Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

Archivi per il mese di “febbraio, 2014”

TORTA CON PATATE DOLCI

2014-02-25 16.12.20Le patate dolci sono uno dei miei cibi preferiti, anche perchè soddisfano il desiderio di dolci già così, al naturale. In più hanno molte proprietà nutritive, di cui ho parlato  in un articolo precedente. Ho pensato di sfruttare la loro dolcezza naturale per una torta e devo dire che sono soddisfatta di questo mio esperimento.
Come sempre, vado alla ricerca di qualcosa che soddisfi il desiderio di dolci, ma che sia salutare e meno calorico.
Ecco la mia torta con patate dolci!

Ingredienti (per almeno 10 fette):
200 g di patate dolci.
150 g di zucchero di canna grezzo.
100 g di farina di ceci.
150 g di farina d’avena integrale.
5o g di farina di nocciole.
50 g di uvetta
3         uova
4         cucchiai di olio di riso.
4         cucchiai di yogurt.
1          bustina di lievito in polvere.
sale, essenza di vaniglia, scorza di limone grattugiata.

Procedimento:
– Passate al setaccio le patate dolci cotte in precedenza.
– In una ciotola mescolate lo zucchero di canna con i tuorli, finché diventano spumosi.
– Separatamente sbattete gli albumi con un pizzico di sale, a neve ferma.
– Unite gli albumi ai rossi d’uovo.
– Versate nel composto l’olio di riso (o l’olio che preferite).
– Aggiungete la farina di nocciola, la vaniglia, la scorza di limone grattugiata e l’uvetta ammollata.
– Aggiungete le farine a poco a poco e il lievito.
– Aggiungete lo yogurt a cucchiaiate per ottenere un composto da versare, ma non troppo liquido.
– Lasciate riposare almeno 20 minuti.
– Infornate a forno caldo : 200°C, per 30 minuti.
– Fate la prova stecchino e se è pronta toglietela dal forno.
– Servite la torta fredda, spolverata di un velo di zucchero in polvere.

Ho usato farina di avena, perché l’avena, oltre ad avere molte qualità nutritive, ha un indice glicemico più basso (4o), rispetto alla farina di grano.
Anche la farina di ceci ha un indice glicemico più basso (35 rispetto agli 85 della farina di grano), e in più è ricca di proteine.
Per evitare i grassi saturi del burro, ho usato l’olio di riso (é più leggero e non contiene colesterolo).
La torta ha una piacevole consistenza, un buon sapore e secondo me è ottima per la prima colazione o per la merenda dei bambini.
Provatela!

Per dettagli sulla ricetta vi aspetto su Facebook!

P.S. Vi dirò di più: non riesco a smettere di mangiarla!

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PERCHE’ MANGIARE PATATE DOLCI

2014-02-25 12.22.57Sono amante dei dolci (anche), perciò ogni volta che vedevo nei negozi le patate americane le prendevo, ma da quando Shaun T (fitness trainer, ospite nel programma televisivo del Dr. Oz) ha detto che le patate dolci sono il suo segreto per stare in forma, le vado a cercare.
Qualche anno fa si trovavano quelle piuttosto bianche, mentre adesso vedo generalmente quelle rosse, con la polpa di un colore arancione intenso, che nella mia testa si traduce in carotenoidi (per la disperazione di mia figlia, che vorrebbe che io mangiassi “cibi”, non “antiossidanti”).
Vediamo perché le dovremmo mangiare:
– Le patate dolci non fanno parte della famiglia delle solanacee (che ad alcune persone possono dare problemi), ma della famiglia delle convolvulaceae (anche se hanno un nome così terribile, fanno fiori bellissimi), perciò hanno un’altra struttura: meno amido e un indice glicemico più basso, cioè 50 contro 95 delle patate comuni.
L’indice glicemico degli alimenti è importante per stare in salute e in forma, perché determina la concentrazione di zuccheri che abbiamo nel sangue. Avendo carboidrati a lento assorbimento, le patate dolci vanno bene anche per chi tende ad avere la glicemia alta o il diabete.
– Le patate dolci sono energizzanti, perché ricche di vitamina C. Questa vitamina, oltre a essere un potente antiossidante che limita l’azione dei radicali liberi, rinforza il sistema immunitario, ci protegge dalle infezioni e aiuta a guarire più in fretta le ferite,  aiuta l’organismo a sintetizzare il collagene, proteggendo i nostri vasi sanguigni, le articolazioni e la pelle.
– Le patate dolci contengono anche importanti quantità di vitamina A, preziosa per la nostra pelle, per le mucose e per gli occhi, specialmente per la visione notturna, e protegge da alcuni tipi di cancro, come quello del seno o della prostata.
– Oltre le vitamine, le patate dolci contengono minerali come calcio, magnesio e soprattutto potassio, che aiuta ad abbassare la pressione sanguigna e a proteggere da malattie cardiache.
– Le patate dolci contengono un’alta concentrazione di carotenoidi e di antociani, potenti antiossidanti che combattono i radicali liberi e ci proteggono da malattie degenerative.
– Contengono, inoltre, una sostanza che si lega al colesterolo cattivo e lo espelle, tenendo così pulite le nostre arterie e proteggendoci da malattie cardiovascolari.
– Le patate dolci contengono progesterone,  utile per attutire i disturbi collegati ai cambiamenti ormonali.
– Un’altra loro qualità è quella dell’alta digeribilità e vanno bene anche per uno stomaco o un intestino delicato.

– In più sono buone, saziano e fanno passare la voglia di dolci! Si possono preparare al forno, bollite oppure si usano per vellutate e dolci.

Shaun T. raccomanda due porzioni al giorno, ma almeno due volte alla settimana dovremmo introdurle nel nostro menu!

CURIAMO IL NOSTRO SECONDO CERVELLO

Sapevate che l’intestino è considerato il nostro secondo cervello? Questo perché è
sede di censecondo cervellotinaia di milioni di neuroni, in grado di comunicare fra di loro per una
buona funzione gastrointestinale ed è in grado di lavorare autonomamente. Esso però comunica anche con il sistema nervoso vegetativo, in modo che il cervello sia sempre informato sullo stato di salute dell’intestino e sapere esattamente su quale apporto energetico può contare.
Qualsiasi evento che coinvolge il cervello influenza la salute del “secondo cervello”. Esso infatti è in grado di fissare i ricordi legati alle emozioni ed è in grado di segnalare stati di gioia e dolore. Non per niente certi stati d’animo, come ansia e paura, possono subito trovare eco nella pancia.
Quello che mi sembra stupefacente è che il 95% della serotonina, il neurotrasmettitore che ci dà il buonumore, viene prodotto dalle cellule intestinali!
Lo stress e l’alimentazione ricca di grassi, zuccheri e alcol possono danneggiare questa nostra “centralina”.
Per prenderci cura del nostro intestino Dr. Oz suggerisce di assumere periodicamente dei prebiotici e dei probiotici.
I prebiotici sono sostanze organiche non digeribili, che superano i processi digestivi e arrivano indenni nell’intestino, creando un ambiente fermentabile e modificando la flora microbica a favore di quella simbiotica. Essi affiancano il lavoro dei probiotici, stimolando la crescita dei batteri benefici nel colon. Si trovano nello yogurt e nei cibi fermentati, ma anche in altri cibi come aglio, cipolla, banane e cereali integrali. Questi alimenti creano l’ambiente ideale in cui i probiotici possono lavorare. Si trovano anche come integratori, sotto forma di gocce, polveri o capsule.
I probiotici sono fermenti che aiutano a ripristinare la flora batterica intestinale, indispensabile per il buon funzionamento dell’intestino. Una buona flora batterica intestinale aiuta a rinforzare il sistema immunitario, proteggendo dalle infezioni. I più conosciuti probiotici sono i bifidobatteri e il lactobacillus acidophilus. Anche i probiotici devono essere in grado di superare i processi digestivi. Si trovano come integratori e andrebbero presi periodicamente, specialmente dopo aver assunto antibiotici, che distruggono la flora intestinale.
Quando c’è la necessità di dare un aiuto all’intestino, è meglio acquistare gli integratori di prebiotici e di probiotici in farmacia o nei negozi specializzati, perché quelli presenti in certi alimenti reclamizzati non contengono quantità a sufficienza per ripristinare la flora batterica.
L’intestino è un organo vitale, perché attraverso le sue pareti noi assorbiamo le sostanze nutritive che ci fanno vivere, quindi dobbiamo trattarlo bene!

SCEGLIETE IL PIATTO GIUSTO!

2014-02-14 16.14.09Quando vogliamo dimagrire dobbiamo fare attenzione a tutto ciò che può sabotare la nostra dieta oppure, al contrario, ci aiuta a percorrere il nostro cammino senza troppe difficoltà.
Anche il piatto in cui mangiamo può dare il suo contributo, come sostiene il Dott. David Lewis, psicologo inglese che ha uno spazio nel programma televisivo Bugiardi a dieta, insieme con Anna Richardson, giornalista e scrittrice.
Guardando la foto a lato, quale fetta di torta vi sembra più grande?
Adesso state in guardia, non volete cadere nel tranello, ma normalmente si risponderebbe subito “quella del piatto piccolo”.
In realtà, come potete vedere nella foto in basso, le fette sono uguali, ma per un’illusione ottica sembrano diverse: la torta riempie generosamente il piatto piccolo, mentre ha un’aria un po’ triste e solitaria nel piatto grande.
Tutti noi mangiamo con gli occhi prima di tutto e il Dott. David Lewis ha fatto un esperimento per dimostrare come la percezione delle dimensioni di una porzione influisca sulla nostra sensazione di appagamento:
Ha raggruppato dei volontari e ha consegnato a metà di loro delle coppe piccole e all’altra metà delle coppe grandi, poi ha offerto del gelato a volontà. L’unica cosa che chiedeva loro era di far pesare il gelato prima di consumarlo, in modo che lui potesse tenere il conto delle quantità.2014-02-14 16.15.39
Alla fine ha intervistato alcuni partecipanti e ha costatato che tutti si ritenevano soddisfatti, anche chi ha avuto la coppa piccola.
Come potete immaginare, il gruppo con la coppa grande ha consumato il 45% in più di gelato rispetto al gruppo con la coppa piccola.
La teoria del Dott. Lewis è che sono gli occhi a dirci quanto grande è una porzione, in base al piatto che usiamo. Se il piatto è grande tendiamo a riempirlo. Se riempiamo un piatto piccolo ci sembrerà una buona porzione e man mano che andiamo verso la fine il nostro cervello si prepara a sentirsi appagato.

Quindi, piatti piccoli per dimagrire!
Leggi anche post precedente.

 

TORTA AL CIOCCOLATO SENZA FARINA

tORTA AL CIOCCOLATO SENZA FARINAParliamoci chiaro: non è una torta dietetica!
Diciamo che anche se siete a dieta ve la potete concedere ogni tanto, nel vostro giorno “libero” (vedi post “L’abbuffata di Tim“). Fatela quando incontrate amici o parenti, così non ne mangerete troppa 🙂
Un’altra particolarità molto importante di questa torta è che non contiene farina di cereali con glutine, quindi può essere consumata anche dagli intolleranti o dai celiaci.
Ecco la ricetta, che ho trovato su Femeia.ro, leggermente modificata:
Ingredienti
– 240 g di zucchero a velo.
– 180 g di burro.
– 260 g di cioccolato fondente.
– 6 uova.
– 4 cucchiai colmi di farina di mais.
– 1 cucchiaino di lievito in polvere.
– vaniglia, 1 pizzico di sale.

Preparazione:
– Accendi il forno a 170°C.
– Fodera una teglia apribile con carta da forno (oppure ungila e spolverala di farina).
– Fondi il burro in una ciotola.
– Aggiungi lo zucchero e mescola bene.
– Metti il cioccolato fondente a pezzetti in una ciotola, aggiungi un po’ di latte e fai fondere al microonde (o a bagnomaria).
– Aggiungi il cioccolato fuso al burro con lo zucchero e amalgama bene.
– Lascia intiepidire.
– Mescola i tuorli con un po’ d’acqua e la vaniglia e aggiungi al composto intiepidito.
– Aggiungi la farina di mais e il lievito e mescola bene.
– Sbatti gli albumi con un pizzico di sale, a neve ferma.
– Metti metà dei bianchi sbattuti nella ciotola con il composto e amalgama bene.
– Versa il composto nella teglia.
– Aggiungi l’altra parte degli albumi a neve e mescola poco, solo 2-3 volte, finché il composto è ben livellato.
– Fai cuocere 30 minuti a 170°C e altri 20 minuti a 140°C.
– Lascia raffreddare la torta, poi trasferiscila sul piatto da portata.
– Spolvera la torta di zucchero a velo prima di servirla. (Se preferisci puoi coprirla di panna e frutti di bosco o altri frutti.)

Nella mia famiglia è stata molto apprezzata.
Quando è nel forno sembra che gonfi parecchio, ma in realtà è una crosticina che si solleva, croccante e friabile.
Secondo me questa crosticina che si sbriciola dà una certa personalità e la croccantezza della crosticina crea un  piacevole contrasto con la morbidezza della torta. Per questo la preferisco solamente spolverata di un po’ di zucchero a velo e non coperta di panna e frutta  (a parte le calorie).
Io ho usato un forno ventilato. Per sicurezza controllate la consistenza della torta con lo stuzzichino (o bastoncino): quando esce pulito la torta è pronta.

Provatela e ditemi le vostre impressioni!

Per dettagli sulla preparazione di questa ricetta e tante altre, vi aspetto su Facebook!

IL FRUTTO MIRACOLOSO

frutto miracolosoOrmai anche da noi arrivano più facilmente certi frutti esotici  o piante con particolari caratteristiche, perciò credo che sia bene ampliare le nostre conoscenze, in modo da essere preparati quando ci imbattiamo in qualche “novità”. (Non molto tempo fa non conoscevamo la stevia e adesso si sta diffondendo velocemente.)
Ecco perchè oggi vorrei parlare di una bacca africana, che viene usata per migliorare il sapore di certi cibi.
Ormai è appurato che i danni maggiori alla salute vengono dallo zucchero. Persino il colesterolo è collegato allo zucchero, perchè gli zuccheri stressano il fegato e un fegato malato produce più colesterolo.
Per evitare questi danni, specialmente l’innalzamento degli zuccheri nel sangue, sono nati i dolcificanti artificiali, che però non risolvono il problema in quanto il nostro cervello li percepisce come zuccheri normali e in più hanno un bel po’ di effetti collaterali. (vedi articoli Falsi amici: gli zuccheri dietetici e Gli zuccheri dietetici).
Per questi motivi si cercano rimedi naturali, come questa pianta che cresce in Africa Occidentale e che si chiama Synsepalum dulcificum, più comunemente chiamata frutto miracoloso.
Ne ha parlato Adam Gollner, autore del libro The Fruit Hunter: A Story of Nature, Obsession, Commerce and Adventure, al programma televisivo del Dott. Oz.
Questa pianta produce bacche rosse della grandezza di un acino d’uva, che all’interno hanno un unico seme.
La particolarità di questa bacca è quella di trasformare in bocca il gusto acido o amaro in dolce, cioè di riprogrammare le papille gustative.
La bocca contiene una glicoproteina, la miracolina, che si attacca ai ricettori di dolce. Quando l’ambiente è acido, la miracolina attiva il sapore dolce.
Dopo aver mangiato una bacca, cibi dal sapopre aspro come limone o aceto sembrano dolci. Questo è importante non solo perchè soddisfa il desiderio di dolci senza danni alla linea e alla salute, ma anche perchè rende più gradevoli certi cibi che fanno bene alla salute ma che non hanno un buon sapore perchè non contengono molti zuccheri. Per esempio l’aceto dimezza le calorie che si assumono e la bacca del frutto miracoloso lo rende più gradevole da assumere. Lo stesso per il limone, che regolarizza il funzionamento dell’intestino e contiene antiossidanti indispensabili per il nostro benessere.
L’effetto dura per un’ora circa dall’assunzione della bacca.
Un altra particolarità del frutto miracoloso è che non essendo una proteina metabolizzata con l’azione dell’insulina, può essere una valida alternativa ai dolcificanti per i diabetici.
Non si è parlato molto di questo frutto finora perchè ha una vita commerciale breve. Questa pianta ha difficoltà ad ambientarsi al di fuori del terreno acido dell’Africa Occidentale.

Sembra, però, che abbiano trovato il sistema per conservarlo e quindi per esportarlo, quindi teniamolo d’occhio!.

PRENDI PESO? FORSE E’ COLPA DELLA TIROIDE

untitled (3)La tiroide è una ghiandola che si trova alla base del collo (sul davanti!). Se palpiamo con le dita sotto il pomo d’Adamo e sentiamo qualcosa che non siano gli anelli della trachea, può darsi che la tiroide sia un po’ ingrossata ed è meglio fare una chiacchierata con il medico.
Il ruolo della tiroide è di produrre ormoni che trasformano il grasso in energia. A volte questa ghiandola non riesce più a produrne a sufficienza, nonostante i suoi sforzi (che la fanno ingrossare). Se non viene utilizzato il grasso per darci energia, ecco che rimane o addirittura si deposita sul corpo, appesantendo la nostra figura.
Pensateci, se negli ultimi 2 anni avete preso inspiegabilmente 5-7 Kg!
Altri sintomi sono una stanchezza ingiustificata e la secchezza e la fragilità dei nostri capelli.
Dr. Oz ha suggerito un test da fare per verificare il funzionamento della nostra tiroide: la mattina, prima di alzarsi dal letto, mettere il termometro sotto la lingua e misurare la temperatura. Si dovrebbe controllare per più giorni, per stabilire una media. Se la temperatura rilevata è inferiore a 36,5° C significa che la tiroide è un po’ pigra e sarebbe bene fare ulteriori accertamenti.
Per mantenere il buon funzionamento della tiroide, si dovrebbe usare del sale iodato, in quantità moderata, e consumare cibi ricchi di selenio (funghi, noci, noci brasiliane ecc.), per almeno due volte alla settimana.

Siate onesti, però, non date la colpa alla tiroide per i vostri festini! 🙂

SUPERCIBI PER LA MEMORIA

imagesRTDAPCN5Tra le mie paure, la più grande è quella di avere qualche problema di memoria nella vecchiaia.
Dr. Oz dice di stimolare il lavoro del cervello facendo le cose in modo diverso dal normale, per esempio mangiare o pettinarsi con l’altra mano (sinistra nel mio caso), oppure fare spesso sudoku, cruciverba o parole crociate.
Credo che praticare una regolare attività fisica sia indispensabile, specialmente di tipo aerobico:  fa aumentare la circolazione del sangue e di conseguenza l’ossigenazione, così il nostro cervello sarà sempre ben nutrito.
Oltre l’attività fisica, anche il tipo di alimentazione è fondamentale per la memoria.
Dave Farrow, vincitore del Guinness World Records per aver memorizzato 3.068 carte, suggerisce alcuni cibi che aiutano a potenziare la memoria:

Barbabietola rossa: abbassa la pressione e aiuta la circolazione del sangue, che va a nutrire il nostro cervello.

Anacardi e burro di anacardi: ricchi di tiamina, vitamine del gruppo B, che aiutano l’apprendimento e la memoria.

Avocado: ricco di folati, grassi Omega 3, vitamine E e K, che riducono il rischio di ispessimento delle arterie.

Ecco una ricetta facile con avocado:
– Frullate un avocado maturo.
– Mescolate l’avocado con tonno in scatola.
– Tagliate dei peperoni a metà (per il lungo).
– Riempite i peperoni con il composto e spolverate di formaggio.
– Passate nel forno finché si forma una crosticina dorata e i peperoni si ammorbidiscono.

Se volete, potete provare anche il Frappè di avocado oppure la Mousse au chocolat di avocado.

Dr. Oz parla spesso nel suo show anche di alcuni integratori che aiutano la memoria:

Bacopa monnieri, integratore: migliora le capacità di attenzione, i riflessi mentali e favorisce un benessere fisico ed emotivo. Uno studio effettuato da una prestigiosa università australiana indica la Bacopa monnieri come valido aiuto in caso di malattie degenerative come l’Alzheimer.

Ginkgo Biloba, integratore: fluidifica il sangue, migliorando la circolazione e aiutando l’ossigenazione dei tessuti cerebrali, con conseguente aumento della concentrazione, della memoria a breve termine e delle abilità cognitive. Inoltre contiene antiossidanti e rallenta l’invecchiamento delle cellule.

Cosa stavo dicendo? Ah, sì… Cercate di tenere sempre in allenamento il vostro cervello! 🙂

LATTE DI MANDORLA FATTO IN CASA

laytte di mandorla e mandorle Per molti anni il latte di mandorla era una di quelle cose che mi facevano venire l’acquolina in bocca mentre viaggiavo verso la Sicilia e immaginavo le cose buone che avrei trovato. Adesso lo possiamo comprare in tutti i supermercati, e già che non posso più lasciare che sia una esclusiva della Sicilia e una dolce tradizione, tanto vale farlo in casa, no?
Il latte di mandorla è buono, profumato e delicato: non ti fa sentire la mancanza del latte “vero”. Inoltre è molto nutriente, perché le mandorle contengono proteine, grassi mono e polinsaturi, minerali e vitamine (di cui ho parlato in un post precedente).
Se siete intolleranti al lattosio, se siete vegan, oppure avete deciso semplicemente di fare una pausa dai prodotti di origine animale per qualche giorno a scopo depurativo, il latte di mandorla può fare al caso vostro.
Ecco un modo semplice per farlo da soli:

Ingredienti
– 200 g di mandorle dolci
– 1 l di acqua circa
– 2 cucchiai di miele oppure nettare d’agave.

Preparazione
– Mettete a bagno le mandorle in acqua bollente per tutta la notte.
– Pelate le mandorle.
– Frullate le mandorle aggiungendo acqua finché  si ottiene una crema omogenea.
– Aggiungete acqua e mescolate finché diventa un latte un po’ denso.
– Coprite una ciotola con un panno di lino e filtrate il latte strizzando il panno su se stesso.
– Immergete il panno con la pasta di mandorle rimasta in un po’ d’acqua e poi strizzate, in modo che esca tutto il latte.
– Aggiungete acqua fino alla consistenza desiderata. Mettetela poco per volta, per evitare che diventi un latte troppo annacquato.
– Aggiungete il miele o il dolcificante che avete scelto poco per volta, secondo i vostri gusti.
Per conservarlo più a lungo si dovrebbe far bollire per 30 minuti, mettere in bottiglie o barattoli di vetro quando è ancora bollente e tappare subito. Poi lasciatelo raffreddare lentamente, coperto con qualcosa di lana.
Agitate prima di servire, perché tende a separarsi.

Provate anche voi e ditemi com’è andata!

Se vi interessa preparare in casa qualche altro latte vegetale, potete provare anche il latte di soia.

Per dettagli sulla preparazione di questa ricetta e altre ancora, vi aspetto su Facebook!

PERCHE’ AMARE LE MANDORLE

untitledLe mandorle sono un alimento molto generoso ed estremamente versatile:
– Sono un ottimo snack energetico, ricco di proteine, grassi buoni e fibra, che sazia a lungo e ci aiuta a non arrivare a tavola troppo affamati.
– Si usano per la preparazioni di dolci, tra i quali i torroni e quegli spettacolari frutti di pasta di mandorla, che sono un incanto per l’occhio.
– La farina di mandorle può sostituire quella di cereali nei dolci, per chi è intollerante al glutine.
– Si usano molto nelle diete vegetariane e vegane perché sono ricche di minerali come manganese, ferro, magnesio, potassio, rame, e fosforo e di vitamine, specialmente vitamine del gruppo B e la vitamina E, ragione per cui sono molto indicate anche per le donne in gravidanza, per le persone in convalescenza, per gli sportivi o per chi svolge un intenso lavoro fisico o intellettuale.
– Dalle mandorle si ottiene un delizioso latte  (che si può preparare facilmente in casa), utile specialmente agli intolleranti al lattosio e ai vegani (ma anche ai golosi).
– Le mandorle danno un olio delicato, usato specialmente in cosmetica per massaggi o per la cura della pelle e dei capelli.
– Sono antisettiche e antinfiammatorie e già in tempi antichi venivano utilizzate come rinfrescante dell’intestino, della vescica, dell’apparato genitale e nelle malattie polmonari.
– Sono ricche di calcio, per cui contribuiscono ad aumentare la densità minerale ossea e sono indicate per gli anziani o per chi è affetto da osteoporosi.
– Hanno un leggero effetto lassativo, contribuendo al corretto transito intestinale.
– Contengono una sostanza chiamata laetrile, con proprietà antitumorali.
– Hanno un basso indice glicemico. Non solo: in associazione ai carboidrati, le mandorle contribuiscono ad abbassare l’indice glicemico complessivo del pasto, il che fa sì che siano molto indicate anche per chi soffre di diabete.
– Sono antidepressive, perché sono ricche di triptofano, un precursore della serotonina, che stimola i neurotrasmettitori responsabili del buonumore.
– Aiutano ad abbassare il colesterolo cattivo LDL per merito dei fitosteroli che inibiscono l’assorbimento del colesterolo a livello intestinale.
– Contengono grassi mono e polinsaturi, che aiutano a ridurre la placca aterosclerotica nelle arterie, diminuendo così il rischio di malattie cardiovascolari.
– Sono antiossidanti perché ricche di polifenoli e flavonoidi, e ci difendono dai radicali liberi, principali responsabili dell’invecchiamento cellulare.

Come si fa a non amare questo frutto?
(Attenzione a non esagerare con la quantità, perché 100 grammi hanno 600 calorie!)

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