Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

Archivi per il mese di “novembre, 2014”

ARRABBIATO? MANGIA CHE TI PASSA!

MIGUEL - WIN_20140831_151646L’abbiamo fatto tutti: ci siamo buttati sui pasticcini o sulla cioccolata nei momenti di sconforto, ma abbiamo registrato “effetti collaterali” sulla bilancia. Non mi riferisco, quindi, ai cibi consolatori soliti, che sono causa di sovrappeso e obesità. Mi riferisco a cibi salutari, ricchi di sostanze che si comportano come medicine sul nostro organismo. Sempre di più si va verso la prevenzione dei disturbi con metodi naturali, che troviamo nella nostra cucina. Alcuni ci aiutano a sentirci più energici, altri ci aiutano a calmarci.
La dietologia Frances Largeman-Roth, esperta in nutrizione e autrice di molti libri, in qualità di ospite nello show del Dr. Oz ci dà alcuni consigli su come usare il cibo per sentirci calmi e tranquilli. Ecco una giornata tipo:

Colazione. Iniziare la giornata con un kiwi. Il kiwi contiene vitamina C, l’antiossidante più potente che c’è in natura, ma che noi non possiamo produrre, dobbiamo assumerla con il cibo. Si può aggiungere allo yogurt o ai cereali della colazione, ma va tagliato all’ultimo momento, perché la luce e il calore distruggono la vitamina C. (per conoscere tutte le proprietà benefiche del kiwi leggi il post).

– Snack di metà mattina. Anziché i dolcetti al bar o le merendine alla macchinetta, tirare fuori dalla borsa (o tasca) il nostro sacchettino di semi di zucca. I semi di zucca regolano il livello di glucosio nel sangue. Inoltre contengono molto magnesio, che controlla e mantiene stabile la pressione sanguigna, aiutandoci a prevenire malattie cardiovascolari.
Si possono consumare anche mescolati ad altri semi e frutti a guscio, come faccio io, oppure usarli macinati per impanare il pesce (al posto del pangrattato), cospargerli sull’insalata o aggiungerlo ai vostri muffin o al pane fatto in casa.

Pranzo.Consumare orzo in alternativa a pasta o riso. L’orzo ha un effetto benefico sul livello di glucosio nel sangue, perché contiene zuccheri a lento rilascio e non dà picchi di insulina e il calo di zuccheri che segue. Andrebbero consumate 3-4 porzioni alla settimana. Si può cucinare per tutta la settimana e tenerlo in frigorifero.

Snack di metà pomeriggio. Fare uno snack con popcorn e arachidi. Le arachidi contengono folati, che aiutano a produrre serotonina, l’ormone che fa felice il cervello. Il popcorn contiene zuccheri a lento rilascio. Una tazza di popcorn e 30 g di arachidi sono la porzione ideale.

Cena. Per la cena Frances Largeman-Roth suggerisce di usare peperoncino sulle nostre pietanze. Il peperoncino contiene capsaicina, che aiuta il corpo a produrre endorfine, che annullano lo stress e ci fanno andare a letto tranquilli.

So che non è così semplice come sembra, ma sono alimenti sani, che hanno effetti benefici sul nostro organismo e non hanno “effetti collaterali” 🙂

Leggi anche “Sai perché sei arrabbiato?”, che può aiutarti a controllare le tue emozioni.

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L’AMARANTO: SANO E NUTRIENTE

1244L’amaranto è molto diffuso in centro America, sembra che fosse un alimento molto usato dai Maya e dagli Incas. Potrebbe sembrare un cereale, ma non lo è. Infatti i cereali derivano dalle Graminacee, mentre l’amaranto  deriva dalle Amarantacee e anche il suo valore nutrizionale è diverso. Si consumano i semi, ma anche le foglie, che assomigliano un po’ agli spinaci.
L’amaranto può essere una valida alternativa ai cereali, con qualche vantaggio:
– Non contiene glutine, quindi può essere consumato anche da chi è intollerante o celiaco. L’alta digeribilità lo rende adatto anche allo svezzamento dei bambini.
– Ha un indice glicemico più basso dei comuni cereali (21), quindi è indicato per chi segue una dieta dimagrante oppure per chi ha problemi di iperglicemia.
– E’ ricco di proteine (13-14%), secondo dopo il farro. Le proteine sono considerate “complete” perché contengono lisina, un aminoacido che manca o si trova in quantità trascurabili negli altri cereali, e sono considerate tra le più nutrienti, simili a quelle di origine animale.
– Contiene una importante quantità di calcio (3 volte superiore ai cereali), qualità apprezzata dai vegani. Inoltre contiene ferro, magnesio, fosforo, potassio e, anche se in quantità limitate, vitamine del gruppo B eamaranto 2a vitamina C (assente nei cereali).

L’amaranto ha tante altre qualità:
– E’ buona fonte di fibre, che facilitano il transito intestinale. Inoltre l’amaranto contiene fitosteroli, una molecola in grado di ridurre l’assorbimento dei grassi a livello intestinale, contribuendo così ad abbassare il livello del colesterolo “cattivo” LDL e dei trigliceridi e a prevenire le malattie cardiovascolari.
– Rallenta la digestione dell’amido e il rilascio di glucosio del sangue ed è indicato anche per i diabetici.
– E’ antibatterico ed è ricco di sostanze come squalene, tocoferoli e fosfolipidi con azione germicida e rigenerativa, che contribuiscono a rafforzare il sistema immunitario.
– Contiene tannini, antiossidanti che contrastano i radicali liberi e proteggono dalle malattie degenerative.
– Dall’amaranto si estrae un olio ricco di grassi essenziali Omega 3, indispensabili per il buon funzionamento del cuore. L’olio ha proprietà idratanti, antiossidanti ed elasticizzati e si utilizza anche per la cura della pelle.

Come si cucina: si lava bene sotto l’acqua corrente con l’aiuto di un colino a maglia fitta, poi si fa cuocere in acqua bollente salata, nella proporzione di 1 a 3 per 20-25 minuti, poi si lascia riposare per altri 10 minuti (i chicchi rimangono sempre un po’ “croccanti”).
Ha una consistenza gelatinosa, che potrebbe risultare poco gradita, quindi è preferibile cuocerlo insieme ad altri cereali, come orzo, riso o quinoa oppure con le verdure. Si possono fare sformati o gnocchi (insieme con le patate), oppure si può far tostare in padella, come i popcorn (a me non riesce, si bruciacchia). Comunque nei negozi bio si trova anche soffiato e sotto forma di farina.

 

NOCE MOSCATA: NON SOLO SAPORE

noce moscata
L’albero sempreverde di noce moscata è originario delle Isole Molucche, in Indonesia, ma ormai viene coltivato in una vasta area tropicale.
Questa spezia era usata fin dall’antichità per le sue proprietà disinfettanti e antibatteriche, specialmente perchè non c’erano metodi di refrigerazione degli alimenti.
Sembra che la noce moscata sia anche un repellente degli insetti. Si dice  infatti che nel ‘600 un medico inglese raccomandava di portare al collo un sacchetto con 2-3 noci per proteggersi dalla peste bubbonica, probabilmente perchè le noci tenevano lontane le pulci portatrici del bacillo della peste.
Grazie ai suoi olii volatili che danno un’aroma particolare, oggi si usa soprattutto in cucina per insaporite carni, ma anche purè di patate o cavolfiore, spinaci e dolci.

La noce moscata ha anche proprietà curative: già nell’antica medicina cinese e indiana veniva impiegata per alleviare malattie legate al sistema nervoso e all’apparato digerente. Si è dimostrata efficace contro la nausea e la diarrea e anche come antiparassitario. Inoltre è antisettica, stimola la digestione e blocca la fermentazione intestinale, evitando la produzione di gas.
La noce moscata contiene minerali come calcio, manganese, magnesio, ferro, zinco, potassio e rame e vitamine del gruppo B, vitamina A e molti flavonoidi, antiossidanti (beta-carotene) e una piccola quantità di vitamina C. Per questi elementi in essa contenuti e per le sue proprietà antinfiammatorie e antisettiche aiuta nelle malattie respiratorie, stimola la circolazione e il cuore, aiuta chi ha la pressione bassa ed è un tonico contro la stanchezza e l’astenia fisica. Sembra che migliori anche la vista. Inoltre ha un effetto diuretico e protettivo del fegato e dello stomaco.
L’olio di noce moscata viene impiegato per masaggi in caso di dolori muscolari e reumatici e delle articolazioni.
Attenzione, però, alle quantità: non si devono superare 4-5 g al giorno, altrimenti può avere un effetto tossico.
Gli effetti indesiderati possono essere mancanza di concentrazione, tachicardia, sudorazione, vomito, febbre, fino ad arrivare al delirio (sembra che fosse la droga dei poveri, prima dell’arrivo dell’oppio e di altre sostanze stupefacenti più potenti).
Dr. Oz raccomanda un pizzico (non più di mezzo cucchiaino) di noce moscata in un bicchiere di latte caldo prima di andare a letto, per dormire meglio. C’è chi dice che questa combinazione ha un effetto afrodisiaco, il che mi sembra in contrasto con il sonno ?!
A questo punto dobbiamo provare per sapere 🙂

LE FANTASTICHE PROPRIETA’ DEL MELOGRANO

MELOGRANI 1Devo ammettere che ho considerato il melograno solo come elemento decorativo per il centrotavola natalizio. Mi sembrava difficile da pulire e, anche pronto all’uso, non mi entusiasmava: troppi semi, non mi sembrava che valesse la pena. Evidentemente non sapevo utilizzarlo al meglio e soprattutto non conoscevo le sue proprietà benefiche. Incredibile il nostro atteggiamento mentale! Sono passata dal quasi ignorarlo al quasi adorarlo! Quando sono consapevole della validità di una cosa riesco a superare qualsiasi difficoltà per averla! Adesso non faccio fatica a pulire il melograno e preparo un fantastico succo fresco in poco tempo! (dettagli su Facebook)
Torniamo a questo frutto meraviglioso, che dobbiamo sfruttare mentre è la sua stagione.
Il melograno, il cui nome botanico è Punica Granatum, è originario della Persia e dell’Afghanistan. E’ una pianta ornamentale a cespuglio, con tronco e rami contorti e fiori di un bel rosso acceso, per cui viene spesso utilizzato per siepi o composizioni floreali, insieme ad altri fiori.
Il nome di questo frutto riassume le sue caratteristiche estetiche: assomiglia a una mela ed è pieno di grani (melograno).
Ecco alcune delle sue proprietà benefiche:
– E’ ricco di minerali come manganese, zinco, rame, fosforo, e in quantità minore ferro, sodio e calcio, con effetti positivi sulla fragilità ossea e sulla depressione.
– E’ ricco di vitamine A, B, C, E, con azione antinfiammatoria e antiossidante, e di vitamina K.Un bicchiere di succo di melograno contiene il 40% del nostro fabbisogno giornaliero di vitamina C e una quantità di tannini (flavonoidi) 3 volte superiore a quella del tè verde.
– E’ ricco di fibra.
– E’ antibatterico e protegge il cavo orale dallo streptococcus mutans, responsabile della placca batterica. Per questo motivo è indicato per l’igiene orale, per eliminare la placca e per prevenire la piorrea. (Passare la polpa/succo su denti e gengive).
– E’ un tonico per la pelle, con proprietà astringenti. Allo stesso tempo è emolliente e lenitivo.
– E’ ricco di acido punicico (Omega 5), che rigenera l’epidermide.
– Contiene sostanze antinfiammatorie e antiossidanti (mucillagini, flavonoidi, quercetina, antocianine), più del vino rosso e del tè verde.
– E’ ricco di tannini, con proprietà astringenti (contro la diarrea) e vermifughe (contro la tenia). A questo scopo si possono fare decotti con la buccia di melograno essiccata.
– Con le foglie di melograno si ottiene un infuso indicato per il mal di gola o altri disturbi del cavo orale.
– E’ ricco di potassio e di vitamina B6 e protegge dalle malattie cardiovascolari.
– Inibisce il processo degenerativo delle cartilagini e aiuta a prevenire l’osteoartrite.
– E’ tonico e disintossicante.
– Per le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti protegge dai tumori del colon, seno, prostata e del cavo orale.  Inoltre stimola la rigenerazione cellulare e inibisce la proliferazione delle cellule cancerogene. Infatti contiene acido ellagico (si trova anche in lamponi, fragole, noci ecc.), che provoca la morte delle cellule anomale.
– Aiuta a proteggere dal morbo di Alzheimer dimezzando le proteine killer. Un bicchiere al giorno effettua una barriera protettiva.
– Migliora il profilo lipidico, abbassando il colesterolo cattivo LDL e aumentando il colesterolo buono HDL.
– Attenua i disturbi gastrointestinali (1 cucchiaio di succo di melograno e qualche goccia di olio d’oliva, a digiuno).
– Contrasta l’azione dei raggi UV, proteggendo dal melanoma.

Io lo uso principalmente per fare il succo (delizioso!), ma viene molto usato anche in cucina aggiungendo i chicchi a muffin, crostate, risotti, insalate, oppure per altre preparazioni. Ecco alcuni esempi:
– aperitivo: succo di melograno e spumante in parti uguali, con chicchi per decorazione.
– aperitivo analcolico: il succo di 1 melograno, 2 cucchiai di zucchero, 200 ml di acqua frizzante, ghiaccio e 2 fette di arancia/pompelmo per decorare.
– chicchi di melograno per decorare mousse al cioccolato o torte.
– salsa per carni: far cuocere per alcun i minuti succo di melograno, scelgono, sale e pepe, poi aggiungere maizena per addensare.
– vinaigrette al melograno e zenzero: 1/2 cucchiaino di succo di zenzero, 1 spicchio d’aglio spremuto, 1/3 di tazza di succo di melograno, 1/4 di tazza di aceto di mela, sale, pepe, 1/3 di tazza di olio d’oliva (frullare o amalgamare con la frusta).

Non posso tralasciare la parte romantica e misteriosa del melograno: è simbolo, di fertilità. Ai tempi dei romani le spose intrecciavano le sue foglie nei capelli. Sembra che in Turchia ci sia ancora l’usanza del lancio del melograno: la giovane sposa lancia un melograno, che si apre nell’impatto con il suolo. I chicchi che fuoriescono predicono il numero di bambini che la coppia avrà.

Il melograno ha effetto anticoagulante, quindi bisogna stare attenti alla eventuale interferenza con farmaci di questo genere.
Se desiderate farvi le scorte per quando saranno fuori stagione, potete congelarne i chicchi!

COME CONTROLLARE L’ANSIA

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Vi è capitato di avere mal di testa o mal di stomaco inspiegabili? In questi casi andate dal medico, giusto? Il medico vi prescrive medicine, altrimenti voi uscireste insoddisfatti per non avere un rimedio ai vostri disturbi. Le medicine, però, aggravano i sintomi e non sapete più cosa fare.
Quello che manca in questa sequenza è un esame più approfondito per trovare la causa del mal di testa o di stomaco. Con i ritmi di vita sempre più vertiginosi, spesso alla base dei disturbi c’è l’ansia e lo stress e si dovrebbe agire direttamente su questi fattori. Fermiamoci un momento a dare uno sguardo alle nostre giornate. Chi meglio di noi può sapere cosa sentiamo?
Se individuiamo l’ansia, non dobbiamo pensare subito agli ansiolitici! Questi farmaci danno dipendenza e se ne devono assumere sempre di più per avere gli stessi risultati, per poi scoprire che non fanno più effetto.
Io ho un’idiosincrasia per i farmaci, ma non sono immune all’ansia, perciò quando, durante lo show del Dott. Oz,  Mike Dow  ha parlato di cibi che si comportano nell’organismo come veri ansiolitici naturali,  mi sono sentita già più tranquilla.
Mike Dow è uno studioso delle proprietà terapeutiche degli alimenti, in qualità di psicoterapeuta specializzato in dipendenze.
Ecco le sue spiegazioni:
Molto spesso sono i cali di serotonina a causare l’ansia. La serotonina è un ormone che dà il benessere, naturalmente prodotto dal nostro cervello. Quando i suoi livelli scendono, ci gettiamo sui carboidrati nocivi (amidi, zuccheri), che a lungo termine peggiorano notevolmente la situazione.
Servono cibi energetici, che favoriscano non solo la salute cerebrale, ma anche quella di tutto l’organismo.
Il Dott. Mike Dow propone una terapia dell’ansia attraverso il cibo, che ha 3 obiettivi principali:

1) Aumentare il neurotrasmettitore GABA, che è un ansiolitico naturale e ha effetti calmanti sul cervello umano. Quando il GABA entra in circolo rallenta l’attività cerebrale, quindi anche i pensieri negativi che causano l’ansia rallentano. L’importante è assumerne la giusta quantità, per prolungare l’effetto rilassante durante tutta la giornata. Quando cala il livello di zucchero nel sangue, l’ansia tende a salire, perciò serve  un rilascio costante di zuccheri, attraverso determinati cibi.
Ecco alcuni alimenti che contengono GABA:
– il kefir, un latte acido. Un bicchiere a colazione è ideale.
– il Kimchi, cavolo fermentato, che contribuisce a velocizzare il metabolismo. Bastano 100 g al giorno e forniscono solo 30 calorie.
– il tè oolong, un’altra versione di ansiolitico, che ha tutti gli effetti benefici del GABA. Bastano 2-3 tazze al giorno.

2) Aumentare i livelli di triptofano, un aminoacido precursore della serotonina, il principale ormone del benessere, rilasciato dal cervello. Le principali fonti sono la carne, i semi di zucca (30 g di semi contengono 50 mg di triptofano), edamame (fagioli di soia verdi), gamberetti (100 g di gamberetti forniscono 300 mg di triptofano!).

3) Aumentare il magnesio e la vitamina B6. A questo scopo si possono utilizzare le alghe, per esempio l’alga Nori, che si può usare per fare sushi oppure spezzettata su cibi come riso e popcorn, insieme con semi di sesamo.

Questi alimenti attivano gli stessi neurotrasmettitori utilizzati dai farmaci che vengono somministrati per aumentare il livello di serotonina. Sono soluzioni che hanno gli effetti benefici di alcuni farmaci, ma sono privi di effetti collaterali. Non male, no?
Oltre questi alimenti, io credo che dovremmo modificare un po’ il nostro modo di essere:
– Riuscire ad accettare il fatto che non possiamo controllare tutto è già un buon punto di partenza.
– Troppi impegni diventano difficili da gestire. Dobbiamo dare una priorità alle cose da fare, in ordine di importanza e di urgenza.
– Essere realistici, non dobbiamo fissarsi mete difficili da raggiungere.
– Concentrarci su un impegno alla volta: si guadagna tempo e qualità.
– Prenderci 10 minuti ogni tanto in cui non dobbiamo pensare a niente che alimenti la nostra ansia, per ripristinare le nostre energie.

Meglio pensare per tempo, prima di arrivare a fare uso di ansiolitici!

 

LA MIA SACHER TORTE

sacher torteQuando si è a dieta (e anche quando si cerca di non ingrassare), si sa che non possiamo permetterci tanti zuccheri. Per non sentirci troppo “castigati” dobbiamo trovare qualche compromesso.
Io faccio qualche esperimento “peccaminoso” ogni tanto, per poter appagare il mio desiderio di dolci.
Conoscendo le proprietà nutriterapiche del miglio e quelle altrettanto nutriterapiche dell’avocado, ho unito questi due ingredienti per fare il mio esperimento.
Anche se si limitano gli zuccheri, la farina di grano ne contiene tanti, che alzano l’ indice glicemico. L’indice glicemico è quello che determina la produzione di insulina nel sangue e si sa che dove c’è insulina c’è fame e grasso (vedi post). In più il miglio non contiene glutine, quindi questa torta va bene anche per gli intolleranti.
Ecco la mia torta:

Ingredienti

– 4 uova intere
– 50 g di zucchero di canna
– 200 g di cioccolato fondente al 75% cacao
– 60 g di cacao amaro in polvere
– 2 avocado maturi
– qualche cucchiaio di latte di mandorla
– 1 cucchiaino di estratto di vaniglia in polvere
– 1 cucchiaino di cannella in polvere
– scorza di arancia grattugiata
– 800 g di farina di miglio
– 15 gocce di stevia
– 1 cucchiaino di bicarbonato con qualche goccia di aceto
– 1/2 cucchiaino di sale

Procedimento

– Spezzettare il cioccolato, coprire con latte di mandorla e fondere nel microonde o a bagnomaria.
– Sbattere le uova con lo zucchero finché diventano spumose.
– In una ciotola passare la polpa di avocado, aggiungere metà del cioccolato fuso, la stevia,  le uova, il cacao in polvere, il bicarbonato, il sale, i profumi e la farina fino a ottenere un composto morbido, ma non liquido. Potreste impiegare più o meno farina, dipende dalla grandezza delle uova e degli avocado. Assaggiate e regolatevi di conseguenza con la stevia.
– Versare in una teglia e cuocere in forno preriscaldato, a 200° per 30 minuti. Se la vostra teglia è grande e quindi lo strato sottile, potrebbero bastare 20 minuti. Fate la prova stecchino.

Una volta raffreddata la sfoglia, la potete tagliare a rettangolini, tipo brownies e servire a colazione con latte di mandorla/cocco, yogurt, caffè, marmellata senza zucchero…
Oppure:
Tagliate la torta orizzontalmente (se avete usato una teglia grande e quindi è venuta sottile non dovete più tagliarla) e la farcite con marmellata senza zucchero. Io ho usato una di ciliegie.
Spalmate la parte superiore con la metà di cioccolato fuso rimanente (riscaldatelo ancora un po’ se si è indurito) e avrete una SACHER buona, che fa meno danni perché ha più proteine e meno zucchero. L’avocado sostituisce altri tipi di grassi ed è gradevole di sapore.

Servite con fragole e/o frutti di bosco freschi (o congelati nel mio caso).
Mangiatene poca, perché è molto saziante e comunque ha le sue calorie!

 Per dettagli su questa ricetta e tante altre, vi aspetto su Facebook!

 

MIGLIO: IL CEREALE DELL’ALLEGRIA

miglio

Il miglio è uno dei “supercibi” di Gillian McKeith, la famosa nutrizionista inglese. E’ chiamato anche il cereale dell’allegria, perché raccoglie tutta l’energia solare e poi la infonde a chi lo consuma. Gillian infatti scrive nel suo libro Supercibi naturali per la salute che il miglio ha effetti benefici su tutti gli organi, in particolare su stomaco, milza e pancreas, la nostra batteria energetica. Lo stomaco ha bisogno di forza per digerire gli alimenti, la milza deve estrarre i lipidi e trasformarli in energia per l’organismo e il pancreas deve produrre gli enzimi digestivi necessari per la scissione delle proteine, carboidrati e grassi. Il miglio apporta sostanze nutrizionali che forniscono energia per far funzionare al meglio questi organi.
Ecco alcuni motivi per cui, secondo Gillian McKeith, dovremmo consumare miglio:
– E’ ricco di minerali come ferro, potassio (che contrasta il consumo eccessivo, anche involontario, di sale), magnesio (che aiuta l’assorbimento del calcio), silicio (utile nella ricostruzione del tessuto connettivo e fondamentale per il sistema arterioso e l’apparato scheletrico), vitamine del gruppo B e vitamina E.
– Facilita la digestione e favorisce l’assorbimento delle sostanze nutritive.
– Elimina gli acidi in eccesso.
– Inibisce la proliferazione di funghi e lieviti, nocivi per l’organismo.
– Il miglio disintossica e rinfresca il fegato e i reni. Questi organi, insieme con lo stomaco, la milza e il pancreas, lavorano in sinergia. Se uno di loro è affaticato passa agli altri un sovraccarico di lavoro.
– Assomiglia per colore e consistenza al purè di patate e quindi può diventare un’ottima alternativa. Non c’è niente di male consumare patate ogni tanto, ma fanno parte della categoria di alimenti “umidi” nella classifica di Gillian McKeith, cioè alimenti che generano muco nell’organismo e bisogna ridurne il consumo.
– Non contiene glutine, quindi può essere consumato senza problemi anche dagli intolleranti al frumento o ad altri alimenti allergenici.
– La nutrizionista inglese prescrive il consumo di miglio due-tre volte alla settimana, in caso di disturbi gastrointestinali (indigestioni croniche, gonfiore, ulcere gastriche, acidosi, che spesso è causata da cattiva digestione o eccessiva proliferazione batterica).
– L’alcalinità del miglio (e soprattutto dei germogli) fa sì che sia indicato anche in caso di diabete, perché aiuta il pancreas a regolare i livelli di glicemia nel sangue e perché combatte l’acidosi, sintomo comune a questo tipo di patologia. Se non si consumano alimenti alcalini (germogli, frutta e verdura), nello stomaco si può creare un ambiente acido, che porta con sè una dissoluzione del calcio presente nelle ossa e la sua eliminazione tramite le urine (con conseguenti patologie come osteoporosi, artrite e gotta). Inoltre l’acidosi è spesso causa di micosi come Candida albicans e provoca una carenza di ossigeno, responsabile addirittura della morte delle cellule.
– Il miglio viene in generale consumato cotto, ma germogliando aumenta le sue proprietà nutrizionali, che sono addirittura terapiche. In Cina viene consumato da secoli sotto dorma di germogli e viene considerato “il re dei cereali”. Oltre i minerali e le vitamine di cui ho già parlato, i germogli contengono fibre e proteine a basso contenuto calorico. Come tutti i germogli, anche quelli di miglio sono ricchi di enzimi digestivi.

Si può consumare aggiunto alle minestre, stufati, insalate o da solo.
Io lo faccio cuocere e aggiungo olio d’oliva a fine cottura. Sembra una polentina e lo uso al posto del pane quando ho voglia di un po’ di carboidrati.

 

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