Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

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METALLI PESANTI CHE CI INTOSSICANO? CHLORELLA!

La Chlorella è un’alga verde, considerata un “super cibo” dalla nutrizionista inglese Gillian McKeith per le sueimages (5) molteplici proprietà benefiche.
La Chlorella è una micro-alga unicellulare, che costituisce la maggior risorsa di clorofilla di tutto il regno vegetale. La clorofilla ha la particolarità di trasformare la luce solare in energia ed è il “sangue” delle piante, molto simile all’emoglobina. L’atomo centrale dell’emoglobina è il ferro, mentre quello della Chlorella è il magnesio, ma attraverso la trasmutazione biologica si trasforma in sangue (aumenta la produzione di globuli rossi). Infatti sembra che in tempo di guerra, quando non si potevano effettuare trasfusioni di sangue, venisse impiegata la clorofilla per curare i soldati.
La Chlorella è ricca di vitamine del gruppo B (compresa la B12), vitamina C e K. Contiene acidi grassi Omega 3, che puliscono le arterie, abbassano la pressione sanguigna e il colesterolo, proteggono dalle malattie cardiovascolari, proteggono le articolazioni, rinvigoriscono il Sistema Nervoso, ripara e rigenera i tessuti e rallentano il processo degenerativo delle cellule e la comparsa di malattie come l’Alzheimer o il morbo di Parkinson. Inoltre è ricca di aminoacidi essenziali ed è molto indicata per gli sportivi, per mantenere e incrementare la massa muscolare.
L’alga verde Chlorella è ricca di minerali alcalinizzanti, come calcio e magnesio, che regolano l’acidità del sangue.
La Chlorella contiene acidi nucleici chiamati Fattori di Crescita Chlorella (CGF), che favoriscono la produzione di cellule sane, senza incrementare quelle malate (tumorali).
Un’altra sua qualità è quella di favorire la proliferazione dei batteri benefici, antivirali, antibiotici e antibatterici, potenziando il Sistema Immunitario.
Oltre tutte queste proprietà benefiche, la Chlorella possiede una straordinaria: la sua parte di cellulosa, non digeribile, attrae e aggrega le tossine e le fa espellere attraverso il Sistema Linfatico, con la sudorazione, e le viscere. In Giappone, così esposto alle radiazioni nucleari, sono state svolte molte ricerche in proposito. Di fatti tutti noi siamo esposti ad agenti inquinanti: pesticidi, erbicidi, fungicidi, mercurio, cadmio ecc. Sembra che nei tessuti di pinguini al Polo Sud sia stato trovato del DDT e tracce di carburante degli aerei è stato trovato nel latte materno degli aborigeni dell’entroterra australiano e in tutto l’ambiente si è sparso l’uranio impoverito utilizzato nella recente guerra nel Medio Oriente e quindi la Chlorella è una delle più potenti armi nel nostro arsenale dei Supercibi. La Chlorella purifica il sangue aiutando così anche le funzioni mnemoniche.
Andrebbe consumata quotidianamente, per esempio 1 cucchiaino aggiunto a frullati, succhi o minestre. Un eccesso potrebbe avere un effetto lassativo e, per via della cellulosa, potrebbe essere un po’ nauseante, quindi cominciate con piccole dosi.

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LE FANTASTICHE PROPRIETA’ DEL MELOGRANO

MELOGRANI 1Devo ammettere che ho considerato il melograno solo come elemento decorativo per il centrotavola natalizio. Mi sembrava difficile da pulire e, anche pronto all’uso, non mi entusiasmava: troppi semi, non mi sembrava che valesse la pena. Evidentemente non sapevo utilizzarlo al meglio e soprattutto non conoscevo le sue proprietà benefiche. Incredibile il nostro atteggiamento mentale! Sono passata dal quasi ignorarlo al quasi adorarlo! Quando sono consapevole della validità di una cosa riesco a superare qualsiasi difficoltà per averla! Adesso non faccio fatica a pulire il melograno e preparo un fantastico succo fresco in poco tempo! (dettagli su Facebook)
Torniamo a questo frutto meraviglioso, che dobbiamo sfruttare mentre è la sua stagione.
Il melograno, il cui nome botanico è Punica Granatum, è originario della Persia e dell’Afghanistan. E’ una pianta ornamentale a cespuglio, con tronco e rami contorti e fiori di un bel rosso acceso, per cui viene spesso utilizzato per siepi o composizioni floreali, insieme ad altri fiori.
Il nome di questo frutto riassume le sue caratteristiche estetiche: assomiglia a una mela ed è pieno di grani (melograno).
Ecco alcune delle sue proprietà benefiche:
– E’ ricco di minerali come manganese, zinco, rame, fosforo, e in quantità minore ferro, sodio e calcio, con effetti positivi sulla fragilità ossea e sulla depressione.
– E’ ricco di vitamine A, B, C, E, con azione antinfiammatoria e antiossidante, e di vitamina K.Un bicchiere di succo di melograno contiene il 40% del nostro fabbisogno giornaliero di vitamina C e una quantità di tannini (flavonoidi) 3 volte superiore a quella del tè verde.
– E’ ricco di fibra.
– E’ antibatterico e protegge il cavo orale dallo streptococcus mutans, responsabile della placca batterica. Per questo motivo è indicato per l’igiene orale, per eliminare la placca e per prevenire la piorrea. (Passare la polpa/succo su denti e gengive).
– E’ un tonico per la pelle, con proprietà astringenti. Allo stesso tempo è emolliente e lenitivo.
– E’ ricco di acido punicico (Omega 5), che rigenera l’epidermide.
– Contiene sostanze antinfiammatorie e antiossidanti (mucillagini, flavonoidi, quercetina, antocianine), più del vino rosso e del tè verde.
– E’ ricco di tannini, con proprietà astringenti (contro la diarrea) e vermifughe (contro la tenia). A questo scopo si possono fare decotti con la buccia di melograno essiccata.
– Con le foglie di melograno si ottiene un infuso indicato per il mal di gola o altri disturbi del cavo orale.
– E’ ricco di potassio e di vitamina B6 e protegge dalle malattie cardiovascolari.
– Inibisce il processo degenerativo delle cartilagini e aiuta a prevenire l’osteoartrite.
– E’ tonico e disintossicante.
– Per le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti protegge dai tumori del colon, seno, prostata e del cavo orale.  Inoltre stimola la rigenerazione cellulare e inibisce la proliferazione delle cellule cancerogene. Infatti contiene acido ellagico (si trova anche in lamponi, fragole, noci ecc.), che provoca la morte delle cellule anomale.
– Aiuta a proteggere dal morbo di Alzheimer dimezzando le proteine killer. Un bicchiere al giorno effettua una barriera protettiva.
– Migliora il profilo lipidico, abbassando il colesterolo cattivo LDL e aumentando il colesterolo buono HDL.
– Attenua i disturbi gastrointestinali (1 cucchiaio di succo di melograno e qualche goccia di olio d’oliva, a digiuno).
– Contrasta l’azione dei raggi UV, proteggendo dal melanoma.

Io lo uso principalmente per fare il succo (delizioso!), ma viene molto usato anche in cucina aggiungendo i chicchi a muffin, crostate, risotti, insalate, oppure per altre preparazioni. Ecco alcuni esempi:
– aperitivo: succo di melograno e spumante in parti uguali, con chicchi per decorazione.
– aperitivo analcolico: il succo di 1 melograno, 2 cucchiai di zucchero, 200 ml di acqua frizzante, ghiaccio e 2 fette di arancia/pompelmo per decorare.
– chicchi di melograno per decorare mousse al cioccolato o torte.
– salsa per carni: far cuocere per alcun i minuti succo di melograno, scelgono, sale e pepe, poi aggiungere maizena per addensare.
– vinaigrette al melograno e zenzero: 1/2 cucchiaino di succo di zenzero, 1 spicchio d’aglio spremuto, 1/3 di tazza di succo di melograno, 1/4 di tazza di aceto di mela, sale, pepe, 1/3 di tazza di olio d’oliva (frullare o amalgamare con la frusta).

Non posso tralasciare la parte romantica e misteriosa del melograno: è simbolo, di fertilità. Ai tempi dei romani le spose intrecciavano le sue foglie nei capelli. Sembra che in Turchia ci sia ancora l’usanza del lancio del melograno: la giovane sposa lancia un melograno, che si apre nell’impatto con il suolo. I chicchi che fuoriescono predicono il numero di bambini che la coppia avrà.

Il melograno ha effetto anticoagulante, quindi bisogna stare attenti alla eventuale interferenza con farmaci di questo genere.
Se desiderate farvi le scorte per quando saranno fuori stagione, potete congelarne i chicchi!

L’ALZHEIMER SI PUO’ PREVENIRE

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Non c’è niente di peggio che avere un cuore che continua a battere e una mente distrutta da questa malattia – Neil Barnard.

Neil Barnard è un medico statunitense che ha subito la perdita dei suoi genitori e di altri familiari a causa del morbo di Alzheimer. Spinto da motivi affettivi e dalla paura che potrebbe toccare anche a lui, ha passato più di 20 anni a fare ricerche su questa patologia. Dai suoi studi ha capito che l’approccio alimentare ha interessanti collegamenti con le origini di questa misteriosa malattia. Le sue conclusioni sono incoraggianti: possiamo mantenere la mente lucida e il cervello sano, senza neanche dover andare dal nostro medico; tutto dipenderà da noi.
Ecco le sue spiegazioni:
Esaminando il cervello malato di Alzheimer, hanno trovato delle microscopiche placche, piccole sfere tra le cellule cerebrali, che al loro interno contenevano 3 metalli: ferro, rame e zinco. Abbiamo bisogno di questi metalli (il ferro aiuta a trasportare l’ossigeno nel sangue, il rame svolge un ruolo importante per gli enzimi e il zinco aiuta le trasmissioni degli impulsi nervosi), ma quando il loro livello diventa troppo elevato e si concentra nel cervello, possono distruggere le cellule cerebrali, provocando il morbo di Alzheimer.
Come arrivano i metalli nel cervello? Attraverso il cibo e dalle pentole di rame e di ghisa con cui il cibo viene in contatto. I metalli entrano nel flusso sanguigno e arrivano al cervello, causando radicali liberi. Come le padelle che restano fuori sotto la pioggia prendono un aspetto arrugginito, il ferro e il rame nel cervello subiscono lo stesso processo ossidativo e i radicali bruciano le connessioni tra i neuroni, provocando vuoti di memoria permanenti.
Anche gli integratori che prendiamo possono essere causa dell’accumulo di questi metalli nel cervello. La differenza tra la quantità che serve e quella che diventa tossica è irrisoria. I multivitamine che prendiamo contengono vitamine, che vanno bene (anche perché il corpo è in grado di eliminare quelle in eccesso), ma i minerali non ci servono, a meno che non ci sia una patologia in corso. Si dovrebbero prendere integratori di sole vitamine, se non abbiamo una carenza accertata di uno specifico minerale.
La maggior parte di noi è sulla linea di confine perché facciamo uso di pentole di rame o ghisa oppure mangiamo cibi che ne contengono troppi, per esempio carne e latticini, ricchi di grassi saturi. I grassi saturi in combinazione con il rame causano un enorme invecchiamento e declino cognitivo.
Ecco i  3 punti principali da rispettare per proteggere il nostro cervello:
1)  Ridurre i metalli. Il sovradosaggio – dice il Dr. Barnard – è come giocare alla roulette russa con il cervello.
Per fare questo dobbiamo mangiare cibi a basso contenuto di metalli, che ci manterranno sani e attivi (e abbassano anche il colesterolo). I cibi buoni hanno benefici enormi anche per il cervello: banane, arance (vitamina C), broccoli, carote, patate dolci, frumento integrale, avena, riso, amaranto (carboidrati buoni). Il Dr. Barnard suggerisce di dividere il nostro piatto in 4 parti, con queste 4 categorie di alimenti: frutta, verdura, legumi e cereali.
2) Crearci uno scudo vitaminico attraverso il cibo:
Vitamina E (patata dolce, broccoli, mango).
Vitamina B6, che aiuta la memoria (mais, fagioli, riso).
Vitamina B12 (avena, latte di mandorla/soia, semi di zucca, spinaci, carote, asparagi, fagioli.
3) Fare associazioni mentali per ricordare le cose. Più sono buffe e ridicole, più aiutano a ricordare.

Altri consigli utili per la salute del nostro cervello nei post Come conservare la memoria, Come far crescere il nostro cervello, Supercibi per la memoria, I superpoteri dell’olio di cocco.

 

COME CONSERVARE LA MEMORIA

Alzheimer

Forse vi ho già detto che una delle mie paure, la più grande, è di perdere la memoria. Non che abbia problemi 🙂 ma l’idea che si possa arrivare a non riconoscere più i propri figli mi sembra terribile!
La perdita della memoria è dovuta principalmente al morbo di Alzheimer. A Dr. Oz Show il Dr. Gary Small, autore del libro “The Alzheimer’s Prevention Program” e la D.ssa Lisa Genova hanno spiegato le cause dell’Alzheimer e mi sembra cosa giusta passare parola:
L’Alzheimer è causato principalmente da un peptide chiamato Betamiloide, una sostanza vischiosa che si accumula nel cervello e forma delle placche nelle sinapsi, bloccando il collegamento tra i neuroni. Soffocati dalle placche, i neuroni muoiono e nel cervello si creano degli spazi vuoti, come si può vedere nella foto accanto, e i ricordi si affievoliscono.
L’età è il fattore di rischio numero uno. Con l’avanzare dell’età aumenta lo stress ossidativo dei neuroni, c’è un’accelerazione del processo di invecchiamento cellulare e diminuisce la capacità dell’organismo di sbarazzarsi del betamiloide e di conseguenza aumentano le placche.
Nelle donne, la mancanza di estrogeni che si registra dopo i 75 anni accelera il declino dei neuroni.
Dopo gli 85 anni l’incidenza del morbo di Alzheimer cresce considerevolmente.
Se si ha il diabete non si è in grado di trasformare il glucosio in energia e di trasportare attraverso i vasi sanguigni il giusto apporto di ossigeno alle cellule e di conseguenza lavorano male. L’ipoglicemia causa carenza di ossigeno e livelli elevati di betamiloide, con conseguente perdita di memoria. Uno studio giapponese molto approfondito ha concluso che con il diabete (e anche il prediabete), il rischio di contrarre il morbo di Alzheimer è doppio rispetto a chi non è affetto da questa malattia.
Il colesterolo influenza il betamiloide e se il sistema è già compromesso diventa un altro fattore di rischio.
Esiste anche una componente genetica tra i fattori di rischio, ma sembra molto rara.
Per il momento non ci sono molte cure per l’Alzheimer e la migliore cura è la prevenzione. A questo scopo bisogna introdurre alcune strategie nella vita di tutti i giorni, per esempio:
– Ridurre al massimo i fattori di rischio (diabete, obesità ecc.)
– Allenare il cervello: suonare uno strumento musicale, fare parole crociate o sudoku, imparare una lingua straniera ecc. sono attività che fanno lavorare il nostro cervello.
– L’esercizio fisico aiuta a mantenerci in forma e ossigena le nostre cellule.
– L’alimentazione è fondamentale, perché attraverso il cibo si possono ridurre le infiammazioni nell’organismo.  Il pesce (salmone, alici ecc.) è ricco di grassi buoni Omega 3, con azione antinfiammatoria. Le patate sono un po’ discriminate per l’alto contenuto di carboidrati e quindi non adatte alle diete dimagranti, ma contengono selenio e altri antiossidanti (anche la buccia), in grado di ridurre lo stress ossidativo delle cellule cerebrali. Le verdure colorate, l’aglio e la frutta sono ricche di vitamine e minerali con azione antiossidante. Le spezie e le erbe aromatiche sono altrettanto preziose. In India per esempio non si registrano molti casi di Alzheimer e questo sembra dovuto all’uso di curcuma, un ingrediente del curry. La curcumina è un potente antiossidante. Anche la vaniglia, la cannella, lo zenzero, i chiodi di garofano, il pepe nero, l’origano, la salvia, il rosmarino sono ottimi alleati nella prevenzione dell’Alzheimer. L’olio di cocco sembra che abbia proprietà curative per l’Alzheimer (vedi post). Un altro alimento che sembra avere effetti protettivi sul nostro cervello è il caffè, preso con moderazione (2-3 tazze al giorno). Chi non ama il caffè può prendere del tè verde oppure della cioccolata fondente. (La dieta aiuta non solo il nostro cervello, ma anche il nostro cuore e tutto l’organismo).
Esistono anche integratori , come per esempio Ginkgo Biloba, Schisandra e Spirulina, che sembrano avere effetti benefici sulla salute del nostro cervello.

Anche se questa preoccupazione vi sembra un’eventualità molto lontana nel tempo, credo che prima si comincia meglio è per quanto riguarda la prevenzione 🙂

 

La MIA dieta 5:2

WIN_20140522_132205 (3)In un articolo precedente ho parlato della dieta 5:2.
Anch’io l’ho sperimentata, per sapere di cosa vi parlo.
Nella prima settimana ho perso 1,1 kg, nella seconda o,7 kg, nella terza o,8 kg e infine nella quarta 0,8 kg. Mi è capitato anche di riprendere un po’ di peso, ma il risultato finale dopo un mese è stato di  -3,4 kg.
Come sapete, la dieta consiste in una riduzione dell’apporto calorico a 500 calorie, per due giorni alla settimana.
Io mi sono trovata bene a saltare la colazione e per pranzo e cena ho mangiato proteine, veduta cotta e cruda e frutta (come nella foto accanto, variando il tipo di verdura e di proteine). Le proteine saziano a lungo e le verdure riempiono il piatto con poche calorie!
Mi sono sentita energica, anche senza fare colazione, infatti ho fatto anche un buon esercizio fisico.
Fare attività fisica a digiuno è uno dei “trucchi” di Venice Fulton, di cui parla nel suo libro “La Dieta OMG“. Lui sostiene che se non forniamo energia al corpo attraverso il cibo, durante l’allenamento sarà costretto ad attingere dalle riserve di grasso. Non solo, ma suggerisce di aspettare un’altra mezz’ora prima di mangiare, perché il corpo continua a bruciare grassi.
Uno studio belga ha confermato la sua teoria: due gruppi di volontari seguivano la stessa dieta, ricca di grassi. Un gruppo si allenava a stomaco vuoto e l’altro a stomaco pieno. Alla fine dell’esperimento si è verificato un aumento di peso maggiore nel gruppo che si allenava a stomaco pieno.
Io ho meno fame se faccio movimento e soprattutto se non “assaggio”. Sembra che appena assaggio qualcosa il mio stomaco spalanca le porte e mi diventa faticoso fermarmi.
Ho diviso le mie 500 calorie tra pranzo e cena e i miei pasti sono stati appaganti. Ho bevuto yerba mate e altri tipi di tè in quei giorni.
Sicuramente è una cosa mentale: sapere che devi “digiunare” ti blocca, ma se parti preparato ad affrontare qualche sensazione più sgradevole, sarai sorpreso del fatto che in realtà non le troverai. In fondo vi sarà capitato di non mangiare qualche volta perché eravate in viaggio o per altri motivi. Non succede niente, il corpo sa regolarsi, si tratta di un solo giorno, il giorno dopo potrai mangiare quello che vuoi. E poi non è un digiuno totale, hai a disposizione 500 calorie!
Qualcuno preferisce fare colazione tardi, verso le 11 e cenare verso le 19. Se non riuscite a stare molte ore senza mangiare, queste calorie si possono anche frazionare nella giornata, anche se lasciare l’organismo a riposo per un periodo più lungo sarebbe più efficace. Adattate il “digiuno” alle vostre esigenze: potete fare colazione e cena con la famiglia (se comunque a pranzo sareste fuori casa), oppure fare pranzo e cena in famiglia (la colazione può passare inosservata), si può anche andare a pranzare fuori, basta limitarsi a un secondo.
Lasciare il sistema digerente a riposo sembra avere effetti positivi sulla salute. Sono state effettuate ricerche su due gruppi di topi che seguivano la stessa dieta, ricca di grassi. Un gruppo poteva consumare il suo cibo quando voleva, mentre il secondo gruppo doveva consumarlo in un intervallo di 8 ore, il che significa che aveva 16 ore di digiuno. La ricerca ha concluso che i topi del primo gruppo hanno accusato problemi di colesterolo e glicemia alti e danni al fegato, mentre quelli del secondo gruppo hanno perso peso e hanno migliorato le condizioni di salute anche a lungo termine (infiammazione cronica, rischi di cancro, Alzheimer ecc.), nonostante il tipo di cibo (grasso).
Devo dire che negli altri giorni ho mangiato un po’ di tutto (ho comunque delle sane abitudini alimentari), però mi sono tenuta sulle 1500 calorie. Dopo il giorno con 500 calorie, 1500 mi sembrano tantissime, quindi non ho fatto fatica per niente.
Se avete ancora un po’ di peso da perdere, questa è una dieta che può andare bene. In più sembra che abbia tantissimi effetti  benefici sulla salute!
(leggi anche SEGUE LA DIETA 5:2)

COME FAR CRESCERE IL NOSTRO CERVELLO

ipotalamoSapevamo che le cellule neuronali si perdono col passare degli anni e non vengono più rimpiazzate, e questo era un motivo di preoccupazione.
Il Dott. Majid Fotuhi, che ha svolto molte ricerche in proposito, sostiene il contrario. Non solo, egli ha dimostrato durante la sua carriera che possiamo addirittura far sviluppare il nostro cervello!
Questo è fantastico per quanto riguarda la perdita di memoria con l’età e per la prevenzione del morbo di Alzheimer, che credo siano tra le preoccupazioni di tutti noi.
La perdita della memoria è una conseguenza del rimpicciolimento del cervello. Il cervello umano diminuisce di volume per effetto dell’età, ma molti fattori che contribuiscono a questa diminuzione sono trattabili e reversibili.
La parte più importante è l’ippocampo, che è la parte che riguarda i nostri pensieri, i nostri ricordi e quindi la nostra memoria, e più è grande, meglio è.
Come qualsiasi muscolo del nostro corpo che se non viene utilizzato si atrofizza, mentre se si allena cresce di volume, così anche il nostro cervello ha bisogno di allenamento. Semplici cambiamenti dello stile di vita danno più effetti di qualsiasi farmaco esistente e sono capaci di migliorare il cervello, a prescindere dalla nostra storia familiare – ci rassicura Dott. Fotuhi.
Ecco alcune cose da fare per potenziare il nostro cervello:
– Effettuare attività che coinvolgono entrambi gli emisferi cerebrali, ad esempio ballare.
– Fare le cose “al contrario”, per esempio pettinarsi con l’altra mano, mettere l’orologio all’altro polso, scrivere, mangiare e fare piccole attività con l’altra mano ecc.
– Stuzzicare la memoria, facendola lavorare più del normale. Molte persone pensano che sia normale non ricordare nomi o parole, ma ognuno di noi ha l’innata capacità di avere un’ottima memoria. Memorizzare parole con l’aiuto dell’immaginazione e dell’associazione è un  ottimo esercizio.
– Praticare la respirazione antistress 777, cioè inspirare contando mentalmente fino a 7, trattenere il fiato contando fino a 7 ed espirare contando fino a 7. Questo calma i nervi e aiuta a rilassarsi. Lo stress aumenta il cortisolo, che è il peggiore dei veleni per il cervello umano. Le persone che hanno elevati livelli di ansia e stress di continuo hanno un ippocampo più piccolo.
– Fare movimento: una buona forma e resistenza fisica sono le armi migliori per contrastare gli effetti dell’invecchiamento sul cervello e per mantenere acuta la memoria. L’esercizio fisico aumenta l’irrorazione del cervello, stimolandone la crescita, tanto da favorire la nascita di nuove cellule cerebrali, come è emerso dalle ultime scoperte scientifiche.
– La dieta è estremamente importante, bisogna fare sempre attenzione a quanto e a che cosa mangiamo. L’obesità nuoce al cervello.
Le bacche di sambuco fanno bene alla memoria. Tutti i frutti di colore blu fanno bene, ma il sambuco e ancora più ricco di sostanze antiossidanti.  Anche sotto forma di marmellata va bene.
Le noci pecan contengono molta colina, una sostanza particolarmente utile per la memoria.
Il succo vegetale è una miniera di vitamine e minerali e andrebbe consumato un bel bicchiere al giorno.
Le barbabietole rosse aumentano l’afflusso di sangue. Circa un terzo della massa cerebrale è costituita da vasi sanguigni, perciò tutto ciò che aumenta l’afflusso sanguigno al cervello ci può aiutare a conservare la memoria e a mantenere giovane il cervello negli anni.
Le vongole e le interiora di pollo sono un’eccellente fonte di vitamina B12, zinco e ferro, che aiutano la comunicazione tra le cellule del cervello.
– Un integratore di Omega 3 DHA è molto utile perché migliora l’irrigazione sanguigna del cervello e riduce l’infiammazione e l’accumularsi della placca, associata all’Alzheimer. Uno studio ha dimostrato che le persone che prendono il DHA per 6 mesi vedono migliorare la memoria tanto da portarla a un livello di tre anni indietro.

Non mi sembrano cose difficili da fare e se riusciamo a fare almeno parte di esse, potremo conservare una memoria agile ed elastica!

 

LA ZUPPA-MEDICINA DEL DOTT. WEIL

passata antiossidante 10aAndrew Weil, scrittore di libri sulla salute, come “True food”, e sostenitore della medicina alternativa naturale, cerca di diffondere l’idea che il cibo è il nostro migliore alleato per restare in salute. Durante la trasmissione televisiva del Dott. Oz Andrew Weil ha parlato dell’infiammazione che, secondo lui, è alla base della maggior parte delle malattie, per esempio quelle cardiovascolari, Alzheimer, cancro ecc. L’infiammazione è un meccanismo di difesa che il nostro corpo usa per guarire: manda più nutrimento (sangue) nella zona che ne ha più bisogno. Per questo la parte interessata diventa rossa e gonfia. L’infiammazione però è distruttiva e se persiste può danneggiare i tessuti e causare la malattia. L’alimentazione ricca di grassi saturi e di zuccheri semplici, lo stress, la mancanza di sonno o di attività fisica può causare l’infiammazione. Per contrastarla dovremmo usare certi alimenti con proprietà antinfiammatorie come le crucifere (cavolo, cavolfiore, broccoli ecc.) e spezie, specialmente curcuma e zenzero (vedi post “La farmacia in cucina“). Ha insegnato anche a fare una zuppa-medicina.
Ieri pioveva e faceva freddo, l’insalata aveva perso il suo fascino, una minestra calda mi ispirava di più. Forse anche per questo mi è venuta in mente la zuppa “antinfiammatoria” del Dott. Weil. (In più da un paio di giorni un cavolfiore cercava di attirare la mia attenzione dal frigo). Mi sono messa al lavoro armata di volontà e pazienza, ma in realtà è stato facile e veloce.
Ecco la mia zuppa!
Ingredienti:
– 1 Cavolfiore medio/piccolo.
– 1 Cipolla tritata.
– 2 Cucchiai d’olio d’oliva.
– 1 Cucchiaino di curry.
– 1 Cucchiaino di curcuma.
– 1 Cucchiaino di zenzero.
– 1 Cucchiaino di cannella.
– 1 Cucchiaino di cumino.
– 1 Cucchiaino di zucchero di canna grezzo.
– 50 g  di anacardi.
– Sale, pepe, coriandolo fresco (o prezzemolo).
– Acqua calda.

Preparazione:
– Mettete a soffriggere la cipolla tritata con l’olio d’oliva.
– Aggiungete tutte le spezie (tranne il coriandolo).
– Aggiungete il cavolfiore a ciuffetti.
– Fate insaporire e coprite con acqua calda.
– Fate cuocere a fuoco basso per 20 minuti.
– Mentre la zuppa cuoce frullate gli anacardi con acqua calda. (Mettete l’acqua a poco a poco, in modo che venga una pasta con una consistenza simile a quella della panna).
– Quando la zuppa è cotta frullatela (con un frullatore a immersione è più comodo), finché diventa come un purè un po’ più liquido.
– Servite la zuppa con un po’ di questa crema di anacardi e con coriandolo (o prezzemolo) fresco.

Ha un sapore piccante, ma delicato. La crema di anacardi è una carezza sul palato! Adoro la cannella e la uso nei dolci con le mele o con il cioccolato, ma non l’ho mai usata per piatti salati: devo dire che bilancia il sapore più deciso del curry e dello zenzero. In più ha molte proprietà benefiche (vedi post.) La curcuma è un potente antiossidante e antinfiammatorio (vedi post), e ha bisogno del pepe nero per attivare le sue proprietà. Lo zenzero è un potente antinfiammatorio. Abituatevi a tenere in casa queste spezie!

Per particolari sulla preparazione di altre ricette, vi aspetto su Facebook!

5 COLORI FANNO BENE AL CUORE

donald hensrudmona khannaNello spettacolo del Dott. Oz sono intervenuti Mona Khanna e Donald Hensrun, esponenti della medicina preventiva.
Secondo loro possiamo controllare la nostra salute più di quanto crediamo e questa mi sembra una bella notizia, piena di speranza.

Non è mai troppo tardi per prevenire le malattie, non importa come abbiamo vissuto finora. Eliminando le cattive abitudini e adottandone di nuove (salutari) si può impedire lo stesso l’insorgere di patologie.
La prevenzione non serve solo a vivere più a lungo, ma anche ad avere una qualità di vita migliore.
Se mangiamo sano, se facciamo movimento, se abbiamo il giusto peso ci sentiremo meglio.

La medicina preventiva ha 5 fattori principali:

1) alimentazione sana
2) sonno a sufficienza
3) assenza di fumo
4) diminuzione di stress
5) regolare esercizio fisico.

La cosa essenziale è riuscire a fare cambiamenti, anche minimi, in queste aree. In questo modo possiamo incidere in maniera sostanziale sull’aspettativa di vita, ma anche sulla sua qualità.
Per prevenire malattie cardiache dobbiamo includere ogni giorno nei nostri pasti 5 differenti cibi colorati. Frutta e verdura di colori diversi contengono vitamine diverse e diverse sostanze nutritive.
Alcuni alimenti come il caffè e l’aceto possono aiutare a prevenire il diabete. Consumando 2 cucchiaini di aceto durante il pasto limita l’aumento degli zuccheri nel sangue.
Un frullato con alimenti vitali per il nostro cervello può aiutare a prevenire malattie degenerative come Alzheimer, demenza o problemi di memoria.
Ecco gli ingredienti: succo di mela, olio di semi di girasole, banana, mirtilli e noci.
Dr. Oz suggerisce di congelarlo nella vaschetta del ghiaccio e mettere la quantità desiderata in un termos per portarcelo al lavoro.
Per prevenire l’osteoporosi dobbiamo sostituire il sale con le erbe profumate, perchè il sale fa disperdere il calcio con le urine. Inoltre limitandone il consumo si prevengono altre patologie, come la pressione alta e malattie cardiovascolari.
Per prevenire il cancro, specialmente ai polmoni, alla pelle e alla prostata, dovremmo consumare patate dolci, ricche di luteina e carotenoidi.
Per abbassare il colesterolo dovremmo consumare uno spicchio d’aglio al giorno.

Sono piccoli accorgimenti che possono diventare delle sane abitudini!

Voi avete il potere di cambiare il vostro destino!  (Doctor Oz)

I SUPERPOTERI DELL’OLIO DI COCCO

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L’olio di cocco gode di una pessima reputazione perchè a temperatura ambiente è allo stato solido, il che fa pensare a grassi saturi e quindi nocivi alla salute.
A temperature superiori a 24 gradi però si presenta in forma liquida e anche se in effetti contiene grassi saturi, recenti scoperte scientifiche lo hanno rivalutato e lo danno addirittura più salutare dell’olio d’oliva.
I grassi di origine animale sono grassi acidi a lunga catena, che non si sciolgono completamente e non riescono a raggiungere il fegato per essere metabolizzati, quindi vengono mandati nelle zone periferiche (e ci fanno ingrassare).
A differenza dei grassi a lunga catena, i grassi dell’olio di cocco sono a media catena, cioè hanno molecole più piccole, che si sciolgono completamente (e non si accumulano!).

Uno studio del 2004 pubblicato sulla rivista Clinical Biochemistry ha evidenziato che l’olio di cocco può far diminuire il colesterolo cattivo LDL e aumentare il colesterolo buono HDL. Infatti uno studio epidemiologico dell’American Journal of Clinical Nutrition ha preso in esame due popolazioni indigene la cui dieta era ricca di cocco e ha scoperto una bassissima incidenza di patologie cardiovascolari.
L’Università della California a Berkeley ha pubblicato un articolo relativo a una teoria della Dottoressa Mary Newport, autrice del libro Alzheimer’s Disease: What If There Was a Cure? [La Sindrome di Alzheimer: E se ci fosse una cura?], secondo la quale l’olio di cocco può aiutare a curare questa malattia degenerativa.
Mary Newport cercava una cura per il marito ammalato di Alzheimer ed è arrivata alla conclusione che il fegato riesce a convertire i grassi a media catena dell’olio di cocco in chetoni, che sono in grado di fornire energia senza la presenza dell’insulina.
I chetoni potrebbero essere fondamentali per le cellule cerebrali, che a causa dell’Alzheimer non sono più in grado di utilizzare il glucosio e hanno bisogno di una fonte alternativa.
Altri studi dimostrano che il consumo di olio di cocco supporta il sistema immunitario.
Chris Powell, personal trainer esperto in dimagrimento (ospite nello show televisivo del Dr. Oz), lo considera un’arma preziosa per chi vuole dimagrire, perché accelera il metabolismo. Inoltre spezza la fame: si devono sciogliere 2 cucchiaini di olio di cocco in un bicchiere di acqua calda e bere una mezz’oretta prima dei pasti. Lo stomaco assorbe i grassi dell’olio di cocco, che vanno a finire nel duodeno e producono l’ormone CCK, che comunica al cervello il senso di sazietà. In questo modo non si arriverà a tavola affamati e si consumerà meno cibo, con la conseguente diminuzione del peso corporeo.
Un’altra virtù dell’olio di cocco è quella di idratare a fondo la pelle, quindi è indicato per la secchezza cutanea, e gli impacchi con olio di cocco donano lucentezza e morbidezza ai capelli.
L’olio di cocco contiene acido laurico, con potere antibatterico, e viene utilizzato con successo per combattere i funghi, per trattare le ulcere,  l’helicobacter pylori e protegge dalle infezioni.
Il sapore é molto gradevole e se ne dovrebbe assumere 1 cucchiaino al giorno.
Dr. Oz lo usa per friggere le uova al mattino: ha un sapore gradevole che richiama un po’ il burro. L’olio di cocco va bene anche per cucinare, perché resiste ad alte temperature. Ha un punto di fumo più alto dell’olio d’oliva!
Purtroppo il prezzo è piuttosto alto. Si può trovare nei negozi biologici oppure online e costa circa 15 euro per 250 ml, ma ha una buona resa.

Io ho preparato da sola il latte e il burro di cocco per il miei dolci 🙂 Trovate il procedimento su https://www.facebook.com/melanzanealcioccolatocommunity?ref=hl

MEGLIO PREVENIRE CHE CURARE

Joseph Mercola

Meglio prevenire che curare è il motto del Dott. Joseph Mercola, studioso americano e autore di numerosi libri che riguardano la salute. Infatti il suo obiettivo è di mantenere le persone sane piuttosto che curarle una volta malate. Già all’inizio del 1990 aveva capito che con i farmaci venivano curati i sintomi acuti, ma non veniva debellata la causa delle malattie. Ha ricevuto moltissime critiche perchè aveva accusato le case farmaceutiche di aver orchestrato con cura l’intero processo.
Il Dott. Mercola è un sostenitore della medicina alternativa. Per alcuni anni ha praticato la medicina tradizionale e ha potuto vedere persone in pessime condizioni, intossicate dai farmaci, che hanno avuto un cambiamento significativo nel giro di poco tempo con la medicina alternativa. Per questo cerca di far capire alla gente che è possibile assumere il controllo sulla propria salute, grazie a un approccio di tipo naturale, a una giusta alimentazione, a un adeguato esercizio fisico e all’assunzione di acqua naturale.
Nello show televisivo del Dr. Oz ha parlato di alcuni integratori alimentari di origine naturale che danno all’organismo sostanze non sempre facili da reperire con gli alimenti:

– Olio di cocco. Potrebbe essere fondamentale nella cura e nella prevenzione dell’Alzheimer, una malattia degenerativa sempre più diffusa.
Si è scoperto che il cervello usa fonti alternative di energia, in particolare i corpi chetonici, derivati dei lipidi. A differenza del glucosio, possono essere utilizzati come fonte alternativa di carburante per nutrire il cervello quando i neuroni stanno lentamente morendo. Nella demenza, causata probabilmente dall’Alzheimer, si sono registrati incredibili progressi con l’olio di cocco.
A temperatura inferiore a 23,9° l’olio di cocco si presenta allo stato solido, ma d’estate diventa liquido. La sua somministrazione non presenta nessun rischio e la dose consigliata è di 1-3 cucchiai al giorno.

– UBIQUINOL. E’ la versione ossidata del Coenzima Q10, che dopo i 40 anni è meno assimilabile. Inoltre abbassa il colesterolo e altri enzimi prodotti dal fegato.

– L- ARGININA. E’ un aminoacido, precursore dell’ossido di azoto, un importantissimo vasodilatatore che si adopera quando si hanno problemi di insufficienza vascolare specialmente alle estremità o pressione alta. Si trova in alimenti ad alto contenuto proteico, per esempio nel salmone, nel pollo, nella farina d’avena, nei ceci, nelle noci e nel latte intero, ma non sapendo le dosi giuste da consumare forse una pastiglia è più efficace.

– ASTAXANTHINA. E’ un carotenoide, cugino del Betacarotene, ma molto più potente. Deriva direttamente dalle alghe marine. Il salmone dell’Alasca ha quel colore proprio perchè si nutre di queste alghe. Infatti se ai salmoni di allevamento non somministrassero astaxanthina sarebbero di colore grigio.
Questo acido promette di dare all’organismo benefici simili alla Vitamina D. E’ uno dei più potenti antinfiammatori naturali che si conoscano, e si sa che molte malattie come l’artrite, le malattie cardiovascolari, il cancro, hanno inizio da uno stato infiammatorio. Inoltre previene e cura malattie degli occhi come la cataratta. Un’ altra sua caratteristica è quella di contenere l’antiossidante più potente che si conosca, persino 60-70 volte più della Vitamina D.
La dose consigliata è di 2-8 milligrammi e si deve assumere insieme al cibo grasso, per aumentare la capacità di assorbimento.

Gli integratori devono essere un supporto a un regime alimentare sano, non possono sostituirlo.

LA MELA, UN FARMACO A PORTATA DI MANO

La mela è stata al centro di miti e leggende in tutti i tempi. Era una mela il pomo della discordia ai tempi di Paride ed Elena, il frutto proibito che Eva ha offerto ad Adamo, quella caduta in testa a Newton e gli ha fatto scoprire la legge della gravità, quella sulla testa di Guglielmo Tell e quella avvelenata che la strega ha dato a Biancaneve.

Una mela al giorno leva il medico di torno, dice il proverbio.
Vediamo perchè:

Le mele contengono pectina, una fibra idrosolubile, capace di regolare l’assorbimento del colesterolo cattivo LDL a livello intestinale e di far aumentare il colesterolo buono HDL. La pectina è in grado di catturare le sostanze tossiche con cui veniamo in contatto e di depurare l’organismo.
Sono ricche di vitamine come C, A (che favorisce la secrezione del muco intestinale, ricco di un enzima con effetto disinfettante), PP e del gruppo B, specialmente B1 e B2, che proteggono le mucose della bocca e dell’intestino e rinforzano le unghie e i capelli.
Le mele possono essere consumate dopo i pasti, al contrario dell’altra frutta, perchè non fermentano nello stomaco e, anzi, sono  digestive. Inoltre contengono acido ossalico, che sbianca i denti.
Possono essere consumate tranquillamente anche in caso di diabete perchè il fruttosio che contengono è uno zucchero che viene metabolizzato senza l’azione dell’insulina e le pectine regolano l’assorbimento degli zuccheri nel sangue.
La buccia delle mele contiene fenoli, che contrastano l’invecchiamento delle cellule e aiutano a prevenire alcuni tipi di cancro, come quello ai polmoni, fegato, colon e seno.
La vitamina C e le pectine contenute nelle mele durante la fermentazione producono acido butirrico, una sostanza che è alla base di alcuni farmaci sperimentali per la cura del cancro.
Aiutano a prevenire la stanchezza essendo ricche di potassio, ferro, calcio, bromo, cromo, magnesio, rame, silicio e sono povere di sodio.
Crude hanno effetto astringente, mentre cotte hanno un lieve effetto lassativo.
Sono stimolanti dei reni, diuretiche e quindi indicate per problemi di reumatismi e artriti.
Le mele contengono importanti quantità di fitonutrienti, flavonoidi  e quercitina, potenti antiossidanti che proteggono le cellule dalla degenerazione e combattono le malattie neurovegetative come Alzheimer e il morbo di Parkinson.
I flavonoidi contenuti nelle mele fanno aumentare la densità ossea e prevengono l’osteoporosi.

Le mele contengono flavonoidi, che proteggono i bronchi e aiutano a prevenire malattie respiratorie, specialmente l’asma.

Una grossa mela contiene il 20% del nostro fabbisogno giornaliero di fibra, che tiene sotto controllo il transito intestinale e dà un senso di sazietà, per cui sono un valido aiuto quando si segue una dieta ipocalorica. Inoltre contengono piruvato, che tende a inibire l’acumulo di grasso.

Le mele contengono carotenoidi, che proteggono dai raggi UV.

Hanno effetti benefici anche esteriormente, nella cosmesi. Per esempio si possono trattare le macchie cutanee con il succo fresco di mela mescolato a succo di limone e tamponato sulla pelle (ha un effetto schiarente).
Una maschera vellutante si può fare cuocendo nel latte una mela grattugiata. Si lascia intiepidire, si schiaccia con la forchetta e la si applica sul viso. Si lascia in posa per 15-20 minuti.

Sembra che le mele aiutino anche contro l’insonnia: si fa bollire per 40 minuti una mela biologica in 1 litro di acqua, poi si lascia raffreddare e si mette in frigorifero. Si beve un bicchiere prima di coricarsi, per qualche sera.

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