I loro grassi, anche se di origine animale, sono costituiti soprattutto da grassi monoinsaturi e polinsaturi, che sono benefici per l’organismo. Inoltre contengono lecitine, ottimi emulsionanti dei lipidi, che favoriscono il trasporto inverso del colesterolo, cioè dalle arterie al fegato, aumentando l’attività del colesterolo buono HDL.
Tim raccomanda le uova biologiche, dice che contengono meno colesterolo.

Le galline meno stressate fanno uova più sane!

MEDICINA ALTERNATIVA

In questi giorni allo show televisivo del Dott. Oz si è parlato della medicina alternativa.Deepak Chopra
Le medicine tradizionali hanno sempre effetti collaterali e io sono affascinata da tutto quello che può aiutare il nostro organismo a essere sano
ed equilibrato, quindi non mi sono persa una parola.

E’ intervenuto Deepak Chopra, una star della medicina alternativa, che ha scritto più di 60 libri con i quali vuole rivoluzionare l’approccio a una delle preoccupazioni di tutti: l’invecchiamento.
Deepak Chopra è l’anello di congiunzione tra le antiche dottrine e la medicina moderna e ci permette di raggiungere nuovi livelli di conoscenza, lavorando sul collegamento tra mente e corpo.

Secondo lui i pensieri influiscono sulla nostra salute fisica: la forza del pensiero condiziona le nostre emozioni e i processi biologici, per questo è molto importante sapere che l’uomo ha il potenziale per riconnettere le funzioni cerebrali, che è il modo migliore per guarire.

Secondo Chopra è possibile rallentare l’invecchiamento.
Abbiamo circa 500 geni che influiscono sulle infiammazioni, sui disturbi cardiaci e su alcune tipologie di cancro e in 4 mesi possiamo migliorare o peggiorare le nostre condizioni.

L’errore più grande, dice Chopra, è pensare che esista una pillola magica in grado di risolvere il problema. La guarigione parte sempre da dentro e richiede tempo e impegno.
Il modo in cui interagiamo con l’ambiente, in cui pensiamo, in cui ci comportiamo, in cui ci relazioniamo gli uni con gli altri può attivare i geni buoni o i geni cattivi.
Il più importante è quello dei disturbi cardiaci, dei problemi cardiovascolari e delle infiammazioni in genere, che è legato a molti altri disturbi, tra cui le malattie autoimmuni o alcune tipologie di cancro.

Il suo programma per bloccare il processo di invecchiamento è articolato in 4 punti principali:

1) Imparare a gestire lo stress.
Lo stress influisce su tutto, porta a comportamenti di dipendenza e contribuisce all’insorgere di patologie come cancro, infezioni, disturbi cardiaci.
Con lo stress le ghiandole surrenali rilasciano ormoni che intervengono su moltissime funzioni vitali, tra cui il funzionamento neuronale. All’interno dei neuroni è contenuto il DNA.
I cromosomi  hanno delle terminazioni, chiamate telomeri. Ogni volta che l’organismo riproduce le cellule già esistenti, specie col passare degli anni, i telomeri si consumano. Con lo stress si accorciano sempre di più e il DNA si logora. Se si perde la capacità di rigenerare le zone che si sfaldano, i geni del DNA finiscono col disfarsi e quando si sfaldano l’organismo invecchia.

Una tecnica per gestire lo stress è la respirazione.
Deepak Chopra ci insegna degli esercizi di respirazione: usate il pollice, il medio e l’anulare. Mettete il pollice sulla narice destra e inspirate profondamente dalla narice sinistra. Espirate poi mettete il medio e l’anulare sulla narice sinistra e inspirate profondamente dalla narice destra. Continuate alternando, meglio ancora ad occhi chiusi.
Questo tipo di respirazione crea un equilibrio tra il sistema nervoso simpatico e quello parasimpatico, evitando che prevalga uno solo. Se prevale il sistema nervoso parasimpatico sopraggiunge lo stress.

2) Fare attenzione alla dieta alimentare. Bisogna prediligere i cibi freschi ed evitare i cibi morti (dolci, cibi pronti in scatola), che non sprigionano energia vitale, quella che proviene dal sole. Il segreto è scegliere cibi che sono in contatto diretto con l’energia che dà la vita al nostro pianeta.
Dobbiamo fare attenzione ai 6 sapori della vita e ai 7 colori dell’arcobaleno, così assorbiamo le informazioni dell’universo nel nostro organismo e metabolizziamo quelle informazioni nei nostri processi biologici.
I sapori dolce, aspro e salato abbassano il metabolismo. Se nella nostra dieta prevalgono questi 3 sapori, il metabolismo è rallentato.
Eppure ce n’è bisogno in piccole dosi, altrimenti ci sentiamo insoddisfatti. Quindi è bene ridurre il sapore aspro e associarlo a cibi fondamentali, come yogurt, succo d’arancia, mirtilli, more, frutti di bosco in genere, che contengono antiossidanti e hanno un’alta concentrazione di sostanze fitochimiche, dagli effetti antinfiammatori e anticancerogeni, quindi indispensabili.
Anche il salato è importante entro certi limiti, perchè aiuta a mantenere la pressione sanguigna a livelli normali.
Il sapore pungente, come quello dei ravanelli, dello zenzero, rafano, spezie, mostarda, hanno poteri antinfiammatori e velocizzano il metabolismo.
Se volete dimagrire focalizzatevi sul pungente, sull’amaro, sui cibi gialli e verdi (peperoni, spinaci).
Il sapore astringente, che impasta e secca la lingua (come quello del tè verde, dei fichi, lenticchie, funghi, tè nero) accelerano il metabolismo ed è importante per chi vuole dimagrire.

3) Sonno. La qualità del sonno è fondamentale. Molta gente dorme condizionata da sonniferi o alcool, ma questo sonno non dà riposo all’organismo. Bisogna dormire dalle 6 alle 8 ore, nell’intervallo ottimale dalle 10 di sera alle 6 del mattino, perchè in questo modo ci armonizziamo ai ritmi dell’universo. Il segreto per dormire bene è consumare una cena leggera prima delle 19-19,30, idealmente prima del tramonto, fare una passeggiata dopo cena e andare a letto verso le 22-22,30. Tutte le ore che guadagnamo prima di mezzanotte migliorano la qualità del sonno.
Un altro segreto è annotare i nostri pensieri, qualunque cosa, per liberarci dallo stress e dormire meglio.

4) Complementi nutrizionali (integratori), per bloccare i segni dell’invecchiamento:
– Aspirina, specialmente dopo i 40 anni, che ha ottime proprieta’ antinfiammatorie.
– Vitamine (eventuialmente dividete la pastiglia in due, da prendere la mattina e la sera).
– Olio di pesce, ricco di grassi Omega 3.
– Vitamina D3, eventualmente adizionata a magnesio e calcio.

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