Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

Archivi per il mese di “luglio, 2012”

PER QUALCHE CALORIA IN PIU’

Pierre Dukan, nel suo libro La Dieta Dukan, suggerisce qualche trucco per bruciare calorie extra durante la giornata.

Con l’obiettivo di aumentare il dispendio energetico dell’organismo per il mantenimento della temperatura corporea, suggerisce di coprirsi poco durante la stagione fredda e di
tenere i termosifoni a una temperatura più bassa, per esempio a 22°C. Questo obbliga il corpo a bruciare 100 calorie al giorno in più, equivalente a 20 min di camminata.
Un altro piccolo accorgimento é mangiare cibi freddi. Una bistecca fumante è più calorica della stessa bistecca fredda perché nel momento in cui viene assorbita l’organismo cessa di bruciare le proprie calorie, per servirsi del calore fisico contenuto in questo alimento. Al contrario, quando si consuma un alimento freddo, l’organismo non può utilizzarlo e lasciarlo passare nel sangue senza averlo prima portato alla temperatura interna del corpo. Questa operazione comporta non solo un maggiore consumo di calorie, ma contribuisce a rallentare la digestione e l’assimilazione e di conseguenza il ritorno troppo rapido della sensazione di fame.
Questo vale anche per il bere: chi consuma ogni giorno 2 litri di acqua dal frigorifero a temperatura di 4°C li eliminerà con l’urina a 37°C. Per innalzare la temperatura dell’acqua di 33°C, l’organismo dovrà bruciare circa 60 calorie.
Sapendo che per bruciare 1 kg di grasso ci vogliono circa 8000 calorie, questo significa bruciare poco più di 2,5Kg all’anno:
60 calorie x 365 giorni = 21.900 calorie: 8.000= 2,73 Kg

La teoria del nutrizionista francese é che una tazza di tè caldo, addolcito con edulcorante sintetico, non apporta alcuna caloria alimentare, ma fornisce una dose di calore intrinseco che si trasforma in calorie latenti, alle quali non pensiamo mai. Per questo suggerisce di preparare ghiaccioli aromatizzati e addolciti con edulcoranti. 5-6 ghiaccioli al giorno fanno consumare 60 calorie.

Un altro bruciacalorie é il bagno freddo:  stare per 2 minutia nell’acqua a 25°, come l’acqua di mare, costringe l’organismo a spendere 100 calorie semplicemente per opporsi  al raffreddamento corporeo  ed equivale a una  camminata di 20 minuti.
A questo scopo suggerisce docce rinfrescanti, indirizzando il getto verso le zone più irrorate di sangue come ascelle, inguine,  collo e petto, dove il sangue circola in grosse arterie superficiali che facilitano la dispersione del calore.

Inoltre il freddo dinamizza, stimola lo sforzo muscolare e intellettuale, potenzia il funzionamento della tiroide e tonifica!

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PER UN PUGNO DI CALORIE

Ecco alcuni piccoli accorgimenti per aiutarvi a bruciare, o risparmiare un po’ di calorie:

– Non servitevi mai due volte della stessa portata e fate in modo che a uno sgarro non ne segua immediatamente un altro.

– Non mangiate davanti alla tv o leggendo perché si dimezza l’intensità delle sensazioni che raggiungono il cervello. Quando mangiate pensate a ciò che mangiate, concentratevi su quello che avete in bocca e su ogni minima sensazione che questo cibo vi procura.
Numerosi studi hanno accertato il ruolo fondamentale delle sensazioni orali nell’elaborazione del senso di sazietà. Tutte le sensazioni gustative e i movimenti dovuti alla masticazione e al deglutire sono percepiti e analizzati dall’ipotalamo, il centro cerebrale responsabile della fame e della sazietà. L’accumulo di queste sensazioni innalza il livello sensoriale che porta all’appagamento e alla sazietà.

– Le calorie ingerite la mattina vengono bruciate più facilmente di  quelle ingerite a mezzogiorno e soprattutto alla sera.

– Consumate cereali integrali e legumi: sono assorbiti in modo progressivo, alzano modestamente il livello glicemico ed evitano i cali di insulina, con le conseguenze negative per la salute e per l’aumento di peso.

-I glucidi a rapido assorbimento (zucchero, farine bianche ecc.) stimolano la secrezione di insulina, responsabile della produzione e dell’accumulo di grassi.

– Mangiate prima che arrivi la fame, che porterà a sentirsi attratti da alimenti gratificanti, ma di scarso valore nutritivo, come cibi dolci e grassi.

– Quando si avvicina un attacco di fame una gomma da masticare può aiutare: una bocca occupata a masticare una gomma non può masticare altro!

– Alcune spezie dal sapore intenso, come chiodi di garofano, zenzero, anice stellato e cardamomo permettono di accumulare sensazioni forti e penetranti che hanno la capacità di aumentare l’attività dell’ipotalamo, centro cerebrale in grado di  attivare la sensazione di sazietà. Abituatevi a usarle,  soprattutto all’inizio del pasto.

– Alzatevi ogni volta che vi è possibile, con il peso distribuito su entrambi i piedi. La posizione eretta comporta la contrazione dei muscoli più grandi del corpo come glutei e quadricipiti, facendoli lavorare.

– Bevete spesso, a piccoli sorsi.

– Rinunciate all’ascensore, parcheggiate più lontano dal posto di lavoro, andate a piedi per fare le commissioni. Camminare almeno 30 minuti fa bruciare calorie e inibisce il senso della fame.

PIU’ SANI E PIU’ BELLI CON POCO SALE

Nell’antichità il sale aveva una grande importanza soprattutto per le sue proprietà conservatrici.
Col passare del tempo e con l’arrivo del frigorifero e freezer la quantità di sale usata si è ridotta.
Tuttavia nei cibi preconfezionati si usa in quantità molto elevate, per conservarli meglio e per migliorarne il sapore.
I piatti salati stimolano la salivazione e l’acidità gastrica e fanno aumentare l’appetito.
Infatti la maggior parte dei ristoranti gioca su questo trucco per aumentare le consumazioni e la vendita di bevande (perchè il sale richiede molti liquidi).
Al contrario, poco sale calma l’appetito perchè limita le secrezioni gastriche.

Il sale estratto viene normalmente lavato e ciò che rimane è il cloruro di sodio, il comune sale da cucina, ed e’ necessario al nostro organismo perchè mantiene una buona idratazione delle cellule e ha un ruolo importante nella trasmissione degli impulsi nervosi e nella contrazione dei muscoli.
Insieme con il potassio mantiene un equilibrio tra la concentrazione di acqua all’interno della cellula e l’ambiente extracellulare.

La quantità di cui abbiamo bisogno quotidianamente però è molto ridotta: circa 6 grammi.
Il sodio in eccesso  è tossico per le cellule e il corpo cerca di eliminarlo isolandolo: il cloruro di sodio viene circondato da molecole d’acqua e diviso in sodio e cloro. Per questo le cellule sacrificano l’acqua, che è la loro forza vitale, quindi si indeboliscono e si infiammano. Una delle conseguenze è la comparsa di edemi e cellulite.
Il cloruro di sodio presente in quantità eccessive si ricristallizza con l’aiuto di proteine animali resistenti alla demolizione, come l’acido urico, e si deposita specialmente nelle articolazioni, portando a malattie come gotta, artrosi, artriti, calcoli renali e biliari.
Il sale in eccesso porta a ipertensione arteriosa, malattie cardiache e dei vasi sanguigni ed è il nemico numero 1 dei reni, costretti a un superlavoro per eliminarlo.
Inoltre porta a una perdita di calcio attraverso l’urina, causando danni alle ossa, come l’osteoporosi.

Normalmente i cibi contengono già sodio, e cosi’ le acque minerali, quindi dobbiamo evitare di aggiungere il sale a tavola. Scopriremo il vero sapore dei cibi e col tempo non sentiremo più la necessità di aggiungere dell’altro.
E’ comunque consigliato il sale iodato oppure quello integrale, perchè contiene altri minerali oltre il sodio, come iodio, rame, zinco e bromo e ha una resa maggiore.

Per chi ha la pressione bassa, una dieta povera di sodio, associata a un elevato consumo di acqua, può aumentare la filtrazione del sangue, ridurre il volume e abbassare ulteriormente la pressione arteriosa, con conseguente sensazione di affaticamento e di vertigine quando si alza troppo in fretta.
In questo caso è bene bere non più di 1,5l di acqua e salare un po’ di più i cibi.

Il sale fa trattenere i liquidi nei tessuti. Il nutrizionista francese Pierre Dukan dice che 9 gr di sale bastano per far sì che si depositi 1 litro di acqua nei tessuti per 1-2 giorni, che equivale a 1 kg sulla bilancia.

Aggiungere delle erbe aromatiche alle pietanze può aiutare a ridurre la quantità di sale, dando gusto ai piatti senza danni.
Dobbiamo inoltre fare attenzione ai cibi in scatola, ricchi di conservanti, alle salse tipo ketchup, senape, salsa di soia e agli snack salati (patatine, noccioline ecc.)

Sono piccoli accorgimenti che significano tanto per il nostro aspetto e la nostra salute!

PERCHE’ E’ DIFFICILE DIMAGRIRE

La nostra struttura biologica è nata in un’epoca in cui l’accesso agli alimenti era occasionale e rappresentava un prezioso strumento di sopravvivenza.
Il grasso è il mezzo più semplice inventato dalla natura per immagazzinare energia nella forma più concentrata che si conosca: 1 g di grassi sviluppa 9 calorie.
Un organismo, la cui programmazione biologica si è evoluta poco dalle origini a oggi, attribuisce sempre la stessa importanza ai grassi, che considera rassicuranti e preziosi, e reagisce ancora con una certa preoccupazione alla loro diminuzione.

Un organismo che dimagrisce corre il rischio di trovarsi completamente sprovvisto davanti al minimo incidente di percorso alimentare, ecco perché se si sentirà biologicamente minacciato, e reagirà.
Tutte le sue reazioni saranno finalizzate a un solo obiettivo: riconquistare il più rapidamente possibile i grassi persi.

Il primo mezzo è  quello di attivare e intensificare la sensazione di fame, responsabile del desiderio nei confronti del cibo.
Il secondo è quello di ridurre il dispendio energetico: appare la sensazione di affaticamento, che ha lo scopo di evitarci sforzi inutili e il bisogno di riposo e sonno, fonti di recupero energetico. I capelli e le unghie crescono più lentamente (per adattarsi alla diminuzione calorica, l’organismo entra in una specie di letargo).
Terzo mezzo, il più efficace, consiste nell’assimilare appieno le calorie alimentari e trarne il massimo profitto.
Aumento dell’appetito, riduzione di ogni dispendio e assimilazione massima delle calorie operano in modo sinergico per trasformare la persona dimagrita in un’autentica spugna per le calorie.

Per calcolare il giusto peso bisogna tener conto del fattore ereditario e dell’età (la possibilità di raggiungere un determinato peso è diversa a 20 anni e a 50).
Sembra che al peso più basso dopo i 20 anni a ogni decade si debba aggiungere 800 grammi per la donna e di 1200 grammi per l’uomo. Esiste poi una memoria biologica del corpo, che non può essere cancellata, che registra il peso massimo raggiunto, per esempio in gravidanza, e il corpo tenderà a raggiungerlo.

Non si deve mirare a un peso inadeguato alla propria natura. Ciò di cui si ha bisogno è vivere con un peso in cui ci si sente a proprio agio, e mantenerlo rappresenta già un grande impegno.
Più si tenta di diminuire il peso di un organismo, più questo sarà reattivo e punterà verso l’alto. E’ necessario scegliere con cura un peso stabilizzabile sufficientemente elevato perché lo si possa raggiungere senza perdersi per strada, ma abbastanza basso da essere gratificati e dare un senso di benessere tale da sentirsi motivati a mantenerlo.
Il semplice trascorrere del tempo senza trasgressioni eccessive permetterà all’organismo reattivo  e sempre in allerta di abbassare la guardia.

Un pasto abbondante che prima della dieta avrebbe avuto un effetto insignificante, dopo la dieta avrà effetti molto più pesanti.
E’ proprio alla fine di una dieta che bisogna essere prudenti e non cedere alle vecchie abitudini!

BENESSERE DAL MARE

Sembra che esista un’importante analogia tra la composizione chimica dell’acqua di mare e il plasma sanguigno, che fa pensare a un legame ancestrale tra l’uomo e il mare.

L’acqua di mare contiene quasi tutti gli elementi esistenti in natura.
Il componente principale è il sale, che ha un’azione levigante e purificatrice sulla pelle, e contiene notevoli quantità di iodio, potassio, manganese, zinco e cromo, fondamentali nel funzionamento delle nostre cellule.
Oltre ai composti salini, l’acqua di mare contiene gas disciolti come ossigeno, anidride carbonica, e azoto. Ecco perchè ha un’azione rivitalizzante, drenante, detergente e antibatterica, e fa molto bene per problemi di edemi e cellulite.

Immergendosi nell’acqua avviene uno scambio osmotico tra l’ambiente marino e corpo umano: i preziosi elementi marini filtrati attraverso la pelle raggiungono il derma e vengono assorbiti dai vasi sanguigni.
Inoltre, visto che l’acqua di mare è alcalina (il suo PH oscilla tra 7,5 e 8,4) aiuta a normalizzare l’acidità del PH della nostra pelle.

Camminare sul bagnasciuga è distensivo, toglie lo stress  e aiuta la circolazione, l’aria è pregna di fini particelle di acqua che contiene sali e ioni, che il moto ondoso e poi il vento spingono sulla costa: un vero aerosol terapeutico per malattie respiratorie.
In molti centri benessere l’acqua di mare viene riscaldata intorno a 30°  e si aggiungono delle alghe. Alla fine si fanno impacchi di fanghi. I bagni caldi aprono i pori ostruiti permettendo alle sostanze contenute nelle alghe e poi nei fanghi di esercitare le loro benefiche proprietà.

Le alghe hanno un effetto idratante e rimineralizzante sulla pelle e si usano contro la cellulite oppure per maschere faciali antiage.

I fanghi sono una concentrazione di ressidui della flora e della fauna marina e si usano applicati localmente su articolazioni o muscoli in caso di artrosi o artriti oppure per malattie della pelle.
Fare il bagno nel mare aiuta a dimagrire perchè raffredda il corpo e quindi determina un consumo di energia per riportare la temperatura basale a circa 36°, oltre all’energia consumata per nuotare.

Il mare fa bene per l’azione sinergica tra clima, acqua, sabbia, alghe e fanghi marini: non mi resta che augurarvi di godervelo il più possibile!

PERCHE’ INGRASSIAMO

Le persone in sovrappeso non sono grasse per caso, il loro amore per la tavola e l’apparente disinvoltura  con cui si rapportano al cibo nascondono un bisogno di gratificarsi mangiando e questo bisogno diventa impellente in quanto si innesta su arcaici meccanismi di sopravvivenza.

Ingrassiamo perché non riusciamo ad adattarci allo stile di vita moderno, ricco e comodo ma che non offre più la giusta dose di felicità e di appagamento. Questa carenza di piacere autentico danneggia la qualità della vita, e troviamo nel cibo una via di fuga di estrema efficacia.
Nutrirsi non è più ingerire una certa quantità di energia e di nutrienti, ma soprattutto il bisogno di compensare lo stress della vita moderna, concedersi un piacere fondamentale dato dalla soddisfazione degli organi sensoriali e degli istinti.
L’alimento perde la funzione nutritiva primaria per fornire un nutrimento infinitamente più prezioso: l’apporto di piacere o l’annullamento del dispiacere.
Tutto ciò che facilita la sopravvivenza genera piacere, e tutto ciò che la contrasta provoca dispiacere. L’atto di nutrirsi, apparentemente banale e facile da soddisfare, resta fondamentale per la nostra sopravvivenza, come bere e respirare, e di conseguenza è una delle fonti migliori di appagamento.

Io corro ai ripari facendo uno spuntino con frutta o una manciatina di noci o mandorle in modo da non arrivare a pranzo affamata, faccio attività fisica prima di cena e  tengo in frigorifero minestra di verdura o altri cibi leggeri, in modo da contrastare lo stimolo della fame prima di cadere in tentazioni più caloriche.

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