Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

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LE MOLTEPLICI PROPRIETA’ DEGLI EDAMAME

WP_20150106_12_15_18_Pro-300x169Gli edamame sono i fagioli verdi di soia, raccolti quando non sono ancora maturi. I baccelli hanno un colore verde brillante (quelli nella foto sono stati cotti al vapore). Non li ho visti in vendita freschi, ma è piuttosto facile trovarli al supermercato nel reparto surgelati oppure nei negozi etnici.
Già da tempo vengono utilizzati in Giappone e in Cina per le loro proprietà nutrizionali.
Si trovano con il baccello e si devono cuocere per pochi minuti in acqua o al vapore, oppure già cotti e sgusciati. Hanno un sapore dolce, delicato, simile ai piselli freschi, e sono facilmente digeribili.
La grande qualità degli edamame è quella di contenere una quantità di proteine significante (11 g di proteine per 100 g di edamame), di ottima qualità biologica. Infatti contengono tutti e 9 gli aminoacidi essenziali, ciò che li porta ad essere ottimi sostituti della carne o di altre proteine di origine animale, ricche di grassi saturi e colesterolo, e sono molto indicati per i vegetariani e i vegani.
Gli edamame sono energetici (100 g hanno 110 calorie) e contengono carboidrati, proteine, grassi “buoni”, vitamine e minerali. Sono ricchi di Vitamina C, vitamine del gruppo B e vitamina E. Contengono anche vitamina K e folati, che aiutano il buon funzionamento del cuore e aumentano la produzione dei globuli rossi. L’acido folico è indispensabile per le donne in gravidanza, perché aiutano lo sviluppo del feto.
I fagioli verdi di soia sono ricchi di minerali come manganese, calcio, ferro, magnesio (indispensabile per il Sistema Nervoso e per il buon funzionamento dei muscoli), fosforo (necessario per le ossa e i denti), rame e potassio (che regola la pressione arteriosa).
Gli edamame sono ricchi di antiossidanti (che contrastano i radicali liberi e proteggono le cellule dalla degenerazione) e di isoflavoni o fitormoni, che riducono il rischio di cancro al seno e alla prostata, abbassano la pressione arteriosa e il colesterolo “cattivo” LDL e aumentano il livello del colesterolo “buono” HDL, aiutando a prevenire le malattie cardiovascolari. I fitormoni sono di aiuto alle donne in menopausa, con bassi livelli di estrogeni, per contrastare gli squilibri ormonali e l’insorgenza dell’osteoporosi.
Gli edamame sono ricchi di fibra (1/2 tazza ne contiene 4 g), che aiuta il transito intestinale e dà un senso di sazietà, per cui sono molto indicati nelle diete dimagranti.
Sono ricchi di sostanze antinfiammatorie (riducono i sintomi in caso di artrite, reumatismi, asma, tosse ecc.) e in caso di diabete hanno la proprietà di regolare la produzione di insulina.
Si possono consumare come contorno, come snack salutare e piacevole, come ripieno insieme con ricotta (di soia per i vegani) e spinaci per torte salate, come hummus (frullati insieme con tahini, succo di limone e olio d’oliva) oppure per fare i falafel (al posto dei ceci o delle fave verdi).

A me piacciono molto, provateli anche voi!

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L’OLIO DI AVOCADO ABBASSA IL COLESTEROLO

olio-di-avocado-b1L’olio di avocado viene utilizzato da secoli in Sudamerica, dove gli Aztechi gli attribuivano proprietà afrodisiache. Adesso è reperibile anche da noi (nei negozi bio), perciò voglio elencare alcune sue proprietà:
– E’ ricco di acidi grassi essenziali, fitosteroli, lecitine e vitamine A, B1, B2, B6,C, D, PP e K. E’ energetico e rivitalizzante.
– Grazie ai tocoferoli è poco deperibile nel tempo in maniera naturale. La sua composizione è simile all’olio d’oliva e ha un punto di fumo alto (255°), ciò che lo rende adatto a friggere.
– Essendo ricco di antiossidanti, combatte i radicali liberi e la degenerazione delle cellule, prevenendo malattie degenerative come l’Alzheimer.
– Ha un’azione antinfiammatoria,  che protegge da malattie cardiovascolari. Inoltre aiuta ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo LDL nel sangue e facilita la produzione del colesterolo buono HDL.
Va detto che contiene anche una percentuale di acidi grassi saturi (acido palmitico 9-20%), quindi il suo consumo deve essere moderato.

Oltre l’uso alimentare, l’olio di avocado è prezioso per la cosmesi. Ha un grande potere di penetrazione della pelle, trascinando con sè anche altri principi attivi di creme o altri prodotti cosmetici.
Per le sue proprietà nutrienti e rigeneranti è indicato specialmente per il rilassamento cutaneo, per pelle secca e disidratata oppure segnata dal tempo ed è protettivo contro l’aggressione degli agenti atmosferici, idratando a fondo e conferendo elasticità e morbidezza. Stimola la produzione di collagene, ha un’azione ristrutturante anti-età e promuove il rinnovamento cellulare.

Se associato all’olio di jojoba o di mandorle dolci, l’olio di avocado potenzia le sue proprietà, specialmente se utilizzato dopo il bagno, quando i pori sono dilatati e la pelle riceve meglio i nutrienti, senza lasciare quella fastidiosa untuosità.

LA DOLCEZZA CHE INGANNA

Dr. Alan GreeneI dolci piacciono a tutti (o quasi) e si fa largo uso dello zucchero anche in cibi che all’apparenza non sono dolci.
Con il dilagare dell’obesità la colpa è stata data ai grassi, specialmente di origine animale, ma le ultime scoperte hanno dimostrato che il vero colpevole è lo zucchero (anche per l’aumento del colesterolo nel sangue!).

Al programma televisivo del Dr. Oz è intervenuto Alan Greene, medico e autore di libri sull’alimentazione corretta, che ha  spiegato perchè lo zucchero è dannoso, non solo per l’aumento di peso.
Ecco alcuni punti che a me sembrano importanti:

– Innanzitutto lo zucchero è alla base di moltissime altre malattie, come per esempio l’ipertensione arteriosa. Questo avviene perchè abbassa la dose di monossido di azoto e influisce sull’acido urico nel sangue, elementi che regolano la pressione sanguigna.
– Lo zucchero causa malattie epatiche simili all’alcool perchè fa impennare l’insulina e le calorie verranno immagazzinate anche nel fegato, che diventa grasso e nella sua massa appaiono delle smagliature che si trasformano in cicatrici, perdendo sempre più la sua elasticità e la sua funzionalità (fino ad arrivare alla cirrosi epatica).
– Il fegato elabora gli zuccheri e trasforma l’eccesso in trigliceridi, che in parte si riversano come sostanza grassa nei vasi sanguigni e in parte vanno a depositarsi nell’omento, il grasso addominale. Lo zucchero è quindi responsabile anche dell’aumento del colesterolo cattivo LDL e della diminuzione del colesterolo buono HDL.
– Inoltre col tempo appare la resistenza all’insulina, cioè l’insulina non è più in grado di portare gli zuccheri alle cellule per dare energia e quindi questi si riversano nel flusso sanguigno portando al diabete e all’indurimento delle arterie.
– Lo zucchero è responsabile anche delle rughe perchè si lega alle proteine e distrugge l’elastina e il collagene e genera reazioni imfiammatorie.

La quantità massima consentita di zucchero è di 6 cucchiaini al giorno, ma dobbiamo tenere presente che lo zucchero si trova anche in salse, bibite e nella maggior parte di cibi elaborati.

Cominciate a diminuire lo zucchero, per esempio rinunciando a qualche bibita o biscotto e vedrete che col tempo i dolci vi sembreranno troppo dolci.
La vostra salute vi ringrazierà!

ABBASSA IL COLESTEROLO CON OLIO DI KRILL

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Si parla da molti anni ormai degli acidi grassi essenziali Omega-3. Il nostro organismo non è in grado di produrli e bisogna assumerli con l’alimentazione, per questo sono “essenziali”.
Hanno un’azione emulsionante e contribuiscono ad abbassare il livello del colesterolo cattivo LDL e ad alzare i livelli di quello buono, HDL, che pulisce le arterie.
Gli acidi grassi Omega-3 hanno un’azione fluidificante e aiutano a regolare la pressione sanguigna, proteggendoci da malattie cardiovascolari. Inoltre regolano i livelli di insulina nel sangue e quindi danno benefici ai malati di diabete.
Il pesce azzurro e il salmone sono i pesci da cui più si estraggono gli acigi grassi Omega 3.
In realtà i pesci non producono questo tipo di olio, ma sono i loro tessuti a contenerlo perché si nutrono di piccoli crostacei che vivono nelle acque dell’Antartico, e che formano lo zooplancton, il quale insieme con il fitoplancton forma il plancton, cioè quell’insieme di vegetazione e animali minuscoli di
cui si cibano specialmente le  baleneMIGUEL - WIN_20140902_131224.

Eravamo abituati agli integratori di olio di pesce per avere gli Omega-3, ma da qualche anno qualcuno ha pensato: perché dobbiamo estrarre l’olio dal pesce che si nutre del krill che lo contiene e non estrarlo dal krill direttamente? Quindi nelle farmacie ormai si trova anche l’olio di krill.
Quest’olio ha alcuni vantaggi, rispetto all’olio di pesce: è veicolato con fosfolipidi, mentre l’olio di pesce contiene acidi grassi Omega-3 legati a trigliceridi. I fosfolipidi fanno parte della membrana cellulare e questa affinità con l’organismo umano fa sì che l’olio di krill venga assorbito molto facilmente. Un altro punto a favore dell’olio di krill viene dall’assenza di retrogusto che l’olio di pesce lascia generalmente. Anche se è più facile assumere una capsula o una perla di olio di pesce, anziché un cucchiaio come si faceva una volta, nel momento in cui raggiunge i succhi gastrici l’olio di pesce rimane in superficie e risulta un po’ indigesto, specialmente per alcune persone. L’olio di krill invece si amalgama bene con il contenuto dello stomaco e non genera reflusso o cattivo sapore in bocca.
Un altro problema dei pesci è che possono contenere sostanze inquinanti, come per esempio mercurio. Il krill invece vive in acque pulitissime e profonde e quindi questo pericolo non dovrebbe esserci.
L’olio di krill contiene anche acidi grassi Omega 6 e Omega 9, in una proporzione più equilibrata rispetto all’olio di pesce. Oltre gli acidi grassi, l’olio di krill contiene antiossidanti come Vitamina A e vitamina E, che contribuiscono a stimolare il sistema immunitario, a proteggere il sistema nervoso, a curare la nostra pelle e i capelli.

Per chi volesse provarlo, l’olio di krill si trova in capsule o perle, nelle farmacie o erboristerie. Anche se si tratta di una sostanza naturale, è bene non superare le dosi consigliate.
Naturalmente non lo può usare chi è allergico ai crostacei o ad altri frutti di mare!

MA IL COLESTEROLO E’ VERAMENTE “CATTIVO”?

untitled (3)untitled (4)Negli ultimi tempi ho sentito dire che le ultime ricerche hanno smesso di demonizzare il colesterolo. Anche se negli esami del sangue il limite massimo ammesso continua ad essere di 200, qualche medico afferma che con 250 non è necessario assumere farmaci.
Oggi però sono rimasta sorpresa sentendo due medici americani, il nutrizionista Jonny Bowden e il cardiologo Stephen Sinatra dire che il colesterolo non è dannoso e che addirittura  “più alto è il colesterolo e più a lungo viviamo”.
Questi medici hanno scritto un libro, intitolato “The Great Cholesterol MITH” (Il grande mito del colesterolo), di cui hanno parlato durante lo show televisivo del Dr. Oz. E’ un libro audace, che ha provocato una vera rivoluzione sulla questione colesterolo.
Tutto ciò che la comunità scientifica crede sul colesterolo è falso – afferma il Dott. Bowden – L’idea che il colesterolo provochi malattie cardiovascolari è una bugia.
Durante la sua carriera, il Dott. Sinatra ha avuto decine di pazienti con il colesterolo basso colpiti da infarto e altrettanti con livelli alti di colesterolo e con un cuore sano. Questo l’ha spinto a studiare il colesterolo per 40 anni ed è arrivato alla conclusione che il colesterolo non ostruisce le arterie e non provoca malattie cardiovascolari.
Individuare nel colesterolo l’origine delle malattie cardiovascolari è come incolpare i vigili del fuoco dell’incendio, afferma il Dott. Bowden.
Quindi qualche hamburger o qualche pezzetto di burro ogni tanto non fanno male.
Sono stati spesi migliaia di dollari in farmaci che dovrebbero abbassare il colesterolo, farmaci che per la maggior parte non funzionano- dicono.
La comunità scientifica, secondo loro, ha commesso due errori:
1) Combattere le malattie cardiovascolari abbassando il colesterolo. E’ come ridurre le calorie di un panino togliendo la lattuga.
Abbiamo  bisogno di colesterolo, è fondamentale per la funzionalità cellulare, produce la vitamina D per la pelle, aiuta le funzioni cerebro-vascolari, le funzioni dei neurotrasmettitori, lubrifica la pelle e ci protegge da malattie infettive del tratto gastro-intestinale e dei polmoni.
Più è alto il colesterolo e più si abbassa il rischio di ictus emorragico – sostengono i due medici – e studi effettuati hanno dimostrato che le persone con livelli più altri di colesterolo sono vissute più a lungo.
2) Credere che le statine siano sicure e allunghino la vita. Non funzionano e hanno enormi effetti collaterali, tra cui: possono causare il diabete, predisporre al cancro, dare dolori muscolari e articolari, favorire la perdita della memoria, la calcificazione coronarica, dare problemi epatici e causare disfunzioni sessuali.
Incolpare il colesterolo per l’aumento delle malattie cardiache risale agli anni ’60. Questa tesi, rivelatasi infondata, è stata smentita, ma i medici non hanno tempo per ulteriori informazioni e continuano ad applicare i vecchi protocolli – ci spiegano.  Ci vuole tempo per cambiare convinzioni così radicate.
Secondo il Dott. Sinatra e il Dott. Bowden, la vera causa delle malattie cardiovascolari è l’infiammazione causata principalmente da zucchero e stress.
Per evitare le malattie cardiovascolari bisogna cercare di abbassare il più possibile l’infiammazione nell’organismo, consumando alimenti ricchi di acidi grassi Omega 3 come sardine, salmone, manzo biologico (quello di allevamento intensivo contiene ormoni, antibiotici e altre sostanze inquinanti), verdure e frutta colorata, frutti di bosco, ciliegie, mele, ribes nero, Vitamina D, olio sano (avocado, mandorle ecc.), evitare i grassi trans e i cibi che si trasformano in zuccheri, come le farine raffinate, evitare per quanto possibile lo stress e fare movimento. Inoltre è utile consumare succo di melograno, ricco di antiossidanti e di sostanze antinfiammatorie, curcuma e aglio (abbassa la pressione, che è una causa delle malattie del cuore).
Il colesterolo si divide in HDL, cioè quello “buono”, che ha una molecola ben protetta e passa nelle arterie senza depositarsi, e LDL, considerato “cattivo” perché la sua molecola non è ben protetta e si può rompere e attaccare alle pareti delle arterie. Non tutto il colesterolo LDL è dannoso, però. Questo colesterolo si divide in particelle più grandi e morbide (di tipo A), che non possono attraversare le pareti delle arterie, particelle di grandezza media (di tipo AB) e particelle piccole (di tipo B). Le vere colpevoli sono le particelle B, che possono attraversare le pareti delle arterie, causare infiammazione e innescare la formazione delle placche, che causano problemi coronarici. Quando esiste già un’infiammazione causata dal consumo di troppi zuccheri, grassi trans e da stress, queste particelle possono rimanere impigliate nelle asperità delle pareti dei vasi sanguigni, formare delle placche e ostruire le arterie.

Ecco perché più che monitorare il livello di colesterolo bisognerebbe chiedere al proprio medico l’esame del profilo delle lipoproteine, per vedere il livello delle lipoproteine di tipo B.
Concludendo, il consiglio del Dr. Oz:
Sentitevi più liberi di mangiare grassi saturi, ma siate implacabili con gli zuccheri!

 

CILIEGIE: NON FATEVELE SFUGGIRE!

ciliegieStagione di ciliegie, approfittatene perché hanno moltissime proprietà benefiche!
Per cominciare hanno poche calorie (38 per 100 g) e sono indicate anche per chi segue una dieta. Non solo, ma contengono delle fibre solubili, che a contatto con l’acqua aumentano di volume e danno un piacevole senso di sazietà (specialmente la mattina).
Le ciliegie sono conosciute per il loro potere depurativo, disintossicante e diuretico e sono indicate per prevenire e curare disfunzioni renali, l’accumulo di acido urico (gotta) e gonfiori causati dalla ritenzione idrica. Inoltre hanno proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche, utili specialmente nelle artriti e malattie reumatiche.
Hanno un leggero effetto lassativo, che contribuisce alla buona salute dell’intestino.
Le ciliegie contengono un acido (malico), che favorisce la digestione degli zuccheri e l’attività del fegato.
Sono ricche di polifenoli e antociani, antiossidanti che contrastano i radicali liberi e prevengono l’invecchiamento cellulare.
Contengono vitamina A e vitamina C, che stimolano la produzione di collagene, indispensabile per l’elasticità della pelle e delle articolazioni e per proteggere i capillari fragili.
Sono ricche anche di acido folico e flavonoidi, con proprietà antiossidante, che aiutano ad abbassare il colesterolo cattivo LDL e a prevenire la formazione delle placche e le malattie cardiovascolari.
Le ciliegie sono ricche di minerali come calcio, magnesio, fosforo. Il potassio in esse contenuto aiuta a regolare la pressione sanguigna.
Contengono carotene, che protegge la pelle dall’azione dannosa dei raggi ultravioletti e rende l’abbronzatura uniforme.
Un’altra proprietà delle ciliegie è quella di facilitare il sonno, essendo ricche di melatonina, una sostanza che regola le fasi di veglia e sonno nel nostro organismo.
Con i peduncolo si fanno degli infusi o decotti, con azione diuretica e drenante delle tossine, specialmente degli acidi urici.
Grazie alle vitamine A e C e alle sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, le ciliegie sono ottime anche per maschere per il viso, specialmente per pelle irritata. Basta schiacciarle e applicare la polpa sulla pelle pulita, lasciare agire per 15 minuti e sciacquare con acqua tiepida.

E poi sono belle e buone, non fatevele sfuggire!

 

IL CAFFE’ PUO’ FAR AUMENTARE IL COLESTEROLO

Nello show televisivo del Dr.Oz ho sentito una cosa che mi ha fatto radrizzare le orecchie: il caffè può far alzare il colesterolo nel sangue! Ho sempre pensato che il caffè può causare qualche problema di insonnia o di eccitabilità se preso in dosi eccessive, ma non avrei mai sospettato che facesse aumentare il colesterolo!

Sono andata a fare le mie ricerche e ho saputo che esiste questa possibilità.
L’Università Agraria di Wageningen, nei Paesi Bassi, ha effettuato delle ricerche e ha scoperto che nella parte grassa del caffè esiste una sostanza chiamata Cafestolo, che può far aumentare il colesterolo LDL, cioè quello cattivo.
A seconda del metodo di preparazione del caffè la quantità di cafestolo varia in modo significativo. Per la preparazione del caffè alla turca il caffè si fa bollire e il cafestolo viene rilasciato abbondantemente. Per il caffè americano si versa dell’acqua bollente sulla polvere di caffè e una tazza può contenere anche 4 milligrammi di cafestolo e può innalzare il livello del colesterolo nel sangue dell’ 1%.
Per evitare questi effetti indesiderati si usano filtri di carta, che trattengono il cafestolo.
Una tazzina di caffè espresso può contenere 1,2 milligrammi, quindi se il consumo è moderato il problema è irrilevante. Se il consumo è più alto aumentano le probabilità di veder crescere il nostro colesterolo cattivo. Per esempio 5 tazzine possono aumentarlo del 2%.

Il caffè é stimolante, contiene antiossidanti che combattono i radicali liberi, sembra che faccia aumentare il colesterolo buono HDL e che protegga dal morbo di Parkinson, ma come con tutte le cose, il consumo deve essere moderato.

I LIPIDI: RISERVA ENERGETICA

Con il metabolismo gli alimenti vengono scissi in nutrienti, per poter essere assorbiti dal nostro organismo. I tre nutrienti di cui abbiamo bisogno sono i glucidi, i lipidi e le proteine.
La percentuale ottimale di lipidi nella nostra alimentazione é di un terzo dell’aporto calorico giornaliero.

I lipidi sono importanti perchè sono una riserva energetica da utilizzare in caso di necessità, aiutano l’assorbimento delle vitamine liposolubili, come A,D,E,K, facilitano delle reazioni chimiche e lubrificano il nostro organismo.
Sono contenuti nel tessuto adiposo sottocutaneo e ci proteggono dal freddo oppure dai traumi.
Sono però gli alimenti in assoluto più calorici: 9 calorie al grammo (più del doppio dei glucidi e delle proteine). Vengono assimilati più lentamente degli zuccheri semplici, ma la resa calorica aumenta in proporzione e  richiamano pane e salse, che incrementano l’apporto calorico complessivo.

Come dice Pierre Dukan nel suo libro La Dieta Dukan, in caso di dieta dimagrante consumare grassi equivale praticamente a nutrirsi con ciò che cerchiamo di eliminare.
Una dieta efficace e coerente deve iniziare con la riduzione e l’eliminazione degli alimenti che ne sono ricchi. Non si può perdere massa grassa introducendo altro grasso.
Tuttavia non si devono escludere dall’alimentazione anche perchè in assenza di lipidi il nostro organismo tende a risparmiarli e si riduce la lipolisi, cioè si bruciano meno grassi.
Inoltre i cibi a basso contenuto di grassi hanno un passaggio più rapido nell’apparato digerente e il senso di fame si ripresenta prima.
I grassi di origine animale sono ricchi di colesterolo e trigliceridi e sono una minaccia per il cuore.
Negli alimenti preconfezionati si cerca di sostituire il burro con grassi idrogenati come margarina e olio di palma, che sono dannosi per il nostro organismo.

L’olio d’oliva é il più indicato per una sana alimentazione, per la sua ricchezza di antiossidanti, come gli acidi grassi Omega 3.
Un altro pregio dell’olio d’oliva é quello di resistere a temperature più alte e quindi è indicato anche per cucinare.
Non è sano eliminare i grassi, specialmente l’olio d’oliva, ma il suo consumo deve passare attraverso il cucchiaio: non dobbiamo versare l’olio a occhio, ma con l’aiuto del cucchiaio, così possiamo controllare la quantità (l’ideale è 1 cucchiaio a pasto, diviso tra quello crudo per condire l’insalata e quello usato per sugo o altro condimento).
Dobbiamo ricordare che anche la frutta secca é una buona fonte di grassi, così come le olive.

Dr. Oz suggerisce di prendere un po’ di olio d’oliva su un pezzetto di pane 20 minuti prima del pasto per calmare la fame e mangiare di meno.

LA FORMULA PER CALCOLARE IL RISCHIO DI MALATTIE CARDIOVASCOLARI

Buone notizie, ragazzi! Ho fatto le analisi di routine e il mio colesterolo è sceso di 22 punti, quindi lo stile di vita che ho scelto di avere e di cui vi parlo sempre funziona!

Ecco una cosa che ho scoperto e potrebbe essere utile anche a voi: sappiamo già che il pericolo del colesterolo alto viene tra le altre cose dal deposito di placche di grasso sulle arterie, che porta al restringimento del lume e impedisce il passaggio del sangue.
I danni vengono soprattutto dal colesterolo LDL, chiamato cattivo.
Il colesterolo HDL è chiamato buono perchè trascina quello cattivo per eliminarlo, quindi è bene avere un colesterolo HDL alto perché è come avere un valido soldato che combatte per noi.
Esiste una formula per calcolare l’indice di rischio malattie cardiovascolari (IRC) in base ai vostri livelli di colesterolo:

Colesterolo totale
_________________
Colesterolo HDL

Per esempio abbiamo il colesterolo totale 194 e il colesterolo HDL 56
194:56 = 3,46

In questo caso l’IRC è di 3,46.

Il valore consentito è di 4 per gli uomini e di 3,7 per le donne.

Tenetelo d’occhio anche voi!

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