Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

Archivi per il mese di “settembre, 2014”

RIMEDI NATURALI PER UNA PELLE ELASTICA E LUMINOSA

Dopo le vacanze, in cui la nostra pelle è stata messa a dura prova (troppo sole, troppe creme solari che l’hanno soffocata, cloro, sabbia, acqua di mare, sudore, polvere ecc.), è arrivato il momento di aiutarla a ripristinare la sua elasticità e la sua luminosità.

Per prendersi cura della pelle non sono necessari prodotti costosissimi, in casa abbiamo sempre qualche ingrediente con cui si possono fare delle ottime maschere per il viso e il collo.
Eccone alcune:

– Maschera tonificante: mescolare 1 tuorlo d’uovo con 2 cucchiaini di olio d’oliva e stendere sul viso e collo. Aspettare 20 minuti circa, possibilmente distesi e rilassati, poi risciacquare con acqua tiepida e applicare la crema preferita.

Maschera contro arrossamenti della pelle: mescolare 1 cucchiaio di succo di cetriolo con 1 cucchiaio di latte, 1 bianco d’uovo sbattuto a neve e qualche goccia di acqua di rose. Versare il composto su una garza in doppio strato e appoggiare sul viso. Attendere 20 minuti e risciacquare.

– Maschera contro pori dilatati: far bollire qualche prugna rossa, schiacciarla e mescolarla con qualche goccia di olio di mandorle dolci. Stendere la crema ottenuta sul viso e attendere 20 minuti, poi lavare con acqua di rose.

– Allo stesso scopo si possono mescolare tè nero concentrato e succo di limone e tamponare la pelle per qualche minuto.

– Maschera depurativa: mescolare 1 cucchiaio di miele con 1 cucchiaio di succo di limone e applicare sulla pelle pulita. Dopo 30 minuti allontanare la maschera con acqua di rose o infuso di rosmarino.

Maschera contro le occhiaie: frullare 3 cucchiai di prezzemolo fresco e 2 cucchiai di yogurt bianco. Stendere la crema ottenuta sotto gli occhi e lasciare agire per 20 minuti, possibilmente rilassati. La maschera comincia a indurirsi. Rimuoverla delicatamente con acqua tiepida, poi applicare la crema idratante.

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NON SOLO MAGRI

untitled (2)Davanti all’estate in arrivo e al desiderio di sfoggiare con disinvoltura il costume da bagno non si poteva ragionare molto sulla salute, quindi nel mio blog ho parlato spesso di diete dimagranti che comunque non erano mai troppo restrittive e malsane.
Adesso, che possiamo prendercela con più calma, vediamo di fare le cose per bene.
Non siete riusciti a raggiungere i vostri obiettivi, oppure vi siete lasciati andare alle tentazioni di qualche “all inclusive” di qualche villaggio turistico e avete vanificato tutti gli sforzi?
Niente rimpianti, avete fatto bene a godervi le vacanze! L’importante è ricominciare nel modo più giusto.
Adesso basta con le diete lampo reclamizzate su qualche giornale, che generalmente sono altamente sbilanciate. Anche se fanno perdere velocemente qualche chilo, potrebbero lasciarvi pelle e capelli opachi, unghie fragili ecc.
So per esperienza che il modo più giusto per riacquistare la forma fisica è allontanarsi dall’idea di perdere peso a tutti i costi e focalizzarsi sull’essere sani.
Io ho provato molte diete, anche prescritte da medici, ma finché il mio obiettivo era di dimagrire non ho mai ottenuto un risultato duraturo. Dimagrivo, è vero, ma erano un impegno e una fatica e a un certo punto mi sembrava di essere arrivata alla fine e senza accorgermi tornavo al punto di prima.
La grande svolta è stata quando ho cominciato a interessarmi alla salute. Quando, cioè, ho cominciato a nutrirmi in un certo modo perché era salutare, non perché dovevo dimagrire. Il dimagrimento è stato un piacevole effetto collaterale.

Ecco i cibi buoni:
– Cibi crudi: frutta e verdura, germogli, semi. Contengono enzimi, che sono la forza vitale degli alimenti e mantengono in equilibrio il metabolismo.
– Carboidrati complessi (cereali integrali, ortaggi e frutta). Contengono zuccheri naturali, che il corpo metabolizza lentamente e ci forniscono energia costante più a lungo.
– Cibi biologici, cioè non trattati chimicamente, che ci risparmiano l’assunzione di sostanze tossiche.
– Proteine vegetali, più facilmente assimilabili: quinoa, amaranto, miglio, germogli, legumi.
– Grassi buoni: avocado, semi di lino/girasole/zucca, frutta a guscio, olio di oliva, olio di lino, alghe, pesce. Questi sono acidi grassi essenziali e aiutano a sciogliere il grasso corporeo e il colesterolo cattivo.

Cibi da evitare sono:
– Quelli troppo cotti. Con la cottura si distruggono le vitamine. Il modo migliore per cuocere le verdure è al vapore, 2-3 minuti.
– Carboidrati semplici: cereali raffinati, dolci. L’eccesso viene immagazzinato nel corpo sotto forma di grasso.
– Cibi trattati, ricchi di conservanti e additivi.
– Grassi di origine animale, troppa carne rossa, troppi formaggi grassi. Rendono acido il sangue e appesantiscono la digestione.

Uno stile di vita sano non può prescindere da una moderata ma costante attività fisica!!

Coraggio, dunque, oggi è un buon giorno per iniziare!!

BURRO: CHIARIFICATO E’ MEGLIO

GHEE

Il burro chiarificato, chiamato Ghee, è considerato dalla medicina ayurvedica uno dei cibi che allungano la vita: tonico, emolliente, nutriente, aiuta l’assorbimento dei nutrienti dal cibo, facilita la digestione, protegge lo stomaco, guarisce le ulcere e le coliti e addirittura dà benefici al fegato e ai reni. Inoltre è in grado di agire sul sistema nervoso, migliorando la memoria e la vista.
Si ottiene scaldando a fuoco basso il burro, fino a quando perde la componente di acqua e rimane grasso al 100%. Perché questo dovrebbe essere un pregio? Perché in questo modo ha un punto di fumo superiore al burro normale (190,5°C contro 176,6°C) e anche rispetto ad altri oli vegetali, che con le alte temperature bruciano e sprigionano sostanze tossiche; quindi si può utilizzare anche per cucinare: non brucia e non schizza.
Un’altra cosa importante è che con la chiarificazione il burro perde la caseina, diventando così utilizzabile anche dagli intolleranti al lattosio.
Il grasso del Ghee è a catena corta e il corpo lo utilizza velocemente per ricavare energia, evitando così di immagazzinarsi nell’organismo.
Sembra che il burro chiarificato si assorba a livello intestinale meglio di altri grassi (96%).
Inoltre è ricco di vitamine liposolubili A, D, K ed E, di acido butirrico e di acido linoleico coniugato, che costituiscono una importante protezione antitumorale.
La quantità di colesterolo contenuta nel ghee non deve destare preoccupazioni. Oltre il fatto che abbiamo bisogno di un po’ di grassi saturi per il buon funzionamento dell’organismo (entra nella composizione della membrana cellulare, aiuta a riparare i tessuti ecc.), studi sugli animali hanno dimostrato che il burro chiarificato addirittura aiuta ad abbassare il colesterolo “cattivo” LDL, grazie alla sua capacità di aumentare il flusso biliare.
Il burro chiarificato si utilizza anche esternamente: impacchi sulle palpebre aiutano gli occhi affaticati, accelera la guarigione delle ferite, può essere usato per massaggi ecc.
Nella medicina ayurvedica si mescola alle medicine per facilitarne l’assorbimento a livello intestinale. Il ghee mescolato all’Equiseto, per esempio, è un ottimo rimedio per l’osteoporosi.
Lo Yogi Cameron (ex modello), consiglia di prenderne un po’ sul dito mignolo e di ungere le narici: aiuta a mantenere le mucose elastiche e a respirare meglio.
Il ghee si può preparare facilmente in casa e si conserva a lungo nella dispensa, al riparo dalla luce. In India, patria della medicina ayurvedica, dicono che più invecchia e più potenzia le sue proprietà e viene utilizzato per curare qualsiasi malattia.
Si può usare anche per condire i cibi o per spalmarlo sul pane. Un piatto comune della cucina ayurvedica è a base di riso basmati, fagioli verdi mung e burro chiarificato.
Come qualsiasi sostanza, però, anche se benefica, va consumato con moderazione, anche perchè è grasso al 100% e contiene molte calorie!

7 FONTI DI PROTEINE

MIGUEL - AVOCADOPer chi è vegetariano oppure vorrebbe diventarlo almeno in parte (vedi post Un po’ più vegetariano),  Dr. Oz suggerisce 7 fonti di proteine in alternativa alla carne:

1) Avocado, che Dr. Oz chiama “il burro della natura”: mezzo avocado contiene 4 g di proteine. Aggiungete delle fettine al panino, darà gusto e nutrimento! Potete assaporarlo anche come dessert (vedi post Frappè di avocado oppure Mousse au chocolat di avocado).

2) Formaggio: 30 g contengono 8 g di proteine (più di 1 uovo). Con frutta oppure un po’ di miele/confettura diventa uno snack sfizioso.

3) Ceci: mezzo bicchiere contiene 7 g di proteine. Potete aggiungerlo alle insalate oppure preparare un delizioso hummus, frullando i ceci cotti con qualche cucchiaio di olio d’oliva, uno spicchio d’aglio, succo di limone, un po’ di cumino in polvere, 2-3 cucchiai di Tahini (salsa di sesamo) e sale. Questa salsa vi potrà invogliare a mangiare verdura cruda a bastoncini.

4) Semi di canapa: 30 g contengono 6 g di proteine (come 1 uovo!) e sono ricchi di aminoacidi essenziali. Ormai si trovano nei negozi bio. Io li macino, perché hanno un guscio duro. Si possono aggiungere ai cereali del mattino, alle minestre  o alle insalate.

5) Piselli: un bicchiere contiene 8 g di proteine (come il burro d’arachidi, che è un’altra fonte di proteine!). In più questa quantità copre l’intero fabbisogno giornaliero di vitamina C e fornisce una buona quantità di fibre, indispensabili per il buon funzionamento dell’intestino e per regolare l’assorbimento dei grassi e degli zuccheri.

6) Semi di zucca: 30 g contengono 9 g di proteine. Si possono aggiungere all’avena o ai cereali della prima colazione oppure come snack pomeridiano.

7) Pomodori seccati al sole, tanto usati in meridione. Un bicchiere fornisce 8 g di proteine. Si possono aggiungere alle salse per condire la pasta oppure potete provare questa salsa:
Mettete a bagno mezzo bicchiere di pomodori secchi in acqua bollente per 10 minuti, poi spezzettateli e frullateli con  1 latta di fagioli bianchi, 50 g di formaggio feta a pezzetti, 3 cucchiai di succo di limone, 2 spicchi d’aglio, sale, pepe e origano. Se necessario aggiungete un po’ dell’acqua di ammollo. Questa salsa è ottima per accompagnare verdure crude tagliate a bastoncini oppure con pita/cracker. Si può conservare in frigorifero per 3 giorni, in un contenitore chiuso.

LE PROPRIETA’ BENEFICHE DELLA MENTA

menta piperitaLa menta è un’erba profumata che non deve mai mancare nella nostra dispensa e, se possibile, nel nostro giardino.
La sostanza principale che si trova nella menta è il mentolo, con proprietà farmacologiche e terapeutiche. Qualche goccia di olio essenziale di menta spalmata sulla fronte e sulle tempie con un delicato massaggio rotatorio allevia le cefalee o le emicranie, oppure la nausea e il vomito causati da intolleranza alla luce e rumori.
La menta ha un effetto antispasmodico ed è indicata in caso di disturbi gastrointestinali, colon irritabile o coliche.
Sulla pelle ha inizialmente un’azione di vasocostrizione e successivamente di vasodilatazione e queste due azioni combinate hanno un effetto anestetico.
Ha inoltre un’azione antisettica, antiparassitaria e germicida a livello gastrointestinale.
Sembra che sia anche in grado di dissolvere i calcoli biliari.
La menta è molto usata nella medicina ayurvedica, perché è considerata rinfrescante, decongestionante e balsamica, indicata specialmente per fluidificare le secrezioni dell’apparato respiratorio, in caso di raffreddore, tosse e febbre.
Un’altra sua azione è quella carminativa, cioè aiuta a ridurre i gas intestinali, da usare sotto forma di infuso.
La sua azione depurativa fa sì che sia molto efficace per rinfrescare l’alito (gargarismi con infuso).
Oltre tutte queste qualità, la menta contiene anche minerali come calcio, potassio, magnesio, rame, manganese, fosforo e sodio, aminoacidi e vitamine come A, B, C e D.
In cucina è molto usata per le sue qualità aromatiche.
Anche in cosmetica viene usata come tonico purificate e rinfrescante.

Dr. Oz  usa spesso la menta nelle sue bevande, per esempio in quella bruciagrassi (vedi post).
Anche il personal trainer Jaime Brenkus consiglia una bevanda con la menta per contrastare il gonfiore addominale (vedi post).

Se non ce l’avete nell’orto, la trovate nei supermercati oppure nelle erboristerie sotto forma di foglie secche, oppure sotto forma di olio essenziale.

ULTIME DA CHRIS POWELL

burrito integraleCome ospite nello show del Dr. Oz, Chris Powell ha parlato del suo programma dimagrante capace di far perdere circa 10 kg in 13 settimane. Ecco un breve riassunto:
La “novità” è che non cerca più di limitare i carboidrati, ma il  suo programma dimagrante li prevede ad ogni pasto principale.
Dopo anni di ricerche, lui e il suo team hanno messo a punto 3 categorie di alimenti implicati nel dimagrimento:

1) Proteine magre: petto di pollo, fesa di tacchino, salmone, formaggio a basso contenuto di grassi, yogurt greco, uova, tofu ecc. Le proteine magre bruciano tante calorie in fase di digestione, per esempio per digerire 300 g di pollo l’organismo impiega 90-100 calorie, che sono tante sulla quantità totale di calorie giornaliere consentite. Inoltre quando consumiamo proteine sale la termogenesi e il metabolismo accelera, quindi sono alimenti che contrastano il grasso.
2) Carboidrati complessi, provenienti da cereali integrali. Sono cibi che contengono molte fibre, aiutano a controllare la fame e mantengono sazi a lungo.

3) Cibi che potenziano il metabolismo. Questi cibi contengono sostanze che contribuiscono a migliorare il metabolismo in modo naturale, senza ricorrere a farmaci: salsa piccante, pomodoro, peperoni, noci pecan, cannella, ginger, peperoncino di Cayenna… Grazie a questi alimenti si possono consumare fino a 80 calorie al giorno, che comunque sono calorie spese senza fatica (equivalgono a 15-20 minuti di camminata).

Il “trucco”, secondo Chris, è di utilizzare queste tre categorie in ogni pasto.
Ecco un esempio:
Colazione: 1 Burrito integrale (carboidrati complessi), 2 uova (proteine magre che consumano parte delle loro calorie per essere digerite) e salsa piccante messicana (potenzia il metabolismo).
Pranzo: Sandwich con tacchino, pane Esechiele (integrale, ricco di fibre) e pomodoro con lattuga.
Cena: Spadellata di verdure, riso integrale (carboidrati complessi), tofu (proteine magre) e zenzero (che potenzia il metabolismo).

Importante: ogni pasto deve stare sotto le 500 calorie.

Chris suggerisce di consumare 1 cucchiaino di burro di mandorle 40-45 minuti prima del pasto. Il burro di mandorle contiene proteine, grassi monoinsaturi, come quelli Omega 3 (che mantengono la salute cerebrale) e fibre. In questo modo si prevengono gli attacchi di fame e si ha un controllo su ciò che si mangia al pasto. Si può consumare in sostituzione del burro di arachidi, da solo, spalmato su un po’ di pane integrale oppure nei frullati.
Si può preparare in casa frullando 200 g di mandorle con 2 cucchiai di olio d’oliva.
Altri cibi consigliati sono quelli ricchi di iodio. Lo iodio è uno straordinario regolatore della tiroide. La tiroide è il termostato del metabolismo umano e ha bisogno di iodio per funzionare correttamente. Cibi ricchi di iodio sono per esempio fragola, gambero e alghe.
Crusca di riso e olio di crusca di riso sono alimenti consigliati da Chris Powell. Con la raffinazione il riso viene privato della parte più ricca di fibre e antiossidanti, che hanno effetti benefici sul metabolismo. Un buon modo per assicurarci queste sostanze è consumare crusca aggiunta ai cereali, ai frullati, allo yogurt, ai ripieni o alle panature e usare l’olio di crusca di riso per cucinare.

Insieme a questo programma alimentare Chris ricorda l’importanza dell’attività fisica.
A questo proposito suggerisce 4 esercizi che fanno lavorare più masse muscolari contemporaneamente e prendono soltanto 9 minuti:
1) Affondi indietro: palmi dietro la nuca, allungare gamba destra dietro, ginocchio quasi a terra, avvicinare il gomito destro al ginocchio sinistro e tornare nella posizione iniziale. Ripetere con l’altra gamba. Questo esercizio fa lavorare i glutei e i polpacci e migliora la coordinazione e l’equilibrio. Variante più semplice: toccare il pavimento con la mano anzichè il ginocchio con il gomito.
2) Flessioni. Dopo ogni flessione portare il ginocchio destro al gomito destro e ripetere con l’altra gamba.
3) Jecksquat, cioè un misto tra Jumping Jack e Squat: saltare con gambe unite, mani in alto sopra la testa, e atterrare divaricando le gambe, a squat, con le mani che toccano il pavimento. Lavora su glutei e cosce ed è un buon esercizio cardio.
4) Coricati supini, palmi appoggiati a terra, ginocchia piegate, unire le gambe e alzarle quasi verticali, sollevando un po’ anche il bacino, e ritornare nel punto di partenza. Lavorano principalmente sugli addominali.

Si devono fare cicli da 2 esercizi per tipo, poi da 4 e poi da sei, che dovrebbero prendere 9 minuti. Man mano che si acquista forza si devono aumentare gli esercizi sempre di 2, cercando di rimanere nei 9 minuti.

Buon lavoro!!

LATTE E FORMAGGIO DI CANAPA FATTI IN CASA

latte e agaveCe l’ho fatta!
Sono riuscita a fare il formaggio di canapa, o per essere più moderni, l’hemp-fu!!
Perché latte e formaggio di canapa?
Perché la canapa ha delle proprietà nutrizionali incredibili! Intanto ha più proteine della soia, con la quale si fa il tofu. Con poche calorie (170 per 100 g), si hanno 16 g di proteine, 5,9 g di grassi privi di colesterolo, 12,9 g di carboidrati e 10,7 g di fibra.
In più la canapa contiene tutti e 8 gli aminoacidi essenziali, per esempio contiene lisina, di cui gli altri cereali sono carenti. Anche la concentrazione di fibra è superiore a quella della soia o di altri cereali e legumi.
Non contiene glutine, quindi è un ottimo alimento per i celiaci o gli intolleranti a questa proteina, e va bene per chi è allergico alla soia.
Per altre proprietà della canapa potete vedere anche il post L’olio di canapa contro il colesterolo.

Passiamo alla ricetta.
Ingredienti:
– 250 g di semi di canapa
– 1 l di acqua
– il succo di mezzo limone (filtrato)
– vanigliahemp-fu pronto
– sciroppo d’agave o d’acero
– sale (se lo desiderate)

Procedimento:
– Lavate bene i semi sotto l’acqua fredda.
– Mettete a bagno i semi in 1 l di acqua calda.
– Lasciate in ammollo per 24 ore.
– Frullate i semi inizialmente con poca acqua, poi aggiungetela in 2 riprese. Frullate per 1 minuto, fate pausa 1 minuto e ripetete per altre 2-3 volte, fino a quando diventa finissimo.
– Coprite un cola-pasta con un panno e versate il frullato.
– Strizzate bene il panno, per spremere tutto il latte.

Quello che rimane dopo la spremitura del latte ha ancora proprietà nutrizionali e si può aggiungere alla terra delle piante, e se non lo spremete troppo è anche un ottimo scrub per tutto il corpo!

Il latte si può insaporire con vaniglia e addolcire con sciroppo d’agave o di acero, secondo i vostri gusti. In mancanza dello sciroppo si può utilizzare miele, o stevia. Si può bere come gli altri tipi di latte, oppure utilizzare per le vostre ricette.
Conservatelo nel frigo.

Se invece volete ottenere l’hemp-fu:
– Mettete il latte appena spremuto in una pentola e portatelo a ebollizione. Presto cominceranno a formarsi dei fiocchi di formaggio.
Potrebbe  bastare così, ma se non si separano bene i fiocchi dall’acqua versate il succo di limone in 2-3 riprese. Quando i fiocchi sono separati spegnete la fiamma e lasciate riposare qualche minuto.
– Foderate un contenitore (quello della ricotta va benissimo) con il panno e versate dentro i fiocchi di canapa.
– Piegate il panno in modo che rimanga piatto, senza troppe pieghe o nodi,  e premete sopra un peso per far scolare bene. L’acqua rimasta lasciata raffreddare è un’ottima bevanda per le vostre piante.
– Lasciate riposare il formaggio nel frigo per 1-2 ore, finché perde l’acqua, poi si può utilizzare per le vostre ricette.

L’hemp-fu ha un colore più scuro rispetto al tofu, e la consistenza è più granulosa, meno compatta. Il sapore è gradevole.
Si può utilizzare frullato insieme con olive, basilico o altri sapori (da spalmare), oppure per dare consistenza ai vostri dolci (vedi post).
La resa è minore di quella del tofu, con 250 g di semi ho ottenuto 150 g di formaggio.

In conclusione, vorrei esprimere il mio dispiacere perché la canapa non si possa coltivare liberamente in quanto associata alla droga. Se qualcuno sgrana gli occhi, sappiate che io non prendo neanche i sonniferi per paura di non essere lucida, figurarsi fumare.
Mi sembra un peccato che  questa pianta così versatile non si possa sfruttare a causa di persone incapaci di trovare un interesse nella vita. Ogni parte della pianta è una risorsa: fusto, foglie, semi. Si possono fare tessuti finissimi (non solo quelli ruvidi), si possono fare corde, carta, materiali lanuginosi da usare come isolanti termici o acustici, essenze aromatiche, prodotti farmaceutici, il prezioso olio, il latte, formaggio vegetale, prodotti cosmetici ecc.
Se si potesse coltivare la canapa, il costo dell’olio o dei semi sarebbe molto più basso e in più darebbe anche lavoro! In Canada si coltiva liberamente ed è un grande esportatore di olio, semi e altri prodotti a base di canapa!
Ah, dimenticavo: il latte o il formaggio di canapa non contengono il principio attivo THC, o se c’è qualche traccia è talmente esigua che non produce nessun effetto.
Se è migliorato il vostro umore dopo aver mangiato l’hemp-fu è per i suoi preziosi nutrienti 🙂

Per dettagli su questa ricetta e tante altre vi aspetto su Facebook!

ABBASSA IL COLESTEROLO CON OLIO DI KRILL

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Si parla da molti anni ormai degli acidi grassi essenziali Omega-3. Il nostro organismo non è in grado di produrli e bisogna assumerli con l’alimentazione, per questo sono “essenziali”.
Hanno un’azione emulsionante e contribuiscono ad abbassare il livello del colesterolo cattivo LDL e ad alzare i livelli di quello buono, HDL, che pulisce le arterie.
Gli acidi grassi Omega-3 hanno un’azione fluidificante e aiutano a regolare la pressione sanguigna, proteggendoci da malattie cardiovascolari. Inoltre regolano i livelli di insulina nel sangue e quindi danno benefici ai malati di diabete.
Il pesce azzurro e il salmone sono i pesci da cui più si estraggono gli acigi grassi Omega 3.
In realtà i pesci non producono questo tipo di olio, ma sono i loro tessuti a contenerlo perché si nutrono di piccoli crostacei che vivono nelle acque dell’Antartico, e che formano lo zooplancton, il quale insieme con il fitoplancton forma il plancton, cioè quell’insieme di vegetazione e animali minuscoli di
cui si cibano specialmente le  baleneMIGUEL - WIN_20140902_131224.

Eravamo abituati agli integratori di olio di pesce per avere gli Omega-3, ma da qualche anno qualcuno ha pensato: perché dobbiamo estrarre l’olio dal pesce che si nutre del krill che lo contiene e non estrarlo dal krill direttamente? Quindi nelle farmacie ormai si trova anche l’olio di krill.
Quest’olio ha alcuni vantaggi, rispetto all’olio di pesce: è veicolato con fosfolipidi, mentre l’olio di pesce contiene acidi grassi Omega-3 legati a trigliceridi. I fosfolipidi fanno parte della membrana cellulare e questa affinità con l’organismo umano fa sì che l’olio di krill venga assorbito molto facilmente. Un altro punto a favore dell’olio di krill viene dall’assenza di retrogusto che l’olio di pesce lascia generalmente. Anche se è più facile assumere una capsula o una perla di olio di pesce, anziché un cucchiaio come si faceva una volta, nel momento in cui raggiunge i succhi gastrici l’olio di pesce rimane in superficie e risulta un po’ indigesto, specialmente per alcune persone. L’olio di krill invece si amalgama bene con il contenuto dello stomaco e non genera reflusso o cattivo sapore in bocca.
Un altro problema dei pesci è che possono contenere sostanze inquinanti, come per esempio mercurio. Il krill invece vive in acque pulitissime e profonde e quindi questo pericolo non dovrebbe esserci.
L’olio di krill contiene anche acidi grassi Omega 6 e Omega 9, in una proporzione più equilibrata rispetto all’olio di pesce. Oltre gli acidi grassi, l’olio di krill contiene antiossidanti come Vitamina A e vitamina E, che contribuiscono a stimolare il sistema immunitario, a proteggere il sistema nervoso, a curare la nostra pelle e i capelli.

Per chi volesse provarlo, l’olio di krill si trova in capsule o perle, nelle farmacie o erboristerie. Anche se si tratta di una sostanza naturale, è bene non superare le dosi consigliate.
Naturalmente non lo può usare chi è allergico ai crostacei o ad altri frutti di mare!

DALLA NATURA RIMEDI ANTICANCRO

MIGUEL - WIN_20140905_153429Durante lo show televisivo del Dr. Oz è intervenuto  Andrew Zimmern, uno studioso degli alimenti, chef, scrittore e noto personaggio di spettacolo. Secondo i suoi studi  ci sono alcuni alimenti in grado di prevenire e combattere il cancro:

– Aloe vera. Ricco di minerali come rame, manganese e selenio e vitamine come C, E, B2 e B6, l’aloe ha proprietà antinfiammatorie, antisettiche e antibatteriche. Previene l’invecchiamento cellulare. Si trova sotto forma di gel racchiuso in perle oppure sotto forma di succo. Il succo ha un sapore amarognolo, quindi si può aggiungere ad altro succo di frutta per renderlo più gradevole.

– Bottarga. Viene prodotta specialmente in Sardegna. Contiene acidi grassi buoni Omega 3, un potente antiossidante.

– Ficchi d’india. Contengono fibre solubili che controllano l’indice glicemico e danno un senso di sazietà. Hanno potere depurativo e disintossicante e per queste sue proprietà sono un valido aiuto nelle diete dimagranti.

– Noci. Sono ricche ci grassi buoni Omega 3, di Vitamina E e di selenio, antiossidanti che proteggono dall’invecchiamento cellulare.

Dr. Oz ha suggerito alcune associazioni di alimenti che lavorano in sinergia per la prevenzione e la cura di alcuni tipi di cancro:

– Petto di polo e broccoli. Il pollo contiene selenio, un importante antiossidante. Inoltre contiene vitamine, per esempio C, A ed E, antiossidanti e antinfiammatorie. I broccoli sono considerati antitumorali per via di una sostanza chiamata sulforafano e del betacarotene di cui sono ricchi, in grado di bloccare le cellule tumorali. Inoltre contengono potassio e aiutano a tenere sotto controllo la pressione arteriosa. Questa combinazione di alimenti aiuta a combattere la leucemia e altri tipi di tumore.

– Avocado e salsa di pomodoro. La salsa di pomodoro contiene licopene, un potente antiossidante. I grassi buoni Omega 3 dell’avocado aiutano l’assorbimento del licopene. Questa combinazione aiuta nella prevenzione o la cura del cancro al polmone o alla vescica. Alla pasta al pomodoro si può aggiungere qualche fetta di avocado.

– Cipolla gialla e curcuma. La cipolla ha proprietà diuretiche e depurative e aiuta l’eliminazione delle tossine dall’organismo. Inoltre stimola il sistema immunitario. Ricca di antiossidanti come antocianine e flavonoidi, specialmente quercetina, la cipolla protegge le cellule dalla degradazione ossidativa. La curcuma contiene curcumina, un antiossidante antitumorale per eccellenza. Questa associazione previene il cancro al colon e dell’apparato gastrointestinale.

– Crescione e salmone. Il crescione inibisce lo sviluppo delle cellule tumorali e il salmone è ricco di grassi buoni Omega 3, antiossidanti e antinfiammatori.

LA DIETA DASH

come-stringere-dei-jeans-in-vita_f4b9e2d4de5c3a4175540a4ef7a81a09Non siete arrivati alle vacanze con la forma fisica sperata, oppure avete esagerato un po’ con i pranzi a buffet che offrono certi villaggi turistici? E’ il momento di rimetterci al lavoro, così non succederà più che il grigio inverno e le feste natalizie aggiungano altri chili a quelli che già riempiono troppo i nostri jeans.
Vi propongo quindi la dieta DASH.
Tranquilli, non ha a che fare con il detersivo 🙂
DASH è l’acronimo di Dietary Approaches to Stop Hypertension. Infatti questa dieta è nata per curare la pressione alta e si è scoperto che migliora la salute in generale e fa anche dimagrire. E’ nata nel 1990, ma continua ad avere l’approvazione dei medici nutrizionisti perché è facile da seguire, è nutriente, è basata su un’alimentazione sana ed equilibrata, non ha nessun tipo di controindicazione o di effetto collaterale e garantisce una perdita di peso nel breve e nel lungo periodo.
Durante lo show del Dr. Oz sono intervenuti i dottori Adam Glasgow, Caroline Apovian, Kristin Kirkpatrik e Marta Heller, autrice del libro The DASH Diet Action Plan, tutti concordi sui benefici di questa dieta: abbassa la pressione del sangue, abbassa il colesterolo cattivo LDL, previene le malattie cardiovascolari e il diabete e fa dimagrire.
Si può dire che solo le prime due settimane si possono considerare “dieta”, poi è solo uno stile di vita con cui tutti noi dovremmo abituarci, per essere sani e in forma.

Le prime 2 settimane della  dieta DASH devono rispettare 4 regole:
1) Consumare alimenti a basso contenuto calorico, per esempio vegetali non amidacei.
2) Limitare i grassi saturi e aumentare le proteine magre, per esempio petto di pollo, formaggio magro, fagioli.
3) Usare grassi buoni, per esempio quelli Omega 3 del salmone, olio d’oliva e avocado.
4) Rinunciare a zuccheri e amidi per stabilizzare il livello di zuccheri nel sangue ed evitare i picchi glicemici. Per questo motivo nelle prime due settimane bisogna evitare anche il consumo di frutta.

Alcuni suggerimenti:
– I carboidrati, anche se integrali, si devono evitare nelle prime 2 settimane della dieta.
– Il caffè si deve prendere solo ai pasti.
– Bisogna privilegiare gli alimenti freschi e iposodici ed evitare i cibi già pronti o in scatola perché contengono molto sale. Comunque bisogna leggere attentamente le etichette. “Senza sale aggiunto” non significa che quel cibo è privo di sale, ma che non hanno aggiunto dell’altro.
I salumi, le salse, i sottaceti e i cibi affumicati o stagionati contengono molto sale.
– Usare le erbe profumate e le spezie (ricche di antiossidanti), aceto, succo di limone o di lime per insaporire i piatti.

Dopo le prime due settimane si possono usare tutte queste categorie di alimenti:
– Cereali integrali (pane, pasta, riso ecc.): 6-8 porzioni al giorno. Contengono carboidrati complessi, che danno energia, e fibre.
– Frutta e verdura: 4-5 porzioni al giorno. La frutta e la verdura contengono potassio, che fa abbassare la pressione e in più contengono vitamine, minerali e fibre, che danno un piacevole senso di sazietà.
– Latticini magri, yogurt: 2-3 porzioni al giorno. Contengono calcio e proteine salutari.
– Pesce, pollo, maiale magro, frutti di mare: 170 g al giorno.
– Noci, mandorle, anacardi, semi, legumi: 4-5 porzioni alla settimana (non al giorno). Contengono proteine e grassi buoni per la dieta e per il cuore.
– Dolci: 5 volte alla settimana. Questa è una dieta flessibile, non restrittiva, quindi è permesso qualche “peccato”, ma è sempre bene scegliere dolci più salutari (se volete potete trovare “ispirazione” nella sezione “ricette”). Un  bicchiere di vino equivale a una porzione di frutta (la frutta sazia di più, ma anche il vino ha il suo perché 🙂 Scegliete voi.).

Concludendo, la dieta DASH è una dieta equilibrata, basata su alimenti sani di cui il nostro corpo ha bisogno. Non si elimina un gruppo particolare di cibi per un periodo prolungato di tempo, ma si impara ad alimentarsi in modo sano e nelle giuste proporzioni e si perde peso senza recuperarlo.

Come avete visto, sono previste molte porzioni al giorno. Questo perché dovremmo fare un PICCOLO pasto ogni 3 ore, come tutte le diete ci suggeriscono negli ultimi tempi. Se mangiamo poco e spesso evitiamo di avere un calo di zuccheri nel sangue e saremo energici e mai affamati (la fame fa brutti scherzi!).

 

PANCIA PIATTA IN 4 FASI

abdomen platLa pancia piatta è un sogno per molti di noi. Spesso anche persone molto magre hanno un po’ di pancetta. Ammazzarsi di addominali non è la cosa migliorare da fare, perché secondo studi recenti il grasso non è uguale in tutto il corpo, nel senso che si localizza per cause diverse, causa problemi diversi nell’organismo e richiede trattamenti diversi per poterlo rimuovere.
Dr. Oz, in collaborazione con alcuni esperti, ha studiato un piano in 4 fasi per aggredire la pancetta e liberarsene per sempre.
Ecco le 4 operazioni alle quali ci dobbiamo dedicare con impegno e costanza, fino a quando otterremo i risultati desiderati:

1) Far rimpicciolire le cellule grasse. In questa fase  Dr. Oz ci chiede di consumare uno yogurt greco prima di ogni pasto. Non è un grande sforzo, no? Le cellule grasse sono sempre pronte a immagazzinare ogni goccia di energia avanzata dal nostro metabolismo. In particolare i carboidrati sono la fonte che prediligono. Il calcio contenuto nello yogurt si lega ai grassi ingeriti e quindi compromette la capacità delle cellule di immagazzinarli. Impedisce, cioè, ai grassi di penetrare nelle cellule. In questo modo le cellule adipose perdono volume. Uno studio ha riscontrato una perdita del grasso addominale del 81% in più alle persone che prendono lo yogurt prima dei pasti rispetto a chi non lo prende.
2) Liberarsi dai chili di troppo. Per questa fase ci viene in aiuto la nutrizionista Liz Vaccariello, esperta in dimagrimento e autrice di molti libri, tra cui Flat Belly (Pancia Piatta). Liz sostiene che la chiave per sconfiggere il grasso addominale è mangiare grassi sani, cioè acidi grassi monoinsaturi (che in inglese hanno la sigla MUFA – Monounsaturated Acid Fat), in almeno 3 pasti al giorno. Questi grassi si trovano nei cibi di origine vegetale: frutta a guscio, semi, arachidi, burro di arachidi, olive, olio d’oliva e avocado. E’ stato svolto uno studio di 28 giorni ed è stato dimostrato che le persone che hanno consumato questi grassi hanno perso il 33% di grasso, specialmente nella zona addominale. Questi grassi infatti contribuiscono a mantenere un equilibrio ormonale che evita lo stress, principale causa dell’accumulo di grasso addominale.
Oltre i grassi “buoni”, la dieta deve comprendere proteine magre, carboidrati complessi, frutta e verdure a volontà, a ogni pasto.
Ecco un esempio tipo:
Colazione: sandwich con uova strapazzate, lattuga, pomodoro, qualche fetta di avocado e pane integrale.
Pranzo: piadina integrale con tacchino, formaggio magro, verdura e olive.
Cena: pasta integrale al pesto (contiene il grasso buono dell’olio d’oliva), pollo e ortaggi.
3) Ridurre il processo infiammatorio. Per questa fase l’aiuto arriva dal dott. Shawn Talbott, che ha studiato per 20 anni il grasso addominale ed è arrivato alla conclusione che si può tenere sotto controllo per mezzo degli ormoni. Tra i libri che ha scritto c’è anche The Cortisol Connection Diet. Infatti il cortisolo è l’ormone dello stress e bisogna tenerlo a bada per evitare di accumulare grasso addominale. Questo ormone comunica al cervello che siamo affamati e chiede al corpo di immagazzinare grasso specialmente nella zona addominale, dove abbiamo più cellule adipose. Il trucco sta nello spezzare questo circolo vizioso. In più il cortisolo crea infiammazione nell’organismo e il Dott. Talbott raccomanda uno spuntino pomeridiano a base di cibi ricchi di flavonoidi, che sono antinfiammatori e antiossidanti. Si trovano in frutti e ortaggi con colori vivaci (rossi, gialli, arancioni, blu), per esempio nei frutti di bosco, nelle carote, nei peperoni ecc. Questo tipo di spuntino equivale a 1 tazza di tè verde, che è un potente antinfiammatorio, quindi se preferite potete alternare.
4) Contrastare il gonfiore addominale. Questa fase è stata affidata al personal trainer Jaime Brenkus, che ovviamente raccomanda esercizi mirati, per far lavorare più muscoli contemporaneamente (potete vedere alcuni qui). Sorprendentemente, questo istruttore di fitness cerca anche di ridurre il gonfiore addominale, per massimizzare gli effetti dell’allenamento e per avvicinare i muscoli alla superficie della pelle.
Per eliminare il gonfiore addominale, Jaime Brenkus  suggerisce un infuso freddo fatto con 3 bustine di zenzero, una tazza di menta, il succo di un limone e del ghiaccio. Lo zenzero ha spiccate proprietà digestive, la menta aiuta a eliminare i gas intestinali e il limone è un efficace diuretico naturale. Oltre le proprietà di questi ingredienti si sa che bere molto aiuta a ridurre il gonfiore addominale, quindi preparate una bella caraffa e tenetela nel frigo (tra un bicchiere e l’altro!).

Come dico spesso, il momento giusto per cominciare e…ORA! 🙂

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