Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

Archivi per il mese di “settembre, 2012”

COME CALCOLARE L’INDICE DI MASSA CORPOREA

Come molti di voi già sapranno, esiste un indicatore di peso forma, chiamato Indice di Massa Corporea (IMC  o IBM all’inglese).
Si calcola dividendo il peso corporeo in chilogrammi per il quadrato dell’altezza in metri.
Per esempio una persona alta 1,70 che pesa 65 kg ha un IMC di 22,49

65 : (1,70×1,70) =  22,49

Questo significa che è in buona forma fisica.
Infatti un IMC al di sotto di 18,5 indica un sottopeso. Essere sottopeso può portare a danni per l’organismo e pregiudica la fertilità.
Un IMC fino a 25 rientra nella norma, poi si passa al sovrappeso e superato il 30 si parla già di obesità.
Essere in sovrappeso oppure obesi porta a malattie, come quelle di tipo cardiovascolare.

Già alla nascita abbiamo un patrimonio di cellule adipose, chiamate adipociti, che triplicano di numero nel primo anno di vita. Continuano a crescere moderatamente nella preadolescenza, poi il loro numero si stabilizza.
Possono aumentare molto durante l’infanzia o nella preadolescenza soltanto nel caso in cui il bambino si nutre in eccesso o male (merendine, patatine ecc.) e non fa abbastanza attività fisica. In questo caso ha tutte le probabilità di diventare un adulto in sovrappeso.

Le cellule adipose sono importanti in quanto sono dei serbatoi di grasso e quindi una riserva energetica, ma anche per la protezione dell’organismo contro il freddo e contro i traumi esterni, per esempio il tessuto adiposo che avvolge i reni, contribuendo a mantenerli nella corretta sede anatomica.

Il grasso agisce da vero e proprio organo, con un’attività endocrina e immunitaria in grado di influenzare l’attività metabolica dell’intero organismo. In  più il nostro corpo usa lo stratagemma di fabricare grasso per intrappolare le sostanze tossiche presenti all’interno.

Con un’alimentazione scorretta e con la mancanza di attività fisica gli adipociti si riempiono di grasso. A seconda della pienezza degli adipociti, la persona diventa in sovrappeso e poi, se non prende provvedimenti, obesa.
L’adipocita si riempie di grasso fino al limite massimo, che coincide con un IMC intorno a 30. A questo punto si divide, quindi il numero di cellule di grasso della persona aumenta. Questo è un processo irreversibile, nel senso che anche dimagrendo il numero di adipociti non diminuisce più. Avendo un numero di adipociti maggiore pronti a riempirsi di grasso, la persona obesa farà sempre più fatica a dimagrire. In più, anche da vuote le cellule adipose hanno un peso.
Ovviamente con una corretta alimentazione e con un’adeguata attività fisica le cellule si svuotano e la silhouette migliora, ma richiede un impegno maggiore.

Ecco perchè è importantissimo stare attenti al numero 29 dell’IMC, momento in cui si è a un passo dall’obesità e gli adipociti sono prossimi allo sdoppiamento!

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LA DIETA ALCALINA

Ultimamente ho letto il libro “Il Miracolo Del PH Alcalino”, di Robert O.
Young, nel quale si parla dell’acidità del sangue.
Secondo Young l’universo agisce mantenendo in equilibrio gli opposti e questo accade anche nell’universo del nostro corpo, per quanto riguarda l’acidità e l’alcalinità  dei fluidi e dei tessuti, quantificati con il PH da 1 a 14.
Il PH significa “potenziale idrogeno” e 7 equivale a neutro. I valori al di sotto di 7 sono acidi e quelli al di sopra sono alcalini o basici.
Il PH indica la concentrazione degli ioni di idrogeno, molecole caricate positivamente. Per una buona salute il PH ideale é di 7,365.
Se il PH del sangue scende troppo,  i livelli dell’ossigeno diminuiscono e il metabolismo cellulare rallenta, con la conseguenza che le cellule cominciano a morire. Per impedire tutto questo il nostro organismo corre ai ripari estraendo minerali alcalini dai nostri tessuti, come sodio, potassio, ferro, calcio e magnesio, oltre a vitamine, specialmente quelle del gruppo B.
Quando l’acido é eccessivo, l’organismo oltre a creare uno stress a fegato e reni, tende a immagazzinarlo nei tessuti connettivi.
Questo squilibrio del PH di sangue e tessuti porta a irritazione e infiammazione e prepara il terreno per malattie di vario genere.
Mi ha impressionata e preoccupata la teoria di Young, secondo la quale in un ambiente acido proliferano batteri, funghi e muffe, a partire dalla Candida. Questi microrganismi vivono grazie all’energia o elettroni del nostro organismo e usano le nostre proteine e i nostri grassi, persino la nostra materia genetica, per il loro sviluppo.
I disturbi sono i più disparati: dolore, stanchezza, insufficienza surrenale o tiroidea, depressione, asma, pelle secca, funghi alle unghie, dolori articolari, eruzioni cutanee, squilibri ormonali, cefalea, insonnia e tanti altri.
Secondo le teorie di Pasteur le malattie vengono in seguito a virus e batteri che provengono dall’ambiente esterno, ma Young é del parere che a causa di un’eccessiva acidità il malessere parte proprio dall’interno del nostro organismo. Naturalmente i batteri e i virus penetrano nel nostro organismo dall’esterno, ma attecchiscono solo in un ambiente acido. Per questo motivo alcune persone si ammalano più frequentemente di altre.
Tutto quello che dobbiamo fare è creare un ambiente alcalino nel nostro corpo attraverso l’alimentazione e l’attività fisica.

La dieta secondo Il Miracolo Del PH Alcalino prevede:
Verdura di ogni tipo, legumi e frutta alcalina come anguria, banane acerbe, pompelmo, ciliegia acidula, limone o lime.
Olio d’oliva, di lino, di borragine, di avocado oppure grassi come quelli della frutta secca.
– Abbondante acqua depurata e alcalina.
Sale integrale.
– Una moderata attività fisica.

L’imputato numero 1 dell’acidità é lo zucchero, che genera una micotossina chiamata acetaldeide, che inibisce l’assorbimento di proteine e minerali alcalini ed é responsabile tra le altre cose della stanchezza eccessiva e della difficoltà di concentrazione. Oltre a ridurre l’energia delle cellule, l’acetaldeide distrugge diretamente i neurotrasmettitori, responsabili della trasmissione degli impulsi nervosi. Un’altra sua caratteristica é che si lega alle pareti dei globuli rossi rendendoli meno flessibili e perciò meno capaci di penetrare nei capillari e poi nel sistema circolatorio, il che porta alla denutrizione e alla privazione di ossigeno dei tessuti. Inoltre il fegato converte l’acetaldeide in alcol, per cui un eccesso di zucchero può produrre gli stessi effetti di una sbornia, lasciandoci disorientati e confusi.
Non si tratta solo di zucchero da tavola, si deve contare anche il fruttosio della frutta molto dolce oppure farina bianca e i suoi derivati e tutti i cereali raffinati.

Secondo Robert Young si dovrebbero eliminare o ridurre drasticamente le proteine animali, responsabili di grandi quantità di acidi metabolici. Ahimè, non si riferisce solo alla carne, pollame e pesce, ma anche a uova, latte e latticini. Comunque dice di avere un’alimentazione con almeno 80% di cibi alcalini e non più di 20% di cibi acidificanti.

Vanno bene quasi tutti gli ortaggi. Le verdure andrebbero consumate prevalentemente crude e specialmente sotto forma di centrifugati. Forniscono vitamine e minerali, fibre,  fitonutrienti e sali alcalini. Va molto bene l’avocado, ricco tra l’altro di oli salutari. Si dovrebbero prediligere quelle di colore verde scuro, ricche di clorofilla. Young la chiama Il sangue delle piante poiché la sua struttura molecolare e la composizione chimica sono simili a quello umano, infatti sembra che durante la Prima Guerra Mondiale si utilizzasse la clorofilla nelle trasfusioni quando si rimaneva a corto di plasma sanguigno sui campi di battaglia.
Nel corpo umano la clorofilla aiuta le cellule del sangue a distribuire l’ossigeno in tutto il corpo, é anticancerogena e aiuta a eliminare i calcoli di calcio.

La frutta contiene zucchero (fruttosio) e  andrebbe limitata, con mio grande dispiacere.  Sono alcalini o abbastanza neutri l’anguria, le banane acerbe, le ciliege acidule, il pompelmo, il limone e il lime.

I grassi sono indispensabili per il nostro organismo, ma dobbiamo evitare quelli saturi e quelli idrogenati, acidificanti. Gli oli salutari che ho ricordato prima sono alcalini e neutralizzano gli acidi derivati dalla dieta e dall’attività metabolica. Essi vengono utilizzati per l’energia cellulare al posto degli zuccheri.

Dovremmo bere molta acqua alcalina. Robert Young parla addirittura di 4 litri al giorno, ma a me sembra un’esagerazione. Esistono macchinette che rendono l’acqua alcalina con un PH del 9,5, ricca di elettroni. L’acqua neutralizza gli acidi del nostro organismo e li rimuove. Se non beviamo abbastanza ingrassiamo perché il nostro organismo produce grasso nel quale intrappolare gli acidi tossici.
Un’altra possibilità per avere acqua alcalina è aggiungere all’acqua del bicarbonato di sodio. Io ho provato con mezzo cucchiaino in un litro di acqua: non era cattiva, neanche salata, ma sembrava un po’ strana. Ho aggiunto mezzo limone spremuto e mi è parsa più gradevole. In farmacia dovrebbe esserci un concentrato alcalino in gocce da aggiungere all’acqua pura.

L’attività fisica è indispensabile anche perchè accelera l’attività del sistema linfatico e fa sudare, eliminando gli acidi e le scorie attraverso quello che Young chiama Il terzo rene, cioé la pelle.
Per me l’attività fisica è una necessità ormai, mi fa stare bene.

L’ultimo elemento della dieta di Robert Young è il sale, che alcalinizza. Il sodio e il cloruro sono usati anche per formare il magnesio, il potassio e il calcio. Sono sali minerali che rappresentano la forma principale di elettroliti nel corpo umano, cioé sostanze  che conducono elettricità e mantengono l’idratazione e la funzionalità di muscoli e nervi.
Tenendo presente che abbiamo bisogno di una piccola quantità, dobbiamo scegliere il sale integrale, ricco di minerali. Young raccomanda sali del Great Salt Lake, del Mar Morto, del Mar Celtico o del Himalaya.

Sapendo qualcosa in più sui cibi siamo più consapevoli di quello che mangiamo e mi sembra una buona cosa. Piano piano le buone abitudini entreranno a far parte del nostro stile di vita e ci porteranno solo benefici, no?

L’OLIO DI CARTAMO BRUCIA I GRASSI ADDOMINALI

L’olio di Cartamo si ottiene dalla pianta Carthamus Tinctorius, chiamata anche Zafferanone per il suo colore simile allo zafferano.
E’ ricco di acidi grassi Omega 6 e Omega 3, di vitamina C, di vitamina K e soprattutto di  vitamina E, un potente antiossidante che combatte i radicali liberi e mantiene l’integrità delle membrane cellulari.
Secondo uno studio effettuato da un gruppo di scienziati della Ohio State University, guidati da Martha Belury e pubblicato su Clinical Nutrition, 1-2 cucchiai di olio di cartamo al giorno aiutano a prevenire malattie cardiovascolari e degenerative.
Quello che mi ha incuriosito di più sull’olio di cartamo è la sua proprietà di  distruggere ed eliminare dal nostro organismo le cellule grasse, specialmente nella zona addominale.
Inoltre regola il livello di zuccheri nel sangue, abbassa il livello di colesterolo LDL, riduce il livello di cortisolo, conosciuto come l’ormone dello stress, e ha effetti benefici per problemi di asma e tosse, previene l’osteoporosi e rafforza l’attività fisica e mentale.
In India e Africa si usano gli infusi di semi di cartamo per ridare forza e salute agli anziani.
L’olio di cartamo si usa anche esternamente, per esempio qualche goccia sul cuoio capelluto ridona luccentezza ed elasticità ai capelli oppure massaggiato delicatamente sul viso previene le rughe e combatte gli arrossamenti della pelle.

Per la diminuzione del grasso addominale sembra che i risultati siano visibili dopo una cura di almeno tre mesi.

Si trova nei negozi specializzati oppure su internet, a circa 10 euro al litro.

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