Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

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LA DIETA CHE FA RIPARTIRE IL METABOLISMO

images3FBYMZFI-300x168Allo show di Dr. Oz è tornata Haylie Pomroy, chiamata la dietologa delle star perché ha fatto dimagrire molti vip di Hollywood. Per più di 2o anni questa dottoressa ha studiato le cause per cui di prende peso o non si riesce a dimagrire e ha scoperto i motivi per cui il metabolismo rallenta, quindi ha elaborato una dieta che capovolge gli schemi biologici che l’hanno fatto rallentare.
Haylie Pomroy, come molti nutrizionisti e dietologi ultimamente, ha capito quanto il cibo sia determinante per il buon funzionamento del nostro organismo e cerca di usarlo come una vera medicina per facilitare la sua autoguarigione.
Il cibo non deve essere visto come nemico da temere ed evitare, ma come alleato che deve veicolare la perdita di peso.

La dieta di Haylie Pomroy è articolata in 3 fasi:
1) Nella prima fase si devono placare le ghiandole surrenali. Queste ghiandole sono generalmente associate allo stress. Sono ghiandole che producono ormoni, che a loro volta regolano le riserve di grasso corporeo, per esempio il cortisolo. In questa fase, che dura 2 giorni, si cerca di abbassare il livello di cortisolo. Il cibo di facile accesso calma le surreali, perché il corpo è in grado di estrarne i nutrienti con poco sforzo, quindi non si stressa. I carboidrati integrali sono i più indicati per questa prima fase, perché contengono zuccheri complessi, a lento assorbimento, che saziano e danno energia a lungo.
2) Nella seconda fase, che dura 2 giorni, si “aprono i magazzini del grasso”. Per fare questo si utilizzano le proteine magre: pollo, tacchino, pesce, pancetta di tacchino, avocado ecc. Le proteine sostengono un organo fondamentale per il metabolismo, il fegato, che ha la funzione di trasportare il grasso nel sangue (le proteine vengono trasformate in aminoacidi che vanno al fegato e il fegato raggruppa un particolare aminoacido, la carnitina, che preleva il grasso dai depositi e lo porta nel sangue, così che il corpo lo possa processare).
Attenzione, però: insieme alle proteine è fondamentale consumare verdure di colore scuro, che aiutano ad alcalinizzare gli  enzimi e a ridurre le infiammazioni. Quando si fa molto sport si producono molti acidi e si avverte gonfiore. La stessa cosa avviene quando si assumono molte proteine senza controbilanciarle con le verdure. I due cibi uniscono le forze e producono un effetto “sottovuoto”.
3) Nella terza fase, che dura 3 giorni, si potenzia il consumo dei grassi. Il cibo può far accelerare il metabolismo, ma servono quelli che lavorino sugli ormoni tiroidei, sugli estrogeni e sul cuore. Forse avete già sentito dire che per bruciare il grasso si devono mangiare grassi. Ai cibi della fase 2 si aggiungono grassi buoni, che stimolano il corpo a scomporre i grassi complessi: olio d’oliva, olio di cocco, olio di semi di uva, olio di lino, olio di canapa, frutta a guscio e semi. La frutta a guscio e i semi non vanno tostati, perché con il calore i grassi vengono danneggiati e il corpo li digerisce in modo diverso. Le mandorle crude, per esempio, aiutano a ridurre il punto vita, ma tostate vanno ad aumentare i depositi di grasso.  Una volta fatti entrare nel sangue, i grassi si trasformano e si bruciano molte più calorie. Inoltre si otterrà energia da quel grasso bruciato e il corpo creerà un sano equilibrio ormonale.
Questa dieta va ripetuta per 4 settimane, periodo in cui Haylie Pomroy promette una perdita di peso di 9 kg. Se non basta, la dieta si può prolungare fino al raggiungimento del peso desiderato, oppure si può fare una pausa e poi fare un altro ciclo di qualche settimana.

Avete capito la chiave di questa dieta? Confondere il metabolismo, come La dieta di Chris Powell! Dopo i primi due giorni l’organismo si calma, convinto che avrà carboidrati (e quindi zuccheri) a sufficienza e aumenta il metabolismo, così che nella seconda fase si brucia di più. Quando il corpo comincia a preoccuparsi per la mancanza di energia, ecco che arriva la terza fase con i grassi e poi tutto ricomincia.
Questa dieta mi sembra valida perché non prevede l’assunzione di sostanze chimiche, non produce carenze nutrizionali e si basa su cibi sani, che dovrebbero far parte della nostra alimentazione quotidiana.

Provate e ditemi come sta andando! 🙂

 

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LE MOLTEPLICI PROPRIETA’ DEGLI EDAMAME

WP_20150106_12_15_18_Pro-300x169Gli edamame sono i fagioli verdi di soia, raccolti quando non sono ancora maturi. I baccelli hanno un colore verde brillante (quelli nella foto sono stati cotti al vapore). Non li ho visti in vendita freschi, ma è piuttosto facile trovarli al supermercato nel reparto surgelati oppure nei negozi etnici.
Già da tempo vengono utilizzati in Giappone e in Cina per le loro proprietà nutrizionali.
Si trovano con il baccello e si devono cuocere per pochi minuti in acqua o al vapore, oppure già cotti e sgusciati. Hanno un sapore dolce, delicato, simile ai piselli freschi, e sono facilmente digeribili.
La grande qualità degli edamame è quella di contenere una quantità di proteine significante (11 g di proteine per 100 g di edamame), di ottima qualità biologica. Infatti contengono tutti e 9 gli aminoacidi essenziali, ciò che li porta ad essere ottimi sostituti della carne o di altre proteine di origine animale, ricche di grassi saturi e colesterolo, e sono molto indicati per i vegetariani e i vegani.
Gli edamame sono energetici (100 g hanno 110 calorie) e contengono carboidrati, proteine, grassi “buoni”, vitamine e minerali. Sono ricchi di Vitamina C, vitamine del gruppo B e vitamina E. Contengono anche vitamina K e folati, che aiutano il buon funzionamento del cuore e aumentano la produzione dei globuli rossi. L’acido folico è indispensabile per le donne in gravidanza, perché aiutano lo sviluppo del feto.
I fagioli verdi di soia sono ricchi di minerali come manganese, calcio, ferro, magnesio (indispensabile per il Sistema Nervoso e per il buon funzionamento dei muscoli), fosforo (necessario per le ossa e i denti), rame e potassio (che regola la pressione arteriosa).
Gli edamame sono ricchi di antiossidanti (che contrastano i radicali liberi e proteggono le cellule dalla degenerazione) e di isoflavoni o fitormoni, che riducono il rischio di cancro al seno e alla prostata, abbassano la pressione arteriosa e il colesterolo “cattivo” LDL e aumentano il livello del colesterolo “buono” HDL, aiutando a prevenire le malattie cardiovascolari. I fitormoni sono di aiuto alle donne in menopausa, con bassi livelli di estrogeni, per contrastare gli squilibri ormonali e l’insorgenza dell’osteoporosi.
Gli edamame sono ricchi di fibra (1/2 tazza ne contiene 4 g), che aiuta il transito intestinale e dà un senso di sazietà, per cui sono molto indicati nelle diete dimagranti.
Sono ricchi di sostanze antinfiammatorie (riducono i sintomi in caso di artrite, reumatismi, asma, tosse ecc.) e in caso di diabete hanno la proprietà di regolare la produzione di insulina.
Si possono consumare come contorno, come snack salutare e piacevole, come ripieno insieme con ricotta (di soia per i vegani) e spinaci per torte salate, come hummus (frullati insieme con tahini, succo di limone e olio d’oliva) oppure per fare i falafel (al posto dei ceci o delle fave verdi).

A me piacciono molto, provateli anche voi!

PIANO RAPIDO PER PERDERE I CHILI DELLE FESTE

images-4Vi siete lasciati coccolare dalle mamme e dalle zie che facevano a gara per preparare i vostri piatti preferiti? Avete finito le scorte di torroni e altri dolcetti che hanno riempito le vostre tavole in questi giorni di festa? Allora è arrivato il momento di ritornare sulla “retta via”. Non dobbiamo lasciare che gli sgarri di questi giorni diventino delle cattive abitudini! Anno nuovo, vita nuova! Andiamo verso la primavera, vogliamo essere belli e pieni di grinta! Basta sonnolenza e pigrizia! Siete “caldi”? Nell’articolo “Attenti a quei due“, avevo dato alcuni consigli per sbarazzarsi al più presto dei chili accumulati durante le feste. Se non bastano, Dr. Oz ha studiato un piano veloce e facile da seguire, che dà al nostro corpo tutti i nutrienti di cui ha bisogno. Ecco le sue regole:

1) Al risveglio bere una tazza di acqua calda con succo di limone oppure una tazza di tè verde .

2) A colazione prendere un frullato: 1 tazza di latte di mandorla non zuccherato, 1/2 banana, 1/2 tazza di mirtilli surgelati, 2 cucchiai di proteine in polvere, 1 cucchiaio di olio di lino e 1/2 tazza di ghiaccio. Potete sostituire la frutta con quella che vi piace di più (ananas, mela verde ecc.) e aggiungere una manciata di spinaci.

3) Mangiare 240 g di proteine divise nella giornata (scegliere tra petto di pollo, pesce e uova).

4) E’ permessa mezza tazza di quinoa cotta al giorno (per una rapida perdita di peso si devono ridurre i carboidrati).

5) Consumare grassi con moderazione, scegliendo tra olio di oliva, avocado, olio di cocco.

6) Consumare uno yogurt greco al 2% di grassi al giorno.

7) Verdure in quantità illimitata (broccoli, cavolfiore, zucchini, sedano, bietole, verze, spinaci ecc.), ma non amidacee (per esempio patate).

8) Si può consumare brodo vegetale a volontà (con verdure non amidacee).

9) Sono permessi due snack al giorno, scegliendo tra una manciata di frutta secca, qualche cucchiaio di hummus, 2 cucchiai di burro di mandorle/arachidi e 1 mela.

10) Evitare i prodotti a base di grano, i dolcificanti artificiali, le bibite gassate, lo zucchero bianco, l’alcol, gli alimenti processati, i latticini (tranne lo yogurt greco) e non mangiare tra le ore 8 di sera e le ore 8 del mattino.

Altri consigli:

– prendere un integratore multivitamine con 1000 UI di vitamina D.

– ogni sera fare un bagno disintossicante con 2 tazze di sali di Epsom e 1 tazza di bicarbonato sciolte nell’acqua.
Buona dieta!

OZIARE FA MALE?

Young man sleeping in a hammockSiamo abituati a fare sempre qualcosa che riteniamo importante e ci sentiamo in colpa se passa la giornata senza concludere qualcosa di buono.
Finiamo così per esaurire le nostre scorte di energia prima di capire che abbiamo bisogno di una pausa.
E’ giusto cercare di “produrre” sempre, o dobbiamo lasciarci andare qualche volta?
La produttività e la motivazione sono cicliche e limitate nel tempo.
Andrea Giuliodori, di EfficaceMente, paragona il ritmo della vita al ritmo del respiro: inspirazione ed espiazione, momenti di produttività e momenti di riposo. Nessuna delle due azioni potrebbe essere possibile senza l’altra. Come non si potrebbe inspirare sempre e tanto meno espirare continuamente, non si potrebbe produrre senza interruzione.  Sarebbe contro il ritmo naturale della vita.
Quindi un po’ di ozio è d’obbligo. Va a equilibrare il periodo produttivo, ci aiuta a ripristinare le energie fisiche e mentali e fa sì che il periodo che segue sia più proficuo.
Attenzione, però, l’ozio deve sempre seguire il periodo di attività produttiva e non si deve prolungare eccessivamente!
Se si prolunga troppo, perde la sua funzione rigenerante e si trasforma in una pigrizia che crea uno squilibrio altrettanto dannoso.
Come fare?
La cosa migliore è impegnarsi al 100% nelle azioni atte a “produrre” e  prendersi ogni tanto dei momenti di totale relax, non solo nel weekend o nelle vacanze, ma anche nell’arco della giornata.
Sarete appagati e pieni di energia!

COME PROCURARSI LA DOPAMINA

images0M4M2B18Oggi, allo show di Dr. Oz, è intervenuto Bryce Wylde, un nutrizionista conosciuto a livello mondiale per il suo impegno nella ricerca, in cui coniuga la scienza con il mondo delle terapie olistiche.
Il Dott. Bryce Wylde ha studiato a lungo il fenomeno della fame incontrollabile, che porta a sovrappeso e obesità. Ha scoperto così che nel nostro cervello ci sono delle sostanze chimiche che controllano il nostro appetito, in particolare il neurotrasmettitore della dopamina, che determina i tipi di cibo che ci tentano e la quantità che ne ingeriamo.
Partendo da questo presupposto, ha studiato il tipo di alimentazione che può regolare il livello di dopamina nel nostro organismo, in modo sicuro, efficace e naturale.
I risultati sono incredibili: migliora l’umore, passa la fame incontrollabile, si perde peso e lo si mantiene a lungo.
La dopamina determina il nostro umore e soprattutto ci permette di sentire piacere e benessere. Alcuni alimenti sono in grado di aumentare la dopamina nel nostro organismo. Per esempio a tutti noi (o quasi) piace il cioccolato, oppure un caffè la mattina: non è per lo zucchero o per la caffeina, come si potrebbe pensare, ma perché questi alimenti sono in grado di facilitare il rilascio di dopamina. Quando aspettiamo ansiosi una mail e poi la riceviamo, siamo felici: è il neurotrasmettitore della dopamina che ci permette di provare piacere.
I livelli bassi di questo ormone causano una fame incontrollabile. Quando mangiamo, specialmente carboidrati raffinati, stiamo bene (fanno aumentare la dopamina) e cosa facciamo per stare meglio? Mangiamo ancora di più!  Il picco di dopamina è al massimo, ma dopo il picco arriva un calo brusco. La dopamina scende drasticamente e allora cosa facciamo? Ci viene una fame incontrollabile e ci mettiamo a mangiare altri cibi di quel tipo: altro picco di dopamina e altro crollo che segue.
La scienza ha scoperto che all’organismo non piace questa alternanza di picchi e crolli. Il nostro corpo, nella ricerca di un equilibrio, agisce sul recettore della dopamina, frenandolo. E’ per questo motivo che chi mangia cibo spazzatura si trova con un deficit di dopamina, che crea un desiderio di cibo inappagabile.
La chiave è mantenere stabili i livelli di dopamina. Cosa possiamo fare? Mangiare! Trovare degli alimenti che mantengano sazi e che rallentino  l’abbassamento di questo ormone.
Nella sua ricerca, Bruce Wylde ha scoperto che questi alimenti sono quelli che contengono tirosina, un precursore della dopamina. La bella notizia è che sono cibi semplici, poco calorici, sani e a portata di mano: fave verdi, pollo, anatra, edamame (vedi post), avena, germe di grano, alghe, ricotta magra, cioccolato (20 g) ecc. Più spesso mangiamo questi cibi, meno saremo preda della voglia di ingozzarci.
Oltre questi alimenti, Bruce Wylde suggerisce degli integratori:
Tirosina. Questo integratore aiuta, qualunque dieta si segua, perché riduce la fame e la rende più facile. Più tirosina significa più dopamina, che fa bene al cervello (500-1000 mg al giorno).
Omega 3 DHA, che potenzia gli effetti della tirosina. Inoltre aiuta il cuore e fa abbassare il livello di colesterolo nel sangue.
Questi integratori vanno assunti assieme la mattina, prima della colazione, per evitare che si interferisca con altre proteine che ne ridurrebbero l’assorbimento.
La cura si deve fare per 4-6 settimane.

P.S. Cosa ti aspettavi? 😉

IN FORMA PER LE FESTE

untitled-2Se avete qualche chilo da perdere per poter indossare il vostro vestito preferito, ecco una dieta che vi richiede due settimane di tempo. E’ stata elaborata dal Dr. Oz e il suo team e promette di far perdere peso e di disintossicare l’organismo.
Ecco le regole:
– Eliminate tutti gli alimenti che fanno male e rendono grassi (dice Dr. Oz): grano e i suoi derivati, dolcificanti artificiali, bevande gassate, zucchero bianco e dolci, caffè (specialmente preso con zucchero e latte), formaggi, latticini e alcol.
– Consumare 180 g di proteine magre  (petto pollo, tacchino, pesce). Le proteine aiutano a mantenere tonica la massa muscolare.
– E’ permessa mezza tazza di riso integrale al giorno o altri carboidrati a basso indice glicemico (quinta, miglio, amaranto ecc.).
– Consumare con moderazione olio d’oliva e/o avocado.
– E’ permesso consumare yogurt greco con grassi al 2%.
– Si possono consumare a volontà tutte le verdure a basso indice glicemico: carciofi, asparagi, germogli di soia, broccoli, cavolfiore, cavolini di Bruxelles, sedano, cetriolo, daikon, melanzane, porri, lenticchie, ceci, fagiolini, fagioli, cipolle, funghi, piselli, peperoni, zucca, ravanelli, pomodori, zucchini, cavolo, insalata verde di tutti i tipi, spinaci, rucola, radicchio.
Questi ortaggi sono la chiave per perdere peso perché sono pieni di fibre e proteine e hanno una digestione più lenta, dando la sensazione di sazietà per molto tempo.
Si può consumare brodo vegetale a piacere. Ecco la ricetta suggerita dal Dr. Oz: tagliare a pezzetti e far cuocere per un’ora circa 1 cipolla, 2 carote, 1 tazza di zucca, 2 gambi di sedano, 1/2 tazza di verza, qualche fettina di zenzero, 2 spicchi di aglio, una radice (pastinaca, rapa ecc., per aggiungere dolcezza), sale marino. Conservare in barattolo di vetro nel frigo e scaldare sul momento.
– Appena alzati bere 1 bicchiere di acqua calda con il succo di 1/2 limone.
– Per colazione prendere un frullato con: 1 tazza di latte di mandorla alla vaniglia non zuccherato, 2 cucchiai di proteine di riso in polvere, 2 cucchiai di semi di lino macinati, una manciata di mirtilli surgelati e 1/2 banana.
– E’ permesso bere del tè verde (anzi, è bene, essendo ricco di antiossidanti).
– Come snack si può mangiare del humus, sottaceti o due manciatine di frutta secca al giorno.

Inoltre è opportuno:

– Prendere probiotici la mattina (si trovano in farmacia).
– Prendere un multivitaminico, possibilmente diviso in due (metà la mattina e metà la sera).
– Fare un bagno rilassante e disintossicante la sera, mettendo nell’acqua calda 2 tazze di sali di Epsom e 1 tazza di bicarbonato di sodio.
– Non fare esercizio fisico extra.
– Cercare stimoli e motivazione, per esempio  attaccando una foto sul frigorifero che ricordi gli obiettivi da raggiungere.

RIMEDI PER IL DOLORE CERVICALE

untitled-8I dolori nella zona cervicale sono sempre più diffusi, specialmente dopo i 45 anni. Possono essere causati da una contrattura muscolare, dovuta a stress o tensione nervosa, a un movimento brusco, a un’infiammazione dovuta allo sport, oppure a una postura scorretta, per esempio stando con il capo chino sui libri, computer o altri lavori, per un periodo di tempo prolungato. E’ bene quindi prendersi delle pause a intervalli regolari per “sgranchirsi”.
L’artrosi cervicale è una malattia degenerativa che può manifestarsi con dolori, rigidità del collo e mal di testa.  Gli abbassamenti di temperatura e l’umidità possono aumentare i dolori, che possono estendersi fino alla schiena o alle braccia.
I massaggi con una pomata a base di artiglio del diavolo o arnica possono alleviare i sintomi. Queste piante hanno delle proprietà antinfiammatorie e sono indicate anche per traumi sportivi e infiammazioni muscolari.
Anche alcuni olii essenziali possono essere d’aiuto, per esempio l’olio di rosmarino, con proprietà antinfiammatorie e l’olio di camomilla e di lavanda, che hanno proprietà calmanti e rilassanti, indicati per i dolori causati da contrattura muscolare dovuta a tensioni e stress.
Non bisogna sottovalutare i sintomi e rivolgersi ad un esperto. Un buon fisioterapista potrà effettuare dei massaggi decontratturanti e l’osteopata è abilitato a praticare delle opportune manipolazioni.
La ginnastica posturale e lo stretching possono aiutare a mantenersi elastici. L’attività fisica inoltre aiuta il corpo e la mente a liberarsi dallo stress.

Leggete anche Antidolorifici naturali.

In più qui di seguito trovate degli esercizi che aiutano a prevenire il dolore cervicale, di Benessere360.com


I LEGUMI FANNO INGRASSARE?

images-300x287Amo i legumi! Li preferisco di gran lunga alla carne! Mi piace l’hummus di ceci e i falafel, mi piacciono i fagioli con il pomodoro e l’alloro, mi piacciono le polpette di lenticchie…
Dopo aver mangiato i legumi, però, noto un aumento di peso sulla bilancia.
Ma i legumi fanno ingrassare?
Il Dott. Filippo Ongaro dice di no. Anzi, una ricerca svolta in Canada e pubblicata sulla rivista scientifica “Obesity” dimostra che i legumi addirittura fanno perdere peso.
Il Dr. John Sievenpiper  ha guidato una ricerca al St. Michael’s Hospital di Toronto, articolata in 9 studi clinici che hanno coinvolto 126 soggetti. I risultati sono molto soddisfacenti, specialmente per i fans di questi alimenti.
Ecco alcune proprietà dei legumi in base alla ricerca:
– hanno un indice glicemico basso, quindi non fanno innalzare gli zuccheri nel sangue e quindi non creano picchi di insulina. Quando si innalza la glicemia, il pancreas comincia a produrre insulina per abbassare gli zuccheri nel sangue. Presto si avranno livelli bassi di zucchero nel sangue e di conseguenza ritorna la sensazione di fame, si mangia e il ciclo si ripete. Questo succede quando mangiamo carboidrati raffinati, che si comportano come lo zucchero nel nostro organismo. Con i legumi questo non succede.
– sono indicati per le persone di tutte le età e con indici di massa corporea differenti (grassi e magri).
– contengono fibre, che saziano a lungo. Essere sazi a lungo significa evitare tutti quelli snack tra i pasti, evitare di aggiungere calorie inutili alla nostra alimentazione e quindi dimagrire e mantenere a lungo il peso ideale. Inoltre le fibre sono indispensabili per il buon funzionamento dell’intestino e del cuore. I legumi contengono sia fibre solubili, che aiutano a pulire le arterie e ad abbassare il colesterolo, sia fibre insolubili, che intrappolano i grassi a livello intestinale e li fanno espellere, impedendone l’assorbimento e contribuendo ad abbassare o a mantenere un corretto livello di colesterolo nel sangue e prevenendo le malattie cardiovascolari.
– sono un’ottima fonte di proteine. A differenza delle proteine di origine animale, quelle dei legumi non hanno tutti gli aminoacidi necessari all’organismo, ma in combinazione con i cereali diventano complete e sono una valida alternativa a quelle della carne.
Allora come si spiega il mio aumento di peso?
Ispirandomi alla dieta di Chris Powell in cui alterna le proteine ai carboidrati, penso che i legumi contengono una buona parte di carboidrati, oltre che di proteine, e i carboidrati fanno trattenere i liquidi. Non si tratta di mettere su grasso, ma di accumulare liquidi, un fenomeno passeggero.
Qualcuno lamenta gonfiore allo stomaco. I sostenitori della dieta piuttosto vegetariana dicono che dipenda dalla preparazione. I legumi vanno lavati più volte, messi a bagno per qualche ora (meglio ancora per tutta la notte), vanno risciacquati e messi a cuocere con acqua pulita per qualche ora (da 2 a 5, dipende dal tipo di legume; i fagioli richiedono 2 ore, i ceci 3, le rave 5).
Quando non si ha molto tempo, si può praticare un ammollo rapido: lavare bene i legumi, mettere 5 parti di acqua e 1 di prodotto (durante la cottura l’acqua deve sempre superare i legumi di 2-3 cm), portare a bollore, far cuocere 2-3 minuti, spegnere e lasciare riposare 3-4 ore, poi lavarli nuovamente e cuocere a fuoco dolce. E’ bene usare una pentola con fondo spesso, in modo che la cottura sia omogenea.
Qualcuno usa il bicarbonato per l’ammollo (anche a me è stato insegnato questo, specialmente per i ceci), ma sembra che il bicarbonato alteri le proprietà nutrizionali dei legumi, impoverendole. (Consigli di Stefano Polato).
Un’altra causa del gonfiore è l’insufficiente masticazione. Se masticare a lungo vi annoia, potete frullare i legumi, in modo che la buccia (causa principale del gonfiore) venga frantumata e migliori la digestione.
Un altro espediente è quello di utilizzare aromi durante la cottura (aglio, alloro, salvia, timo, peperoncino e soprattutto alga Kombu), che riducono i problemi di gas. L’alga Kombu si acquista secca, si mette a bagno (diventa enorme, quindi prendete solo un pezzo di 4-5 cm) e si lava bene. Ha un odore caratteristico, di alghe, ma non lascia odori e sapori strani nei legumi. Le alghe contengono iodio, molto utile per la nostra tiroide, e altri minerali salutari.
Via libera ai legumi, quindi!

GERME DI GRANO: UN’ESPLOSIONE DI SALUTE

WP_20150110_14_06_08_Pro1-300x253Il chicco di grano è composto dall’involucro esterno (crusca), da una polpa farinosa (endosperma) e dell’embrione o germe. Il germe si trova nella parte bassa del chicco, appoggiato su un lato.
Con i processi di raffinazione della farina viene eliminata sia la crusca sia il germe di grano. La raffinazione della farina si fa anche per motivi di conservazione: il germe è ricco di olii che sarebbero soggetti a un rapido irrancidimento. Le sostanze nutritive però sono contenute nel tegumento esterno del chicco e soprattutto nell’embrione, quindi la farina bianca rimane praticamente povera dei microelementi e delle fibre di cui il nostro organismo ha bisogno. Per questo motivo è bene consumare i cereali e le farine integrali.
Dopo la macinazione del grano è possibile comunque recuperare il germe, separandolo dalla farina con setacci, e si presenta come dei fiocchi biancastri.
Il germe di grano è un concentrato di sostanze nutritive: proteine, aminoacidi, grassi buoni, provitamina A, vitamine del gruppo B (tranne B2), vitamina D, vitamina E, sali minerali, lecitine e sostanze fitoattive.
Dal germe di grano si ricava anche un olio, ricco di tocoferoli (vitamina E), un potente antiossidante che contrasta l’azione dannosa dei radicali liberi e rallenta l’invecchiamento. Inoltre la vitamina E aumenta la fertilità, sia maschile che femminile e regola la produzione del sebo, migliorando la pelle affetta da acne.
Gli acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega 6 contenuti nel germe di grano abbassano il colesterolo “cattivo” LDL, hanno un effetto antinfiammatorio e proteggono dalle malattie cardiovascolari.
La quantità raccomandata da assumere è di 1 cucchiaio al giorno, da aggiungere allo yogurt o latte la mattina o alle minestre. E’ importante non esporlo a temperature elevate, per non deteriorare le sue sostanze benefiche.
L’olio di germe di grano si può applicare anche esteriormente, per esempio 1-2 volte alla settimana può sostituire la crema per il viso. Questo trattamento rende luminosa la pelle opaca, rinforza la pellicola idrolipidica della pelle e la idrata in profondità.  Si può utilizzare anche sul corpo, specialmente per prevenire le smagliature durante la gravidanza oppure sui capelli, per renderli setosi e lucenti.
Tutte queste fantastiche proprietà possono raddoppiare o addirittura triplicare se l’embrione germoglia. Infatti le proprietà nutritive si esaltano con la germinazione. A contatto con l’acqua, nell’embrione ha inizio una intensa attività enzimatica che aumenta i nutrienti, rispetto al germe essiccato. Inoltre le sostanze vengono predigerite, cioè scisse nei diversi aminoacidi che le compongono e i lipidi vengono scissi in glicerolo e acidi grassi, di immediata disponibilità.
Si possono far germogliare facilmente i semi di grano in casa, seguendo queste istruzioni:
– Lavate i chicchi di grano sotto l’acqua corrente.
– Prendete un panno, bagnatelo, strizzatelo e adagiatelo sul fondo di un piatto.
– Disponete i chicchi sul panno.
– Coprite il piatto con una garza bagnata e strizzata (o un panno), per riparare i semi dalla luce e per mantenerli umidi.
– Tenete il “germogliatore” a una temperatura di circa 20° C.
– Mattino e sera sciacquate i semi e rimetteteli come in precedenza. Il risciacquo impedisce la formazione di muffe e mantiene i chicchi umidi. Evitate i ristagni di acqua.
– Dopo 4-5 giorni avrete i germogli, alti 4-5 cm. Esponeteli alla luce solare per qualche ora prima di utilizzarli, per arricchirli di clorofilla.
– Una volta raccolti si conservano nel frigo per qualche giorno (continuano a crescere un po’).

Allo stesso modo si possono far germogliare  altri semi di legumi, cereali, alfa-alfa, ravanelli ecc.

Leggi anche “10 virtù dell’erba d’orzo”

LE DIETE IPOCALORICHE FUNZIONANO?

WP_20150117_09_36_44_Pro-300x169Per anni ci è stato insegnato che la chiave del dimagrimento è il bilancio tra le calorie ingerite e le calorie spese, quasi un lavoro da ragioniere. Siamo diventati bravi nel fare i conti, eppure i risultati sulla bilancia stentavano a verificarsi.
Infatti le diete ipocaloriche ci affamavano e appena finiva la “punizione” e si ritornava a mangiare qualcosa di più, il peso ritornava come prima. Le famose diete yo-yo, tra l’altro molto dannose per l’organismo perché possono provocare carenze di micronutrienti (vitamine e minerali), squilibri ormonali, spossatezza ecc.
Le diete di ultima moda, di solito provenienti da Hollywood, non sono molto diverse da quelle di alcuni anni fa per quanto riguardano i risultati: c’è un calo di peso iniziale, direttamente proporzionale alla motivazione e alla costanza con cui si segue la dieta, poi il ritorno allo stato iniziale se siamo fortunati. Infatti generalmente si arriva a pesare più di quanto si pesava all’inizio della dieta e anno dopo anno la situazione peggiora.
Il primo errore di fondo è quello di restringere troppo le calorie. Così facendo si agisce solo su un parametro della nostra alimentazione, cioè quello delle calorie. E’ un parametro importante, ma non risolutivo. Dimezzando le calorie, la persona si limita a dimezzare gli errori che faceva prima, cioè consumare alimenti come formaggi, salumi, latticini, cibi lavorati industrialmente, che producono effetti dannosi. Inoltre il nostro organismo è progettato per cavarsela in ogni circostanza, quindi se il cibo diminuisce corre ai ripari mettendosi in modalità “carestia” e rallentando tutte le sue attività metaboliche.
Il secondo errore è quello di considerare le calorie tutte uguali. Il Dott. Filippo Ongaro faceva un esempio: una brioche ha 190 calorie, cioè quasi quanto 800 g di cavolfiore. Chi bada solamente alle calorie può pensare che sia più piacevole e più facile da mangiare la brioche. In realtà il cavolfiore è una miniera di fitonutrienti (vitamine e minerali), carboidrati complessi, proteine e fibra dal potere saziante e salutare per l’intestino, che ci proteggono e aiutano il nostro organismo a lavorare in modo ottimale. La brioche ha solo calorie vuote: è ricca di zuccheri e grassi saturi (dannosi), non contiene vitamine e minerali e non sazia.
Un piatto di pasta non integrale di 100 g ha 340 calorie e nell’organismo di comporta come gli zuccheri: ha un indice glicemico alto, produce un veloce innalzamento della glicemia e sollecita il pancreas a produrre insulina per abbassarlo. Quando il livello di zuccheri si abbassa, si ritorna ad essere affamati. I picchi glicemici, sia nella fase alta che nella fase bassa, causano affaticamento e possono portare a disfunzioni metaboliche.
Un piatto di legumi di 100 g ha solo 80 calorie e i legumi contengono zuccheri complessi, a lento rilascio, danno energia più a lungo ed evitando i picchi glicemici e la superproduzione di insulina. In più i legumi sono ricchi di fibra, che abbassa l’assorbimento dei grassi e migliora le funzioni intestinali e sono ricchi di proteine, che mantengono la massa muscolare.
Questi sono alcuni esempi con un messaggio chiaro: se proprio dobbiamo stare attenti alle calorie, dobbiamo imparare a scegliere gli alimenti che ci nutrono e quindi dare un valore alle calorie che compongono la nostra dieta, altrimenti a lungo termine la dieta ipocalorica NON FUNZIONA.

SONNIFERI O INSONNIA?

L’insonnia è un fenomeno sempre più diffuso, non solo tra le persone più anziane, ma anche tra i giovani.
Durante il sonno il corpo si rigenera e si ripristinano le energie, quindi si cerca di dormire a tutti i cimages-6osti, arrivando a fare anche uso di sonniferi.
I sonniferi causano dipendenza e quindi si deve aumentare sempre più la dose per ottenere l’effetto sperato, ma quello che è ancora più inquietante è che recenti studi hanno dimostrato che i sonniferi provocano la formazione di diversi tipi di cancro.
Cosa dobbiamo fare?
Prima di passare a una terapia farmacologica per l’insonnia, è bene cercarne la causa. Spesso non solo uno, ma una serie di fattori impediscono di addormentarsi.
Eccone alcuni:
– Un ritmo irregolare degli orari in cui si va a dormire. Il nostro organismo è abbastanza abitudinario e dovremmo rispettare degli orari per mangiare e per dormire.
– Ansia, stress e depressione sono nemici del sonno.
– Con l’avanzare dell’età si dorme di meno.
– Il reflusso esofageo causa bruciori di stomaco che disturbano il sonno.
– I dolori articolari possono ostacolare il sonno.
– L’iperattività della tiroide è un altro motivo per cui si fatica ad addormentarsi.
– Il consumo di caffeina e alcol ostacolano un buon riposo notturno.

Possiamo però prendere alcuni accorgimenti per migliorare la qualità del nostro sonno:

– Innanzitutto se non si ha sonno, non bisogna dormire per forza. Nel tentativo di addormentarsi a tutti i costi ci si innervosisce e si ottiene l’ effetto contrario. Leggere qualcosa di rilassante è un ottimo rimedio.
– Rilassarsi prima ancora di andare a letto, per esempio praticando alcuni minuti di meditazione. La meditazione fa diminuire la frequenza delle onde cerebrali e porta la mente a uno stato di relax (vedi post)
– Evitare gli stimolanti come caffeina, sigarette e alcol. Può sembrare che l’alcol faccia venire sonno, ma anche se ci si addormenta, dopo un po’ di tempo ci si risveglia, perché modifica la durata di alcune fasi importanti del sonno.
– Evitare pasti consistenti prima di andare a letto, che provocano pesantezza e bruciori di stomaco.
– Praticare regolarmente attività fisica, che scarica lo stress e aumenta l’ossigenazione dell’organismo, ma non nelle due ore precedenti all’orario in cui si va a dormire.
– Praticare yoga è un trattamento efficace e naturale contro l’insonnia (se volete, trovate degli esercizi di yoga qui)
– Usare la camera da letto solo per dormire, in modo che la mente associ questo spazio al riposo, no ad attività stressanti.

Altri consigli sul sonno in questi articoli:
“Il sonno, vera cura di bellezza”
Il sonno = vera medicina
Per un sonno migliore

10 MOTIVI PER CONSUMARE LUPINI

WP_20150110_08_38_54_Pro-300x276I lupini fanno parte dalla famiglia dei legumi ed erano conosciuti già ai tempi degli Egizi, Incas, Romani e Greci, per le loro proprietà nutrizionali.
Negli ultimi decenni sono caduti in disuso, ma ultimamente sono stati riscoperti e rivalutati, grazie a studi che confermano le loro proprietà nutrizionali (la produzione delle proteine animali potrebbe non essere più ecosostenibile, quindi gli studiosi sono alla ricerca di quelle alternative).
I lupini contengono degli alcaloidi tossici se ingeriti in grandi quantità, perciò subiscono un accurato trattamento prima di essere messi in vendita (si lavano ripetutamente, si immergono in sostanze acide che neutralizzano gli alcaloidi e contrastano gli eventuali microorganismi patogeni, poi si lavano nuovamente, si fanno bollire, si salano e si confezionano per la vendita.)

Ecco alcune delle loro proprietà benefiche per il nostro organismo:
1) Sono abbastanza poveri di calorie (114 per 100g), ma energetici. Sembra infatti che costituissero le scorte di cibo per le legioni romane nei loro lunghi spostamenti a piedi.
2) Sono ricchissimi di proteine (38%), di alta qualità. Nel suo libro Verso la scelta vegetariana, Umberto Veronesi le paragona a quelle della carne (e le considera superiori a quelle delle uova), con il vantaggio di essere prive di colesterolo.
3) Sono mineralizzanti: contengono calcio, fosforo, potassio, sodio, manganese, zinco, selenio, rame, magnesio e ferro.
4) Sono ricchi di vitamine come vitamina A, vitamine del gruppo B (specialmente B1,2,3,5,6) e vitamina C, potenti antiossidanti che contrastano l’azione dannosa dei radicali liberi e rallentano il processo degenerativo delle cellule.
5) Contengono aminoacidi importanti per l’organismo, come triptofano, arginina, lisina, acido aspartico e glutammico.
6) A differenza di altre proteine, quelle dei lupini sono di ottima digeribilità.
7) Sono ricchi di fibra (fino al 28%, a seconda della varietà), sia solubile che insolubile. Le fibre insolubili facilitano il transito intestinale, inglobando le scorie e facilitando la loro espulsione e aiutano a prevenire il cancro al colon. Le fibre solubili puliscono le arterie e limitano l’assorbimento di grassi ingeriti con l’alimentazione.
8) Contengono acidi grassi essenziali come Omega 3 e Omega 6, che aiutano il buon funzionamento del cuore e abbassano il colesterolo “cattivo” LDL, aiutando così a prevenire le malattie cardiovascolari.
9) Hanno un Indice Glicemico basso, dato il loro basso contenuto di  amido (1%), caratteristica rara tra i legumi, che li rende adatti anche per l’alimentazione dei diabetici o di chi ha la glicemia alta. Non solo: i lupini contengono tocoferolo, che apporta benefici nella prevenzione del diabete di tipo 2. Uno studio svolto all’Istituto Scientifico Universitario S. Raffaele di Milano ha scoperto che i lupini sono ricchi di una proteina che sembra avere gli stessi effetti dell’insulina e quindi regola i livelli di zucchero nel sangue, senza effetti collaterali. Inoltre promuove il trasporto del glucosio nelle cellule muscolari.
10) Forse anche grazie al processo di lavorazione che subiscono prima di essere pronti al consumo, i lupini hanno delle proprietà simili ai probiotici e quindi favoriscono la proliferazione dei batteri benefici nella flora batterica intestinale.

I lupini possono costituire una sana merenda, insieme a frutta.
I lupini si usano anche esteriormente. Ecco un metodo empirico per curare l’eczema o la crosta lattea dei bambini: far bollire per 15-20 minuti 30 g di lupini in mezzo litro di acqua, filtrare, aggiungere 1 cucchiaio di aceto e tamponare la parte interessata.

METALLI PESANTI CHE CI INTOSSICANO? CHLORELLA!

La Chlorella è un’alga verde, considerata un “super cibo” dalla nutrizionista inglese Gillian McKeith per le sueimages (5) molteplici proprietà benefiche.
La Chlorella è una micro-alga unicellulare, che costituisce la maggior risorsa di clorofilla di tutto il regno vegetale. La clorofilla ha la particolarità di trasformare la luce solare in energia ed è il “sangue” delle piante, molto simile all’emoglobina. L’atomo centrale dell’emoglobina è il ferro, mentre quello della Chlorella è il magnesio, ma attraverso la trasmutazione biologica si trasforma in sangue (aumenta la produzione di globuli rossi). Infatti sembra che in tempo di guerra, quando non si potevano effettuare trasfusioni di sangue, venisse impiegata la clorofilla per curare i soldati.
La Chlorella è ricca di vitamine del gruppo B (compresa la B12), vitamina C e K. Contiene acidi grassi Omega 3, che puliscono le arterie, abbassano la pressione sanguigna e il colesterolo, proteggono dalle malattie cardiovascolari, proteggono le articolazioni, rinvigoriscono il Sistema Nervoso, ripara e rigenera i tessuti e rallentano il processo degenerativo delle cellule e la comparsa di malattie come l’Alzheimer o il morbo di Parkinson. Inoltre è ricca di aminoacidi essenziali ed è molto indicata per gli sportivi, per mantenere e incrementare la massa muscolare.
L’alga verde Chlorella è ricca di minerali alcalinizzanti, come calcio e magnesio, che regolano l’acidità del sangue.
La Chlorella contiene acidi nucleici chiamati Fattori di Crescita Chlorella (CGF), che favoriscono la produzione di cellule sane, senza incrementare quelle malate (tumorali).
Un’altra sua qualità è quella di favorire la proliferazione dei batteri benefici, antivirali, antibiotici e antibatterici, potenziando il Sistema Immunitario.
Oltre tutte queste proprietà benefiche, la Chlorella possiede una straordinaria: la sua parte di cellulosa, non digeribile, attrae e aggrega le tossine e le fa espellere attraverso il Sistema Linfatico, con la sudorazione, e le viscere. In Giappone, così esposto alle radiazioni nucleari, sono state svolte molte ricerche in proposito. Di fatti tutti noi siamo esposti ad agenti inquinanti: pesticidi, erbicidi, fungicidi, mercurio, cadmio ecc. Sembra che nei tessuti di pinguini al Polo Sud sia stato trovato del DDT e tracce di carburante degli aerei è stato trovato nel latte materno degli aborigeni dell’entroterra australiano e in tutto l’ambiente si è sparso l’uranio impoverito utilizzato nella recente guerra nel Medio Oriente e quindi la Chlorella è una delle più potenti armi nel nostro arsenale dei Supercibi. La Chlorella purifica il sangue aiutando così anche le funzioni mnemoniche.
Andrebbe consumata quotidianamente, per esempio 1 cucchiaino aggiunto a frullati, succhi o minestre. Un eccesso potrebbe avere un effetto lassativo e, per via della cellulosa, potrebbe essere un po’ nauseante, quindi cominciate con piccole dosi.

PER UN SENO BELLO E SANO

imagesUK0WOXL7Con il passare del tempo rallenta la produzione di elastica e di collagene nella nostra pelle e i tessuti cominciano a cedere. Questo processo viene amplificato nei casi in cui ci sottoponiamo ripetutamente a diete che ci fanno perdere molto peso in un tempo relativamente breve: il corpo non riesce ad adeguarsi alle richieste di queste sostanze necessarie per garantire l’elasticità della pelle. In più le diete drastiche generalmente sono sbilanciate ed è facile incorrere in una carenza di nutrienti necessari alla rigenerazione e alla riparazione della pelle.
La pelle del seno è ancora più vulnerabile, perché la lotta con la forza di gravità è ancora più impegnativa.
Cosa possiamo fare?
L’alimentazione varia ed equilibrata è fondamentale per garantire alla pelle gli antiossidanti necessari (vitamine e minerali) per contrastare l’azione degenerativa dei radicali liberi e i grassi che donano splendore alla pelle.
L’attività fisica è altrettanto importante, perché migliora la circolazione sanguigna, ossigenando e nutrendo le nostre cellule.
Ricordiamoci, però, che sono i muscoli pettorali a sorreggere il seno e quindi vanno tenuti sempre tonici ed efficienti, come tutti gli altri muscoli del resto.
Un altro punto importante è l’idratazione, quindi dopo la doccia dobbiamo applicare sempre una buona crema su tutto il corpo.
I raggi ultravioletti danneggiano l’elastina, quindi evitate l’esposizione al sole nelle ore in cui cadono perpendicolarmente (o quasi) sulla pelle e comunque usate sempre una crema protettiva.

(Osservate sempre la consistenza, la forma e la pelle del vostro seno e segnalate ogni variazione a chi di dovere).

Ecco alcuni esercizi e consigli utili per curare il vostro seno:

10 MOTIVI PER CONSUMARE BARBABIETOLA

untitled (12)La barbabietola è una pianta conosciuta fin dai tempi antichi per le sue proprietà benefiche.
Ecco alcuni motivi per cui dobbiamo averla spesso sulla nostra tavola:

1) E’ ipocalorica: 100 g di polpa contiene solo 20 calorie.
2) E’ ricca di antiossidanti e vitamine come A, B (specialmente B1, B2, B3 e B9), E, C e K (più di altri vegetali. 100g danno il 60% della dose giornaliera raccomandata).
3) E’ rinfrescante e remineralizzante (contiene ferro, rame, iodio e calcio. Si consiglia succo di limone per condirla: la vitamina C facilita l’assorbimento del ferro). Contiene aminoacidi essenziali che non si trovano in altri vegetali.
4) Riequilibra il livello della glicemia e stimola l’attività del pancreas. Inoltre ha un’azione antinfiammatoria sul fegato e sull’apparato digerente.
5) Stimola il Sistema Immunitario e depura l’organismo dalle tossine, batteri e virus. Il succo fresco di barbabietola è un eccellente tonico per l’organismo e per il metabolismo.
6) E’ ricca di potassio e aiuta l’eliminazione del sodio in eccesso, con un’azione benefica sui reni.
7) Abbassa il colesterolo “cattivo” LDL grazie alle saponine, che aiutano a eliminare i grassi.
8) E’ ricca di fibra, che stimola il transito intestinale. Uno studio condotto in Grecia nel 1983 ha concluso che la barbabietola contrasta il cancro al colon.
9) Ha un’azione benefica sulla microcircolazione e sull’attività del cuore. Uno studio condotto in Inghilterra ha dimostrato che mezzo litro di succo centrifugato al giorno fa abbassare la pressione sanguigna nei casi di ipertensione.
10) E’ antianemica (stimola la produzione dei globuli rossi) e contrasta la spossatezza.

Per la sua consistenza e il suo sapore dolce, si presta bene per preparare i dolci. (vedi post “Torta con barbabietola“).

La barbabietola  rossa (il tubero) si può consumate  grattugiata in insalata con olio e limone, oppure nelle zuppe, insieme con il cavolo rosso. Con la cottura perde parte delle vitamine e ha un indice glicemico più alto, quindi non è adatta per i diabetici. Anche in caso di calcoli renali non è indicata perché contiene ossalati. Poiché favorisce la secrezione dei succhi gastrici, deve essere consumata con moderazione in caso di gastrite.

POSSIAMO RINGIOVANIRE?

Ringiovanire si può! Lo sostiene il Dott. Dean Ornish, professore di medicina clinica all’Università deWP_20141127_08_50_33_Pro-300x168lla California e ricercatore di fama mondiale. In 30 anni di ricerche egli ha potuto appurare che cambiando il proprio stile di vita si attivano dei meccanismi dinamici che possono intervenire sulla nostra salute, migliorandola.  Si può arrestare o invertire l’avanzare delle cardiopatie, rallentare o arrestare il cancro alla prostata o al seno ecc. Quando si cambia lo stile di vita è come se si disattivassero i geni cattivi e si potenziassero quelli buoni – spiega il Dr. Ornish.
Cambiare stile di vita significa alimentarsi in modo sano e consapevole, praticare una moderata attività fisica e adoperare metodi di rilassamento (svago) per ridurre lo stress della quotidianità. Con questi cambiamenti si agisce su una parte intrinseca del nostro organismo: i telomeri.
Faccio una piccola spiegazione, prometto che sarò breve: i telomeri sono porzioni del DNA che si trovano alla fine di ogni cromosoma e sono molto instabili. Il DNA (acido desossiribonucleico) è una macromolecola che contiene le informazioni genetiche ed ereditarie necessarie alla cellula, e determina le caratteristiche dell’organismo. E’ unico per ognuno di noi (anche per i gemelli monozigoti). La funzione dei telomeri è di impedire al DNA di degradarsi. La Dr. Elisabeth Blackburn, premio Nobel, ha fatto il paragone con il lacci delle scarpe: i telomeri proteggono il DNA come le terminazioni di plastica impediscono ai lacci di sfilacciarsi. I telomeri controllano l’invecchiamento: quando si accorciano, la nostra vita si abbrevia.telomeri-sfilacciati-300x168
Secondo il Dr. Ornish, però, i telomeri si possono allungare! Ha voluto dimostrarlo anche per lo show del Dr. Oz, sottoponendo 3 donne al suo programma per 3 mesi e i risultati sono stati visibili e misurabili: per tutte si è registrato un allungamento dei telomeri tra il 6% e il 15%, miglioramenti significativi nel quadro lipidico, nell’aspetto e sullo stress. In più sono dimagrire, chi più chi meno, fino a 7 kg.

Il piano del  Dr. Ornish è composto  da 4 steps:

1) Alimentazione. Ha diviso gli alimenti in  5 categorie:

– (1) Raccomandati: frutta, verdura, cereali integrali, legumi (specialmente soia, ricca di proteine, che può sostituire la carne).
– (2) Ammessi, ma senza esagerare (per via dei grassi): avocado, frutta a guscio.
– (3) Con moderazione: salmone e carboidrati raffinati.
– (4) Un po’ “cattivi”: pollo non fritto, margarina, latte intero…
– (5) I meno sani: pollo fritto, hamburger, patatine…

Il consiglio del Dr. Ornish: se qualche volta vi capita di mangiare cose meno sane, fate in modo di compensare il giorno dopo con alimenti raccomandati.

2) Attività fisica. Bastano 30 minuti al giorno, ma deve essere costante. Si può ricavare camminando mentre si parla al telefono, andando a piedi a fare la spesa, evitando l’ascensore ecc.

3) Praticare la meditazione. La meditazione può significare anche agire con consapevolezza, per esempio quando mangiamo: fare attenzione a tutti i nostri sensi, lentamente. Questo ci aiuta anche a capire cosa e quanto mangiamo.

4) Mai farlo da soli. E’ importante costruire  una  comunità con cui condividere l’esperienza e  in cui sentirsi al sicuro e abbassare le difese. La solitudine genera depressione e le ricerche hanno dimostrato che le persone depresse hanno il triplo di probabilità di ammalarsi.

Questo cambiamento ha il potere non solo di prevenire, ma innesca un meccanismo di regressione delle malattie senza farmaci e aiuta a spostare le lancette del nostro orologio biologico!

(Mi sono accorta che è quasi il mio stile di vita, chissà che telomeri!)

 

SAI PERCHE’ SEI ARRABBIATO?

images (4)A chi non è mai capitato di arrabbiarsi o almeno di irritarsi?  I motivi sono tanti, per esempio quando sei al volante in un tratto  in cui non si può sorpassare e chi è davanti a te guida con una lentezza esasperante, quando sei in coda e qualcuno ti passa avanti dicendo “devo solo chiedere un’informazione” ed esce dopo 20 minuti, quando la “fiducia” del capo ti carica di lavoro mentre il tuo collega passa la giornata su Facebook, quando a casa tutti aspettano che sia solo tu a riordinare ecc.
Si sa che il nostro  livello di sopportazione non è uguale tutti i giorni. Perché a volte “la prendiamo con filosofia” e a volte sentiamo che il sangue ci dà alla testa? Secondo  Dr. Oz tenere a bada l’irritazione o la rabbia non dipende da noi, ma da cause esterne. Infatti lui ne ha individuato alcune e le ha raggruppate sotto l’acronimo HALT, come dire “fermati e cerca di capire perché sei arrabbiato!”.

– H sta per  “Hipoglicemia” (inglese). Spesso la fretta fa sì che si esca di casa prendendo solo un caffè oppure senza fare colazione affatto. L’ho fatto anch’io. Dopo il digiuno della notte il corpo consuma le ultime riserve di zucchero che abbiamo e quindi i suoi livelli nel sangue scadono. Il nostro cervello ha bisogno di glucosio per funzionare. A volte siamo talmente carichi e desiderosi di dimagrire che non facciamo nessuna fatica a non mangiare, ma il nostro cervello viene messo in moto solo attraverso il glucosio. Io ricordo quando ho sperimentato una cosa del genere: mi è capitato di percepire le notizie (stavo seguendo il telegiornale) con un po’ di ritardo. Mi sono spaventata e mi sono precipitata a prendere un cucchiaio di miele. Non dobbiamo lasciare che questo accada, potrebbero esserci conseguenze insospettate. Quando il livello di zucchero è basso ci sentiamo assonnati, confusi. Il nostro corpo, però, ha sempre qualche modo per “tamponare” e in questo caso comincia a rilasciare adrenalina, che contiene zuccheri prelevati da altre parti per darli al cervello. Con l’aumento dell’adrenalina, però, sale anche la rabbia. Nei momenti di rabbia le nostre decisioni sono sbagliate il più delle volte, e la rabbia cresce ulteriormente, e cresce anche  l’adrenalina, dando il via a un’ira incontrollabile.
C’è un rimedio per evitare tutto ciò: uno snack a base di mandorle o altro frutto a guscio, cocco essiccato, albicocche o altro frutto disidratato. Questi alimenti contengono grassi sani e zuccheri ad assorbimento lento, che alimentano in modo costante il nostro cervello e ci fanno rimanere più calmi e razionali. Quando si è fuori casa si dovrebbe portare sempre con sè qualche sacchettino, che può stare comodamente nella borsa, persino nella tasca.

A sta per “Allergia”. Non sempre si pensa alle allergie quando si hanno alcuni disturbi, specialmente nei mesi invernali (naso chiuso, prurito, mal di gola ecc.) D’inverno siamo più esposti alle muffe e alla polvere, perchè stiamo di più in casa, anche i nostri animali passano più tempo al chiuso e ci lasciano in giro forfora e peli, le finestre restano chiuse più spesso e gli acari trovano l’ambiente ideale per proliferare. Tutte queste cose creano fastidi che sono fonti di stress e se il nostro corpo è irritato anche noi lo siamo.
Oltre ad aerare spesso la stanza, passare l’aspirapolvere e lavare la biancheria ad almeno 50° C per uccidere gli acari,  anche alcune piante d’appartamento ci possono aiutare, come per esempio il ficus bengiamino, il filodendro e la sansevieria, che assorbono l’anidride carbonica e rilasciano ossigeno. Altre piante, come la palma di bambù o la felce di Boston contribuiscono a mantenere la giusta umidità nell’aria, che previene la secchezza delle mucose, la tosse secca ecc.

L sta per “Luce”. Nei mesi invernali abbiamo poca luce solare e calano i livelli di serotonina, l’ormone del buon umore, e non si riesce a prendere il ritmo giusto, non si dorme bene e ci si sente stanchi e depressi. Le lampade a luce blu possono aiutare, bisogna esporsi la mattina, per 30 minuti. In alternativa ci sono le lampadine ad ampio spettro, da collocare in più posti della casa.

T sta per “testosterone”, che non è solo un problema maschile, ma è fondamentale anche per le energie della donna. Ci sono diversi ormoni nel corpo che lavorano con il testosterone. Uno molto importante è il cortisolo. Quando si è stressati il cortisolo aumenta, spingendo giù il testosterone, con conseguente calo del desiderio sessuale, si inizia a ingassare specialmente nella zona addominale, ti senti frustrato e di conseguenza il cortisolo aumenta ancora, riducendo il testosterone. Il grasso addominale abbassa ancora di più il testosterone e si arriva ed essere sempre più spossati e arrabbiati.
Dr. Oz suggerisce di richiedere esami del sangue per vedere il livello di testosterone, che deve essere tra 8 e 48.
Il caffè aumenta i livelli di stress, quindi si dovrebbe bere caffè decaffeinato. Un aiuto può arrivare da alimenti ricchi di zinco, un minerale che sta dalla parte del testosterone. Dr. Oz suggerisce una tazza di caffè decaffeinato con del latte di canapa (che potete preparare da soli, vedi post).

10 PASSI PER RALLENTARE L’INVECCHIAMENTO

nuotoRallentare l’invecchiamento si può! Lo hanno detto Dr. Michael Roizen e il Dr. Keith Roach, durante lo show del Dr. Oz, intervenendo su un tema che sta a cuore a molti di noi: Real Age.
Credo che la nostra vera carta da visita per quanto riguarda l’età sia quella biologica. E’ il primo impatto visivo che conta, non cosa c’è scritto nei nostri documenti. Nessuno dimostra esattamente l’età anagrafica e in generale si tende a dimostrare di meno, ma capita anche di dimostrare molto di più. Non è solo questione di estetica, si tratta anche di energia e di vitalità, cioè di sentirci bene con la nostra età.
La buona notizia è che possiamo addirittura invertire le lancette dell’orologio, senza ricorrere a interventi invasivi: dipende solo da noi.
La genetica ha la sua importanza, certo, ma spesso diamo la colpa alla genetica  per abitudini di vita sbagliate e per la nostra pigrizia e mancanza di volontà. (vedi post “La predisposizione genetica si può cambiare“). Dobbiamo invece concentrarci su un obiettivo e pensare che sia possibile raggiungerlo.
Ecco i principali punti sui quali dobbiamo focalizzare la nostra attenzione per rendere reversibili i fattori di invecchiamento:
1) Tenere sotto controllo il rapporto peso-altezza (indice di massa corporea) e la misura del girovita (non deve superare gli 81 cm per le donne e i 102 cm per gli uomini). Questi dati indicano la quantità di grasso addominale, il più pericoloso perché causa infiammazione nel corpo.
2) Accordare la massima attenzione alla durata e alla qualità del sonno. Dormire poco è un problema. Non si sa esattamente perché il sonno sia così importante, ma si sa con certezza che le persone che non dormono abbastanza  corrono un rischio maggiore di avere malattie cardiache e anche quelle a carico del sistema immunitario.
3) Controllare con regolarità i livelli della pressione sanguigna, del colesterolo e del colesterolo “buono” HDL (che ha il ruolo di spazzare via il colesterolo “cattivo” LDL e i suoi valori devono essere oltre 50 per le donne e oltre 40 per gli uomini). I valori alti della pressione e del colesterolo LDL in combinazione con l’infiammazione e lo stress provocano l’aumento della placca sulle arterie e l’invecchiamento precoce.
4) Le relazioni sentimentali e di amicizia possono influire sull’invecchiamento del corpo, perchè contribuiscono all’equilibrio psico-fisico. L’impatto della mancanza di una struttura di supporto emotivo è enorme. Lo stress è uno dei più grandi fattori di invecchiamento e il confronto con gli amici può ridurne gli effetti. Avere amici è un vantaggio che fa ringiovanire!
5) Lo stress fa sfiorire la nostra giovinezza e accelera la vecchiaia. Fa invecchiare le arterie, indebolisce il sistema immunitario, fa calare la concentrazione e aumenta le probabilità di incidenti. Lo stress fa aumentare il livello di cortisolo, che è causa di rughe e grasso addominale. Una camminata di 30 minuti al giorno fa diminuire lo stress ed è alla portata di tutti.
6) Le cattive abitudini svolgono un ruolo fondamentale.

Il fumo di sigaretta fa invecchiare. Un polmone sano sembra una spugna elastica, pronta ad aspirare tutta l’aria intorno a sè. Il polmone di un fumatore si annerisce e perde elasticità, fino a diventare duro (enfisema) e il respiro diventa difficoltoso. La mancanza di respiro non fa sentire vitali. Se non si è arrivati all’enfisema, smettendo di fumare il polmone è in grado di rigenerarsi.
L’alcol fa invecchiare. Una quantità moderata (massimo 1 bicchiere per le donne e 1-2 per gli uomini), specialmente di vino rosso, dà benefici, ma 5 bicchieri in una volta, come succede nei fine settimana, causano un superlavoro per fegato e reni e accelerano l’invecchiamento.
Il sole in piccole quantità è positivo. Un’esposizione di 10 minuti al giorno (viso e mani) aiuta la sintesi della vitamina D, migliora la pelle (aiuta a ricostruire il collagene) e il sistema immunitario. Un’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti causa invecchiamento e le scottature aumentano il rischio di tumori della pelle. Dobbiamo consumare alimenti ricchi di vitamina D, come sgombro, tuorlo d’uovo, funghi shiitake, olio di pesce oppure prendere un integratore di vitamina D3, specialmente d’inverno, quando abbiamo meno sole.
7) L’alimentazione è fondamentale per l’invecchiamento. La carne rossa, i cibi conservati e lavorati, le patatine, i dolci ecc. contengono molti grassi saturi, che causano infiammazione e danneggiano i vasi sanguigni (l’aorta diventa rigida e piena di placche). Ideale sarebbe consumare non più di 1 porzione alla settimana di carne rossa, dalla grandezza del palmo della propria mano. Dobbiamo eliminare il cibo spazzatura e aumentare il consumo di frutta e verdura  (almeno 5 porzioni al giorno). Se vi sembrano tante, i frullati verdi rendono più facile l’assunzione di questi cibi. Anche la frutta secca è molto salutare, specialmente le noci, e si devono consumare 4-5 piccole porzioni di cereali integrali al giorno. Già dopo qualche giorno con questa alimentazione si vedono i risultati.
8) L’attività fisica: esiste un collegamento tra la flessibilità del corpo e l’elasticità dei vasi sanguigni. Più si è agili e più si ha una pressione sanguigna sana. Oltre la camminata di 30 minuti al giorno di cui parlavo prima, è utile fare 20 minuti di esercizi aerobici per 3 volte alla settimana e 30 minuti alla settimana di sollevamento pesi.
9) Controllare periodicamente la proteina C Reattiva (PCR), un indicatore dell’infiammazione vascolare, che danneggia i vasi sanguigni. Questo permette di tenere sotto controllo e prevenire la colesterolemia, la perdita di memoria, malattie cardiovascolari, malattie autoimmuni, il rischio di cancro e l’invecchiamento precoce.
10) L’uso del filo interdentale ogni giorno diminuisce l’infiammazione alle gengive e le malattie paradontali, che sono un altro importante fattore di invecchiamento (infezioni, problemi di digestione per cattiva masticazione ecc.).

Tutto questo deve entrare a far parte delle nostre abitudini, per una vita migliore!

IL TUO TRAINER: IL DIARIO

Continuano i buoni consigli che gli esperti nel dimagrimento ci danno per poter portare a termine con successoimagesJ1EGM1XU una dieta dimagrante.
In alcuni post precedenti parlavo della preparazione mentale, cioè della consapevolezza necessaria per affrontare con intelligenza una dieta, e della scelta SMART degli obiettivi.
Adesso parliamo del diario alimentare.
Già qualche anno fa ne avevo parlato, perché so per esperienza l’aiuto che può dare quando ci mettiamo a dieta.
Anche Ian K. Smith (medico esperto in dimagrimento) lo consiglia, nel suo libro The 4 Day Diet, ma suggerisce di partire 10 giorni prima della dieta, per analizzare le nostre abitudini alimentari e capire le correzioni da fare.
Perché il diario sia veramente uno strumento efficace, è essenziale l’assoluta onestà da parte tua, cioè capire che se così non fosse inganneresti solamente te stesso.
Io ho avuto buoni risultati quando l’ho tenuto, perché se sai che devi scrivere ogni cosa che ingerisci stai più attento a ciò che puoi o non puoi mangiare.
E’ importante riportare informazioni che possano dare un quadro non solo di ciò che mangi e dell’esercizio fisico che fai, ma anche del tuo umore durante la giornata. In questo modo potrai identificare l’area della tua debolezza, che potrà essere migliorata, e quella della tua forza, che potrai incrementare durante la dieta.
Assicurati di essere specifico. Per esempio anziché scrivere che hai mangiato mandorle per merenda, scrivi anche la quantità e anziché scrivere che hai fatto esercizio, scrivi per esempio che hai fatto 30 minuti di cardio a media intensità.
Io ho la sensazione di avere accanto a me il trainer che mi controlla e questo mi permette di essere più aderente al programma.
Conserva questi appunti, perché a distanza di tempo potresti avere bisogno di dare un’aggiustatina al tuo peso e puoi andare a vedere che cosa ha funzionato meglio e soprattutto ti darà la motivazione giusta perché in un attimo ti aiuterà a ricostruire quell’atmosfera carica di entusiasmo e di aspettative. Questa volta, però, con la consapevolezza che
SI…PUO’…FAAA…REEE…!!

MANGIARE PRIMA DI FARE SPORT?

Gym kettelbell 1Capita a volte che, presi dagli impegni, dimentichiamo di mangiare e fornire energia al nostro corpo e cominciamo a sentire la testa leggera, difficoltà di concentrazione, debolezza ecc., tipici sintomi di un calo degli zuccheri. Allora buttiamo giù qualcosa, per esempio una merendine (molto male!), per riprenderci.
Potrebbe non bastare.
Sembra che il cibo metta molto più tempo di quanto pensiamo da quando lo mettiamo in bocca a quando arriva alle cellule.
Ecco perchè è bene non lasciare passare troppo tempo da un pasto all’altro, anche se non abbiamo fame. Se lasciamo che arrivi un calo di zuccheri, non sempre sarà sufficiente mangiare qualcosa per sentirci bene.
Tante volte pensiamo che fare uno spuntino prima di andare in palestra ci aiuterà ad avere più energia.
Tim Ferriss ha fatto i suoi esperimenti, misurando meticolosamente i livelli di zucchero nel sangue dopo aver assunto del cibo.
Ha scoperto che il picco del glucosio nel sangue arriva dopo 1 ora e mezza o 2 ore e mezza dopo la consumazione del pasto (anche se si tratta solo di uno yogurt).
Per un succo d’arancia ci sono voluti 40 minuti per riscontrare il massimo livello degli zuccheri nel sangue.
Ecco perchè lo spuntino prima di andare in palestra (anche 20 minuti prima) potrebbe non dare i risultati desiderati e gli zuccheri potrebbero essere a disposizione dei muscoli quando l’allenamento sarà già finito.
Secondo Tim è meglio mangiare un’ora prima di iniziare l’attività fisica.
Allo stesso modo se prendete  i frullati proteici dopo l’allenamento non arriveranno subito ai muscoli, quindi bisogna prenderli prima, cioè calcolare sempre 1-2 ore prima della fine dell’esercizio fisico.

Credo che sia bene ascoltare i consigli degli esperti e provarli, dopo di che sarà sempre il nostro corpo a darci le indicazioni giuste.

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