Melanzane al Cioccolato

Oggi è un buon giorno per cominciare!

Archivi per il mese di “aprile, 2012”

CURARSI CON GLI ALBERI

Ultimamente ho letto un articolo che parla dell’energia che gli alberi trasmettono, che può essere utilizzata come terapia.
E’ sufficiente appoggiarsi all’albero per qualche minuto per prendere un po’ della sua energia.
Non tutti gli alberi trasmettono lo stesso tipo di energia, per esempio la betulla dà una energia calmante, toglie lo stress, predispone a sentimenti di bontà e amore. Ci aiuta a fare pace con noi stessi, ad accettarci, predispone all’introspezione.
La quercia dà forza, potenza. Infatti basta guardarla, così forte e possente.
Il tiglio dà un’energia morbida, calmante. Trasmette calore, ci fa ritrovare la pace dimenticando i dispiaceri. Infatti in Cina é chiamato L’albero dell’oblio.
Anche il salice è calmante e fa passare il mal di testa. Ci aiuta nei cambiamenti, nella rinascita, in convalescenza o nella perdita di un affetto.
Il pioppo dà un’energia moderata e mobilita le forze nella direzione desiderata, corregge la psiche. Se lo abbracciamo ci passa la stanchezza, ma non dobbiamo esagerare perchè potremmo avere un capogiro.
Il castano selvatico guarisce le ferite dell’anima, ridà  rispetto di sè e la fiducia nel futuro. Predispone alla fantasia, ma un contatto eccessivo causa allucinazioni.
Il faggio ci dà una forza pregna di serenità, fiducia e stabilità. Ci aiuta a trovare forza dentro di noi per affrontare ogni problema con calma e sicurezza. Rafforza la fiducia in sè e aiuta a liberarsi dalle fobie. Aiuta a calmare dolori di stomaco  o gola, causati da un blocco di energia, collegato a paura o mancanza di fiducia.
Il noce ci sostiene nel bisogno di indipendenza e responsabilità, ci aiuta quando siamo indecisi e confusi.
L’abete, come suggerisce la sua forma con la punta tesa verso l’alto, sembra che faccia il collegamento tra terra e cielo,  mette in armonia la sfera materiale e quella emotiva. Aiuta a sbloccare la cattiva circolazione dell’energia o dei fluidi nell’organismo e facilita la respirazione.

Per essere un po’ più prosaica:  si può preparare uno sciroppo con gli aghi freschi di abete o pino alternando uno strato di aghi di circa 2 cm al miele, si fa macerare per almeno 2 settimane e poi si filtra. Si prende un cucchiaio, eventualmente diluito in acqua calda ed è indicato per malattie respiratorie o endocrine.

Io amo gli alberi a prescindere. Comunque mi sembra piacevole vederli anche sotto questo aspetto, cioè come guaritori e vi invito a lasciarvi andare a questo mondo misterioso e soprattutto a farvi tante passeggiate nei parchi e nei boschi!

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SOUFFLE’ ALLE ORTICHE

In un post precedente ho parlato delle proprietà terapeutiche dell’ortica, specialmente ad uso esterno.
Adesso ho il piacere di parlare del  loro delicato sapore proponendovi una ricetta da me sperimentata in cucina:

Il soufflé alle ortiche

4 uova
4 cucchiai di parmigiano grattuggiato
4 cucchiai di maizena
100 g di ortiche sbollentate
100 ml di latte scremato (mezzo bicchiere)
sale a piacere

Lavorazione:

Ho raccolto le ortiche.
Le ho lavate con cura.
Le ho sbollentate e scolate.
Le ho tritate col coltello.
Ho sbattuto le uova.
Ho aggiunto le ortiche tritate, il latte, la maizena, il parmigiano e il sale.
Ho mescolato e ho versato il composto negli stampini.
Ho cotto nel forno caldo a 200° per 20 minuti.

Per la salsa:

20 g di burro
200 ml di latte scremato (1 bicchiere)
1 cucchiaio di farina
1 cucchiaio di parmigiano grattuggiato

Ho fatto fondere il burro in un pentolino, ho aggiunto la farina e l’ho fatta dorare.
Ho aggiunto il latte caldo, a poco a poco, mescolando con cura per evitare la formazione di grumi.
Ho aggiunto il parmigiano e il sale.
Ho versato la salsa sui soufflè caldi e ho servito.

Il risultato è stato molto piacevole. Possono essere serviti anche come antipasto sfizioso e un po’ particolare per l’uso delle ortiche.
Io ho preferito la salsa tipo besciamelle, un po’ più leggera, ma stanno molto bene anche con la fonduta.

Provateli anche voi!

Chiedetemi l’amicizia su Facebook a questo link per vedere le fasi di lavorazione della ricetta.

IL VINO: UN GOCCIO DI BENESSERE

In un post precedente ho parlato del vino, consigliato anche da Umberto Veronesi, per quanto fa bene alla salute.
Adesso vorrei parlare di questo elisir di lunga vita perchè é buono e può rendere più piacevole un incontro con gli amici.

Prendiamo il vino rosso.
La temperatura ideale alla quale va consumato varia da 14° per il vino novello a 18-20° per il vino invecchiato.
Dobbiamo usare un calice  che ci permetta di vedere bene tutte le sfumature del suo colore e di sentirne il profumo.
Io a volte mi diverto a indovinare l’età di un vino.  Comincio da un esame visivo.
Faccio ruotare delicatamente il vino nel bicchiere e vedo come tarda a ritirarsi dalle pareti:  questi sono gli archetti, o lacrime, e più sono persistenti più il vino é consistente.

Passo poi a osservare il colore in controluce: un vino giovane ha il colore porpora. Man mano che invecchia, il colore cambia: diventa rubino, poi granata, fino ad assumere un colore aranciato.
Vedo poi la limpidezza del vino: quello giovane è ancora un po’ velato, poi diventa limpido fino a essere brillante.
Quando ho finito di contemplarlo e di vedere la sua bellezza, passo a un esame olfattivo: sento i profumi, che sono più o meno intensi, a seconda dell’invecchiamento.
Anche la persistenza dei profumi varia con il passare degli anni.
Cerco di individuare gli aromi, che possono essere fruttati o speziati, può sapere di mosto fresco, se è giovane,  di crosta di pane, di erbe, di legno eccetera.

Eccoci arrivati all’esame gustativo, e qui le mie papille danno inizio alle danze: può essere secco, abboccato (lieve sensazione di dolcezza), amabile (chiara sensazione di dolcezza), dolce o addirittura stucchevole.
Per quanto riguarda l’alcol, gli esperti preferiscono parlare di calore. Un vino con meno di 7° è considerato leggero, uno con più di 10° é poco caldo e uno con circa 14,5° è considerato abbastanza caldo.
L’acidità del vino viene chiamata morbidezza. Un vino troppo acido o astringente, che “lega la bocca” é considerato spigoloso.
Un vino che fa salivare la bocca per una forte acidità é considerato acidulo. Questa sensazione è causata dai tannini, sostanze contenute nella buccia e nei semi dell’uva.
Tutti questi aspetti danno corposità al vino e quando sono ben equilibrati diventano armoniosi e il vino raggiunge la pienezza e la sicurezza della maturità.
Non tenete le bottiglie troppo a lungo perchè il vino perde parte delle sue caratteristiche e diventa liquoroso.

Le virtù del vino stanno più che altro nella buccia dell’uva e nei semi, per questo è da preferire il vino rosso, che vi rimane a contatto più a lungo.

Se amate il bianco potete intuire se è un vino giovane o più maturo dal colore, che all’inizio è giallo verdolino, poi giallo paglierino, poi giallo dorato e infine giallo ambrato.
Per lo spumante state attenti alle bollicine, chiamate perlage: più sono piccole e persistenti, più il vino è pregiato.
Va detto inoltre che per avere i benefici del vino la quantità da consumare deve essere moderata e  si deve bere  durante o vicino ai pasti.

Con questo spero che possiate divertirvi a fare il sommelier e  a godervi il prossimo bicchiere con tutti i vostri sensi!

7 CONSIGLI PER MANGIARE MENO

A pranzo solo un panino e poi non ci vedo più dalla fame!

Appena decidiamo di metterci a dieta comincia a perseguitarci la fame: è il nostro nemico numero uno, quindi ben venga ogni accorgimento per ingannarla e raggiungere la meta che ci siamo prefissati.

Ecco alcuni consigli che possono essere utili:
1. Per prima cosa non dobbiamo mangiare all’infuori dei tre pasti principali e dei due spuntini (uno in mattinata e uno nel pomeriggio), per esempio sgranocchiare davanti alla televisione.

2. Non dobbiamo mangiare di nascosto dai nostri familiari. Se ci nascondiamo significa che esiste un problema con il cibo e dobbiamo prenderne atto.

3. Fare attività fisica prima dei pasti ci aiuta a mangiare meno, perché inibisce il senso della fame.

4. Dobbiamo bere frequentemente: a volte lo stimolo della sete si confonde con quello della fame, quindi bere è sempre una buona cosa. In più ci aiuta a depurarci e a idratarci.

5. Dovremmo nutrirci emotivamente frequentando amici, specialmente quelli che ci sostengono, e non accontentarci con chi ci dice Ma sì, tu stai bene anche così.
Dovremmo evitare però gli incontri in occasione di pranzi. So che è difficile, ma la nostra à una missione, ed è tempornea, quindi è meglio andare al cinema, fare passeggiate insieme e fare attività che ci tengono il pensiero lontano dal cibo, meglio ancora che ci facciano fare attività fisica.

6. Dovremmo prenderci più tempo per noi stessi, concedendoci momenti piacevoli, come un bagno profumato e rilassante, un dvd divertente, ascoltare la nostra musica preferita e fare ciò che ci piace. Possiamo provare nuove attività, per il gusto di sperimentare, potrebbe venire fuori un nuovo hobby che polarizza la nostra attenzione, tenendo lontano il pensiero dal cibo.

7. Evitare il sale, che fa aumentare l’appetito e fa ritenere i liquidi.

Ci sarebbe uno che credo sia il metodo migliore, direi miracoloso: innamorarsi.
Peccato che non basti solo la buona volontà!

Sono piccoli passi che ci portano verso il benessere. Cominciamo ora!

RISOTTO ALLE ORTICHE

In un post precedente ho parlato delle ortiche e delle loro virtù nella cura di numerosi disturbi.

Oggi vorrei parlare della loro versatilità in cucina e comincio con un risotto:

Ho raccolto le ortiche usando i guanti per proteggermi le mani.
Le ho pulite e lavate acuratamente.
Le ho sbollentate.
Le ho scolate e strizzate, conservando l’acqua di cottura.
Le ho tritate col coltello.
Ho tritato una cipolla e l’ho fatta soffrigere con poco olio d’oliva.
Ho aggiunto le ortiche e ho fatto insaporire per qualche minuto.
Ho aggiunto 140 g di riso (per due porzioni).
Ho tostato il riso per qualche minuto.
Ho aggiunto a poco a poco l’acqua di cottura delle ortiche e ho fatto cuocere il riso.
Ho salato.
Mantenendo il riso “all’onda”, cioè né troppo asciutto né troppo acquoso (piegando la padella il riso si sposta come un’onda), ho spento la fiamma.
Ho aggiunto una noce di burro e ho mantecato il riso.
Ho aggiunto due cucchiai colmi di parmigiano grattuggiato e ho servito.

Provate anche voi, ha un gusto delicato ed è pieno di minerali e vitamine!

Per vedere le fasi di lavorazione di questa ricetta potete chiedermi l’amicizia su Facebook a questo link.

UNA NUOVA ENERGIA DALLE ORTICHE

Fermi tutti, sono arrivate le ortiche nei campi!
Quando andate a fare le vostre passeggiate, unite l’utile al dilettevole e
raccogliete le ortiche!
E’ facile, basta mettersi dei guanti per non farsi pungere e avere con sé una borsa. Si trovano in abbondanza ai margini del bosco o lungo il fiume.

Maurice Mességué, esperto in erboristeria e Phitocosmesi, scriveva:

“Perchè mai si getta alle ortiche ciò che non si ama più? Io getterei alle ortiche proprio coloro che amo di più. Se dalle vostre escursioni in campagna e dai vostri picnic domenicali doveste riportare soltanto una pianta, che questa sia l’ortica”.

Già dai tempi antichi l’ortica é conosciuta come un sostegno dell’organismo ai cambi di stagione, soprattutto in primavera, essendo ricca di minerali come calcio, silicio, magnesio e fosforo.
Contiene anche una quantità significante di ferro, che stimola la produzuine di globuli rossi,  e quindi é indicata nei casi di anemia.
Inoltre é ricca di clorofilla, acido formico, tannino, carotene e vitamine come A, C e K e perciò é considerata un ottimo tonificante e ricostituente.
L’ortica ha proprietà diuretiche e depurative ed é una vera alleata dei reni, aiuta a eliminare gli acidi e il colesterolo. Viene usata con successo nella cura della gotta, artriti e reumatismi ed é indicata nella cura del diabete e dell’obesità.
Contiene inoltre piccole quantità di creatina che stimola la secrezione del succo pancreatico, facilitando la digestione.

Ho trovato alcuni modi d’impiego, a seconda delle nostre necessità:

Se volete fare una cura disintossicante preparate degli infusi  con 2 litri d’acqua e 3 cucchiai di ortica essiccata, da bere tutti i giorni, una tazza ogni 30 minuti, meglio se tra le ore 17 e le ore 19, con la luna decrescente. Poi fate una pausa di 14 giorni e ripetete la cura.
L’ortica ha proprietà antinfiammatorie e disinfettanti ed é indicata nella cura di dermatiti e acne, sotto forma di infuso o decotto.
Il decotto
  si prepara facendo cuocere per 10 minuti  30 g di foglie in mezzo litro d’acqua fredda, poi si filtra e si beve caldo o freddo.
LaTintura
é un concentrato, per chi non ama o non può bere tanti infusi o decotti e si prepara mettendo a macerare  20 g di ortica essicata in 100 ml di alcool a 25°. Si filtra e si conserva in bottiglie scure. Potete prenderne 4 cucchiaini a giorno.

Per curare punture d’insetto o dermatiti potete prepare un’ottima pomata mettendo a fondere a bagnomaria 250 g di cera d’api, alla quale aggiungere 30 g di ortica essicata. Poi cuocete a fuoco basso per due ore. Filtrate con un telo e strizzate bene (con i guanti!!). Conservate la pomata  in vasetti di vetro scuro.

Per curare una pelle grassa si possono fare bagni di vapore un volta alla settimana con 1 litro e mezzo di acqua bollente in cui si mettono a bollire per qualche minuto 3 cucchiai di ortica essicata.

Per preparare un ottimo astringente mettete a macerare per 2 settimane 4 cucchiai di ortica essicata in 4 cucchiai di alcool.  Filtrate e aggiungete  mezzo cucchiaio di borace, 3 cucchiai di amamelide e 10 gocce di glicerina. Per dare un buon profumo alla soluzione potete aggiungere 2 gocce di olio essenziale di rosa o di rosmarino. Ammalgamate bene e passate delicatamente la soluzione così ottenuta sulla pelle pulita.

Sappiamo già che l’ortica viene impiegata per rinforzare i capelli o per combattere la forfora, e a questo scopo può essere utile un infuso con mezzo litro di aceto, tre quarti di litro di acqua e 100 g di foglie. Fate bollire per 20 minuti, fate raffreddare e filtrate. Dopo aver lavato i capelli frizionate il cuoio capelluto con questa soluzione e aspettate 10 minuti. Sciacquate con acqua tiepida.

La saggezza popolare dice di raccogliere le ortiche ad aprile-maggio, con la luna calante.
Io prendo delle buone quantità, le pulisco acuratamente e le faccio sbollentare. Le strizzo e le divido in piccole porzioni che conservo nel freezer, così posso fare ottimi risotti o soufflé anche d’inverno!

Se volete potete chiedermi l’amicizia su Facebook a questo link  per vedere le fasi di lavorazione di alcuni piatti a base di ortica.

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