Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

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7 FONTI DI PROTEINE

MIGUEL - AVOCADOPer chi è vegetariano oppure vorrebbe diventarlo almeno in parte (vedi post Un po’ più vegetariano),  Dr. Oz suggerisce 7 fonti di proteine in alternativa alla carne:

1) Avocado, che Dr. Oz chiama “il burro della natura”: mezzo avocado contiene 4 g di proteine. Aggiungete delle fettine al panino, darà gusto e nutrimento! Potete assaporarlo anche come dessert (vedi post Frappè di avocado oppure Mousse au chocolat di avocado).

2) Formaggio: 30 g contengono 8 g di proteine (più di 1 uovo). Con frutta oppure un po’ di miele/confettura diventa uno snack sfizioso.

3) Ceci: mezzo bicchiere contiene 7 g di proteine. Potete aggiungerlo alle insalate oppure preparare un delizioso hummus, frullando i ceci cotti con qualche cucchiaio di olio d’oliva, uno spicchio d’aglio, succo di limone, un po’ di cumino in polvere, 2-3 cucchiai di Tahini (salsa di sesamo) e sale. Questa salsa vi potrà invogliare a mangiare verdura cruda a bastoncini.

4) Semi di canapa: 30 g contengono 6 g di proteine (come 1 uovo!) e sono ricchi di aminoacidi essenziali. Ormai si trovano nei negozi bio. Io li macino, perché hanno un guscio duro. Si possono aggiungere ai cereali del mattino, alle minestre  o alle insalate.

5) Piselli: un bicchiere contiene 8 g di proteine (come il burro d’arachidi, che è un’altra fonte di proteine!). In più questa quantità copre l’intero fabbisogno giornaliero di vitamina C e fornisce una buona quantità di fibre, indispensabili per il buon funzionamento dell’intestino e per regolare l’assorbimento dei grassi e degli zuccheri.

6) Semi di zucca: 30 g contengono 9 g di proteine. Si possono aggiungere all’avena o ai cereali della prima colazione oppure come snack pomeridiano.

7) Pomodori seccati al sole, tanto usati in meridione. Un bicchiere fornisce 8 g di proteine. Si possono aggiungere alle salse per condire la pasta oppure potete provare questa salsa:
Mettete a bagno mezzo bicchiere di pomodori secchi in acqua bollente per 10 minuti, poi spezzettateli e frullateli con  1 latta di fagioli bianchi, 50 g di formaggio feta a pezzetti, 3 cucchiai di succo di limone, 2 spicchi d’aglio, sale, pepe e origano. Se necessario aggiungete un po’ dell’acqua di ammollo. Questa salsa è ottima per accompagnare verdure crude tagliate a bastoncini oppure con pita/cracker. Si può conservare in frigorifero per 3 giorni, in un contenitore chiuso.

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LE ALLERGIE ALIMENTARI CAUSANO AUMENTO DI PESO

Mark Hyman
Nello show televisivo del Dott. Oz  si è parlato delle allergie alimentari e della correlazione che hanno con la difficoltà di perdere peso o addirittura di come possono farci ingrassare.

Il Dott. Mark Hyman, fondatore di The Ultra Wellness Center e autore di numerosi best-sellers sulla prevenzione e la cura di alcune malattie, ha parlato in particolare dell’allergia al lattosio, ma credo che le sue spiegazioni aiutano a capire meglio qualsiasi allergia o intolleranza alimentare.

Il lattosio si può trovare non solo nel latte e i suoi derivari, ma anche nei cibi più comuni, che mangiamo tutti i giorni, per esempio dolci, cioccolato al latte, carni lavorate, insaccati, tonno in scatola ecc, dove vengono aggiunti latte in polvere, siero di latte, caseina, emulsionanti o esaltatori di sapidità per dare più sapore. Nelle barrette di cioccolato, ritenute dietetiche, si aggiungono proteine del siero di latte.

L’allergia al lattosio (come altre allergie alimentari), provoca infiammazione e l’infiammazione porta all’obesità. Il dott. Hyman sostiene che si può ingrassare anche di 10 kg in un anno a causa dell’allergia al lattosio.
A differenza di altre allergie, come quella alle nocciole, che provocano sintomi acuti come l’ingrossamento della lingua, difficoltà di respirare o erruzioni cutanee, questa al lattosio potrebbe non farsi notare per ore o giorni, perchè ha una reazione ritardata, ma che può dare simtomi come spossatessa, emicrania, dolori articolari e aumento di peso.
Il cibo scende nello stomaco attraverso l’esofago e si mescola ai batteri buoni, che aiutano a digerire il cibo, ma anche a quelli cattivi, che prosperano grazie al cibo introdotto.
Se si ha un’allergia, il sistema immunitario scava a fondo nelle pareti dell’intestino, creando delle crepe sempre più grandi, distruggendo il muro protettivo dell’intestino, che dovrebbe essere impermeabile. Le crepe consentono l’ingresso di ogni tipo di cose dentro l’intestino e questo causa l’ingrossamento delle viscere, gonfiore, sindrome da intestino irritabile ecc.
Moltissime malattie croniche possono derivare da allergie alimentari e quando queste guariscono spariscono anche i sintomi e si perde anche peso.
Se c’è un’infiammazione dovuta a un’allergia, il corpo combatte continuamente una guerra civile e questo indirizza le energie in modo inefficace e non mirato e questo provoca una sorta di stress al corpo e quando il corpo è stressato chiede di mangiare, per accumulare calorie.

Per capire se siamo allergici a un alimento, per esempio al lattosio, il dott. Hyman suggerisce La dieta delle 3 R, per la durata di tre settimane:
1° settimanaRimuovere tutti i latticini, cioè rimuovere l’agente incriminato, che sta causando l’infiammazione. In questo modo l’organismo ha modo di riequilibrarsi. In alternativa si può consumare latte di mandorla non zuccherato, ricco di proteine e di grassi sani e sostituire il burro con l’olio d’oliva, ricco di grassi buoni per l’organismo.
2° settimanaRiparare l’apparato digerente (l’intestino). A questo scopo si dovrebbero prendere dei probiotici in capsule o in polvere. Gli alimenti con probiotici aggiunti in realtà non ne contengono nella quantità sufficiente per apportare benefici.
3° settimanaRiattivare il corpo. Si inizia a reintrodurre gli alimenti, uno alla volta, per avviare il sistema e vedere cosa succede. Può essere utile tenere un diario su cui segnare tutte le reazioni al cibo che si mangia e i sintomi che appaiono: se ci si sente spossati, se si prende peso, se si ha emicrania o dolori articolari ecc.
Se si verificano sintomi del genere bisogna eliminare quel cibo dalla dieta.

Alla fine, quando si hanno dei sospetti su certi alimenti, si possono fare dei test ed esami del sangue per identificare i cibi che possono essere causa del problema ed evitarli.

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