Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

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LE DIETE IPOCALORICHE FUNZIONANO?

WP_20150117_09_36_44_Pro-300x169Per anni ci è stato insegnato che la chiave del dimagrimento è il bilancio tra le calorie ingerite e le calorie spese, quasi un lavoro da ragioniere. Siamo diventati bravi nel fare i conti, eppure i risultati sulla bilancia stentavano a verificarsi.
Infatti le diete ipocaloriche ci affamavano e appena finiva la “punizione” e si ritornava a mangiare qualcosa di più, il peso ritornava come prima. Le famose diete yo-yo, tra l’altro molto dannose per l’organismo perché possono provocare carenze di micronutrienti (vitamine e minerali), squilibri ormonali, spossatezza ecc.
Le diete di ultima moda, di solito provenienti da Hollywood, non sono molto diverse da quelle di alcuni anni fa per quanto riguardano i risultati: c’è un calo di peso iniziale, direttamente proporzionale alla motivazione e alla costanza con cui si segue la dieta, poi il ritorno allo stato iniziale se siamo fortunati. Infatti generalmente si arriva a pesare più di quanto si pesava all’inizio della dieta e anno dopo anno la situazione peggiora.
Il primo errore di fondo è quello di restringere troppo le calorie. Così facendo si agisce solo su un parametro della nostra alimentazione, cioè quello delle calorie. E’ un parametro importante, ma non risolutivo. Dimezzando le calorie, la persona si limita a dimezzare gli errori che faceva prima, cioè consumare alimenti come formaggi, salumi, latticini, cibi lavorati industrialmente, che producono effetti dannosi. Inoltre il nostro organismo è progettato per cavarsela in ogni circostanza, quindi se il cibo diminuisce corre ai ripari mettendosi in modalità “carestia” e rallentando tutte le sue attività metaboliche.
Il secondo errore è quello di considerare le calorie tutte uguali. Il Dott. Filippo Ongaro faceva un esempio: una brioche ha 190 calorie, cioè quasi quanto 800 g di cavolfiore. Chi bada solamente alle calorie può pensare che sia più piacevole e più facile da mangiare la brioche. In realtà il cavolfiore è una miniera di fitonutrienti (vitamine e minerali), carboidrati complessi, proteine e fibra dal potere saziante e salutare per l’intestino, che ci proteggono e aiutano il nostro organismo a lavorare in modo ottimale. La brioche ha solo calorie vuote: è ricca di zuccheri e grassi saturi (dannosi), non contiene vitamine e minerali e non sazia.
Un piatto di pasta non integrale di 100 g ha 340 calorie e nell’organismo di comporta come gli zuccheri: ha un indice glicemico alto, produce un veloce innalzamento della glicemia e sollecita il pancreas a produrre insulina per abbassarlo. Quando il livello di zuccheri si abbassa, si ritorna ad essere affamati. I picchi glicemici, sia nella fase alta che nella fase bassa, causano affaticamento e possono portare a disfunzioni metaboliche.
Un piatto di legumi di 100 g ha solo 80 calorie e i legumi contengono zuccheri complessi, a lento rilascio, danno energia più a lungo ed evitando i picchi glicemici e la superproduzione di insulina. In più i legumi sono ricchi di fibra, che abbassa l’assorbimento dei grassi e migliora le funzioni intestinali e sono ricchi di proteine, che mantengono la massa muscolare.
Questi sono alcuni esempi con un messaggio chiaro: se proprio dobbiamo stare attenti alle calorie, dobbiamo imparare a scegliere gli alimenti che ci nutrono e quindi dare un valore alle calorie che compongono la nostra dieta, altrimenti a lungo termine la dieta ipocalorica NON FUNZIONA.

10 REGOLE PER LA TUA DIETA

imagesL0PAJCUIPer qualche motivo prima o poi ci capita di stare a dieta e affrontarla con consapevolezza può facilitarci le cose.
Ho trovato queste regole nel libro di Michael Mosley “The fast diet” (5:2), ma credo che si possano applicare a tutte le diete e specialmente a quelle che prevedono una restrizione calorica. Per la buona riuscita di una dieta è importante la preparazione psicologica, ecco perché mi affretto a farle conoscere a chi volesse cominciare il suo percorso:

1) Sii realistico e fatti un piano. Tieni un diario in cui annotare i tuoi pasti, l’attività fisica, le sensazioni e cerca di scrivere 3 cose buone successe nella giornata: è un messaggio di benessere.
2) Trova un compagno di dieta, per sostenervi a vicenda.
3) Cucina nei giorni in cui non devi contare le calorie (o comunque lontano dall’ora di pranzo), così non avrai tentazioni. Pulisci la casa dai cibi non permessi.
4) Controlla le porzioni e le calorie. Mangia lentamente e mastica a lungo. Hai solo 500 (o 1500) calorie, goditele! Non contare le calorie nei giorni “liberi”, avrai cose più importanti da fare.
5) Se ti sembra di avere fame, aspetta prima di mangiare almeno 10-15 minuti, per vedere se la fame persiste. Se proprio devi mangiare, scegli qualcosa con un basso indice glicemico, che non alza la glicemia (carote a julienne, popcorn, fette di mela o frutti di bosco), ma non “becchettare” tutto il giorno (le calorie si alzano e la tua dieta sarà compromessa). Nei giorni liberi mangia con criterio, non riempiti.
6) Resta occupato. Noi umani cerchiamo qualcosa da fare tra i pasti diceva Leonard Cohen, quindi riempi la tua giornata, non il tuo piatto. Fai qualcosa che ti interessa. La distrazione è la tua migliore difesa dall’industria alimentare (che ti tenta continuamente).
7) Resta idratato: infusi, acqua minerale gassata o dal rubinetto. Molta acqua viene dal cibo e diminuendo il cibo diminuisce anche l’acqua. Cerca di compensare. Controlla il colore dell’urina, deve essere chiaro. La bocca asciutta è un sintomo di distrazione. In più l’acqua riempie la pancia, almeno per un po’. Non confondere la sete con la fame.
8) Non controllare il peso troppo spesso. Anche se non vedi calo di peso, avrai sicuramente altri benefici per la salute a lungo termine.
9) Sii cauto, se ti sembra sbagliato fermati. La dieta deve essere flessibile e indulgente. Chi vuole vivere di più se la vita è miserabile?
10) Congratulati con te stesso. Ogni giorno di dieta completato significa una potenziale perdita di peso e salute guadagnata. Stai già vincendo!

 

 

 

LA CUGINA MAGRA DELLA CIOCCOLATA: LA CARRUBA

sfoglie finite

Quando ho visto per la prima volta il bacello di carruba mi sembrava fatto di cioccolato e non ho resistito all’impulso di assaggiarlo. Come tutte le volte in cui le tue aspettative superano la realtà, sono stata un po’ delusa. Sapevo che la farina viene utilizzata nell’industria alimentare, ma il mio interesse per la carruba si è affievolito. Poi l’ho vista in vendita e questa polvere mi ricordava il cacao, quindi ho deciso di provarla, pensando più che altro a una bevanda calda.
La strana coincidenza vuole che di lì a poco  nello show di Dr. Oz presentassero un dolce, simile alla cioccolata: sfoglie di carruba.
Non potevo non provare a farle 🙂
La cioccolata fa bene, lo sappiamo, perché fa secernere la serotonina, un ormone del buonumore. Tuttavia dobbiamo limitarne il consumo perché è calorica, in più per qualcuno potrebbe risultare eccitante, per la presenza di teobromina, caffeina e alte sostanze stimolanti (che provocano dipendenza!).
Ecco perché Dr. Oz ha pensato di realizzare un sosia del cioccolato, meno calorico e senza caffeina, fatto principalmente di olio di cocco e farina di carruba.
L’olio di cocco ha tantissime proprietà benefiche (vedi post) e fa persino dimagrire. La carruba ha molto meno grassi del cacao (con cui si fa la cioccolata), e contiene anch’essa sostanze nutritive (carboidrati, proteine, zuccheri, fibra, vitamine e minerali).
Un’altra qualità della carruba è che contiene naturalmente zucchero e non  dobbiamo aggiungerne molto altro. Per esempio il cacao amaro e la carruba hanno quasi le stesse calorie, ma per fare un dolce il cacao richiede molto più zucchero di quanto ne richieda la carruba.  Noi comunque non mettiamo affatto zucchero, useremo la stevia, che praticamente non ha calorie (vedi post). In più abbiamo il vantaggio di sapere esattamente che cosa contiene il nostro dolcetto (niente conservanti, coloranti, grassi di dubbia provenienza ecc.)
Io adoro il cioccolato e poter realizzare un (quasi) sostituto, mi sembra una buona idea.
Ecco la ricetta, un po’ modificata:

Ingredienti
– 50 g di olio di cocco,
– 7 cucchiai di farina di carruba,
– 2 cucchiaini di stevia,
– estratto di vaniglia,
– cannella in polvere,
– scorza di arancia grattugiata.

Preparazione
– Fate liquefare l’olio di cocco.
– Mettete la farina di carruba col cucchiaio, mescolando, finchè otterrete un impasto abbastanza sostenuto.
– Aggiungete la stevia e l’essenza di vaniglia.
– Dividete l’impasto in due: in una metà aggiungete la cannella e nell’altra metà aggiungete la scorzetta d’arancia (così avrete due gusti!).
– Foderate un piano con della pellicola o carta da forno e versate mucchietti, con il cucchiaino.
– Livellate ogni mucchietto, per ottenere una  “sfoglia”.
– Mettete nel frigo per qualche ora.

Se la temperatura dell’ambiente è al di sotto dei 23°C, l’olio di cocco tende a solidificarsi, quindi se l’impasto diventa troppo duro e non potete incorporare i profumi, mettetelo un attimo nel microonde o a bagnomaria. Se invece l’olio è liquido, dopo aver mescolato gli ingredienti mettete l’impasto nel frigo finchè potete lavorarlo con le mani: formate delle palline e poi appiattitele sul piano foderato (sottili!).
La farina di carruba è finissima, versatela con cautela perché vola dappertutto.
Il risultato è soddisfacente. In effetti le sfoglie assomigliano alla cioccolata. Io preferisco associare la cioccolata a cannella o arancia, per questo ho scelto questi profumi per i miei dolcetti, ma voi date sfogo alla vostra fantasia!
Quando vi vengono “le voglie” e non avete cioccolata in casa o quando volete coccolare qualcuno senza attentare alla sua linea, le sfoglie di carruba possono fare al caso vostro.
Divertitevi!

Per dettagli sulla preparazione di ricette, vi aspetto su Facebook!

SCEGLIETE IL PIATTO GIUSTO!

2014-02-14 16.14.09Quando vogliamo dimagrire dobbiamo fare attenzione a tutto ciò che può sabotare la nostra dieta oppure, al contrario, ci aiuta a percorrere il nostro cammino senza troppe difficoltà.
Anche il piatto in cui mangiamo può dare il suo contributo, come sostiene il Dott. David Lewis, psicologo inglese che ha uno spazio nel programma televisivo Bugiardi a dieta, insieme con Anna Richardson, giornalista e scrittrice.
Guardando la foto a lato, quale fetta di torta vi sembra più grande?
Adesso state in guardia, non volete cadere nel tranello, ma normalmente si risponderebbe subito “quella del piatto piccolo”.
In realtà, come potete vedere nella foto in basso, le fette sono uguali, ma per un’illusione ottica sembrano diverse: la torta riempie generosamente il piatto piccolo, mentre ha un’aria un po’ triste e solitaria nel piatto grande.
Tutti noi mangiamo con gli occhi prima di tutto e il Dott. David Lewis ha fatto un esperimento per dimostrare come la percezione delle dimensioni di una porzione influisca sulla nostra sensazione di appagamento:
Ha raggruppato dei volontari e ha consegnato a metà di loro delle coppe piccole e all’altra metà delle coppe grandi, poi ha offerto del gelato a volontà. L’unica cosa che chiedeva loro era di far pesare il gelato prima di consumarlo, in modo che lui potesse tenere il conto delle quantità.2014-02-14 16.15.39
Alla fine ha intervistato alcuni partecipanti e ha costatato che tutti si ritenevano soddisfatti, anche chi ha avuto la coppa piccola.
Come potete immaginare, il gruppo con la coppa grande ha consumato il 45% in più di gelato rispetto al gruppo con la coppa piccola.
La teoria del Dott. Lewis è che sono gli occhi a dirci quanto grande è una porzione, in base al piatto che usiamo. Se il piatto è grande tendiamo a riempirlo. Se riempiamo un piatto piccolo ci sembrerà una buona porzione e man mano che andiamo verso la fine il nostro cervello si prepara a sentirsi appagato.

Quindi, piatti piccoli per dimagrire!
Leggi anche post precedente.

 

CIBI SOSIA PER LA LINEA

E’ difficile seguire una dieta oppure2013-12-27 13.10.28 mangiare in modo più salutare a lungo, perchè abbiamo una memoria dei cibi e, anche se siamo convinti e diligenti, riafiorano alcuni desideri quando meno ce l’aspettiamo.
Tutto parte dal cervello e, sapendo questo, la cosa migliore è cercare delle alternative che rispettino le caratteristiche dei cibi che si desiderano.
Prendiamo le patatine fritte: calde, croccanti, salate…
Si può ottenere qualcosa di molto simile utilizzando le melanzane al posto delle patate, molto meno caloriche (24 calorie per 100 grammi, contro le 77 calorie delle patate).
Io le ho preparate così:
– Ho tagliato le melanzane a bastoncino, le ho cosparse di sale e le ho lasciate riposare per almeno un’ora.
– Ho preparato in un piatto del pangrattato misto a parmigiano grattugiato.
– Ho lavato i bastoncini di melanzane e li ho passati nel pangrattato col formaggio. (Si può usane farina di mais al posto del pangrattato).
– Ho disposto i bastoncini nella teglia foderata di carta da forno.
– Ho versato un filo d’olio d’oliva sui bastoncini.
– Ho cotto nel forno a 200° per circa 15 minuti, poi ho girato i bastoncini e ho fatto cuocere per altri 15 minuti.

Sono piaciuti a tutti!
In questo modo si appaga il desiderio di patatine fritte. Possono essere un’idea anche per un aperitivo. (Si possono usare anche gli zucchini a questo scopo).
Provate!

Su Facebook trovate dei dettagli,chiedetemi l’amicizia!

SAI QUANTA ACQUA BERE?

Sapete che siamo fatti per il 70% di acqua?Bere acqua per dimagrire
Durante il giorno, e anche la notte, ne perdiamo molta attraverso il sudore, l’urina e il fiato e quindi dobbiamo avere cura di reintegrarla costantemente.
Se durante il giorno avete desiderio di dolci, mal di testa nel pomeriggio oppure una stanchezza inspiegabile, potrebbe darsi che siate disidratati.
Certi cibi come le proteine animali, le bevande gassate o il caffè rendono il nostro sangue più acido e l’acqua lava via le tossine dal nostro organismo.
Inoltre l’acqua accelera il metabolismo e questo significa che bruciamo più calorie ed è quello che la maggior parte di noi vuole!
Margherita Enrico, nel suo libro La scienza della giovinezza, dà persino la formula per trovare quanta acqua dobbiamo bere:

La vostra altezza in centimetri più il vostro peso in chili, diviso cento.
Per esempio se siete alti 170 cm e pesate 70 kg, dovreste bere 2,4 litri al giorno (170+70:100).

Deepak Chopra  e lo yogi Cameron Alborzian consigliano di bere un bicchiere d’acqua calda al risveglio, secondo la tradizione ayurvedica. Questo aiuta il nostro corpo a risvegliarsi dolcemente, come se ricevesse un bel massaggio. In più l’acqua calda calma l’appetito. Infatti quando si sta seguendo una dieta dimagrante e arriva un languorino è bene bere un bicchiere di acqua calda.

Doctor Oz consiglia un bicchiere di acqua calda con uno spicchio di limone al risveglio, per stimolare il tratto gastrointestinale e la peristalsi, e aspettare 30 minuti prima di fare colazione.

Dobbiamo avere sempre con noi una bottiglia d’acqua e sorseggiare spesso. Se l’acqua non è molto invitante per voi potete darle sapore aggiungendo fette di limone o lime (post Bevanda bruciagrassi), qualcuno ama il sapore del cetriolo,  oppure potete prepararvi delle tisane o del tè verde.
Io aggiungo zenzero fresco all’acqua, che dà un sapore molto gradevole, oltre le sue molteplici proprietà benefiche (è antiossidante, antinfiammatorio, ipotensore, disinfettante).

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