Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

Archivi per il mese di “gennaio, 2013”

MANGIARE “MAGRO” PREVIENE LE MALATTIE

Neal Barnard, fisico americano e autore di libri in cui spiega che il diabete è reversibile con una dieta adeguata, dice che gli alimenti sono la migliore medicina contro il cancro e altre malattie degenerative ed è fortemente contrario alle proteine animali.
 Non mangiare niente che abbia una faccia e dei genitori.
Forse ha trovato l’espressione più convincente per avvicinarci a un’alimentazione almeno più vegetariana, se non addirittura vegana.
Anche con una dieta prevalentemente vegetariana eravamo abituati a includere il pesce, anzi, è sempre stato raccomandato per i suoi grassi salutari Omega 3.
Barnard dice che oltre i grassi Omega 3 il pesce contiene tanti altri grassi che ci fanno aumentare di peso, non contiene fibre nè vitamina C, quindi non ha proprietà curative.
Gli Omega 3 si trovano anche in alimenti vegetali, come i semi di lino e i semi di canapa (che non ha a che fare con la droga).

Anche il latte e i suoi derivati non sono ben visti da Neal Barbard, perchè sono ricchissimi di grassi satuti.

Gli alimenti trattati sono altrettanto da evitare. Quello che mi stupisce è che lui considera anche l’olio, compreso quello d’oliva, un alimento trattato, in quanto privato dalle proprietà nutrizionali che hanno le olive.
Neal Barnard spiega come a parità di calorie un pasto vegetariano riempie lo stomaco e dà un senso di sazietà, mentre i cibi trattati e i grassi non riempiono e quindi la fame tornerà a farsi sentire a breve intervallo di tempo.

Suggerisce di consumare verdure a foglia verde, broccoli, cavoli, cavolini di Bruxelles, olive e frutta, ricchi di vitamine e minerali.
Per condire la verdura lui consiglia l’aceto balsamico o di vino, oppure preparare un condimento con limone, timo e aglio. Anche il peperoncino può dare sapore ai nostri piatti.
Per un maggiore apporto di proteine, dovremmo consumare quinoa, amaranto e miglio, oltre a pane e pasta integrali.
Per calmare il nostro desiderio di dolci, un dessert preparato con fiocchi d’avena, cannella e albicocche disidratate può risultare soddisfacente.

Io credo che almeno periodicamente dovremmo seguire i consigli di Neal Barnard, per depurarci e migliorare la nostra salute.

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MEGLIO PREVENIRE CHE CURARE

Joseph Mercola

Meglio prevenire che curare è il motto del Dott. Joseph Mercola, studioso americano e autore di numerosi libri che riguardano la salute. Infatti il suo obiettivo è di mantenere le persone sane piuttosto che curarle una volta malate. Già all’inizio del 1990 aveva capito che con i farmaci venivano curati i sintomi acuti, ma non veniva debellata la causa delle malattie. Ha ricevuto moltissime critiche perchè aveva accusato le case farmaceutiche di aver orchestrato con cura l’intero processo.
Il Dott. Mercola è un sostenitore della medicina alternativa. Per alcuni anni ha praticato la medicina tradizionale e ha potuto vedere persone in pessime condizioni, intossicate dai farmaci, che hanno avuto un cambiamento significativo nel giro di poco tempo con la medicina alternativa. Per questo cerca di far capire alla gente che è possibile assumere il controllo sulla propria salute, grazie a un approccio di tipo naturale, a una giusta alimentazione, a un adeguato esercizio fisico e all’assunzione di acqua naturale.
Nello show televisivo del Dr. Oz ha parlato di alcuni integratori alimentari di origine naturale che danno all’organismo sostanze non sempre facili da reperire con gli alimenti:

– Olio di cocco. Potrebbe essere fondamentale nella cura e nella prevenzione dell’Alzheimer, una malattia degenerativa sempre più diffusa.
Si è scoperto che il cervello usa fonti alternative di energia, in particolare i corpi chetonici, derivati dei lipidi. A differenza del glucosio, possono essere utilizzati come fonte alternativa di carburante per nutrire il cervello quando i neuroni stanno lentamente morendo. Nella demenza, causata probabilmente dall’Alzheimer, si sono registrati incredibili progressi con l’olio di cocco.
A temperatura inferiore a 23,9° l’olio di cocco si presenta allo stato solido, ma d’estate diventa liquido. La sua somministrazione non presenta nessun rischio e la dose consigliata è di 1-3 cucchiai al giorno.

– UBIQUINOL. E’ la versione ossidata del Coenzima Q10, che dopo i 40 anni è meno assimilabile. Inoltre abbassa il colesterolo e altri enzimi prodotti dal fegato.

– L- ARGININA. E’ un aminoacido, precursore dell’ossido di azoto, un importantissimo vasodilatatore che si adopera quando si hanno problemi di insufficienza vascolare specialmente alle estremità o pressione alta. Si trova in alimenti ad alto contenuto proteico, per esempio nel salmone, nel pollo, nella farina d’avena, nei ceci, nelle noci e nel latte intero, ma non sapendo le dosi giuste da consumare forse una pastiglia è più efficace.

– ASTAXANTHINA. E’ un carotenoide, cugino del Betacarotene, ma molto più potente. Deriva direttamente dalle alghe marine. Il salmone dell’Alasca ha quel colore proprio perchè si nutre di queste alghe. Infatti se ai salmoni di allevamento non somministrassero astaxanthina sarebbero di colore grigio.
Questo acido promette di dare all’organismo benefici simili alla Vitamina D. E’ uno dei più potenti antinfiammatori naturali che si conoscano, e si sa che molte malattie come l’artrite, le malattie cardiovascolari, il cancro, hanno inizio da uno stato infiammatorio. Inoltre previene e cura malattie degli occhi come la cataratta. Un’ altra sua caratteristica è quella di contenere l’antiossidante più potente che si conosca, persino 60-70 volte più della Vitamina D.
La dose consigliata è di 2-8 milligrammi e si deve assumere insieme al cibo grasso, per aumentare la capacità di assorbimento.

Gli integratori devono essere un supporto a un regime alimentare sano, non possono sostituirlo.

LA DIETA DEL GRUPPO SANGUIGNO

La dieta del gruppo sanguigno esercita un certo fascino su di me. Se prescinde dalla mia volontà, se tutto dipende dal sangue con cui sono nata, voglio vedere qual è il mio destino.
Anche Dr. Oz ha parlato di questa dieta nel suo programma televisivo e mi ha ispirata ad approfondire l’argomento.

Questa dieta è stata messa a punto dal Dott. Peter D’Adamo, con la collaborazione di Catherine Whitney e dovrebbe determinare il metabolismo alimentare.
Secondo il Dott. D’Adamo il sistema digestivo e immunitario conservano una predilezione per i cibi consumati dagli antenati di gruppo sanguigno simile al nostro.
In alcuni alimenti sono contenute proteine chiamate lectine, in grado di influenzare in modo diverso i vari gruppi sanguigni, quindi ogni persona può risultarne intollerante. Queste proteine possono attaccare i globuli rossi, formando piccoli grumi che col tempo occludono i vasi sanguigni.
I vari gruppi sanguigni si sono formati durante l’evoluzione della specie e riflettono specifiche attitudini alimentari e comportamentali.

Per chi volesse, ho fatto una tabella riassuntiva, scaricabile gratuitamente a questo link.

Il gruppo Zero é il più antico, nato quando l’uomo era cacciatore e predatore, quindi ha un fisico atletico ed è predisposto per cibi di origine animale, soprattutto carne. A quei tempi non si coltivavano i cereali e non si allevava il bestiame, quindi i leguni, i cereali e i latticini non sono ben tolletati, perchè il suo sistema digestivo non si è ancora adattato. Infatti la predisposizione alla celiachia sembra più comune tra le persone di gruppo zero.  Il grande responsabile dell’aumento di peso è il glutine nei prodotti a base di frumento (pane, pasta, cuscus), contenenti lectine, che inibiscono l’attività dell’insulina e impediscono all’organismo di utilizzare le calorie a scopi energetici.

Il gruppo B è un nomade, capace di adattarsi ai vari cambiamenti nell’alimentazione e alle varie condizioni climatiche. Ha un sistema immunitario e digestivo tendenzialmente efficace. Può consumare i latticini con una certa libertà, a differenza degli altri due gruppi sanguigni, ma deve evitare gli alimenti ricchi di zuccheri.
Reagisce allo stress equilibrando l’attività mentale e fisica. Ama le attività più leggere, come tennis e camminata e
deve seguire una dieta bilanciata tra il regno animale e vegetale.
Non tollera bene il granoturco, le lenticchie, le arachidi e il frumento, che riducono l’attività insulinica e portano all’aumento di peso. La carne rossa sembra alla base delle malattie autoimmunitarie che colpiscono il gruppo B. Dovrebbe orientarsi verso le uova, il coniglio, l’agnello, il tacchino, il pesce di acqua fredda (merluzzo, salmone) perchè attivano il metabolismo e favoriscono la perdita di peso. Dovrebbe inoltre abbinare a questi alimenti verdure a foglia verde per il contenuto di magnesio, che combatte l’affaticamento e contribuiscono a salvaguardare le difese immunitarie.
Vanno molto bene alghe, pesci, frutti di mare, sgombro, aringa (contengono iodio e stimolano la tiroide), fegato (per la vitamina B, che attiva il metabolismo). L’alimentazione ricca di proteine animali inacidisce il sangue, quindi deve consumare alimenti alcalini come verza, spinaci e broccoli.
Tollera abbastanza bene la farina di riso, farro, grano saraceno, segale.
Può consumare formaggio di capra e mozzarella, ma dovrebbe evitare gli altri latticini, compreso lo yogurt.
Come frutta dovrebbe preferire le prugne e i fichi, che contrastano l’acidità nel tratto digestivo e con moderazione il melone (contiene funghi microscopici).
Sono sconsigliati i granchi, i frutti di mare, l’aragosta, cozze, gamberi, lumache, polpi, rane, vongole, ceci, pane di soia, pomodori e olive (contengono funghi microscopici), l’avocado, i cachi, i fichi d’India e la noce di cocco.
Il gruppo B ha la tiroide un po’ pigra, che non produce la quantità di ormoni necessari per far funzionare al meglio i processi metabolici e quindi deve evitare cavolfiori, cavolo bianco e rosso, cavolini di Bruxelles e la senape, che inibiscono la funzionalità tiroidea.
Da evitare il maiale e i salumi in generale, caviale, salmone affumicato.  Inoltre dovrebbe evitare le patate e le melanzane, l’olio di mais, le arachidi e i pistacchi, perchè le loro lectine tendono a depositarsi a livello articolare.
Moderare il consumo di arance, mandarini, fragole e cocco, che inacidiscono ulteriormente il sangue. Il pepe nero e bianco irritano la parete gastrica, ma può consumare pepe di Cayenna, curry e prezzemolo.
Generalmente è predisposto alle attività fisiche pesanti.

Il gruppo A è nato quando l’uomo è diventato agricoltore, quindi per lui l’alimentazione più indicata è a base di alimenti vegetali e cereali.
Ha un apparato digerente più sensibile e un sistema immunitario debole, ma si adatta bene alle condizioni ambientali e  dietetiche stabili.
Ha una certa predisposizione a disturbi dell’apparato cardiovascolare e all’iperglicemia, a causa di una minore attività dell’insulina e ha un processo digestivo più lento, dovuto a una inadeguata acidità della cavità gastrica, che non permette una totale demolizione delle proteine animali.
La carne rossa affatica i reni con conseguente ritenzione idrica. Dovrebbe limitare anche il consumo di latticini, ricchi di grassi saturi.
Tollera il frumento, ma se ingerito in eccesso provoca un’acidità a livello muscolare, determinando affaticamento.
Da evitare l’agnello, il coniglio, il maiale, il vitello, l’anguilla, l’aragosta, i calamari, le cozze, i gamberi, le ostriche, le vongole, il polpo e i salumi.
Può consumare piccole quantità di formaggi fermentati, mozzarella e ricotta, ma dovrebbe evitare parmigiano, gorgonzola, formaggi freschi. I latticini possono aggravare la predisposizione a bronchite e asma.
Dovrebbe limitare i grassi, ma 1 cucchiaio di olio d’oliva può migliorare la funzionalità del processo digestivo.
Può consumare legumi, ma i fagioli di Spagna, quelli rossi e i ceci favoriscono l’iperglicemia.
Si adatta bene ai cereali, ma deve preferire quelli non raffinati, specialmente l’avena, segale, riso, grano saraceno. Il glutine porta a un eccesso di acido nei muscoli e al conseguente affaticamento. Per contrastarlo dovrebbe assumere frutta (alcalinizzante).
Gli ortaggi come broccoli, cavolo verde, carote, zucca, spinaci, carciofi, barbabietole, cavolfiore, cetrioli, indivia, finocchi, lattuga, olive verdi, zucchini, sedano, rucola, aglio e cipolle sono di vitale importanza, per la fonte di minerali e vitamine antiossidanti. Da evitare i peperoni, le patate, i pomodori, i funghi coltivati e le melanzane.
Va molto bene la frutta, specialmente frutti di bosco, ananas, albicocche, fichi, pompelmo, limone, kiwi, ciliegie, mirtilli, lamponi, melograno, mele, pere, pesche,  semi di zucca, girasole, mandorle, noci, ma non banane, mango, papaya e  arance perchè tendono a inacidire il sangue. Il vino rosso, il caffè e il tè verde aiutano la secrezione dei succhi gastrici, un po’ carenti nel gruppo A.
Gli alimenti che non tollera causano aumento di peso, mentre il pesce, il pollo, il tacchino, gli oli vegetali, la soia, gli ortaggi, l’ananas vengono metabolizzati rapidamente e aiutano a dimagrire.
Ama svolgere un’attività fisica più rilassante, non troppo impegnativa.

Il gruppo AB è il più recente ed è a metà tra A e B. Può consumare un po’ di tutto con moderazione e senza esagerare con i latticini.
Ha una scarsa acidità nell’ambiente gastrico e quindi ha difficoltà a digerire la carne, i fagioli di Spagna, il granoturco, il grano saraceno, il sesamo, che limitano l’efficienza dell’attività insulinica.
Dovrebbe preferire l’agnello, il coniglio, il tacchino, il pesce, il latte, i formaggi magri, lo yogurt, gli ortaggi a foglia verde, il pomodoro, i peperoni, le olive nere, l’ananas, le prugne, i frutti di bosco, che lo aiutano anche a dimagrire.
Da evitare acciughe, anguilla, gamberi, ostriche, polpo, spigola, vongole, salmone affumicato, ceci, fave, fagioli con l’occhio. Limitare la frutta secca. Le arance sono da evitare perchè irritano lo stomaco e possono interferire con l’assorbimento dei minerali indispensabili per una buona salute. Il pompelmo, il limone, le albicocche, i fichi e il  melone vanno bene perchè sono alcalinizzanti. Le banane non sono indicate.
Tende a un eccesso di muco, responsabile di alcuni disturbi respiratori, sinusite e otite, per cui dovrebbe limitare i prodotti a base di frumento, i prodotti caseari e le uova, che incidono anche sull’ipercolesterolemia. Gli ortaggi sono essenziali in quanto riducono il rischio di malattie cardiovascolari. Dovrebbe iniziare la giornata con un bicchiere di acqua e mezzo limone spremuto per eliminare il muco. Vanno bene succo di carote, ciliegie, mirtilli, uva, papaya.
Dovrebbe consumare l’olio d’oliva e di mais e per friggere l’olio di arachidi.
Limitare il sodio e l’aceto, evitare il pepe, l’aglio, il curry, il prezzemolo, i cibi in salamoia e il ketchup.
Possono essere utili infusi di alfa-alfa, bardana, biancospino, camomilla, rosa canina.
Il vino e il caffè tendono a portare acidità di stomaco, ma il tè verde va benissimo.

Per scaricare gratuitamente la tabella riassuntiva della dieta del gruppo sanguigno potete clickare qui.

OLIO DI OLIVELLO SPINOSO PER CURARE LE GENGIVE

olivello spinoso
Oggi nel suo show televisivo Dr. Oz ha suggerito di massaggiare le gengive con olio di olivello spinoso (Hippophae oleum) per rafforzarle e per proteggerle dalle infezioni.
Io vorrei aggiungere delle altre proprietà meravigliose di questo olio, chiamato anche il ginseng romeno, perchè si produce su grande scala in Romania e ha proprietà simili al ginseng.
L’olivello spinoso è ricco di vitamine A ed E, con azione rigenerante sulle cellule e dona salute alla pelle, proteggendola dai raggi ultravioletti.
Anche le vitamine del gruppo B sono presenti, con effetto antidepressivo ed è un tonico in generale e un antianemico.
Protegge il sistema immunitario, è disintossicante, stimola la sintesi delle proteine  nel fegato ed è protettivo contro la cirrosi epatica.
Un’altra sua caratteristica molto importante è quella di stimolare la rigenerazione del midollo.
L’olivello spinoso protegge le mucose dell’apparato digerente, in particolare protegge lo stomaco dalle ulcere causate da alcuni medicinali antinfiammatori.
Le sue proprietà benefiche non finiscono qui: l’olivello spinoso abbassa il colesterolo cattivo LDL e i trigliceridi ed è protettivo contro le malattie cardiovascolari.
Inoltre,  ricco di antiossidanti, è in grado di catturare i radicali liberi e di rallentare il processo dell’invecchiamento.
Per l’alto contenuto di betacarotene ha un’azione di prevenzione contro malattie tumorali.
L’olio serve anche per curare le scottature e altri problemi cutanei, avendo anche un’azione disinfettante.

Nei negozi specializzati si trova anche il succo di olivello spinoso, dal sapore dolce, che può essere una valida alternativa all’olio.

Il RAPPORTO DI WORDPRESS PER IL 2012

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

Nel 2012 questo blog ha avuto 13.000 visite.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

FOCACCE AI BROCCOLETTI E ALLE CIPOLLE

Ammetto, sono una mamma che dimostra il suo amore anche attraverso il cibo.
Man mano che si avvicina la partenza di mio figlio il mio desiderio di preparargli i suoi cibi preferiti diventa frenetico.
Oggi gli ho preparato le focacce della nonna, e anche se non mi vengono proprio come le sue, direi che si avvicinano abbastanza.

Ecco la preparazione:
Ho messo in una ciotola 1Kg di farina di grano duro, 1 cubetto di lievito di birra, mezzo bicchiere di olio extra vergine d’oliva, un cucchiaino di zuccero, un po’ di sale e acqua tiepida quanta serviva per ottenere un impasto morbido.
Ho spruzzato della farina su un piano di lavoro e ho impastato a lungo il composto, ripiegandolo su se stesso. L’olio fa sì che l’impasto non si attacchi e si può lavorare a lungo, finchè diventa liscio ed elastico.
Ho coperto l’impasto con una copertina di lana e l’ho lasciato lievitare per almeno 1 ora e mezzo.

Ho preparato un ripieno con broccoletti sbollentati, olio e.v. d’oliva, parmigiano grattugiato e poco sale.

Ho tagliato la pasta lievitata in due, poi ogni pezzo in due, finchè ho ottenuto 16 pezzi.
Ho fatto una pallina con ciascun pezzo, poi l’ho stirato con il mattarello finchè ho ottenuto un disco.
Ho messo un po’ di ripieno su una metà del disco, ho aggiunto qualche oliva e dei pezzetti di mozzarella, ho piegato sopra l’altra metà e ho chiuso il bordo.
Ho unto d’olio una teglia, ho adagiato le focacce e le ho punte con la forchetta.
Ho fatto cuocere in forno riscaldato a 200° per 20 minuti circa, finchè le focacce hanno assunto un colore dorato.
Ho coperto le focacce con un panno e una copertina di lana e le ho lasciate riposare almeno mezz’ora.

Per le focacce alle cipolle ho preparato un ripieno cosi:
Ho affettato una grossa cipolla e l’ho messa a cuocere con un po’ d’acqua e un po’ di olio. Ho aggiunto salsa di pomodoro e ho fatto cuocere finchè si è assorbito il liquido, poi ho spento e ho aggiunto abbondante prezzemolo. Ho lasciato raffreddare, poi ho aggiunto 4 cucchiai di formaggio grattugiato.
Ho steso qualche cucchiaio di ripieno sul disco di pasta, che deve essere più sottile di quelli per le focacce ai broccoli e un po’ più grande.
Ho piegato a portafoglio un terzo, poi l’altro terzo sopra e ho chiuso i lati.
Ho infornato come le focacce ai broccoli e le ho lasciate riposare coperte.

Coprirle e farle riposare le rende più morbide, a me sembrano molto buone anche nei giorni successivi.
Bisogna fare attenzione al lievito, fate in modo che non venga in contatto diretto con il sale per non compromettere la lievitazione.

Per vedere le fasi di preparazione delle focacce potete aggiungermi su Facebook, a questo link.

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