Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

Archivi per il mese di “ottobre, 2015”

IL SORRISO: RIMEDIO ANTISTRESS

Mi piacerebbe che non ci fosse la barriera linguistica tra i vari Popoli del nostro Pianeta. Possiamo cavarcela con lingue più vicine a noi, ma non è facile (per me) sentirmi “libera” per esempio in un Paese di lingua araba o cinese… Con l’aiuto di qualche altra lingua bene o male ci si capisce, ma non capire niente di quello che gli altri si dicono UN SORRISOtra di loro, confesso che mi dà un po’ di ansia.
La natura però ci ha messo a disposizione un linguaggio universale, uguale dappertutto: le espressioni facciali. Queste manifestazioni esterne ci permettono di comunicare agli altri cosa sentiamo e rendono possibile il loro adeguamento comportamentale al nostro stato d’animo. Sarebbe difficile capirsi e condividere le esperienze se uno fosse triste e l’altro pensasse che è felice, no?
Quasi come se la natura avesse capito che la comunicazione tra noi deve essere chiara e sincera,  risulta piuttosto difficile simulare un’espressione facciale (a meno che non si sia attori bravissimi).
Sicuramente le emozioni che viviamo determinano le espressioni facciali, ma – dicono gli scienziati –  è vero anche il contrario: per dare forma a una espressione facciale bisogna vivere quella emozione (gioia, tristezza ecc.).  Sembra infatti che anche gli attori facciano ricorso a esperienze personali per poter rivivere sentimenti simili a quelli richiesti dal personaggio che interpretano e calarsi nella parte.
Ecco quindi che un’espressione di rabbia porta davvero all’accelerazione del battito cardiaco e all’aumento della pressione, che farà arrossire il viso, un’espressione di paura causerà una vasocostrizione, che abbasserà la temperatura delle mani ecc.
… anche se si stenta a crederlo, tanto le emozioni generano determinate espressioni facciali, quanto le espressioni facciali possono farci vivere emozioni che si ripercuotono sui meccanismi di funzionamento del corpo –  scrive il Dott. Filippo Ongaro nel suo libro star bene davvero.
Un’espressione facciale che ha effetti benefici sul nostro organismo è il sorriso. Cercare di sorridere anche quando sembra difficile, ha  un effetto calmante, che contrasta l’ansia e la depressione. In più ha un potere incredibile: è contagioso.
Immaginate di entrare in un locale e tutti intorno a voi vi accolgono con sguardi severi e inquisitori. Non vi sentireste a vostro agio, no? Se invece i volti che incontrate sono sorridenti, vi sentite subito rilassati e ben disposti, vero?
Un sorriso predispone l’altro ad aprirsi, ad abbassare la guardia.
Per questo motivo quando il contatto con gli altri si fonda sul sospetto e sulla diffidenza, la relazione è destinata a fallire e non ci saranno mai possibili quelle emozioni che ci fanno vivere meglio.
Se tutti noi imparassimo a sorridere più spesso, potremmo gestire meglio il nostro stress e contribuiremmo a ridurre anche quello degli altri. Invece spesso accade che un’espressione arrabbiata o insofferente è capace come minimo di guastarci la giornata (oppure di generare scontri e tensioni che fanno aumentare lo stress).
Lo stress non è più un fenomeno esclusivamente individuale, ma anche sociale, ed è per questo che è sempre più difficile sfuggire alla sua stretta, che logora costantemente l’organismo e lo rende più vulnerabile alle malattie.
Sorridiamo dunque, fa bene a noi e agli altri!! (ed è gratis!)

Madre Teresa di Calcutta ha scritto una bellissima poesia in cui coglie l’essenza del sorriso. Se volete, la potete trovare qui.

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I LEGUMI FANNO INGRASSARE?

images-300x287Amo i legumi! Li preferisco di gran lunga alla carne! Mi piace l’hummus di ceci e i falafel, mi piacciono i fagioli con il pomodoro e l’alloro, mi piacciono le polpette di lenticchie…
Dopo aver mangiato i legumi, però, noto un aumento di peso sulla bilancia.
Ma i legumi fanno ingrassare?
Il Dott. Filippo Ongaro dice di no. Anzi, una ricerca svolta in Canada e pubblicata sulla rivista scientifica “Obesity” dimostra che i legumi addirittura fanno perdere peso.
Il Dr. John Sievenpiper  ha guidato una ricerca al St. Michael’s Hospital di Toronto, articolata in 9 studi clinici che hanno coinvolto 126 soggetti. I risultati sono molto soddisfacenti, specialmente per i fans di questi alimenti.
Ecco alcune proprietà dei legumi in base alla ricerca:
– hanno un indice glicemico basso, quindi non fanno innalzare gli zuccheri nel sangue e quindi non creano picchi di insulina. Quando si innalza la glicemia, il pancreas comincia a produrre insulina per abbassare gli zuccheri nel sangue. Presto si avranno livelli bassi di zucchero nel sangue e di conseguenza ritorna la sensazione di fame, si mangia e il ciclo si ripete. Questo succede quando mangiamo carboidrati raffinati, che si comportano come lo zucchero nel nostro organismo. Con i legumi questo non succede.
– sono indicati per le persone di tutte le età e con indici di massa corporea differenti (grassi e magri).
– contengono fibre, che saziano a lungo. Essere sazi a lungo significa evitare tutti quelli snack tra i pasti, evitare di aggiungere calorie inutili alla nostra alimentazione e quindi dimagrire e mantenere a lungo il peso ideale. Inoltre le fibre sono indispensabili per il buon funzionamento dell’intestino e del cuore. I legumi contengono sia fibre solubili, che aiutano a pulire le arterie e ad abbassare il colesterolo, sia fibre insolubili, che intrappolano i grassi a livello intestinale e li fanno espellere, impedendone l’assorbimento e contribuendo ad abbassare o a mantenere un corretto livello di colesterolo nel sangue e prevenendo le malattie cardiovascolari.
– sono un’ottima fonte di proteine. A differenza delle proteine di origine animale, quelle dei legumi non hanno tutti gli aminoacidi necessari all’organismo, ma in combinazione con i cereali diventano complete e sono una valida alternativa a quelle della carne.
Allora come si spiega il mio aumento di peso?
Ispirandomi alla dieta di Chris Powell in cui alterna le proteine ai carboidrati, penso che i legumi contengono una buona parte di carboidrati, oltre che di proteine, e i carboidrati fanno trattenere i liquidi. Non si tratta di mettere su grasso, ma di accumulare liquidi, un fenomeno passeggero.
Qualcuno lamenta gonfiore allo stomaco. I sostenitori della dieta piuttosto vegetariana dicono che dipenda dalla preparazione. I legumi vanno lavati più volte, messi a bagno per qualche ora (meglio ancora per tutta la notte), vanno risciacquati e messi a cuocere con acqua pulita per qualche ora (da 2 a 5, dipende dal tipo di legume; i fagioli richiedono 2 ore, i ceci 3, le rave 5).
Quando non si ha molto tempo, si può praticare un ammollo rapido: lavare bene i legumi, mettere 5 parti di acqua e 1 di prodotto (durante la cottura l’acqua deve sempre superare i legumi di 2-3 cm), portare a bollore, far cuocere 2-3 minuti, spegnere e lasciare riposare 3-4 ore, poi lavarli nuovamente e cuocere a fuoco dolce. E’ bene usare una pentola con fondo spesso, in modo che la cottura sia omogenea.
Qualcuno usa il bicarbonato per l’ammollo (anche a me è stato insegnato questo, specialmente per i ceci), ma sembra che il bicarbonato alteri le proprietà nutrizionali dei legumi, impoverendole. (Consigli di Stefano Polato).
Un’altra causa del gonfiore è l’insufficiente masticazione. Se masticare a lungo vi annoia, potete frullare i legumi, in modo che la buccia (causa principale del gonfiore) venga frantumata e migliori la digestione.
Un altro espediente è quello di utilizzare aromi durante la cottura (aglio, alloro, salvia, timo, peperoncino e soprattutto alga Kombu), che riducono i problemi di gas. L’alga Kombu si acquista secca, si mette a bagno (diventa enorme, quindi prendete solo un pezzo di 4-5 cm) e si lava bene. Ha un odore caratteristico, di alghe, ma non lascia odori e sapori strani nei legumi. Le alghe contengono iodio, molto utile per la nostra tiroide, e altri minerali salutari.
Via libera ai legumi, quindi!

GERME DI GRANO: UN’ESPLOSIONE DI SALUTE

WP_20150110_14_06_08_Pro1-300x253Il chicco di grano è composto dall’involucro esterno (crusca), da una polpa farinosa (endosperma) e dell’embrione o germe. Il germe si trova nella parte bassa del chicco, appoggiato su un lato.
Con i processi di raffinazione della farina viene eliminata sia la crusca sia il germe di grano. La raffinazione della farina si fa anche per motivi di conservazione: il germe è ricco di olii che sarebbero soggetti a un rapido irrancidimento. Le sostanze nutritive però sono contenute nel tegumento esterno del chicco e soprattutto nell’embrione, quindi la farina bianca rimane praticamente povera dei microelementi e delle fibre di cui il nostro organismo ha bisogno. Per questo motivo è bene consumare i cereali e le farine integrali.
Dopo la macinazione del grano è possibile comunque recuperare il germe, separandolo dalla farina con setacci, e si presenta come dei fiocchi biancastri.
Il germe di grano è un concentrato di sostanze nutritive: proteine, aminoacidi, grassi buoni, provitamina A, vitamine del gruppo B (tranne B2), vitamina D, vitamina E, sali minerali, lecitine e sostanze fitoattive.
Dal germe di grano si ricava anche un olio, ricco di tocoferoli (vitamina E), un potente antiossidante che contrasta l’azione dannosa dei radicali liberi e rallenta l’invecchiamento. Inoltre la vitamina E aumenta la fertilità, sia maschile che femminile e regola la produzione del sebo, migliorando la pelle affetta da acne.
Gli acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega 6 contenuti nel germe di grano abbassano il colesterolo “cattivo” LDL, hanno un effetto antinfiammatorio e proteggono dalle malattie cardiovascolari.
La quantità raccomandata da assumere è di 1 cucchiaio al giorno, da aggiungere allo yogurt o latte la mattina o alle minestre. E’ importante non esporlo a temperature elevate, per non deteriorare le sue sostanze benefiche.
L’olio di germe di grano si può applicare anche esteriormente, per esempio 1-2 volte alla settimana può sostituire la crema per il viso. Questo trattamento rende luminosa la pelle opaca, rinforza la pellicola idrolipidica della pelle e la idrata in profondità.  Si può utilizzare anche sul corpo, specialmente per prevenire le smagliature durante la gravidanza oppure sui capelli, per renderli setosi e lucenti.
Tutte queste fantastiche proprietà possono raddoppiare o addirittura triplicare se l’embrione germoglia. Infatti le proprietà nutritive si esaltano con la germinazione. A contatto con l’acqua, nell’embrione ha inizio una intensa attività enzimatica che aumenta i nutrienti, rispetto al germe essiccato. Inoltre le sostanze vengono predigerite, cioè scisse nei diversi aminoacidi che le compongono e i lipidi vengono scissi in glicerolo e acidi grassi, di immediata disponibilità.
Si possono far germogliare facilmente i semi di grano in casa, seguendo queste istruzioni:
– Lavate i chicchi di grano sotto l’acqua corrente.
– Prendete un panno, bagnatelo, strizzatelo e adagiatelo sul fondo di un piatto.
– Disponete i chicchi sul panno.
– Coprite il piatto con una garza bagnata e strizzata (o un panno), per riparare i semi dalla luce e per mantenerli umidi.
– Tenete il “germogliatore” a una temperatura di circa 20° C.
– Mattino e sera sciacquate i semi e rimetteteli come in precedenza. Il risciacquo impedisce la formazione di muffe e mantiene i chicchi umidi. Evitate i ristagni di acqua.
– Dopo 4-5 giorni avrete i germogli, alti 4-5 cm. Esponeteli alla luce solare per qualche ora prima di utilizzarli, per arricchirli di clorofilla.
– Una volta raccolti si conservano nel frigo per qualche giorno (continuano a crescere un po’).

Allo stesso modo si possono far germogliare  altri semi di legumi, cereali, alfa-alfa, ravanelli ecc.

Leggi anche “10 virtù dell’erba d’orzo”

LE DIETE IPOCALORICHE FUNZIONANO?

WP_20150117_09_36_44_Pro-300x169Per anni ci è stato insegnato che la chiave del dimagrimento è il bilancio tra le calorie ingerite e le calorie spese, quasi un lavoro da ragioniere. Siamo diventati bravi nel fare i conti, eppure i risultati sulla bilancia stentavano a verificarsi.
Infatti le diete ipocaloriche ci affamavano e appena finiva la “punizione” e si ritornava a mangiare qualcosa di più, il peso ritornava come prima. Le famose diete yo-yo, tra l’altro molto dannose per l’organismo perché possono provocare carenze di micronutrienti (vitamine e minerali), squilibri ormonali, spossatezza ecc.
Le diete di ultima moda, di solito provenienti da Hollywood, non sono molto diverse da quelle di alcuni anni fa per quanto riguardano i risultati: c’è un calo di peso iniziale, direttamente proporzionale alla motivazione e alla costanza con cui si segue la dieta, poi il ritorno allo stato iniziale se siamo fortunati. Infatti generalmente si arriva a pesare più di quanto si pesava all’inizio della dieta e anno dopo anno la situazione peggiora.
Il primo errore di fondo è quello di restringere troppo le calorie. Così facendo si agisce solo su un parametro della nostra alimentazione, cioè quello delle calorie. E’ un parametro importante, ma non risolutivo. Dimezzando le calorie, la persona si limita a dimezzare gli errori che faceva prima, cioè consumare alimenti come formaggi, salumi, latticini, cibi lavorati industrialmente, che producono effetti dannosi. Inoltre il nostro organismo è progettato per cavarsela in ogni circostanza, quindi se il cibo diminuisce corre ai ripari mettendosi in modalità “carestia” e rallentando tutte le sue attività metaboliche.
Il secondo errore è quello di considerare le calorie tutte uguali. Il Dott. Filippo Ongaro faceva un esempio: una brioche ha 190 calorie, cioè quasi quanto 800 g di cavolfiore. Chi bada solamente alle calorie può pensare che sia più piacevole e più facile da mangiare la brioche. In realtà il cavolfiore è una miniera di fitonutrienti (vitamine e minerali), carboidrati complessi, proteine e fibra dal potere saziante e salutare per l’intestino, che ci proteggono e aiutano il nostro organismo a lavorare in modo ottimale. La brioche ha solo calorie vuote: è ricca di zuccheri e grassi saturi (dannosi), non contiene vitamine e minerali e non sazia.
Un piatto di pasta non integrale di 100 g ha 340 calorie e nell’organismo di comporta come gli zuccheri: ha un indice glicemico alto, produce un veloce innalzamento della glicemia e sollecita il pancreas a produrre insulina per abbassarlo. Quando il livello di zuccheri si abbassa, si ritorna ad essere affamati. I picchi glicemici, sia nella fase alta che nella fase bassa, causano affaticamento e possono portare a disfunzioni metaboliche.
Un piatto di legumi di 100 g ha solo 80 calorie e i legumi contengono zuccheri complessi, a lento rilascio, danno energia più a lungo ed evitando i picchi glicemici e la superproduzione di insulina. In più i legumi sono ricchi di fibra, che abbassa l’assorbimento dei grassi e migliora le funzioni intestinali e sono ricchi di proteine, che mantengono la massa muscolare.
Questi sono alcuni esempi con un messaggio chiaro: se proprio dobbiamo stare attenti alle calorie, dobbiamo imparare a scegliere gli alimenti che ci nutrono e quindi dare un valore alle calorie che compongono la nostra dieta, altrimenti a lungo termine la dieta ipocalorica NON FUNZIONA.

SONNIFERI O INSONNIA?

L’insonnia è un fenomeno sempre più diffuso, non solo tra le persone più anziane, ma anche tra i giovani.
Durante il sonno il corpo si rigenera e si ripristinano le energie, quindi si cerca di dormire a tutti i cimages-6osti, arrivando a fare anche uso di sonniferi.
I sonniferi causano dipendenza e quindi si deve aumentare sempre più la dose per ottenere l’effetto sperato, ma quello che è ancora più inquietante è che recenti studi hanno dimostrato che i sonniferi provocano la formazione di diversi tipi di cancro.
Cosa dobbiamo fare?
Prima di passare a una terapia farmacologica per l’insonnia, è bene cercarne la causa. Spesso non solo uno, ma una serie di fattori impediscono di addormentarsi.
Eccone alcuni:
– Un ritmo irregolare degli orari in cui si va a dormire. Il nostro organismo è abbastanza abitudinario e dovremmo rispettare degli orari per mangiare e per dormire.
– Ansia, stress e depressione sono nemici del sonno.
– Con l’avanzare dell’età si dorme di meno.
– Il reflusso esofageo causa bruciori di stomaco che disturbano il sonno.
– I dolori articolari possono ostacolare il sonno.
– L’iperattività della tiroide è un altro motivo per cui si fatica ad addormentarsi.
– Il consumo di caffeina e alcol ostacolano un buon riposo notturno.

Possiamo però prendere alcuni accorgimenti per migliorare la qualità del nostro sonno:

– Innanzitutto se non si ha sonno, non bisogna dormire per forza. Nel tentativo di addormentarsi a tutti i costi ci si innervosisce e si ottiene l’ effetto contrario. Leggere qualcosa di rilassante è un ottimo rimedio.
– Rilassarsi prima ancora di andare a letto, per esempio praticando alcuni minuti di meditazione. La meditazione fa diminuire la frequenza delle onde cerebrali e porta la mente a uno stato di relax (vedi post)
– Evitare gli stimolanti come caffeina, sigarette e alcol. Può sembrare che l’alcol faccia venire sonno, ma anche se ci si addormenta, dopo un po’ di tempo ci si risveglia, perché modifica la durata di alcune fasi importanti del sonno.
– Evitare pasti consistenti prima di andare a letto, che provocano pesantezza e bruciori di stomaco.
– Praticare regolarmente attività fisica, che scarica lo stress e aumenta l’ossigenazione dell’organismo, ma non nelle due ore precedenti all’orario in cui si va a dormire.
– Praticare yoga è un trattamento efficace e naturale contro l’insonnia (se volete, trovate degli esercizi di yoga qui)
– Usare la camera da letto solo per dormire, in modo che la mente associ questo spazio al riposo, no ad attività stressanti.

Altri consigli sul sonno in questi articoli:
“Il sonno, vera cura di bellezza”
Il sonno = vera medicina
Per un sonno migliore

10 MOTIVI PER CONSUMARE LUPINI

WP_20150110_08_38_54_Pro-300x276I lupini fanno parte dalla famiglia dei legumi ed erano conosciuti già ai tempi degli Egizi, Incas, Romani e Greci, per le loro proprietà nutrizionali.
Negli ultimi decenni sono caduti in disuso, ma ultimamente sono stati riscoperti e rivalutati, grazie a studi che confermano le loro proprietà nutrizionali (la produzione delle proteine animali potrebbe non essere più ecosostenibile, quindi gli studiosi sono alla ricerca di quelle alternative).
I lupini contengono degli alcaloidi tossici se ingeriti in grandi quantità, perciò subiscono un accurato trattamento prima di essere messi in vendita (si lavano ripetutamente, si immergono in sostanze acide che neutralizzano gli alcaloidi e contrastano gli eventuali microorganismi patogeni, poi si lavano nuovamente, si fanno bollire, si salano e si confezionano per la vendita.)

Ecco alcune delle loro proprietà benefiche per il nostro organismo:
1) Sono abbastanza poveri di calorie (114 per 100g), ma energetici. Sembra infatti che costituissero le scorte di cibo per le legioni romane nei loro lunghi spostamenti a piedi.
2) Sono ricchissimi di proteine (38%), di alta qualità. Nel suo libro Verso la scelta vegetariana, Umberto Veronesi le paragona a quelle della carne (e le considera superiori a quelle delle uova), con il vantaggio di essere prive di colesterolo.
3) Sono mineralizzanti: contengono calcio, fosforo, potassio, sodio, manganese, zinco, selenio, rame, magnesio e ferro.
4) Sono ricchi di vitamine come vitamina A, vitamine del gruppo B (specialmente B1,2,3,5,6) e vitamina C, potenti antiossidanti che contrastano l’azione dannosa dei radicali liberi e rallentano il processo degenerativo delle cellule.
5) Contengono aminoacidi importanti per l’organismo, come triptofano, arginina, lisina, acido aspartico e glutammico.
6) A differenza di altre proteine, quelle dei lupini sono di ottima digeribilità.
7) Sono ricchi di fibra (fino al 28%, a seconda della varietà), sia solubile che insolubile. Le fibre insolubili facilitano il transito intestinale, inglobando le scorie e facilitando la loro espulsione e aiutano a prevenire il cancro al colon. Le fibre solubili puliscono le arterie e limitano l’assorbimento di grassi ingeriti con l’alimentazione.
8) Contengono acidi grassi essenziali come Omega 3 e Omega 6, che aiutano il buon funzionamento del cuore e abbassano il colesterolo “cattivo” LDL, aiutando così a prevenire le malattie cardiovascolari.
9) Hanno un Indice Glicemico basso, dato il loro basso contenuto di  amido (1%), caratteristica rara tra i legumi, che li rende adatti anche per l’alimentazione dei diabetici o di chi ha la glicemia alta. Non solo: i lupini contengono tocoferolo, che apporta benefici nella prevenzione del diabete di tipo 2. Uno studio svolto all’Istituto Scientifico Universitario S. Raffaele di Milano ha scoperto che i lupini sono ricchi di una proteina che sembra avere gli stessi effetti dell’insulina e quindi regola i livelli di zucchero nel sangue, senza effetti collaterali. Inoltre promuove il trasporto del glucosio nelle cellule muscolari.
10) Forse anche grazie al processo di lavorazione che subiscono prima di essere pronti al consumo, i lupini hanno delle proprietà simili ai probiotici e quindi favoriscono la proliferazione dei batteri benefici nella flora batterica intestinale.

I lupini possono costituire una sana merenda, insieme a frutta.
I lupini si usano anche esteriormente. Ecco un metodo empirico per curare l’eczema o la crosta lattea dei bambini: far bollire per 15-20 minuti 30 g di lupini in mezzo litro di acqua, filtrare, aggiungere 1 cucchiaio di aceto e tamponare la parte interessata.

METALLI PESANTI CHE CI INTOSSICANO? CHLORELLA!

La Chlorella è un’alga verde, considerata un “super cibo” dalla nutrizionista inglese Gillian McKeith per le sueimages (5) molteplici proprietà benefiche.
La Chlorella è una micro-alga unicellulare, che costituisce la maggior risorsa di clorofilla di tutto il regno vegetale. La clorofilla ha la particolarità di trasformare la luce solare in energia ed è il “sangue” delle piante, molto simile all’emoglobina. L’atomo centrale dell’emoglobina è il ferro, mentre quello della Chlorella è il magnesio, ma attraverso la trasmutazione biologica si trasforma in sangue (aumenta la produzione di globuli rossi). Infatti sembra che in tempo di guerra, quando non si potevano effettuare trasfusioni di sangue, venisse impiegata la clorofilla per curare i soldati.
La Chlorella è ricca di vitamine del gruppo B (compresa la B12), vitamina C e K. Contiene acidi grassi Omega 3, che puliscono le arterie, abbassano la pressione sanguigna e il colesterolo, proteggono dalle malattie cardiovascolari, proteggono le articolazioni, rinvigoriscono il Sistema Nervoso, ripara e rigenera i tessuti e rallentano il processo degenerativo delle cellule e la comparsa di malattie come l’Alzheimer o il morbo di Parkinson. Inoltre è ricca di aminoacidi essenziali ed è molto indicata per gli sportivi, per mantenere e incrementare la massa muscolare.
L’alga verde Chlorella è ricca di minerali alcalinizzanti, come calcio e magnesio, che regolano l’acidità del sangue.
La Chlorella contiene acidi nucleici chiamati Fattori di Crescita Chlorella (CGF), che favoriscono la produzione di cellule sane, senza incrementare quelle malate (tumorali).
Un’altra sua qualità è quella di favorire la proliferazione dei batteri benefici, antivirali, antibiotici e antibatterici, potenziando il Sistema Immunitario.
Oltre tutte queste proprietà benefiche, la Chlorella possiede una straordinaria: la sua parte di cellulosa, non digeribile, attrae e aggrega le tossine e le fa espellere attraverso il Sistema Linfatico, con la sudorazione, e le viscere. In Giappone, così esposto alle radiazioni nucleari, sono state svolte molte ricerche in proposito. Di fatti tutti noi siamo esposti ad agenti inquinanti: pesticidi, erbicidi, fungicidi, mercurio, cadmio ecc. Sembra che nei tessuti di pinguini al Polo Sud sia stato trovato del DDT e tracce di carburante degli aerei è stato trovato nel latte materno degli aborigeni dell’entroterra australiano e in tutto l’ambiente si è sparso l’uranio impoverito utilizzato nella recente guerra nel Medio Oriente e quindi la Chlorella è una delle più potenti armi nel nostro arsenale dei Supercibi. La Chlorella purifica il sangue aiutando così anche le funzioni mnemoniche.
Andrebbe consumata quotidianamente, per esempio 1 cucchiaino aggiunto a frullati, succhi o minestre. Un eccesso potrebbe avere un effetto lassativo e, per via della cellulosa, potrebbe essere un po’ nauseante, quindi cominciate con piccole dosi.

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