Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

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IL CIBO: LA NOSTRA MEDICINA

frutti di bosco aFa che il Cibo sia la tua Medicina
e che la tua Medicina sia il Cibo.
(Ippocrate)

Sempre di più i ricercatori e i nutrizionisti sono convinti che il cibo è fondamentale per la nostra salute.
Allo show televisivo del Dott. Oz è intervenuto il Dott. John La Puma, autore del libro Big Book of Culinary Medicine, che parla del cibo come vera e propria medicina. Dopo aver studiato le scienze dell’alimentazione, egli sostiene che il cibo è la prima linea di difesa nella battaglia contro le malattie. Lunghe ricerche gli hanno fatto capire che ci sono alimenti che possono essere usati come potenti farmaci e che è possibile invertire il processo dell’invecchiamento, prevenire disturbi come pressione alta e accumulo di colesterolo cattivo nel sangue o malattie degenerative come l’Alzheimer, senza fare uso di farmaci di sintesi.
Ecco alcuni alimenti con proprietà benefiche per il nostro organismo, che secondo il Dott. La Puma dovremmo consumare ogni settimana:

Bacche di ogni tipo (more, mirtilli, fragole, ribes), ricchi di antiossidanti.

Spezie indiane (curcuma, curry, zafferano), che hanno una forte azione anti infiammatoria e aiutano ad assorbire meglio alcune sostanze nutritive.

, ricco di antiossidanti (catechine), che ci proteggono dai radicali liberi e hanno potenti effetti sulle cellule tumorali.

Uova, ricche di proteine facilmente assimilabili.

Salmone (meglio quello pescato nel Pacifico), ricco di acidi grassi Omega 3.

COME CONSERVARE LA MEMORIA

Alzheimer

Forse vi ho già detto che una delle mie paure, la più grande, è di perdere la memoria. Non che abbia problemi 🙂 ma l’idea che si possa arrivare a non riconoscere più i propri figli mi sembra terribile!
La perdita della memoria è dovuta principalmente al morbo di Alzheimer. A Dr. Oz Show il Dr. Gary Small, autore del libro “The Alzheimer’s Prevention Program” e la D.ssa Lisa Genova hanno spiegato le cause dell’Alzheimer e mi sembra cosa giusta passare parola:
L’Alzheimer è causato principalmente da un peptide chiamato Betamiloide, una sostanza vischiosa che si accumula nel cervello e forma delle placche nelle sinapsi, bloccando il collegamento tra i neuroni. Soffocati dalle placche, i neuroni muoiono e nel cervello si creano degli spazi vuoti, come si può vedere nella foto accanto, e i ricordi si affievoliscono.
L’età è il fattore di rischio numero uno. Con l’avanzare dell’età aumenta lo stress ossidativo dei neuroni, c’è un’accelerazione del processo di invecchiamento cellulare e diminuisce la capacità dell’organismo di sbarazzarsi del betamiloide e di conseguenza aumentano le placche.
Nelle donne, la mancanza di estrogeni che si registra dopo i 75 anni accelera il declino dei neuroni.
Dopo gli 85 anni l’incidenza del morbo di Alzheimer cresce considerevolmente.
Se si ha il diabete non si è in grado di trasformare il glucosio in energia e di trasportare attraverso i vasi sanguigni il giusto apporto di ossigeno alle cellule e di conseguenza lavorano male. L’ipoglicemia causa carenza di ossigeno e livelli elevati di betamiloide, con conseguente perdita di memoria. Uno studio giapponese molto approfondito ha concluso che con il diabete (e anche il prediabete), il rischio di contrarre il morbo di Alzheimer è doppio rispetto a chi non è affetto da questa malattia.
Il colesterolo influenza il betamiloide e se il sistema è già compromesso diventa un altro fattore di rischio.
Esiste anche una componente genetica tra i fattori di rischio, ma sembra molto rara.
Per il momento non ci sono molte cure per l’Alzheimer e la migliore cura è la prevenzione. A questo scopo bisogna introdurre alcune strategie nella vita di tutti i giorni, per esempio:
– Ridurre al massimo i fattori di rischio (diabete, obesità ecc.)
– Allenare il cervello: suonare uno strumento musicale, fare parole crociate o sudoku, imparare una lingua straniera ecc. sono attività che fanno lavorare il nostro cervello.
– L’esercizio fisico aiuta a mantenerci in forma e ossigena le nostre cellule.
– L’alimentazione è fondamentale, perché attraverso il cibo si possono ridurre le infiammazioni nell’organismo.  Il pesce (salmone, alici ecc.) è ricco di grassi buoni Omega 3, con azione antinfiammatoria. Le patate sono un po’ discriminate per l’alto contenuto di carboidrati e quindi non adatte alle diete dimagranti, ma contengono selenio e altri antiossidanti (anche la buccia), in grado di ridurre lo stress ossidativo delle cellule cerebrali. Le verdure colorate, l’aglio e la frutta sono ricche di vitamine e minerali con azione antiossidante. Le spezie e le erbe aromatiche sono altrettanto preziose. In India per esempio non si registrano molti casi di Alzheimer e questo sembra dovuto all’uso di curcuma, un ingrediente del curry. La curcumina è un potente antiossidante. Anche la vaniglia, la cannella, lo zenzero, i chiodi di garofano, il pepe nero, l’origano, la salvia, il rosmarino sono ottimi alleati nella prevenzione dell’Alzheimer. L’olio di cocco sembra che abbia proprietà curative per l’Alzheimer (vedi post). Un altro alimento che sembra avere effetti protettivi sul nostro cervello è il caffè, preso con moderazione (2-3 tazze al giorno). Chi non ama il caffè può prendere del tè verde oppure della cioccolata fondente. (La dieta aiuta non solo il nostro cervello, ma anche il nostro cuore e tutto l’organismo).
Esistono anche integratori , come per esempio Ginkgo Biloba, Schisandra e Spirulina, che sembrano avere effetti benefici sulla salute del nostro cervello.

Anche se questa preoccupazione vi sembra un’eventualità molto lontana nel tempo, credo che prima si comincia meglio è per quanto riguarda la prevenzione 🙂

 

CURCUMA: NOSTRA ALLEATA

La curcuma  fa parte della famiglia dello zenzero e viene chiamata anche Lo zafferano delle Indie o Lo zafferano dei poveri  (costa meno) per il suo colore giallo.  Ha proprietà antitumorali e antiossidanti, che contrastano i radicali liberi.
E’ il componente principale del curry, molto usato in India e nei Paesi  dell’Asia del Sud. Infatti in quei paesi l’incidenza di malattie cardiovascolari e cancro è molto più bassa.
La curcuma é anche ricca di vitamina C e potassio e stimola la formazione di enzimi digestivi.
Per un migliore assorbimento va consumata insieme con un po’ di grassi, come l’olio d’oliva e del pepe nero.  Il suo effetto benefico aumenta in associazione ad alcune verdure, come i broccoletti o il cavolo.

Quando viaggio mi piace conoscere sapori tipici del posto, quindi ho imparato ad amare anche le spezie, che non usavo prima. Alla mia famiglia piace molto il pollo al curry.
Se volete provarlo, ecco la ricetta dello Chef Ramsay, un po’ semplificata:

Ingredienti:
1 cipolla grossa
3 cucchiai d’olio d’oliva
1 scatola di pomodori pelati da 500g
1 cucciaino di zenzero in polvere
1 cucchiaio di curry
1 pizzico di peperoncino
1 spicchio d’aglio
sale
1 yogurt al naturale

500 g petto di pollo
qualche cucchiaio di farina

300 g di riso
2-3 fiori di anice stellato
1 cucchiaino di cumino in polvere o qualche seme di cumino

Ho affettato la cipolla e l’ho fatta stufare con l’olio e 2 cucchiai d’acqua.
Ho aggiunto la salsa di pomodoro, il curry, il peperoncino, l’aglio, lo zenzero.
Ho fatto cuocere a fuoco basso per circa 10 minuti e ho salato.
Ho aggiunto lo yogurt, mescolando delicatamente.
Nel frattempo ho tagliato il pollo a bocconcini, l’ho infarinato e fatto dorare con poco olio.
Ho frullato la salsa di pomodoro alle spezie e l’ho versata sul pollo.
Ho fatto cuocere aggiungendo un po’ d’acqua calda finchè il pollo è diventato tenero.
Ho fatto bollire il riso nell’acqua salata, con l’aggiunta di anice stellato e cumino.
Ho servito il pollo al curry su un letto di riso (o con il riso a parte, spolverato di prezzemolo o coriandolo fresco).

Normalmente uso riso basmati (dal chicco lungo) per questo piatto, ma questa volta avevo il carnaroli. L’anice e il cumino danno un profumo e un sapore particolare al riso, molto buono.
Se avete zenzero fresco grattugiato è meglio.
Provatelo  😉

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